Ululare alla Luna

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Qualcosa sul Lupo

"Trovo difficile definirmi. Sono arrivato alla mia età senza aver mai voluto appartenere a nulla, non a una chiesa, non a una religione: non ho avuto la tessera di nessun partito, non mi sono mai iscritto a nessuna associazione, nè a quella dei cacciatori nè a quella per la protezione degli animali. Non perchè non stia naturalmente dalla parte degli uccellini e contro quegli omacci col fucile che sparano nascosti in un capanno, ma perchè qualunque organizzazoine mi sta stretta. Ho bisogno di sentirmi libero. E questa libertà è faticosa perchè ogni volta, davanti ad una situazione, quando bisogna decidere cosa pensare, cosa fare, si può solo ricorrere alla propria testa, al proprio cuore e non alla facile linea, pronta all'uso, di un partito o alle parole di un testo sacro. Per istinto mi sono sempre tenuto lontano dal potere e non ho mai corteggiato chi lo aveva... ...Con queste lettere non cerco di convincere nessuno. Voglio solo far sentire una voce, dire un'altra parte di verità, aprire un dibattito... ...Allora io dico: fermiamoci, riflettiamo, prendiamo coscienza. Facciamo ognuno qualcosa e salviamoci. Nessun altro può farlo per noi. Da "Lettere contro la guerra" Tiziano Terzani

Amo

Lei, la mia lupacchiotta, il cibo piccante, osservare le persone, leggere in bagno, ascoltare buona musica, leggere (in generale), ridere di me, pensare, ridere in generale, mangiare bene e con calma, scoprire cose nuove, fare sport

Odio

Le idee preconfezionate, l'anice, il perbenismo, l'abuso di "k", gli estremi e gli estremismi, gli ombrelli, la mancanza di dialogo, chi urla per non far notare che non ha nulla da dire, odiare

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Lupo Sound - Calypso

[lunedì, 04 febbraio 2008, ore 17:34] [lupo sound]

Ovviamente dopo avere ripetuto sei volte che l’appuntamento con Lupo Sound non avrebbe avuto nessuna possibilità di ripetersi con cadenza regolare, mi ritrovo ad una settimana esatta dal primo post sulla mia musica, a “proporvi” un altro disco.

A proposito, né nel post precedente né in questo vengono nominati i CD, ma non è per snobismo nè perchè il sia un cultore del vinile.

La spiegazione è molto più semplice: per me un CD è uno strumento che puo’ contenere di tutto, dalle foto al software, ad un libro, per cui anche se la mia musica è principalmente su CD, per me il prodotto degli sforzi creativi di chi scrive, arrangia, suona e canta è sempre stato e sempre sarà un disco o un album.

Detto questo, veniamo al reale argomento di questo post:

 

Harry Belafonte, Day-O

Se non è stato l’inventore del Calypso, Belafonte è stato colui che più ha contribuito a portarlo a conoscenza del grande pubblico, soprattutto negli anni ’50 e ’60.

Tutti (almeno fino alla mia generazione) conoscono il reef di “Banana Boat” e quasi tutti sanno cantare almeno un pezzetto del ritornello di “Matilda”, anche se probabilmente non sanno associare le due canzoni al Re del Calypso Harry Belafonte.

Questo album raccoglie, oltre ai due classici di cui sopra, canzoni che sono dichiarazioni d’amore per la propria terra (“Jamaica Farewell” e “Island in the Sun”) ed esempi splendidi di uno stile musicale che se puo’ sembrare un tantino ingenuo dimostra, se ascoltato con un po’ più d’attenzione, di essere tra le basi di molti dei generi di cui è costituito l’ensemble della musica moderna. Da qui si è evoluto il reggae ma non solo.

E poi alle feste, un paio di canzoni di questo album fanno sempre allegria!


HowlingWolf | permalink | commenti (4)




Per cominciare

[lunedì, 28 gennaio 2008, ore 16:06] [lupo sound]

Ho deciso che, nella vagonata di cose di cui non v'importa nulla che vi propino, una in più o una in meno non puo' rappresentare un peso insostenibile, per cui oggi agli appuntamenti assolutamente senza scadenze precise con le Top Ten, si aggiungono anche quelli a ricorrenza casuale con Lupo Sound, ovvero un’excursus attraverso la mia musica, senza restrizioni di genere, distanza nel tempo o qualità in termini assoluti. Avvertenza: tendero’ a segnalare album e gruppi poco conosciuti, per cui chi ascolta soltanto musica strafamosa e/o di moda, puo’ cliccare qui.

 

Altra piccola premessa: Compatibilmente con la disponibilità di Jake ed Elwood (i miei due neuroni), ogni puntata di Lupo Sound avrà un tema. Il tema di oggi è “musica divertente”.

 

Primo album: Violent Femmes, New Times

I Violent Femmes sono attivi dagli anni ottanta, e questo album in particolare è del 1994, ma il loro indefinibile genere di musica non potrà mai passare di moda per il semplice motivo che di moda non è mai stato.

Ogni canzone del disco è diversa dalle altre per impostazione, arrangiamento, stile e sonorità, ed ognuna è un gioco, uno scherzo in cui è evidente che i tre componenti del gruppo si divertono come pazzi.

C’è di tutto, il (quasi) hard rock (Key of 2), il pezzo elettronico (Machine, alienante e bellissimo), la ballata (When Everybody’s Happy), persino una specie di valzer (Jesus Of Rio) ma tutto è filtrato e deformato dallo stile tutto personale che possono dare (oltre a tre menti folli) un bassista e polistrumentista geniale, un cantante dal timbro assurdo ed un batterista il cui strumento è costituito da soli tre pezzi.

 

Secondo album: Primus, Sailing The Seas Of Cheese

Altro disco degli anni ’90 (1994, per la precisione).

I Primus sono un altro gruppo dal genere indefinibile, anche se tendenzialmente fanno musica più vicina al rock di quanto non accada per i Violent Femmes.

La prima cosa che si nota ascoltando questo album è che ogni componente della band ha una tecnica mostruosa, e subito dopo ci si accorge che prendersi sul serio è l’ultima cosa che vogliono fare. Le canzoni hanno testi folli, ironici o dichiaratamente demenziali, i ritmi sono serratissimi e la voce, nasale e dal timbro particolare, del cantante contribuisce a creare una serie di canzoni che si possono ascoltare per godere di ottima musica splendidamente suonata, ma anche per divertirsi e basta.

Da non perdere “Tommy the Cat”, con la collaborazione di quel genio di Tom Waits, “Seas of Cheese” (grande l’effetto “navigazione a vela” ottenuto col contrabbasso), e se non ricordo male (non ho l’album sottomano) “Grandad’s Little Ditty”, cantata sotto la doccia.

 

Terzo album: Little Charlie & The Nightcats, Night Vision

Finalmente il disco blues. Che poi, in realtà, non è che sia proprio blues classico, anzi. Qui si parla di una (spaventosa) base Blues su cui è stato costruito un album che sconfina ora nel rockabilly, ora nel jazzy, ora nel blues più “delta”, con il risultato di ottenere una specie di “happy blues” che non puo’ non far sorridere anche chi non è proprio di umore solare.

C’è tutto quello che serve: chitarra, armonica, basso, piano, una sezione fiati, e tutti gli strumenti sono molto ben suonati da persone che hanno una voglia matta di divertirsi giocando con i suoni ed i testi. Splendide nella loro ironia “My Next ex-wife” e “I’ll Never do That no More”, nella quale la voce solista dichiara “I’ll never do that no more” ed un coro di voci nasali e petulanti risponde “Ain’t that the same thing you said before?”.

Altri due pezzi che amo particolarmente sono “You Win” e “Sure Seems Strange”, e da non dimenticare è la presenza come ospite alla chitarra di Joe Louis Walker.


HowlingWolf | permalink | commenti (8)