
There are no strangers here, only friends who never met.
Categorieamarcordawooo banana republic domande giochicateneaffini impressioni lupesche libri luna piena lupi in pantofole lupi on the road lupo sound manuale del piccolo sistemista news of the world ottimismo e fastidio quasi originale sciem trek senza parole soul landscapes topten tra le orecchie del lupo un lavoro da lupi vita Qualcosa sul Lupo"Trovo difficile definirmi. Sono arrivato alla mia età senza aver mai voluto appartenere a nulla, non a una chiesa, non a una religione: non ho avuto la tessera di nessun partito, non mi sono mai iscritto a nessuna associazione, nè a quella dei cacciatori nè a quella per la protezione degli animali. Non perchè non stia naturalmente dalla parte degli uccellini e contro quegli omacci col fucile che sparano nascosti in un capanno, ma perchè qualunque organizzazoine mi sta stretta. Ho bisogno di sentirmi libero. E questa libertà è faticosa perchè ogni volta, davanti ad una situazione, quando bisogna decidere cosa pensare, cosa fare, si può solo ricorrere alla propria testa, al proprio cuore e non alla facile linea, pronta all'uso, di un partito o alle parole di un testo sacro. Per istinto mi sono sempre tenuto lontano dal potere e non ho mai corteggiato chi lo aveva... ...Con queste lettere non cerco di convincere nessuno. Voglio solo far sentire una voce, dire un'altra parte di verità, aprire un dibattito... ...Allora io dico: fermiamoci, riflettiamo, prendiamo coscienza. Facciamo ognuno qualcosa e salviamoci. Nessun altro può farlo per noi. Da "Lettere contro la guerra" Tiziano TerzaniAmoLei, la mia lupacchiotta, il cibo piccante, osservare le persone, leggere in bagno, ascoltare buona musica, leggere (in generale), ridere di me, pensare, ridere in generale, mangiare bene e con calma, scoprire cose nuove, fare sportOdioLe idee preconfezionate, l'anice, il perbenismo, l'abuso di "k", gli estremi e gli estremismi, gli ombrelli, la mancanza di dialogo, chi urla per non far notare che non ha nulla da dire, odiareCommentiVecchioHidalgo in Alive 'n' kickin'FrancoG in Alive 'n' kickin' elleeci in Alive 'n' kickin' utente anonimo in Alive 'n' kickin' Aliseys in Alive 'n' kickin' Archiviooggiluglio 2008 aprile 2008 marzo 2008 febbraio 2008 gennaio 2008 dicembre 2007 novembre 2007 ottobre 2007 settembre 2007 agosto 2007 luglio 2007 giugno 2007 maggio 2007 aprile 2007 marzo 2007 febbraio 2007 gennaio 2007 dicembre 2006 novembre 2006 ottobre 2006 settembre 2006 agosto 2006 luglio 2006 giugno 2006 maggio 2006 aprile 2006 marzo 2006 febbraio 2006 gennaio 2006 dicembre 2005 novembre 2005 ottobre 2005 settembre 2005 agosto 2005 luglio 2005 giugno 2005 maggio 2005 aprile 2005 marzo 2005 febbraio 2005 gennaio 2005 dicembre 2004 novembre 2004 ottobre 2004 settembre 2004 Aggiungimi ai favoritiaggiungimi nei favoriti di splinderaggiungimi ai tuoi favoriti LinksAliseysAmmazzare la portinaia Amnesty International Avevo tempo da investire Beppe Grillo ChiaraParanoica Chinaski CryBoy Demon Kiss El Giramundo elleeci Ephrem Esercizio di buona follia Il Fantasma Il Pirata Metallico Il tempio di Theleme indymedia La Fabbrica Operante La Profe La strega metropolitana le fou jumeau LogorRomins Lupacchiotto MultiDario My Music Radio Capital Shelidon Squitto Stefano Benni Tessy The Gusty Bus Voglio Scendere Wikipedia Zanocom Contatore*loading* refreshCreditslayout: Lylaimages: Il Gemello Pazzo |
Indecision's song[venerdì, 21 marzo 2008, ore 13:10] [quasi originale, banana republic] Ormai non manca più molto al momento in cui andremo a votare, infatti si comincia già a tirare in bello gli indecisi. A quanto pare gli indecisi sono una categoria di persona senza opinioni e senza raziocinio, che non riescono a frsi un'idea di quello che pansano e che per questo decidono chi votare in base a fattori quasi totalmente aleatori. Fa eccezione che è indeciso perchè si rende conto che da qualunque parte caschi il suo voto le possibilità che le conseguenze siano un miglioramento della situiazione del paese sono minime, per cui è si' indeciso, ma come uno scommettitore che deve puntare tutti i suoi soldi su uno tra dieci cavalli, tutti dati per sfavoriti, ed allora cerca di individuare il meno sfavorito. Bene, a tutti gli indecisi (ma soprattutto alla seconda categoria di essi) è dedicata questa canzone: Di Tozzi - Howlingwolf Chi voto Chi voto, Un soldo Chi voto, In aria Chi voto Se viene testa io voto a sinistra Proviamoci Chi voto, io sono, chi voto, in fondo un indèciso Che non ha capito chi ascoltare Se Silvio O Walter il problema è che se penso, A quel che poi, fanno E un cane che gira in tondo e si morde la coda La scelta che col voto si fa Rendeteci l’altra metà Fate qualcosa per noi Primo Maggio, che coraggio Io chi voto mi chiedo da un po’ Non penso più ad altro Fammi pensare, ad un voto utile Dammi del vino ti prego Che forse da ciucco gli credo Uno vuol togliere l’ICI L’altro dice, di cambiare Il Pa Ese Intanto gli altri Dicono che dopo I due caporioni dei grossi partiti faranno L’inciucio E ci prenderanno in giro Prima di rifar la balena Quella che c’era una volta, quella bianca, con la croce E allora chi voto, non riesco a pensare Ad uno che vale Chi voto, chi voto, chi voto chi voto Dammi del vino ti prego Che forse da ciucco gli credo Uno vuol togliere l’ICI L’altro dice, di cambiare Il Pa Ese Intanto gli altri Dicono che dopo I due caporioni dei grossi partiti faranno L’inciucio E ci prenderanno in giro Prima di rifar la balena Quella che c’era una volta, quella bianca, con la croce E allora chi voto, non riesco a pensare Ad uno che vale Chi voto, chi voto, chi voto chi voto... Le due facce di San Valentino[giovedì, 14 febbraio 2008, ore 11:38] [quasi originale, impressioni lupesche] Oggi è uno dei giorni più controversi dell’anno. C’è chi odia San Valentino perchè sostiene che si tratti di una festa puramente commerciale (una volta si diceva “consumistica”), chi (giustamente) sostiene che San Valentino, cosi’ come la Festa della donna, dovrebbe essere ogni giorno quando invece ci si ricorda di avere un pizzico di attenzione per le proprie donne (siano esse fidanzate, mogli, sorelle, amichie, colleghe, mamme) soltanto in occasione delle ricorrenze “istituzionali”. Personalmente credo che entrambe le affermazioni contro questo tipo di celebrazioni siano vere, ma sono altrettanto convinto che se vissute con lo spirito giusto possano essere occasioni piacevoli per rinforzare un legame, per sottolineare la propria scelta di un’altra persona come compagna/o di vita, per dimostrae che si tiene davvero a qualcuno, al di là delle incomprensioni, dei piccoli screzi, dei momenti meno esaltanti. Ovviamente, e scusatemi se mi ripeto, è necessario che si presti attenzione al proprio partner anche nei restanti 364 giorni dell’anno, o si rischia di fare come quelli che fanno gli attivisti nella “giornata mondiale per la salvaguardia dell’ambiente” e d’estate vanno in spiaggia e lasciano chili di rifiuti in giro. Insomma, San Valentino, soprattutto in questo periodo ha due facce: sta a noi decidere quale preferiamo. Io scelgo questa: Se ti tagliassero a pezzetti il vento li raccoglierebbe il regno dei ragni cucirebbe la pelle e la luna tesserebbe i capelli e il viso e il polline di Dio di Dio il sorriso. Ti ho trovata lungo il fiume che suonavi una foglia di fiore che cantavi parole leggere, parole d'amore ho assaggiato le tue labbra di miele rosso rosso ti ho detto dammi quello che vuoi, io quel che posso. Rosa gialla rosa di rame mai ballato così a lungo lungo il filo della notte sulle pietre del giorno io suonatore di chitarra io suonatore di mandolino alla fine siamo caduti sopra il fieno. Persa per molto persa per poco presa sul serio presa per gioco non c'è stato molto da dire o da pensare la fortuna sorrideva come uno stagno a primavera spettinata da tutti i venti della sera. E adesso aspetterò domani per avere nostalgia signora libertà signorina fantasia così preziosa come il vino così gratis come la tristezza con la tua nuvola di dubbi e di bellezza. T'ho incrociata alla stazione che inseguivi il tuo profumo presa in trappola da un tailleur grigio fumo i giornali in una mano e nell'altra il tuo destino camminavi fianco a fianco al tuo assassino. Ma se ti tagliassero a pezzetti il vento li raccoglierebbe il regno dei ragni cucirebbe la pelle e la luna la luna tesserebbe i capelli e il viso e il polline di Dio di Dio il sorriso. F. De Andrè E a chi ci crede, e lo fa davvero, auguro di passare una giornata meravigliosa in compagnia di coloro che portano nel cuore.
Monito del cantastorieOne describes a tale best by telling the tale. You see? The way one describes a story, to oneself or to the world, is by telling the story. It is a balancing act and it is a dream. The more accurate the map, the more it rensembles the territory. The most accurate map possible would be the territory, and this would be perfectly accurate and perfectly useless. The tale is the map which is the territory. You must remember this. Il miglior modo per descrivere una storia è raccontarla. Capite? Il modo in cui una persona descrive una storia, a sé stesso o al mondo, è raccontandola. E’ un atto di equilibrio ed un sogno. Più accurata è la mappa, più rispecchia il territorio. La più precisa mappa possibile sarebbe il territorio stesso, e questo sarebbe perfettamente accurato e perfettamente inutile. La storia è la mappa, che è il territorio. Non bisogna dimenticarlo.
Neil Gaiman, American Gods. Titolo e traduzione del brano a cura del Lupo. Si avvicina Sanremo[venerdì, 01 febbraio 2008, ore 12:57] [quasi originale, banana republic] Non nel senso che c'è stato un movilmento tellurico e la città s'è appropinquata al confine, nel senso del Festival che tutto fa scordare e tutto anestetizza... E siccome era un po' che non scrivevo una canzone, pensavo di presentarmi all'Ariston (ovviamente senza essere stato invitato) per cantare questa, peraltro pregna di significati legati all'attualità. Dedicata ai miei cognati ed alla loro nipotina, ed a tutti gli amici che questa situazione la stanno vivendo in pieno. Di Pappalardo - Howlingwolf: Inceneriamo (canto notturno di un guaglione errante del Napoletano) Lassame gridare, e correre dentro, Inceneriamo! percio’, ci proviamo... Inceneriamo! Inceneriamo! Tu non perdi occasione
Destra Sinistra[lunedì, 21 gennaio 2008, ore 10:57] [quasi originale, banana republic] Tutti noi ce la prendiamo con la storia Ma cos'è la destra, cos'è la sinistra... Fare il bagno nella vasca è di destra Ma cos'è la destra, cos'è la sinistra... Una bella minestrina è di destra Ma cos'è la destra, cos'è la sinistra... Le scarpette da ginnastica o da tennis Ma cos'è la destra, cos'è la sinistra... I blue-jeans che sono un segno di sinistra Ma cos'è la destra, cos'è la sinistra... La patata per natura è di sinistra Ma cos'è la destra, cos'è la sinistra... La piscina bella azzurra e trasparente Ma cos'è la destra, cos'è la sinistra... L'ideologia, l'ideologia Io direi che il culatello è di destra Ma cos'è la destra, cos'è la sinistra... La tangente per natura è di destra Ma cos'è la destra, cos'è la sinistra... Il saluto vigoroso a pugno chiuso Ma cos'è la destra, cos'è la sinistra... L'ideologia, l'ideologia Canticchiar con la chitarra è di sinistra Ma cos'è la destra, cos'è la sinistra... La risposta delle masse è di sinistra Ma cos'è la destra, cos'è la sinistra... Una donna emancipata è di sinistra Ma cos'è la destra, cos'è la sinistra... Tutti noi ce la prendiamo con la storia Ma cos'è la destra, cos'è la sinistra... Destra-sinistra Giorgio Gaber Leggo e linko, perchè non c'è proprio niente da aggiungere. Quotations[giovedì, 20 dicembre 2007, ore 12:14] [quasi originale] Qualche citazione sparsa, nell’impossibilità di produrre qualcosa di mio. La mente di terza classe è felice quando pensa con A. Milne (creatore di Winny Pooh) Meglio aver fatto qualcosa che essere stati qualcuno. Claude Monet Sii sincero, ma poi vattene immediatamente. Proverbio sloveno La vita non è una cosa da ridere, ma chi puo’ immaginare di vivere senza ridere. Leonid Sukhorukov Un gatto è un leone in una giungla di piccoli cespugli Proverbio indiano Amo il lavoro; mi affascina. Posso star seduto a guardarlo per ore. Adoro tenermelo vicino; l’idea di liberarmene mi spezza il cuore. Jerome K. Jerome Chi concede un favore dovrebbe scordarsene subito, se non vuole dimostrare di avere uno spirito sordido ed ingeneroso. Ricordare ad un uomo di avergli concesso una gentilezza e parlargliene, equivale in sostanza alla recriminazione. Demostene Pubblicità regresso - Diventa un politicoNatale sta per arrivare: lo si intuisce dalla comparsa di centinaia di Babbi Natale in miniatura impiccati alle finestre e dalla scomparsa di centinaia di Euro dai portafogli. L’approssimarsi della festività più dispendiosa dell’anno sottolinea (come se ce ne fosse bisogno) lo stato disastroso di buona parte della popolazione italana, sotto una miriade di punti di vista. Poco considerati, male informati, strumentalizzati, sottopagati, spremuti e beffati navighiamo come paperelle di gomma al largo del Capo di Buona Speranza, in balia della corrente (politica), sballottati dalle onde (elettromagnetiche), assaliti dagli squali (umani), i più sfortunati hanno anche stormi di gabbiani che gli cagano in testa. Cosa possiamo fare noi appartenenti a quella categoria che pur non essendo ancora arrivata alla soglia della povertà, è già sul pianerottolo a cercare il campanello? Quale escamotage possiamo inventarci per sollevare un pochino la testa? Si’, perchè il problema non è tanto stare nella merda fino al collo, chè ormai siamo abituati, il problema viene quando qualche bastardo si tuffa a bomba e fa l’onda... Pensa e ripensa, e poi con la gentile imbeccata di Avevo, sono arrivato a figurarmi una soluzione alle nostre pene di ceto mediobasso tendente ai pigreco mezzi: diventiamo tutti politici! Se riusciremo a diventare tutti esponenti politici, non importa a che livello e non importa di quale schieramento, potremo finalmente godere dei privilegi, delle spintarelle, delle amicizie importanti, delle regole non scritte che li vedono sempre protagonisti e beneficiari! A questo punto della mia riflessione, due obiezioni mi hanno dato da riflettere: -se tutti diventassimo politici, chi potremmo sfruttare? -come possiamo diventare politici? Altro pensa e ripensa (penso molto in fretta!) e sono arrivato a trovare le risposte a queste importantissime domande: -innanzi tutto non ho detto che tutti dobbiamo (possiamo) diventare politici. Io parlavo della classe mediobassa, di coloro che visti dal Darfur vivono come re ma che osservati da un paese di quelli che ci ostiniamo a considerare nostro pari (Francia, Olanda, Spagna ecc.) risultano essere provetti acrobati, specializzati nell’equilibrismo socio-finanziario. In secondo luogo, forza, non fate i moralisti senza fantasia, si trova sempre qualcuno da opprimere... -in effetti diventare politici non è poi semplice come sembra: indispensabile è avere talento nell’arte del ruffianaggio, faccia di bronzo e coscienza ipotrofica, ma soprattutto uno dei più grandi scogli da superare è riuscire a parlare per ore senza dire assolutamente nulla. Bene, almeno questa caratteristica non è più un problema: grazie a questo prezioso specchietto, segnalato appunto da Avevo, ora tutti possiamo dare aria alla bocca senza che le nostre affermazioni possano nuocerci in alcun modo, e proprio perchè saranno talmente insensate da poter essere rivoltate secondo l’occasione!
Personalmente consiglio, per meglio utilizzare questo prezioso strumento, di adottare la tecnica dei dadi (i dadi a dieci facce sono diventati comuni dopo l’avvento dei giochi di ruolo). Per esempio, sono su un palco, o meglio ospite di Vespa e devo parlare di sviluppo economico (ma anche di immigrazione, di sicurezza sul lavoro o di qualunque altro argomento). Ovviamente non ho la più pallida idea di come risolvere il problema, allora cosa faccio? Ricorro al Prontuario Di Frasi A Tutti Gli Usi Per Riempire Di Vuoto Il Nulla e cosi’ mi esprimo:
“L’approccio programmatico presuppone un corretto rapporto fra struttura e sovrastrutture nel primario interesse della popolazione non sottacendo ma anzi puntualizzando a monte e a valle della situazione contingente l’appianamento di discrepanze e di discrasie esistenti”.
Cosa ho detto? Nulla, ma sfido chiunque a dimostrarlo! La cosa migliore del Prontuario è che è ampliabile e modificabile mano a mano che l’esperienza lo renda necessario e l’occasione lo richieda. Ancora BenniCito a memoria, per cui non garantisco la corrispondenza totale con il brano in questione. Spero che nè l’autore nè i suoi lettori mnemonicamente più dotati me ne vogliano. Primario – “Allora, mi dica, chi preferirebbe venisse eletto, Corvo o Cornacchia?” Paziente – “Lei cosa preferirebbe, un cancro al fegato o metastasi maligne in sede epatica?” P.s. In libreria da qualche giorno c’è “La grammatica di Dio”, l’ultimo libro di Stefeno Benni. Non l’ho ancora letto, ma so di non sbagliare nel consigliarlo a tutti. Se proprio non lo trovaste, portatevi a casa un altro suo titolo, a caso. Non sbaglierete. Ciao, buon fine settimana, abbiate cura di voi! Non Disprezzare[venerdì, 14 dicembre 2007, ore 09:58] [quasi originale] Non disprezzare il poco, il meno, il non abbastanza Stefano Benni Quotation (alibi)[venerdì, 23 novembre 2007, ore 09:54] [quasi originale] The man who writes about himself and his own time is the only man who writes about all people and all time. In memoria di una persona. E di un luogoLa prima volta che ho sentito una canzone dei Modena City Ramblers era il 1994. Un pomeriggio, anzichè studiare, stavo guardando senza troppo entusiasmo la televisione e capitai su Videomusic (l’antenata italiana di MTV e di AllMusic). Lasciai le canzoni a fare da sottofondo, utilizzando la televisione al posto della radio, cercando di tornare a concentrarmi sui libri, cosi’ che presto smisi di ascoltare con la parte cosciente di me, impegnata a sviscerare i segreti di un raconto di Nathaniel Hawthorne. Ad un certo punto, una canzone profondamente diversa dalle altre colpi’ la mia attenzione: per il primo minuto avevo inconsciamente seguito ed apprezzato la melodia di ispirazione folk irlandese (già da allora la mia passione per l’Isola di Smeraldo era radicata e palese) senza fare gran caso al resto, poi mi resi conto che era cantata in italiano, e la stranezza della cosa mi stupi’, cosi’ mi misi ad ascoltare con attenzione: la voce solista era calda, il tin whistle ti trasportava dritto nel cuore di una terra antica e magica, le parole erano una dichiarazione d’amore e di nostalgia come raramente ne ho sentite fare per terre in cui non si è nati. Mi scrissi il nome del gruppo ed alla prima occasione mi precipitai da Mauro. Mauro era il proprietario dell’ultimo vero negozio di dischi di Tortona: un buco piazzato in un vicolo che lui, cresciuto e formato a suon di Deep Purple (tanto da dare al negozio il nome di “Il magico Glenn” in omaggio a Glenn Huges) gestiva con un’apertura mentale invidiabile. Nonostante la grande passione che il mio ormai amico e confidente musicale aveva per il prog metal e per l’hard rock anni ‘70 infatti, “il Magico” era il ritrovo di tutti coloro che non si erano mai rassegnati ad ascoltare solo quello che passava il convento, ma desideravano allargare i propri orizzonti e cercare, ognuno secondo i propri gusti, tra dischi nuovi e “d’epoca” qualcosa che facesse vibrare la propria anima. In negozio si potevano trovare dischi e cd di blues, soul, rock, punk, folk, cantautori italiani e stranieri, country, e quello che non aveva sul momento, Mauro cercava e trovava sempre. Quella volta gli chiesi di cercare “Riportando tutto a casa”, e lui, quando lo trovo’ ed io andai a prenderlo, mi chiese di ascoltarlo insieme li’ in negozio come faceva quasi sempre con cio’ che non conosceva. Rimase entusiasta della commistione tra melodie e strumenti tipici irlandesi e la fisarmonica, il folk ed il dialetto modenese, e comincio’ a consigliare a chi sapeva che avrebbe apprezzato l’acquisto del cd, che peraltro era venduto all’onestissimo prezzo di 24mila lire. Nel frattempo io imparavo a memoria tutte le canzoni di quel cd e mi ripromettevo (mantenendo l’impegno) di seguire assiduamente la carrierra di questo gruppo di vagabondi, che negli anni hanno continuato a viaggiare, a imbastardire il loro stile e soprattutto a credere fermamente nella musica come messaggio di ideali. Qualche anno fa “Il Magico Glenn” ha cambiato proprietario ed è diventato uno di quei negozi di rarità musicali tutto prezzo e niente sostanza, nel quale sono entrato una sola volta poco dopo il cambio di gestione, e che ho accuratamente evitato e continuo a scansare come L’altro ieri un’altra anima se n’è andata: quella di Luca “Gabibbo” Giacometti, uno dei componenti dei Modena City Ramblers, in cui suonava chitarra, mandolino, banjo e buzouki irlandese. A lui ed al ricordo di un piccolo negozio di dischi voglio dedicare questo testo: Di tutti i poeti e i pazzi MCR – La Strada (Grande Famiglia) Quello che gli animali non dicono[venerdì, 13 luglio 2007, ore 10:48] [quasi originale, giochicateneaffini] Dirige l’orchestra il maestro Doolittle, cantano Dana e Leopoldo Di Ruggeri, Dana e Leopoldo: “Quello che gli animali non dicono” Ci facciamo compagnia, un gatto ed una cagna se la tocchi sai che ti mordero’ Montessori contro Tyson - Analisi sociopedagogica generazionale[venerdì, 18 maggio 2007, ore 09:21] [quasi originale, impressioni lupesche] Non vorrei sembrare uno di quei “vecchi dentro” che bigotteggiano tutto il giorno e rimpiangono fantomatici tempi migliori, uno di quelli che “si stava meglio quando si stava peggio” e “non ci sono più i giovani di una volta”, pero’ ultimamente mi sto rendendo conto di una cosa. La mia generazione, quella di chi è intorno ai trent’anni, è l’ultima alla quale i genitori si sono sentiti in diritto di rifilare qualche schiaffone in occasione degli immancabili casini o delle mancanze di rispetto nei loro confronti, e casualmente è anche una delle ultime costituita da persone che sanno cosa vuol dire essere educati e rispettosi nei confronti del prossimo. Ora, non voglio passare (soprattutto non ora che sto per diventare papà) per uno che si lancia in apologie dell’educazione a metodo “tattile” e riconosco che spesso abbiamo (in quanto categoria) preso botte inutili o esagerate in rapporto a quanto avessimo combinato. So anche che è molto più importante far capire ad un bambino/ragazzino dove e perchè sbaglia piuttosto che non farlo smettere di sbagliare per paura di sputare un dente. In tutta la mia vita sono sempre stato convinto che il dialogo come strumento per far capire al prossimo il proprio punto di vista sia il metodo migliore per risolvere problemi e vertenze di ogni tipo. Il problema è che da quanto vedo accadere davanti ai miei occhi quotidianamente, ovvero bambini e ragazzi che si prendono libertà inconcepibili con genitori, insegnanti e sconosciuti mi rendo conto che anche se sono “passate di moda”, due sberle ogni tanto, date con cognizione di causa, ci starebero in pieno. Come non sentirsi prudere la mani nell’assistere alla scena di un bambino di dieci anni che manda la madre affanculo o che la apostrofa come cretina o stronza? Chi non ha mai avuto l’impulso di sparare un manrovescio al ragazzino di quindici anni che si crede il cugino di Dio e prende a male parole il vecchietto o la signora di turno sull’autobus? Da figlio (ed ex bambino ed adolescente) casinista, polemico, tendente alla ribellione fisica ed intellettuale e poco propenso (soprattutto ai tempi) a ponderare le mie azioni, riconosco che qualcuno (non tutti, per carità) degli schiaffoni che ho preso nel corso degli anni mi sia tornato prepotentemente utile, almeno per farmi capire che alle persone, in primo luogo ai propri genitori, si deve portare rispetto. Certo, se poi ci si rende conto che chi si ha di fronte il rispetto non lo merita è un altro discorso, ma la base di partenza irrinunciabile per la convivenza con il resto della popolazione mondiale è e deve essere il rispetto per il prossimo e se per inculcarlo nei giovani virgulti servono una o due sberle, bah, a mio avviso il gioco vale la candela. A tal proposito mi torna in mente una canzone... Di Alan Sorrenti – Howling Wolf: “Figli delle Sberle” Con delle sberle noi Siamo stati educati “con la mano” Due belle sberle e noi Istantaneamente le orecchie Abbassavamo Non puoi risponder male Non puoi far grandi cazzate Che arrivano gli schiaffi A ricordarti la regola Che non si sgarra Quante ne hai prese tu, quante ne han date a me Noi siamo figli delle sberle Figli di quei genitori all’antica Noi siamo figli delle sberle Che certi giorni abbiam la testa che ancora gira Noi siamo figli delle sberle Senza segni senza lividi ma col ricordo Noi oggi figli delle sberle Sappiam distinguere il giusto dell’errore A suon di sberle noi Siamo stati educati “con la mano” Due belle sberle e noi Di non dar fuoco al letto ricordavamo Non era mica per cambiarti Soltanto un po’ per ricordarti Anche il rispetto sai Certe lezioni sai Io non le scordero’ Dovunque tu sarai Dovunque io saro’ Noi siamo figli delle sberle Figli di quei genitori all’antica Noi siamo figli delle sberle Che certi giorni abbiam la testa che ancora gira Noi siamo figli delle sberle Senza segni senza lividi ma col ricordo Noi oggi figli delle sberle Sappiam distinguere il giusto dell’errore Buon Week-endSpero non ne abbiate bisogno quanto me, in ogni caso riposatevi, divertitevi e soprattutto abbiate cura di voi!
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