Ululare alla Luna

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Qualcosa sul Lupo

"Trovo difficile definirmi. Sono arrivato alla mia età senza aver mai voluto appartenere a nulla, non a una chiesa, non a una religione: non ho avuto la tessera di nessun partito, non mi sono mai iscritto a nessuna associazione, nè a quella dei cacciatori nè a quella per la protezione degli animali. Non perchè non stia naturalmente dalla parte degli uccellini e contro quegli omacci col fucile che sparano nascosti in un capanno, ma perchè qualunque organizzazoine mi sta stretta. Ho bisogno di sentirmi libero. E questa libertà è faticosa perchè ogni volta, davanti ad una situazione, quando bisogna decidere cosa pensare, cosa fare, si può solo ricorrere alla propria testa, al proprio cuore e non alla facile linea, pronta all'uso, di un partito o alle parole di un testo sacro. Per istinto mi sono sempre tenuto lontano dal potere e non ho mai corteggiato chi lo aveva... ...Con queste lettere non cerco di convincere nessuno. Voglio solo far sentire una voce, dire un'altra parte di verità, aprire un dibattito... ...Allora io dico: fermiamoci, riflettiamo, prendiamo coscienza. Facciamo ognuno qualcosa e salviamoci. Nessun altro può farlo per noi. Da "Lettere contro la guerra" Tiziano Terzani

Amo

Lei, la mia lupacchiotta, il cibo piccante, osservare le persone, leggere in bagno, ascoltare buona musica, leggere (in generale), ridere di me, pensare, ridere in generale, mangiare bene e con calma, scoprire cose nuove, fare sport

Odio

Le idee preconfezionate, l'anice, il perbenismo, l'abuso di "k", gli estremi e gli estremismi, gli ombrelli, la mancanza di dialogo, chi urla per non far notare che non ha nulla da dire, odiare

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Storia di “A”

[lunedì, 14 gennaio 2008, ore 16:52] [vita, amarcord, luna piena]

Durante l’inverno in cui ho lavorato in Spagna mi è capitato di dover sostituire per una decina di giorni, insieme ad un ragazzo italiano, la collega che si occupava del Miniclub.

Nè io nè Gianluca, il mio collega e compatriota, avevamo grande esperienza di gestione di bambini, ma essendo bassa stagione sapevamo che non ne avremmo dovuti gestire più di una decina al massimo, per cui ce la serammo cavata facendo con la proiezione di un cartone animato e (speravamo) lasciando i pargoli liberi di scarrozzare per i gochi del giardino.

Le nostre previsioni si rivelarono esatte, finchè il terzo giorno non arrivo’ “A”.

“A” era un bimbo di quattro o cinque anni, biondissimo e bianchissimo, che trovammo già al miniclub quando arrivammo la mattina.

La procedura non era da manuale, ma siccome non era la prima volta che un genitore più frettoloso degli altri passava cinque minuti in anticipo e non avendo voglia di aspettare piazzava il pargolo nel cortile ad aspettarci, non ci facemmo nemmeno troppo caso.

Non sapendo quale potesse essere la nazionalità del bimbo, ma deducendo che sicuramente non era turco o greco, provammi a salutarlo in inglese e tedesco, ma lui non dava l’impressione di capire.

Nonostante l’aspetto del nostro piccolo e misterioso ospite non fosse esattamente mediterraneo tentammo con lo spagnolo, l’italiano, il francese e, disperati, anche col greco, ovviamente senza successo. Ad ogni frase che gli si rivolgeva, il biondino rispondeva soltanto “A!” variando, secondo i casi, l’intonazione. Per capirci:

 

Io (o Gianluca) - Ciao piccolo!

Lui – A!

I o G – Come ti chiami?

Lui – A.

I o G - Vuoi giocare?

Lui – A...

I o G – Credi che il surriscaldamento del globo porti davvero all’innalzamento del livello dei mari? E se si’, cosa pensi che potremmo fare per contrastare questa tendenza tanto dannosa per l’ecosistema?

Lui – A?

 

Insomma, era chiaro che l’unico modo per comunicare con quel bambino fosse quello di giocarsela a gesti ed intonazioni della voce. Il problema era che ovviamente, non potendo comunicare, il nostro amico “A” (la decisione di chiamarlo cosi’ fu la cosa più naturale del mondo) non riusciva nemmeno a partecipare ai giochi degli altri bambini.

Gianluca ed io ci consultammo e decidemmo che lui si sarebbe occupato del gruppetto di quelli con cui si riusciva bene o male a capirsi mentre io avrei tenuto occupato “A” con giochi per cui la comunicazione verbale fosse limitata al minimo.

A dire la verità ero felice di far compagnia ad “A”, avevo preso a cuore questo bimbo che si trovava in un posto che non conosceva e senza nessuno, nemmeno i suoi coetanei, che spiccicasse una sola parola nella sua lingua.

Misi molto impegno nell’impresa di farlo divertire: giocammo a pallone, ci arrampicammo sulle giostre, disegnammo animali assurdi, riuscimmo persino a divertirci entrambi, perchè “A” era simpatico e sorridente, nonostante la barriera linguistica.

 

La sera la madre si presento’ a prenderlo e scoprimmo che “A” era Finlandese ed era in vacanza con entrambi i genitori, i quali parlavano un ottimo inglese, appena venato da un accento slavo. Incuriositi chiedemmo alla madre il nome del bimbo e venimmo a scoprire che era “Ondro” (chiedo scusa agli eventuali lettori finnici, la trascrizione del nome è ovviamente fonetica) e che si era comunque divertito.

 

Per tutta la settimana io e “A” (confesso che continuammo a chiamarlo cosi’) diventammo inseparabili, e ci divertimmo a giocare; riuscii persino ad insegnargli a ritagliare forme (farfalle, animali, visi e persone) simmetriche da regalare alla madre piegando in due i figli di carta, e con mia grande soddisfazione, dopo un piccolo corso accelerato di italiano “A” prese a salutare sua madre con un sonoro “Ciao Mamma!”, quando lei lo veniva a prendere.

Al momento della partenza della famiglia i genitori di “A” mi dissero che il bambino era un po’ triste perchè si era divertito molto con noi e confesso che la cosa mi fece un enorme piacere.

 

Ora “A” sarà un teen-ager grande e grosso, ma ogni tanto mi scopro achiedermi se sa ancora dire “Ciao Mamma!”.


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I dieci motivi per cui sono sparito per un po'

[martedì, 21 agosto 2007, ore 22:51] [vita, luna piena]

01- Abbiamo un trasloco "a puntate" in corso

02- Erano gli ultimi giorni della di Lei gravidanza

03- Lei è stata ricoverata per il parto

04- La lupacchiotta non si decideva a nascere

05- La lupacchiotta ritardava il momento della nascita

06- Aspettavamo la lupacchiotta

07- Eravamo in ospedale ad aspettare la lupacchiotta

08- La lupacchiotta, sebbene pronta, si rifiutava di uscire a vedere il mondo

09- Oggi si è deciso per un cesareo....

10- OGGI E' NATA CAMILLA!!!!!!!!!

Sono un lupo esausto e totalmente sconvolto dalla gioia.

Occhio però, carogne, disonesti, cattivi in generale: il lupo con famiglia diventa ancora più cattivo ed agguerrito!


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E’ mio fratello…

[martedì, 10 luglio 2007, ore 10:17] [tra le orecchie del lupo, luna piena]

…perchè so che se ho bisogno lui c’è, come lui lo sa di me

…perchè è l’unico a cui abbia mai dato le chiavi della mia macchina dicendogli “portami a casa”

...per quella volta che abbiamo pogato come pazzi chiusi nella Panda con l’autoradio a palla

...per tutte le nottate passate a sviscerare i grandi temi della vita frammisti a cazzate immani, gonfi di birra e risate

...per la gara di Pringles sull’argine dello Scrivia (chi ne caccia in bocca di più e riesce a mangiarle senza soffocare vince)

...per il rodeo sulle giostrine a molla sul castello

...perchè è venuto con me a fare spallate col mare grossissimo

...perchè è con lui che ho vissuto, sofferto e gioito durante i mondiali dell’anno scorso

...perchè è con lui che ho festeggiato l’oro europeo di basket 1999 e l’argento olimpico 2004

...perchè è il miglior socio di calcetto che abbia mai avuto

...perchè di me sa praticamente tutto, e nonostante questo mi vuole ancora bene

...perchè se ce n’è per lui ce n’è anche per me, e viceversa

...perchè gli devo un sacco, e lui nemmeno se ne ricorda.


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On air: Matchbox blues, BB King & Eric Clapton

[giovedì, 24 maggio 2007, ore 11:23] [vita, tra le orecchie del lupo, luna piena]

Con la scusa che il rumore dei motori delle auto di F1 fa troppo casino mi sono infilato le cuffie del lettore Mp3, tanto se il telefono suona il led in alto a destra s’illumina e comunque la suoneria è alta e si fa sentire al di sopra di tutto.

Sul pc accanto a questo su cui sto scrivendo stanno girando 77 aggiornamenti di Windows, passaggio obbligato dopo una reinstallazione, e se nessuno combina casino nei prossimi dieci minuti ho tempo per pensare allo stato d’animo di ieri ed a quello molto più positivo con cui mi sono svegliato stamattina.

 

Da bambino ero abbastanza chiuso e timido ma una volta avuta l’occasione di rilassarmi rivelavo un temperamento solare ed ottimista. Con l’adolescenza, il solito e banale periodo crepuscolare e romantico (nell’accezione letteraria del termine) peggiorato da fattori esterni è sfociato a lungo andare nel farmi ritrovare ad un passo (ancora non so se un passo prima o un passo dopo) dalla soglia dell’esaurimento nervoso.

Ci ho messo del tempo per recuperare un minimo di stabilità mentale ed emotiva, che nel corso degli anni è aumentata fino ad arrivare alla mia attuale filosofia rasta/zen/autoironica, che mi ha consentito di evitare ulcere, altre crisi nervose e più in generale di vivere bene ed onestamente fino ad oggi.

Purtroppo, secondo la legge per cui ogni cosa che ci capita contribuisce a farci diventare cio’ che siamo, sia in positivo che in negativo, la crisi nervosa dei diciassette anni mi ha lasciato qualche strascico poco piacevole.

In primis, la memoria. Avevo ed ho tuttora un’ottima memoria, ma ora fatico molto ad associare ai miei ricordi a lungo termine un periodo temporale ed a metterli in sequenza. In pratica, mi ricordo gli episodi che mi sono accaduti nel corso della vita ma (a meno che non siano avvenuti in un luogo che ho visitato una sola volta) non riesco a focalizzare quando sono successi, e se non sono passati lunghissimi periodi di tempo, se uno è stato prima di un altro. La memoria a breve termine, poi, ha dei “buchi” nei quali spesso cadono cose da fare che mi ripeto per ore fino a che il corso dei miei pensieri non viene deviato da qualcosa di contingente o improvviso.

Il secondo “bug” che mi è rimasto riguarda la stabilità emotiva. Ai tempi dell’esaurimento ero un pendolo che oscillava furiosamente tra euforia, malinconia, aggressività e rilassamento, ora, a distanza di anni, gli sbalzi d’umore si sono rarefatti in frequenza e in violenza, ma ogni tanto mi capitano, soprattutto in periodi di particolare stress, giornate come ieri in cui sono di pessimo umore, mi sento da buttare e passo il tempo a rimuginare e a rimpiangere errori (veri o presunti) e scelte fatte o da fare.

Per fortuna questi momenti di autocommiserazione tendono a non superare mai la durata di ventiquattro / quarantott’ore, soprattutto da quando ho al mio fianco Lei (senza la quale tutto, e sottolineo tutto sarebbe più difficile) ed i cinque o sei amici veri con i quali nel corso degli anni ci siamo scelti a vicenda.

 

Tutto questo excursus per dire a tutti voi che mi avete lasciato un commento al post di ieri che sono felice di aver potuto sentire la vostra solidarietà ed il vostro incoraggiamento e che mi dispiace di avervi fatti preoccupare.

Alcuni di voi li conosco da anni, altri da pochi mesi; con alcuni ho passato serate a parlare, a scherzare, a combinare casini, altri non li ho mai visti in faccia (e magari nemmeno li vedro’ mai), pero’ c’eravate tutti, indistintamente e di queto vi sono grato.

 

OK, ora basta, è il momento di tornare il solito lupo, quello che in fondo non dice mai nulla sul serio e nemmeno parla mai per scherzo, quello che fatica a finire una frase senza infilarci una battuta, quello che s’incazza e s’illude, quello delle Top Ten e (per fortuna molto più raramente) dei discorsi seri e pesanti...

Ciao a tutti, take care of you all!

M.


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Back from Heaven

[martedì, 10 aprile 2007, ore 16:02] [luna piena]

Erano anni che non passavo un fine settimana pasquale cosi’ rilassante, divertente ed allegro.

Due (o quasi) giorni in compagnia della maggior parte degli amici più cari, spersi in mezzo a quell’ondulata e verdeggiante campagna che si trova sulle colline intorno a Tortona a chiacchierare, mangiare, bere, giocare a pallone (ma non troppo, si fa fatica!), senza avere l’assillo di divertirsi a tutti i costi, tanto in questi casi il divertimento è talmente spontaneo da trovare qualsiasi pretesto per presentarsi e gettare scompiglio.

Persino il clima, tradizionalmente incline a rovinare le gite fuori porta ed in generale tutte le attività pasquettistiche da svolgersi all’aperto, quest’anno ha sfoderato temperature estive ed un sole da spiaggia per tutto il tempo del nostro soggiorno collinare.

 

Ok, d’accordo, lo ammetto. Ci sono state anche alcune note stonate, ma nulla di abbastanza grave da compromettere il buon andamento del nostro piccolo raduno. Le menziono soltanto (e di sfuggita) perchè non voglio dare l’impressione di essere come quelli che tornano da una vacanza e parlano solo delle cose meravigliose che hanno (o almeno, cosi’ dicono) visto, fatto e provato.

A proposito di cose (e persone) meravigliose, è d’obbilgo una serie di “grazie”:

- a Ricciola e Muro per la loro ospitalità e per tutte le attenzioni che ci hanno dedicato (in particolare com'è normale, a Lei)

- a Ricciolo, come sempre Primo Fuochista della Reale Loggia del Salamino, Cavaliere della Bistecca, Pari di Salsiccia e Benemerito della Costina, per avere come al solito preso in mano le redini della grigliata con il risultato di averci fatto mangiare meravigliosamente (ma non solo per questo...), sorattutto tenendo conto dell'elemento destabilizzante delle verdure da grigliare, che nei nostri barbecue non avevano mai (e sottolineo mai) messo piede

- al Pirata per la musica, per la Play, per le consulenze erboristiche e per l'incessante lavoro di produzione svolto al servizio della comunità. Ah, dimenticavo, io non ti ho più pagato le sigarette! Perdono, perdono Perdoooonooooo....

- a Emi e PEis per la musica e la compagnia

- al Sole per averci cotto le cervella al punto giusto

- a tutti gli uccellini che non hanno smesso un attimo di cantare

- all’erba per essere cosi’ verde, all’aria per essere stata cosi’ frizzante e limpida, al pallone per non essersi bucato (per la prima volta in anni ed anni di Pasquette).


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De amicitia

[lunedì, 12 marzo 2007, ore 17:15] [luna piena]

Non è vero che gli amici si vedono nel momento del bisogno. Gli amici veri, quelli con cui sai che più che una compagnia hai fondato una famiglia, li vedi quando gli dici che in realtà non c'è nessun bisogno (o non c'è più bisogno), ma loro si precipitano da te ugualente, perchè non si sa mai, perchè un po' di sostegno fa sempre comodo, perchè sarebbero loro a stare male se non potessero abbracciarti.


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Come andare dal meccanico e mangiare divinamente

[sabato, 10 marzo 2007, ore 20:46] [luna piena, lupi on the road]

ApricaleQuesta mattina Lei ed io siamo usciti di casa per portare la sua auto, ferma da tempo per alcuni problemi, da un meccanico. Ovviamente, proprio a causa del lungo periodo d’inattività, l’auto aveva la batteria a terra, per cui l’abbiamo fatta partire a spinta (a dire la verità io ho spinto e lei ha innestato la marcia, ma è stato comunque un ottimo lavoro di squadra).

Siamo andati dal meccanico, rimanendo d’accordo che gli avremmo lasciato l’auto tra qualche giorno e poi, per ricaricare un po’ la batteria abbiamo deciso di fare un giro fino ad Apricale, un borgo antico ad una ventina di chilometri nell’entroterra che non avevamo ancora visitato.

Il paese in effetti è incantevole, appiccicato vicino alla cima di una collina quasi a strapiombo su una valletta stretta e boscosa e costituito da una serie di case di pietra ammucchiate come pinguini freddolosi e di vicoli e piazzette sovrapposte. La giornata soleggiata e caldissima poi invitava a passeggiare per le stradine ed a scoprire angolini suggestivi e negozietti caratteristici, cosa che noi abbiamo entusiasticamente fatto fino a che non ci siamo resi conto che era ora di pranzo e che tra tornare e cucinare si sarebbe fatto tardi, per cui ci siamo messi a cercare un ristorantino abbordabile.

Ora, in tutta sincerità non so stabilire quanto questa situazione si sia verificata per ragioni casuali e quanto per ragioni freudiane, di certo c’è che la mozione è passata all’unanimità nel giro di tre decimi di secondo.

Morale della favola, tra i vari ristorantini a disposizione, guidati dall’istinto abbiamo scelto “La capanna del Bacì”, dove i nostri palati sono stati deliziati da vari ed ottimi antipasti semplici e caratteristici, ravioli di bottarga buoni come raramente ne ho mangiati, torello brasato nella birra locale (per me) e branda cujun di ottima fattura (per lei).

Alla fine di cotanta delizia papillifera ed una volta pagato il peraltro onesto conto, siamo rotolati, felici e satolli, fino a casa.

 

Mi sa proprio che la settimana prossima porto la mia macchina a fare un tagliando…

Ciao a tutti, abbiate cura di voi.

M.


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[martedì, 20 febbraio 2007, ore 09:08] [luna piena]

Lo so, a volte sono spinoso come un cactus, e me ne dispiaccio, ma c'è cactus e cactus...

Ti amo!

Buon compleanno, donna della mia vita!!!!


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Abnuntio vobis gaudium magnum!!!

[mercoledì, 03 gennaio 2007, ore 14:28] [vita, luna piena]

...se c'è un modo migliore per iniziare un anno, portatemi le prove...

Lei ed io aspettiamo un lupacchiotto (o una lupacchiotta)!!!

(per commenti, impressioni e riflessioni, beh, credo proprio che dovrete aspettare che mi passi la "sbronza"...)

A presto, fate i bravi

M.


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Auguri

[giovedì, 21 dicembre 2006, ore 15:30] [tra le orecchie del lupo, luna piena]

Domani potrei non avere tempo (chissà perchè l’ultimo giorno lavorativo prima delle ferie è semre incasinatissimo), poi Lei ed io andremo a passare il Natale dai suoi e presumo che non avro’ molte (pressochè nessuna ad essere realisti) possibilità di collegarmi, per cui, anche se leggermente in anticipo, vi faccio ora gli auguri (rigorosamente in ordine sparso) a coloro a cui non potro’ farli di persona:

Auguri a Chiara perchè (nonostante le pervisioni espresse nell'ultimo post) la ruota giri nella direzione che lei preferisce. Auguri a Kissola perchè so che anche se fa la dura, un augurio sincero le fa piacere. Auguri a Zano, che la casa sia pronta quanto prima e diventi una tana sicura ed accogliente dove rifugiarsi. Auguri a Viktor, che non sento da un po’ e che (non montarti la testa!) mi manca. Auguri a Squitto ed Emilio, perchè questo sia il primo Natale di una lunghissima serie da coppia ufficiale e schifosamente felice. Auguri a Franco, che possa trovare ssempre più persone come quella di cui parla qui. Auguri a Cryboy, perchè recuperi presto le energie e tutta la gioia di vivere che ad esse si accompagna. Auguri al lupacchiotto, che lo stress sia presto soltanto un ricordo.

Auguri ad Yzma ed ai suoi ragazzi. Auguri a Lu e Cri, spero che le vostre menti siano sempre più in sincrono. Auguri a Winslow, il Fantasma Anonimo. Una birra alla tua salute la berro’ sicuramente! Auguri al Sinedrio, che mi ha accolto all’Abbazia e che non si lamenta se ultimamente (e con grande dispiacere) latito. Auguri a Mister Kaneda che anche se è praticamente sparito tornerà più lucido e folle di prima, ne sono certo. Auguri a Ellen. Aspetto (come molti altri) di leggere la tua opera prima... Auguri ad Emi, Peis e TeA, che il pulmino non vi lasci mai a piedi! Auguri a Stazione Termini e abbasso gli scioperi dei treni! Auguri a Titania perchè non abbia mai più paura di nulla. Auguri a Shelidon e Holly, che conosco (da) poco ma che già mi hanno dato l’impressione di essere due belle persone. Auguri ad Elena, anche se non siamo praticamente mai d’accordo su nulla. Auguri (ma solo di Natale) a Jolly e a Murodigomma, non distruggetevi tutto il fegato prima che ci sia anch’io, ci vediamo presto!

 

Infine auguri a Christos (non sono blasfemo, è greco!), Gabi, Chus, Emilio, Maria, Yannis, Rafaèl, Renauld, Laura, Toni, Franci, Myrto, Fabri, Vinnie, Samu, Dante, un sacco di persone di cui non conosco neanche il nome e insieme a loro tutti coloro che ho conosciuto in questi miei trentuno anni e con cui non sono più in contatto, oltre naturalmente tutti coloro che ho (colpevolmente) dimenticato.

 

Abbiate cura di voi, ci si “vede” dopo Natale!

 

M.

 


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Lupi in convento

[lunedì, 13 novembre 2006, ore 14:43] [luna piena]

Secondo Rabelais (nel Gargantua e Pantagruel) l’abbazia di Theleme è (per definirla molto sinteticamente) un convento in cui vige una sola regola: “Fa cio’ che vuoi, ma nel pieno rispetto degli altri”.

Secondo Splinder l’Abbazia di Theleme è un blog i cui partecipanti, secondo me, hanno una visione del mondo disincantata e lucida, che sa cogliere gli aspetti più tristi, grotteschi, oltraggiosi della realtà, ma che non si scorda di segnalare quando in mezzo a tanta spazzature spunta una notizia che con sè porta un pizzico di quella speranza che fa pensare che forse il mondo non è irrecuperabile.

Bene, sono orgoglioso di annunciare che da oggi ho ufficialmente una cuccia entro le mura di questo magico luogo del quale mi fece innamorate Paolo Rossi nel corso del suo spettacolo (appunto) “Rabelais”, che io ed il Gemello Pazzo abbiamo rivisto almeno mille volte, ognuna delle quali ridendo e riflettendo molto.

In tutta sincerità non credo che saro’ un “postatore” particolarmente assiduo, soprattutto in questo periodo, pero’ devo confessare che anche (forse soprattutto) se non ci fossero miei post, mi farebbe piacere sapere che ogni tanto andate a dare un’occhiata a cosa si dice nell’abbazia...


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World Apotropaic Day: ultimo atto

[mercoledì, 25 ottobre 2006, ore 16:11] [vita, luna piena]

Gente, del di Lei lavoro non ho notizie, ma siccome vi siete impegnati tanto (ed in tanti) oggi abbiamo avuto comunque una buona novella. A quanto pare per questioni di tasse la proprietaria della casa che vogliamo assolutamente comprare è costretta a rimandare la vendita di sei-otto mesi. Giusto il tempo per Lei di trovare un lavoro senza andare in paranoia, per noi di recuperare e mettere via tutti i soldi che possiamo e decidere con calma come arredarla.

Insomma, la mira non sarà stata delle migliori, ma comunque tutte le vibrazioni positive che ci avete mandato un risultato molto positivo l’hanno ottenuto. Se sapevo, già che eravate tutti mobilitati giocavo all’Euro Million (tipo superenalotto europeo).

Insomma, tutto questo per dirvi ancora GRAZIE e per rassicurarvi: passerà qualche tempo in più ma siete ancora tutti in credito di un’ospitata “chez Loup” e come saggezza popolare insegna, il Lupo perde il pelo (ma anche no) ma non la memoria.

E poi, se mancassi alla parola data potrei scoprire che non siete potenti solo nell’inviare vibrazioni poisitive...

Ciao a tutti, fate i bravi!

M.


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Sondaggio (post bonus)

[mercoledì, 18 ottobre 2006, ore 18:00] [luna piena, topten]

Ho deciso: per festeggiare il fatto che in sei mesi, ovvero dal 12/04/2006 (data in cui ho installato ShinyStat) ho totalizzato più di 7000 (SETTEMILA! non ci credo...) visite senza essere donna, senza raccontare vere o presunte performances erotiche e senza postare foto di poppe, ho deciso di farvi un regalo: un bel Reality Show!

Siccome i mezzi a mia disposizione non sono paragonabili a quelli dell’Endemol (Il Signore l’abbia in gloria il più presto possibile) non posso permettermi di produrne una decina per poi far scegliere al pubblico quale preferisce, quindi vi metto al corrente dei format e vi chiedo di cominciare da subito col televoto per scegliere quello che più vi piacerebbe vedere.

 

01- L’isola dei fumosi: Quindici persone (si accettano volontari) “recluse” in una comunità rastafariana in Giamaica. Le prove, di vario genere, vanno eseguite da fumati.

02- La Pala e il Massone: Si rinchiudono due squadre di cinque iscritti alla P2 in un capannone insieme a die squadre di cinque lavoratori dipendenti (si accettano volontari) muniti di oggetti contundenti relativi alla propria professione. Nessuna prova, basta aspettare e filmare.

03- Il Grande Martello: dieci maschi in astinenza sessuale da almeno un mese vengono paracadutati in una discoteca (chiusa ermeticamente) piena di donne (si accettano volontari per entrambi i ruoli). Senza usare la violenza i maschi devono tentare di conoscere biblicamente più donne possibile.

04- Cambio Maglia: dieci calciatori (dilettanti) si alleneranno a rotazione con le principali squadre italiane. Vince chi rompe più calciatori professionisti prima di essere linciato dai tifosi.

05- Operazione al Trombo: Dieci anziani afflitti da trombosi varie saranno operati in diretta in vari ospedali italiani. Vince chi sopravvive.

06- Real Circus: Cinque famiglie di tre persone cercheranno di vivere (in affitto) per un mese con 1200 Euro. Vince la famiglia che accumula meno debiti alla fine del mese. Salti mortali ed acrobazie mozzafiato!

07- La Masseria: Cinquanta manager vivranno per un mese (o almeno ci proveranno) come raccoglitori di pomodori in una masseria nel foggiano.

08- La Trattoria: Dieci tra conduttori tv e veline condurranno una trattoria a Centocelle frequentata da camionisti e muratori. Se ai clienti il cibo (o il servizio) non piace possono infliggere pene corporali ai gestori.

09- Wild Maremma: Dieci stilisti e modelle faranno la vita dei butteri sotto la supervisione di veri professionisti del ruolo. Ad oltranza.

10- Date My Mom (really): ogni sera uno sciupafemmine diverso conoscerà cinque ragazze e in base a quanto loro gli piacciono dovrà decidere con quale tra le loro madri passare una serata “completa”. La legge della maniglia al contrario! Ovviamente se non conclude non prende una lira.


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Di come il palato influenzi l'umore

[giovedì, 28 settembre 2006, ore 16:54] [luna piena, lupi in pantofole, impressioni lupesche]

Ieri, tornando a casa, ho avuto la conferma che una giornata puo’ cambiare volto in un attimo.

Appena sono entrato nella Tana, infatti, Lei mi ha detto, tutta contenta, che ha trovato un tizio che si fa mandare (e ovviamente rivende) la mozzarella di bufala D.O.P. del (non prendo una lira quindi NON è un messaggio promozionale) Caseificio Caputo, che poi è quello da cui si serve la di Lei famiglia (e metà della popolazione della provincia) da anni.

Per far capire a tutti cosa significa devo fare un piccolo excursus storico: come tutti i piemontesi sono nato e cresciuto nella convinzione che quelle insipide ed eteree palline di siero di latte che si trovano al supermercato e che (purtroppo) dalle mie parti si mettono sulla pizza fossero mozzarelle e fossero buone. La prima volta che sono andato ad Aversa con Lei, pero’, ho avuto modo di scoprire che innanzi tutto non si chiamano mozzarelle ma fior di latte e in seconda battuta che paragonate alla vera mozzarella, quella di bufala (ma anche in assoluto a pensarci bene), fanno schifo.

Da quella mia visita in terra aversana (alla faccia della visita, in una settimana ho preso 3kg!) non sono più stato in grado di mengiare una “fiordilatte” ed a malapena la sopporto sulla pizza (sempre che non sia una margherita perchè allora o bufala o morte!).

Il fatto è che la differenza tra i due prodotti (che d’ora in poi saranno indicati con i termini “mozzarella” per la bufala e “schifezzina” o equivalente per la fiordilatte) non risiede soltanto nel sapore, che pure nella mozzarella è più forte, deciso e sfaccettato (non è difficile, la fiordilatte non sa di una mazza...) ma anche nell’aroma più intenso, nella maggiore consistenza, ruvida all’interno ma dalla “buccia” liscia e resistente, ed infine nel succo che sprigiona ad ogni morso.

Morale della favola, ieri sera (e oggi a pranzo) mi sono deliziato il palato con due splendide mozzarellone da 250g ed oggi i colleghi che mi hanno visto mangiare per un attimo devono aver pensato che stessi vedendo la Madonna...

Per concludere, due piccole “dritte” a proposito della mozzarella:

 

Quella veramente fresca (prodotta al massimo da 48 ore), quando la si morde, produce un suono carateristico sfregando contro i denti, una specie di squittio.

 

Mai, e sottolineo MAI conservare la mozzarella in frigo. S’asciuga e diventa buona solo per essere messa sulla pizza (o nei peperoni ripieni e cose simili). La mozzarella si conserva a temperatura ambiente, immersa nell’acqua (che poi è siero di latte) che si trova dentro la sua confezione.

 

Ciao, abbiate cura di voi (e del vostro palato, che fa spesso contatto con l’umore!)


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Buone notizie...

[giovedì, 07 settembre 2006, ore 17:38] [vita, luna piena, lupi on the road]

...domani gli ultimi preparativi, sabato il matrimonio (l'ho già detto che L'amo?) , domenica si recuperano le forze e lunedi' si parte per una luna di miele on the road nella Verde Irlanda:

Irlanda

Nel caso, MOLTO probabile, che non abbiate mie notizie fino a lunedi' 18 non preoccupatevi, Lei ed io saremo ubriachi di felicità, persi nel verde dell'Isola di Smeraldo (ed io anche nei suoi occhi) e probabilmente mezzi ubriachi (Guinness, Kilkenny, Harp, Jameson, Bushmills, Irish Mist, fate voi...) ogni sera. Dubito quindi fortemente che troveremo il tempo (e la voglia) di cercare uno o più internet cafè.

Spero di mancarvi (ebbene si', viva la sincerità!) e prometto di raccontarvi un po' di tutto al nostro ritorno.

Ciao a tutti, abbiate cura di voi!

M.


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