Ululare alla Luna

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Qualcosa sul Lupo

"Trovo difficile definirmi. Sono arrivato alla mia età senza aver mai voluto appartenere a nulla, non a una chiesa, non a una religione: non ho avuto la tessera di nessun partito, non mi sono mai iscritto a nessuna associazione, nè a quella dei cacciatori nè a quella per la protezione degli animali. Non perchè non stia naturalmente dalla parte degli uccellini e contro quegli omacci col fucile che sparano nascosti in un capanno, ma perchè qualunque organizzazoine mi sta stretta. Ho bisogno di sentirmi libero. E questa libertà è faticosa perchè ogni volta, davanti ad una situazione, quando bisogna decidere cosa pensare, cosa fare, si può solo ricorrere alla propria testa, al proprio cuore e non alla facile linea, pronta all'uso, di un partito o alle parole di un testo sacro. Per istinto mi sono sempre tenuto lontano dal potere e non ho mai corteggiato chi lo aveva... ...Con queste lettere non cerco di convincere nessuno. Voglio solo far sentire una voce, dire un'altra parte di verità, aprire un dibattito... ...Allora io dico: fermiamoci, riflettiamo, prendiamo coscienza. Facciamo ognuno qualcosa e salviamoci. Nessun altro può farlo per noi. Da "Lettere contro la guerra" Tiziano Terzani

Amo

Lei, la mia lupacchiotta, il cibo piccante, osservare le persone, leggere in bagno, ascoltare buona musica, leggere (in generale), ridere di me, pensare, ridere in generale, mangiare bene e con calma, scoprire cose nuove, fare sport

Odio

Le idee preconfezionate, l'anice, il perbenismo, l'abuso di "k", gli estremi e gli estremismi, gli ombrelli, la mancanza di dialogo, chi urla per non far notare che non ha nulla da dire, odiare

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Piccolo spazio pubblicità

[martedì, 01 aprile 2008, ore 10:52] [lupi in pantofole, impressioni lupesche]

Ovvero: ma certi spot passano qualche controllo prima di essere messi in onda?

Per esempio, nel nuovo spot con Gattuso e la famiglia Totti, quello in cui tutti si parlano per mezzo di bicchieri di carta uniti da fili di lana, c’è qualcosa che non va.

No, non mi riferisco all’immagine di Gattuso nella vasca da bagno, nè all’idea dei bicchieri, anche perchè credo che tutti quelli cha abbiano almeno la mia età (ed avevano il Manuale delle Giovani Marmotte) ci abbiano provato almeno una volta, da bambini. Quello che non riesco a capire è come sia possibile che nessuno si sia ricordato che per trasferire la voce il filo dev’essere teso!

Ok, mi si puo’ obiettare che si tratta di un dettaglio, che rispetto a molte altre pubblicità almeno c’è un’idea originale, che i pubblicitari non brillano per senso pratico... tutto vero, non lo nego, pero’ porca miseria, almeno provare a fare le cose per bene!

 

Altro esempio: la nuova crema idratante della colombella che, grande novità, al suo interno ha l’ossigeno puro!!!

Ora, io di chimica non ho mai avuto grandi voti, ma mi sono consultato anche con un paio di ingegnieri amici miei e siamo tutti arrivati alla conclusione che fino a prova contraria l’ossigeno è un gas, per cui metterlo in una crema significa, appunto, legarlo a qualche altro elemento il che, per definizione, non lo rende più “puro”. A meno che non intendano dire che l’ossigeno puro viene iniettato al posto dell’aria nel tubetto della crema, anche se vedo poi difficile riuscire a spalmarselo in faccia.

 

Poi, ma questa è quasi storia vecchia, i cereali per la colazione che “aiutano a mantenere la linea*”. No, non mi sono sbagliato a digitare, l’asterisco c’è anche nelle pubblicità: infatti se si sta attenti, avvicinandosi moltoallo schermo si puo’ notare che in basso, in caratteri minuscoli c’è la spiegazione di quell’asterisco, ovvero una frase che dice “se abbinato ad alimentazione controllata ed equilibrata e a sufficiente attività sportiva”.

A questo punto la mia perplessità è la seguente: ma se mangio cose sane e senza eccessi, e se faccio sport su base regolare, a che c@$$o mi servonoi cereali? Non starei in forma comunque, anche solo bevendo una tazza di latte al mattino?

 

Infine, le compagnie telefoniche, soprattutto quelle che ricorrono a primati come testimonial (e non mi sto riferendo a Mike Bongiorno o a Cristian De Sica).

“Attiva l’ADSL con noi e pagherai soltanto 4.90 al mese!

Già, per un mese, poi scatta automaticamente la tariffa standard, che è di 24.90 al mese.

Pero’ te lo dicono eh?! Vicino al 4.90 a caratteri cubitali c’è un asterischino che rimanda alla solita scritta a fondo schermo (questa pero’ come se non bastasse scorre a velocità siderali) in cui si specifica che alla fine del primo mese (o due, ora non ricordo) la tariffa promozionale decade ed entra in vigore quella standard.

 

A questo punto ho il terrore di scoprire che la banca della zucca, che ti dà il 5% (circa) d’interesse suil conto per il primo anno, dal secondo anno in poi vuole essere pagata per averti dato il privilegio di essere suo cliente...


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La Paranza

[lunedì, 03 marzo 2008, ore 15:11] [lupi in pantofole, topten]

No, non ero in lutto perchè il povero Mastella non lo vuole più nessuno, e nemmeno avevo deciso di correre da solo, semplicemente dopo cinque anni di immunità, mi sono permesso di farmi cogliere impreparato dall’influenza e sono stato una settimana a casa dal lavoro a farmi passare il febbrone.

In teoria avrei elaborato una serie di post da pubblicare al moi ritorno (cioè ora), ma tra il delirio piretico e la poca previdenza (non ho preso appunti), l’unica cosa pubblicabile che rimane di questa mia settimana di latitanza coatta è la lista dei

 

Dieci segnali che hai la febbre troppo alta

 

01- Ti sei fatto prescrivere le supposte di antipiretico dal veterinario dell’ippodromo.

02- Hai cosi’ freddo che per scaldarti pensi a quanto sarebbe bello sdraiarsi nudo nella neve.

03- Hai visto un’intera puntata di “Amici” perchè non avevi la forza di alzare il telecomando per cambiare canale.

04- Le ossa ti fanno più male di quella volta che sei caduto col motorino. Sulla ghiaia. Da un ponte.

05- Il gatto si aggira per casa con indosso una mascherina chrurgica.

06- Ti accendi le sigarette infilandotele nel naso (cit.)

07- Pensi che in fondo Mastella sia una brava persona.

08- Ti sei affacciato alla finestra e ti hanno scambiato per Dario Argento.

09- Scaldi l’acqua per il the intingendo per due minuti l’indice nella tazza.

10- Ti aggiri per casa ciabattando oscenamente con l’aria sconvolta, avvolto in un plaid ed urlando “Penitenziagite!” a tutti quelli che vedi.


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Ma oggi è solo martedi'?

[martedì, 11 settembre 2007, ore 17:18] [awooo, lupi in pantofole, un lavoro da lupi]

Questa mattina, verso le sei, ero sveglio (beh, più o meno!) e stavo rigirandomi in testa l'ossatura di un bel post: divertente ma con qualche spunto di riflessione più seria, persino con un paio di frasi ad effetto.

Poi mi sono riaddormantato, ma sono riuscito a conservare l'idea fino al riusveglio, ed ero proprio felice, perchè non mi succede spesso. Purtroppo appena sveglio ho cominciato a girare come una trottola nel tentativo di portare due divani ed una lavatrice su per due rampe di scale strettie e ripide, poi una volta riuscito nell'impresa (che ha richiesto, tra una cosa e l'altra, tutta la mattinata), sono venuto in ufficio e tra mezzogiorno ed ora ho affrontato un riavvio di server, tre diversi problemi di procedure (e quando delle procedure automatiche vanno fatte girare a mano non è un buon segno), un blocco inspiegabile del server di stampa e una decina di piccoli interventi di ordinaria disperazione.

Morale, non ho la più pallida idea di cosa mi passasse per la testa stamattina, ho male alla schiena e il mio stomaco è offesissimo perchè il panino con i wurstel trangugiato davanti al pc all'una gli ha fatto il solletico...


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Notizie dal fronte

[lunedì, 10 settembre 2007, ore 17:11] [lupi in pantofole]

Torno dopo la “licenza paternità” per dimostrare di essere ancora vivo e soprattutto per condividere con voi la mia esperienza di neopapà. Ecco, in breve, alcune delle riflessioni che ho fatto (e che per evidenti ragioi non ho avuto occasione di scrivere) in queste tre settimane in cui sono “scomparso”:

 

Se posso permettermi un consiglio, non traslocate mentre sta per nascervi un figlio!!!! Difficilmente infatti, se passate intere giornate all’ospedale a fare compagnia alla vostra Lei attendendo che la piccola si decida a nascere, riuscirete anche ad organizzare il trasferimento di qualche tonnellata di scatoloni, mobili e paccottiglia varia da una casa all’altra.

 

I traslochi costano, in denaro ed in salute (soprattutto dal punto di vista ortopedico). Non importa se, come me, siete accaniti sostenitori del trasloco fa da te: a meno che non siate proprietari almeno di un furgone di media taglia, un trasloco è un’impresa da titani. Noi ci siamo spostati di meno di cinque chilometri, da un appartamento (quarto piano, ascensore minuscolo) nel paese nuovo ad un appartamento su due livelli nel borgo antico, ma la poca dstanza non ha assolutamente reso le cose più facili. Le scale strette e ripide della nuova Tana, i mille viaggi fatti per portare gli scatoloni con una 206 ed il camallaggio (dicesi camallaggio: opera precipua del camallo, ovvero dello scaricatore di porto) dei, per fortuna pochi, mobili hanno minato la mia povera schiena, mentre la piattaforma speciale per sollevare i mobili troppo grandi (due divani e la lavatrice) o troppo pesanti per essere portati a braccia ha minato il mio già disastrato portafoglio.

 

Ora, chiedo scusa ma essendo tornato al lavoro ed avendo trovato 706 mail nella casella di posta, non ho più tempo per continuare, se ne riparla domani.

 

Ciao, abbiate cura di voi!

M.


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Desaparecidos

[venerdì, 31 agosto 2007, ore 15:08] [lupi on the road, lupi in pantofole]

Lo so, in questo periodo sto trascurando molto il blog e di conseguenza tutti voi.

Mi piacerebbe scrivere di noi, di Camilla, del trasloco e di un sacco di cose, ma non ne ho il tempo, e presto staccherò anche il collegamento Internet da casa, per cui temo che prima del 10 di Settembre (data in cui tornerò al lavoro) questo blog possa considerarsi "Chiuso per ferie".

Mi mancherete, fate i bravi (ma non troppo)

M.


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Ferragosto alternativo

[giovedì, 16 agosto 2007, ore 12:07] [lupi on the road, lupi in pantofole]

Personalmente non mi è mai piaciuta particolarmente la frenesia che prende il popolo italiano (e soltanto il popolo italiano) in corrispondenza del Ferragosto.

Non ho mai trovato cosi' divertente l'idea di saltare in macchina all'alba per fare la partenza intelligente, trovarmi incolonnato per chilometri insieme a migliaia di altri intelligentoni, arrivare in spiaggia per ritrovare il mio vicino di coda e centinaia di suoi (e miei) simili stipati come aringhe in un barattolo, tirare fuori dalla (pesantissima) borsa frigo la lasagna o andare a farmi avvelenare e derubare in un ristorante, scottarmi al sole o maledire le nuvole, impacchettare tutto e ripartire per incolonnarmi di nuovo, dimostrando che il livello d'intelligenza della popolazione dev'essersi alzato inverosimilmente, arrivare a casa in piena notte affamato, irritato, stanco, bruciacchiato, impanato di sabbia e con i timpani distrutti dai figli dei vicini di asciugamano, fare una doccia e sentire al telegiornale il servizio sulle vacanze dei Vip, andare a dormire bestemmiando perchè domani in ufficio mi addormentero' sicuramente...

Molto, ma molto meglio passare la mattinata a scamallare scatoloni di libri dal vecchio appartamento al nuovo, ed il pomeriggio a montare mobili ed a provare l'impianto home cinema, splendido regalo di nozze che purtroppo non avevo mai avuto l'occasione di utilizzare (a proposito, grazie sorellina!)...

Stamattina sono a pezzi ugualmente, ma almeno ho fatto qualcosa di utile!

Ciao, take care!

M.


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De vita incasinata

[giovedì, 12 luglio 2007, ore 12:19] [lupi in pantofole, un lavoro da lupi]

In questo periodo avrei bisogno di giornate un tantino più lunghe di quelle che la natura ci ha messo a disposizione.

Sul lavoro le cose stanno procedendo senza eccessivi scossoni e/o tragedie immani, ma il carico di cose da fare è pesante ed impegnativo. Se a tutto questo aggiungiamo che col caldo il livello di sanità mentale dei miei amatissimi utenti tende a crollare come un castello di carte sotto un uragano, capite bene che arrivo alle cinque e mezza con la testa che mi fa male ed un subbuglio immane nei boxer, tanto mi girano.

Per fortuna per andare e tornare dalla stazione da questa settimana posso usare la tanto cercata Vespa “old fashioned” che ho trovato su Ebay qualche tempo fa, e che fino alla settimana scorsa non avevo nemmeno avuto il tempo di assicurare.

In effetti girare per questo estremo angolo di Liguria, famoso per avere una sola strada ed un traffico degno di ben altre categorie di città, sgusciando tra le auto incolonnate a cavallo di quello che è già diventato il mio mezzo preferito è un piacere che rende le mie giornate lavorative molto meno pesanti di quanto non fossero quando restavo incastrato nelle code con l’autobus.

Sul fronte casa/famiglia poi, tutto sta procedendo speditamente e nel migliore dei modi, anche se l’impegno per portare avanti i vari “fronti” sta mettendo a dura prova la mia e (soprattutto) la di Lei resistenza. Seguire i lavori di ristrutturazione del nuovo appartamento, scegliere ed ordinare mobili, accessori e (particolare non da poco) il lucernaio (ma quando sarà finita, che casa che verrà fuori!), preparare gli scatoloni per il terzo trasloco in tre anni (e dopo questo ci vorranno le bombe per buttarmi fuori da li’!), disdire contratti, cercare un traslocatore, progettare trasferte tortonesi per recuperare qualche mobile da casa dei miei, sono tutte cose che si fanno con gioia ma che impegnano a fondo.

Insieme ai Suoi genitori, giunti qui per portare il loro sostegno fisico e morale in preparazione dell’imminente trasloco e dell’ormai prossimo parto, ieri è arrivata anche Dana, una dolcissima e un po’ lagnosa cagna undicenne che sta ancora cercando di trovare un compromesso di convivenza con il buon Leopoldo (per smemorati e neofiti, il gatto più bello e carogna del mondo che vive con noi da quasi tutti i suoi due anni di vita), il chè, se da un lato rende le giornate ancora più piene (come se ce ne fosse bisogno), dall’altro aggiunge un altro motivo di divertimento nell’immaginarsi il significato degli sguardi che i due si lancheno quando s’incrociano.

In tutta sincerità devo ammettere di essere stupito dal fatto che non sia scoppiata una rissa di dimensioni bibliche nel momento del primo incontro, e le ultime notizie da casa mi dicono che l’atmosfera è già parecchio rilassata.

Devo ricordarmi di comprare qualcosa di buono per entrambi, per ringraziarli di non aver trasformato il salotto in un ring.

 

Insomma, tutta ‘sta storia per dirvi che se ogni tanto sparisco per un giorno o due, non è perchè non vi voglio più bene o (ORRORE!) perchè ho perso la voglia di scrivere, ma semplicemente perchè mi mancano il tempo o le energie mentali per gettarvi in pasto una delle mie vaccate quotidiane...

 

Ciao a tutti, and take care of you all!

M.


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Ma che bella giornata!!!

[mercoledì, 27 giugno 2007, ore 11:12] [lupi on the road, lupi in pantofole, ottimismo e fastidio]

A parte la citazione di Ugolino (non sapete chi è? Cercatevelo, male non farà), la cui canzone aveva un finale che spero di non ripetere, oggi non posso nemmeno dire “era meglio se restavo a letto”.

 

A letto, infatti, eravamo da tre ore quando alle (appunto) tre di stamattina una scampanellata imperiosa ed urgente ci ha fatti

- svegliare di colpo

- preoccupare parecchio

Sono andato alla porta e già a metà strada (un metro e mezzo su tre, non crediate che abitiamo in una reggia) ho cominciato a sentire del trambusto provenire dal pianerottolo. Buttato l’occhio allo spioncino mi sono trovato davanti alla porta un poliziotto col dito incollato al campanello che sbraitava “Il caseggato a fianco è in fiamme, dovete scendere subito in strada!”

Non posso dire che mi sono svegliato di colpo perchè mentirei spudoratamente, ma il pilota automatico che mi aiuta sempre nei casi d’emergenza ha preso il sopravvento.

Avverto Lei, ci infiliamo una parvenza d’abbigliamento da esterno, facciamo (a turno) un salto in bagno (chissà quanto tempo dovremo stare per strada...), recuperiamo il gatto e lo infiliamo nel trasportino, Lei prende due felpe, io raccatto cellulari portafogli documenti ed una bottiglia d’acqua (ci sarà sicuramente fumo) e ci fiondiamo per le scale.

Appena fuori dalla porta ci troviamo insieme agli altri condomini e mi rendo subito conto che siamo quelli che si sono meglio organizati.

Due ragazze che hanno affittato un appartamento per le ferie (che culo!) sono praticamente in camicia da notte, la coppia del piano di sopra è vestita ma lei ha in braccio il gatto avvolto in una coperta, gli anziani arrancano smadonnando e preoccupandosi in almeno quattro dialetti diversi.

Già dopo tre gradini l’aria comincia a farsi grigia, pesante ed acre; dico a Lei di proteggersi naso e bocca con una falda della maglia, e faccio appena in tempo perchè fuori dal portone sembra Vercelli in una mattina di novembre (la sola differenza è che la nebbia è bianca, quel fumo era quasi nero). Gli occhi bruciano, respirare è difficile, ma usciamo dal corridoio di fumo e ci ripariamo sottovento insieme agli altri.

La strada è piena di poliziotti, carabinieri e pompieri. La palazzina a due piani attaccata al nostro palazzo è un forno. Dalle finestre del primo piano escono enormi colonne di fumo che il leggero (per fortuna) vento schiaccia a terra.

Faro' il Pompiere!!!

Troviamo un posto dove ripararci, una panchina per Lei ed ho il tempo di guardarmi intorno. C’è chi è più tranquillo, chi fa commenti del cazzo come “era ora, finalmente la butteranno giù ‘sta topaia piena di sudamericani!”, chi telefona, chi chiede ai poliziotti quanto tempo dovrà restare fuori casa (come se loro lo sapessero!).

Una ragazzina è scalza, lo sguardo umido e fisso di chi è ad un passo dallo stato di shock, poi una sua amica l’abbraccia, un pompiere le dà una coperta e un amico una sigaretta, e lei si calma un po’.

Restiamo li’ a guardare i pompieri correre su e giù per un ora buona, poi il fumo comincia a diminuire fino a scomparire del tutto. I vigili del fuoco rallentano, poi cominciano a raccogliere l’attrezzatura mentre alcuni di loro portano all’esterno qualche maceria bruciacchiata.

Alle cinque ci permettono di rientrare: Lei sta bene, ha solo tossito un po’ all’inizio, io non ho problemi (sonno tremendo a parte), Leo si è comportato da micio coraggioso, tutto bene.

La casa puzzava un pochino di bruciato, ma non ce ne siamo quasi acorti. Ci siamo fiondati nel letto perchè la mia sveglia, implacabile, alle sette meno dieci avrebbe suonato come tutte le mattine.

 

Ora, tutto questo già giustificherebbe il titolo del post, ma siccome non mi faccio mancare nulla i treni per Monaco stamattina avevano tutti dai quaranta ai settanta minuti di ritardo, il primo a partire s’è riempito come un vasetto di alici sott’olio (vi giuro che c’era anche l’olio!) e quando sono arrivato in ufficio ho scoperto che il mio collega (sul quale facevo affidamento per permettermi di riposarmi un po’ durante la mattinata) oggi è assente (giustificatissimo, per carità!). In compenso cretini e casini non mancano mai.

 

...e sono solo le undici di mattina...


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ZOT! E sei fregato!

[venerdì, 15 giugno 2007, ore 15:35] [awooo, lupi in pantofole, impressioni lupesche]

Come tutti coloro che hanno un contratto con l’ENEL e probabilmente anche gli altri sanno, tra breve sarà possibile cambiare il proprio fornitore di energia elettrica.

Nulla di male in tutto questo, anzi! Almeno in teoria la concorrenza dovrebbe rendere le tariffe più eque ed abbordabili (almeno in teoria, poi il fatto che siamo in Italia aggiunge all’equazione una variabile impazzita che non si puo’ ignorare...).

A me sono già arrivate alcune lettere da parte di diversi prossimi concorrenti dell’ENEL in cui mi si facevano offerte e mi si blandiva per convincermi a sottoscrivere un contratto con loro.

La più bella, lo ammetto, è quella che mi è arrivata dall’ENI in cui si diceva che mi avrebbero regalato un’ora di elettricità al giorno (probabilmente dalle due alle tre di notte), che se gli rimandavo l’adesione firmata avrebbero provveduto personalmente a disdire il contratto con ENEL senza chiedermi una lira (ci mancherebbe ancora!), che sarebbe stata una comodità IMMANE avere radunate in un’unica bolletta le spese per corrente e gas (eh, si’, cosi’ pagare diventa uno spasso!).

Nella busta c’erano il modulo di adesione da firmare e da riempire con tutti i dati del contratto da trasferire, la busta preaffrancata per rispedire il modulo e tre o quattro fogli in cui veniva decantata la convenienza dell’offerta.

 

...peccato che non ci fosse nessun cenno delle tariffe...

Ciao a tutti, and take care of you and your pockets!

M.


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Briefing

[martedì, 27 marzo 2007, ore 13:16] [vita, tra le orecchie del lupo, lupi in pantofole, un lavoro da lupi]

Allora:

Del mio lavoro, in fondo in fondo non v'importa granchè, ed in tutta sincerità in questo periodo non ho proprio voglia di scrivere sull'argomento.

La vita privata procede senza scossoni e senza grosse novità. Il bimbo cresce (e balla come un ossesso nella di Lei pancia), sul fronte casa poche nuove senza rilevanza.

Elucubrazioni personali: non pervenute, ultimamente al lavoro ho mille cose a cui pensare e diecimila a cui cercare di non pensare troppo; quando ne esco metto le sedie sui tavoli, spengo le luci e tiro giù la serranda del cervello, sperando che un po' di tempo con Lei, qualche risata, un buon film e/o un buon libro e una birretta mi permettano di ricominciare l'indomani senza essermi avvicinato troppo alla soglia di sopportazione (non voglio picchiare nessuno).

Gli amici non li vedo da un po' e mi mancano parecchio, per cui conto i giorni che mancano a Pasqua quando Lei ed io ricompariremo sotto il cielo dell'avita mia cittadina e sarà festa grande...

...alla luce di questi fattori, cosa potrei mai scrivere? Ci vediamo tra qualche giorno, quando mi si riaccenderà (anche a mezzo servizio) il cervello.

Take care

M.


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Ebbene no...

[lunedì, 22 gennaio 2007, ore 12:29] [lupi in pantofole]

...non sono morto.

Oddio, dopo due giorni (giovedì e venerdì) a scamallare avanti e indietro scrivanie, armadi, pile di pratiche e computer quale unico (o quasi) maschio adulto nel pieno possesso delle proprie facoltà fisiche dell'ufficio, dopo una giornata (domenica) passata con trentotto e mezzo di febbre causa colpo di freddo, tosse "asinina" ed attacchi di vomito non mi sento esattamente in forma, lo confesso, pero' sono ancora vivo...

Dai, che piuù tardi torno e se la maledizione del racconto incompiuto non colpisce ancora termino quella storia (anche se non ve ne può fregar di meno) e poi torno a postare le solite vaccate.

Ciao, a dopo!


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L'ozio e la serenità

[mercoledì, 06 dicembre 2006, ore 13:12] [tra le orecchie del lupo, lupi in pantofole, un lavoro da lupi]

Innanzi tutto che nessuno si preoccupi, non ho intenzione di riportare lunghe citazioni di Epicuro, che pure ha scritto e molto bene sull’argomento, ma fare qualche riflessione personale.

Venerdi’ scorso ho avuto una giornata lunga ed affaticante (lavoro di routine al mattino, preparazione di un impianto audio in una sala conferenze all’ora di pranzo, viaggio a casa per prepararmi, viaggio di ritorno e conferenza più cena aziendali dalle cinque del pomeriggio a mezzanotte passata) e ieri e l’altro ieri sono state altre due giornate parecchio pesanti (basti sapere che ieri pomeriggio mi sono dovuto reinventare traslocatore mentre lunedi’ sono stato ininterrottamente davanti ad un pc dalle nove alle cinque senza neanche il tempo di mangiare un boccone).

Non intendo lamentarmi, in fondo è il prezzo da pagare per controbilanciare il fatto di fare un lavoro mai noioso e discretamente pagato, quello che voglio dire è che proprio grazie agli ultimi dieci giorni lavorativi ho assegnato ancora maggiore importanza al tempo libero e (appunto) all’ozio come componente indispensabile per raggiungere e mantenere la serenità.

Per capirci, con ozio non intendo stare sbracati sul divano con una birra in una mano, il telecomando nell’altra e un filo di bava che scende dalla bocca, il mio concetto di ozio prevede soprattutto attività che stimolino e rilassino la mente deviandone il corso dei pensieri dai binari del lavoro e dello stress.

Per esempio, personalmente il tipo di giornata oziosa che preferisco deve comprendere almeno due tra le seguenti attività:

passare del tempo con Lei a chiacchierare, a giocare o aiutandola in qualche lavoretto;

leggere un buon libro;

ascoltare musica (buona, ovviamente);

farsi quatttro chiacchiere tra amici (e magari una partita a calcio balilla) possibilmente davanti ad una birra (o due);

fare una gita (meglio se con Lei), non importa dove, anche una passeggiata puo’ bastare;

fare sport (partita a calcetto, partitella di basket);

fare il cretino (giocare a pallone in spiaggia o in acqua, organizzare un mini torneo notturno di “calcio ubriaco” nel parcheggio di un pub, giocare a freccette ridendo come matti, ecc.);

cazzeggiare un po’ col computer (leggere i blog degli amici, scrivere qualcosa sul mio, cimentarmi in qualche gioco).

Come si puo’ facilmente intuire leggendo la lista, non si tratta di attività particolarmente virtuose, lo ammetto, ma sono (fino ad ora, poi potrei scoprirne altre domani) le uniche che mi consentono di rilassare la mente oltre al corpo (in modo diversi, lo ammetto) e di passare qualche ora lasciando che le mie (invero scarse) capacità di concentrazione si focalizzino su temi diversi da quelli a cui si viene portati dal lavoro, e più piacevoli proprio perchè scelti liberamente e non imposti nè da persone (capi) nè da situazioni.

Con questo discorso non voglio dire che il mio sogno sia di oziare tutto il giorno tutti i giorni, anzi! Sono convinto che senza l’opportuno contraltare il dolce far nulla in breve tempo si trasformi in una situazione in cui si comincia a perdere la voglia di fare qualunque cosa, proprio perchè non si apprezza più la possibilità di farla. Innegabile è pero’ il fatto che senza la possibilità di dedicare ciclicamente una parte del proprio tempo alle proprie attività preferite si perde anche la possibilità di scaricare lo stress e ricaricare sè stessi di energia.

 

Se poi qualcuno tra queste righe volesse leggerci un “avrei bisogno di qualche giorno di ferie”, beh, chi sono io per oppormi alla sua interpretazione?

 

Ciao a tutti, abbiate cura di voi (e del vostro tempo libero)

M.


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Dal balcone, mezz'ora fa

[sabato, 11 novembre 2006, ore 17:39] [senza parole, lupi in pantofole, soul landscapes]


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Spot

[venerdì, 27 ottobre 2006, ore 11:24] [lupi in pantofole]

Date un'occhiata Qui... non vi faccio anticipazioni, potrei rovinare la sorpresa.


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Di come il palato influenzi l'umore

[giovedì, 28 settembre 2006, ore 16:54] [luna piena, lupi in pantofole, impressioni lupesche]

Ieri, tornando a casa, ho avuto la conferma che una giornata puo’ cambiare volto in un attimo.

Appena sono entrato nella Tana, infatti, Lei mi ha detto, tutta contenta, che ha trovato un tizio che si fa mandare (e ovviamente rivende) la mozzarella di bufala D.O.P. del (non prendo una lira quindi NON è un messaggio promozionale) Caseificio Caputo, che poi è quello da cui si serve la di Lei famiglia (e metà della popolazione della provincia) da anni.

Per far capire a tutti cosa significa devo fare un piccolo excursus storico: come tutti i piemontesi sono nato e cresciuto nella convinzione che quelle insipide ed eteree palline di siero di latte che si trovano al supermercato e che (purtroppo) dalle mie parti si mettono sulla pizza fossero mozzarelle e fossero buone. La prima volta che sono andato ad Aversa con Lei, pero’, ho avuto modo di scoprire che innanzi tutto non si chiamano mozzarelle ma fior di latte e in seconda battuta che paragonate alla vera mozzarella, quella di bufala (ma anche in assoluto a pensarci bene), fanno schifo.

Da quella mia visita in terra aversana (alla faccia della visita, in una settimana ho preso 3kg!) non sono più stato in grado di mengiare una “fiordilatte” ed a malapena la sopporto sulla pizza (sempre che non sia una margherita perchè allora o bufala o morte!).

Il fatto è che la differenza tra i due prodotti (che d’ora in poi saranno indicati con i termini “mozzarella” per la bufala e “schifezzina” o equivalente per la fiordilatte) non risiede soltanto nel sapore, che pure nella mozzarella è più forte, deciso e sfaccettato (non è difficile, la fiordilatte non sa di una mazza...) ma anche nell’aroma più intenso, nella maggiore consistenza, ruvida all’interno ma dalla “buccia” liscia e resistente, ed infine nel succo che sprigiona ad ogni morso.

Morale della favola, ieri sera (e oggi a pranzo) mi sono deliziato il palato con due splendide mozzarellone da 250g ed oggi i colleghi che mi hanno visto mangiare per un attimo devono aver pensato che stessi vedendo la Madonna...

Per concludere, due piccole “dritte” a proposito della mozzarella:

 

Quella veramente fresca (prodotta al massimo da 48 ore), quando la si morde, produce un suono carateristico sfregando contro i denti, una specie di squittio.

 

Mai, e sottolineo MAI conservare la mozzarella in frigo. S’asciuga e diventa buona solo per essere messa sulla pizza (o nei peperoni ripieni e cose simili). La mozzarella si conserva a temperatura ambiente, immersa nell’acqua (che poi è siero di latte) che si trova dentro la sua confezione.

 

Ciao, abbiate cura di voi (e del vostro palato, che fa spesso contatto con l’umore!)


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