Ululare alla Luna

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Qualcosa sul Lupo

"Trovo difficile definirmi. Sono arrivato alla mia età senza aver mai voluto appartenere a nulla, non a una chiesa, non a una religione: non ho avuto la tessera di nessun partito, non mi sono mai iscritto a nessuna associazione, nè a quella dei cacciatori nè a quella per la protezione degli animali. Non perchè non stia naturalmente dalla parte degli uccellini e contro quegli omacci col fucile che sparano nascosti in un capanno, ma perchè qualunque organizzazoine mi sta stretta. Ho bisogno di sentirmi libero. E questa libertà è faticosa perchè ogni volta, davanti ad una situazione, quando bisogna decidere cosa pensare, cosa fare, si può solo ricorrere alla propria testa, al proprio cuore e non alla facile linea, pronta all'uso, di un partito o alle parole di un testo sacro. Per istinto mi sono sempre tenuto lontano dal potere e non ho mai corteggiato chi lo aveva... ...Con queste lettere non cerco di convincere nessuno. Voglio solo far sentire una voce, dire un'altra parte di verità, aprire un dibattito... ...Allora io dico: fermiamoci, riflettiamo, prendiamo coscienza. Facciamo ognuno qualcosa e salviamoci. Nessun altro può farlo per noi. Da "Lettere contro la guerra" Tiziano Terzani

Amo

Lei, la mia lupacchiotta, il cibo piccante, osservare le persone, leggere in bagno, ascoltare buona musica, leggere (in generale), ridere di me, pensare, ridere in generale, mangiare bene e con calma, scoprire cose nuove, fare sport

Odio

Le idee preconfezionate, l'anice, il perbenismo, l'abuso di "k", gli estremi e gli estremismi, gli ombrelli, la mancanza di dialogo, chi urla per non far notare che non ha nulla da dire, odiare

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Depressione post votum

[lunedì, 14 aprile 2008, ore 12:30] [lupi on the road, banana republic, impressioni lupesche]

Ieri sono andato, insieme a Lei, a votare.

Non l’ho fatto con piacere, nè con il conforto di grandi (e nemmeno piccole) speranze. L’ho fatto perchè non posso battermene il belino e basta. Devo provarci, per quanto flebile possa essere la possibilità di un risultato non tragico.

Lei, che negli ultimi tempi è politicamente molto più agguerrita di me, forse perchè meno disillusa, spera ancora, ancora s’incazza a leggere o sentire certe frasi, ancora si sforza di portare altri a considerare le sue ragioni.

Io non mi impegno in discussioni sulla politica da mesi, e nonostante mi sia tenuto informato, ho vissuto questo periodo pre-elettorale con distacco, cinismo ed in tutta sincerità un pizzico di fatalismo pessimista.

Non so se ci riveleremo essere un popolo abbastanza intelligente da evitare di mettere il Paese in mano a chi ha già dimostrato di essere un venditore di fumo teso esclusivamente al proprio tornaconto, nè so, in caso “il nuovo che avanza” finisca al governo e non nel tritarifiuti, se e quanto potrà migliorare la situazione di una società marcia e pericolante fino dalle sue fondamenta più profonde.

Soprattutto spero che non si verifichi la tanto ventilata e paventata situazione di “larghe intese” che molti pronosticano. Se c’è una cosa che ritengo più pericolosa di un nuovo governo Berlusconi, è la possibilità che la Balena Bianca torni ad imperversare, sotto mutate spoglie, per affondare ulteriormente il Transatlantico.

Insomma, sono preoccupato e pessimista e so che in un modo o nell’altro, tra proiezioni, exit-poll, risultati, dichiarazioni ed azioni del dopo voto, m’incazzero’ parecchio perchè in fondo l’Italia è il mio Paese, ed io ci tengo.

 

In tutta sincerità pero’ devo anche ammettere che non so se ho ancora la voglia e la forza per continuare a vivere nel mio Paese. Non vorrei scappare, ma ogni rapporto che si rispetti (non soltanto con altre persone, anche con il proprio Paese) andrebbe troncato nell’esatto momento in cui si realizza che trascinarlo ulteriormente sarebbe inutile e dannoso.

 

Nei prossimi giorni potrei trovarmi servito, su un piatto d’argento, il migliore stimolo possibile per fare il “salto della quaglia”, ed abbandonare la nave.

Non mi piace l’idea di scappare, di lasciare il Paese in cui sono nato, in cui sono diventato chi sono, ma ora ho responsabilità che vanno al di là della mia vita di individuo, ora ho una famiglia a cui pensare prima e al di sopra di tutto, e se sarà necessario, per poter dare a mia figlia il maggior numero di possibilità di vivere bene, faro’ quello che sarà necessario.

 

Nel dubbio, ho cominciato a tradurre i miei CV e ad inviarli un po’ dovunque.


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Di stima e responsabilità

[lunedì, 31 marzo 2008, ore 12:32] [domande, banana republic, topten]

Questa mattina, una collega di cittadinanza italiana ma residente (e cresciuta) in Francia, mi ha chiesto se avessi cinque minuti da dedicarle per una questione privata.

Avevo tempo, per cui le ho chiesto di passare nel mio ufficio quando avesse visto il collega (in realtà sarebbe il mio capo, ma è una lunga storia...) con cui lo condivido uscire.

In tutta sincerità mi aspettavo un sacco di possibili richieste da parte sua, ma mai avrei potuto pensare che si presentasse con in mano le schede elettorali (gli italiani residenti all’estero votano per posta e prima, in modo che le buste contenenti le schede arrivino per il 10 di aprile) chiedendomi per chi dovesse votare.

La mia espressione, in seguito a quella richiesta, le ha fatto capire che la situazione meritava una premessa, per cui mi ha candidamente detto che vivendo lei in Francia in pianta stabile da quando er a piccola, non si sente particolarmente coinvolta dalle elezioni in Italia, quindi ha pensato di risparmiarsi la fatica di cercare di capire chi potesse pmeritare un voto tra tutti i partiti italiani e contemporaneamente di dare a me la possibilità di “valere doppio”.

Al di là delle considerazioni etico-politiche di un gesto del genere, al di là del riconoscere che se una persona ti delega a decidere per sè in un ambito del genere deve per forza stimarti, e di conseguenza al di mà della riconoscenza che si deve ad una persona che ti considera ideologicamente e socialmente affidabile, al di là della possibilità di “raddoppiare” in qualche modo il proprio voto, al di là di “fotti il sistema fratello”....

...voi che comportamento avreste adottato (selezionare l’opzione condivisa)?

 

01-Dissuaderla dal votare

02-Convincerla a riempire la scheda con tutte le parolacce conosciute in italiano e in francese

03-Porle qualche domanda per avere un’idea di come la pensi e consigliarle il partito che più si avvicina al suo modo di vedere le cose

04-Porle qualche domanda per avere un’idea di come la pensi e consigliarle comunque il partito a cui si è accordata la propria preferenza

05-Consigliarle di scegliere il simbolo che cromaticamente le piace di più

06-Fuggire urlando “IL VOTO è SEGRETO E PERSONALEEEEEEEE!!!!”

07-Riassumere l’ultimo mese di baraonda politica in un paio d’ore per darle i mezzi per decidere

08-Parlare un’ora per stabilire che partito voterebbe se fosse informata (e coinvolta) e convincerla ad esprimere la propria preferenza disegnando un pisello nel riquadro della scheda

09-Togliere due fette di salame milano dal proprio panino, chiuderle nelle schede e infilarle nella busta scrivendo la classica frase “mo’ magnateve pure questa!”

10-Mettersi a piangere e tra i singhiozzi dire “Non lo so nemmeno io!”

 

Più tardi vi diro’ cos’ho fatto io, ma prima sarei curioso di sapere come avreste agito voi...


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Indecision's song

[venerdì, 21 marzo 2008, ore 13:10] [quasi originale, banana republic]

Ormai non manca più molto al momento in cui andremo a votare, infatti si comincia già a tirare in bello gli indecisi. A quanto pare gli indecisi sono una categoria di persona senza opinioni e senza raziocinio, che non riescono a frsi un'idea di quello che pansano e che per questo decidono chi votare in base a fattori quasi totalmente aleatori. Fa eccezione che è indeciso perchè si rende conto che da qualunque parte caschi il suo voto le possibilità che le conseguenze siano un miglioramento della situiazione del paese sono minime, per cui è si' indeciso, ma come uno scommettitore che deve puntare tutti i suoi soldi su uno tra dieci cavalli, tutti dati per sfavoriti, ed allora cerca di individuare il meno sfavorito.

Bene, a tutti gli indecisi (ma soprattutto alla seconda categoria di essi) è dedicata questa canzone:

Di Tozzi - Howlingwolf

Chi voto

Chi voto,

Un soldo

Chi voto,

In aria

Chi voto

Se viene testa io voto a sinistra

Proviamoci

Chi voto, io sono, chi voto, in fondo un indèciso

Che non ha capito chi ascoltare

Se Silvio

O Walter il problema è che se penso,

A quel che poi, fanno

E un cane che gira in tondo e si morde la coda

La scelta che col voto si fa

Rendeteci l’altra metà

Fate qualcosa per noi

Primo Maggio, che coraggio

Io chi voto mi chiedo da un po’

Non penso più ad altro

Fammi pensare, ad un voto utile

Dammi del vino ti prego

Che forse da ciucco gli credo

Uno vuol togliere l’ICI

L’altro dice, di cambiare

Il Pa

Ese

Intanto gli altri

Dicono che dopo

I due caporioni dei grossi partiti faranno

L’inciucio

E ci prenderanno in giro

Prima di rifar la balena

Quella che c’era una volta, quella bianca, con la croce

E allora chi voto, non riesco a pensare

Ad uno che vale

Chi voto, chi voto, chi voto chi voto

Dammi del vino ti prego

Che forse da ciucco gli credo

Uno vuol togliere l’ICI

L’altro dice, di cambiare

Il Pa

Ese

Intanto gli altri

Dicono che dopo

I due caporioni dei grossi partiti faranno

L’inciucio

E ci prenderanno in giro

Prima di rifar la balena

Quella che c’era una volta, quella bianca, con la croce

E allora chi voto, non riesco a pensare

Ad uno che vale

Chi voto, chi voto, chi voto chi voto...


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Ermeneutica dei valori

[mercoledì, 19 marzo 2008, ore 14:37] [banana republic, impressioni lupesche]

Ormai è da qualche tempo che dai nostri politici (e n on solo, giusto Eminenza?) si sente parlare con insistenza ed ardore soprattutto di valori: frasi come “bisogna preservare i velori”, “non dimentichiamo i valori”, “torniamo ai veri valori”, “noi siamo i veri custodi dei valori”, “la chiesa sconsiglia di votare per quei partiti che non fanno propri i giusti valori”.

Bene, incuriosito dall’uso massiccio di questa parola mi sono dato la pena di andare a controllare sul dizionario, per cercare di rendermi veramente conto di cosa stiano parlando tutti con cotanta enfasi. Questo è il risultato della mia ricerca su un dizionario on-line.

 

Valore: sostantivo maschile. Significati:

 

1a – equivalente in denaro di un bene, il suo prezzo, il suo costo.

1b – caratteristica di un bene per cui esso è scambiabile con una certa quantità di altri beni o puo’ essere utile soddisfacendo a determinati bisogni.

2 – tutto cio’ che puo’ essere oggetto di compravendita, di negoziazione

3 – al plurale, gioielli, preziosi.

4a – insieme di doti morali ed intellettuali che rendono una persona degna di considerazione

4b – capacità professionale, talento

4c – virtù

5 – coraggio, eroismo

6 – importanza, rilievo di una cosa, una situazione, una condizione e simili.

7 – validità, efficacia

8 – pregio, spec. artistico o culturale

9 – significato

10a – bene

10b – cio’ che è degno di apprezzamento secondo il giudizio personale o collettivo.

Esistono poi, secondo il De Mauro, altri quattro significati che non riporto perchè relativi a contesti troppo tecnici e specifici per avere valore (7) in questa discussione.

 

Ho letto questa lista più volte, soffermandomi a ragionare su ognuna delle interpretazioni del lemma e sulle possibili applicazioni che ciascuna di esse puo’ avere in relazione ad argomentazioni politiche. Per esempio, se prendiamo in considerazione la frase “Bisogna difendere i valori”, cosi’ inflazionato nelle bocche di politici ed ecclesiasti dediti al peccato di ingerenza nelle questioni secolari, quali diversi significati puo’ avere la frase? Questo è il risultato dei miei sforzi di comprensione.

 

1a – Bisogna difendere i prezzi dei beni – questa suona ambigua: vuol dire che se vi eleggiamo i prezzi resteranno gli stessi o che aumenteranno? Pensare che possano diminuire è pura utopia, per cui non prendo nemmeno in considerazione la possibilità.

1b - Bisogna difendere le caratteristiche per cui i beni sono scambiabili con una certa quantità di altri beni o possono soddiqsfare determinati bisogni – qua siamo nel politichese puro. Un interpretazione terra terra potrebbe essere “manterremo alta la qualità dei beni”, ma anche cosi’ è un tantino fumosa.

2 - Bisogna difendere tutto cio’ che puo’ essere oggetto di compravendita, di negoziazione – in pratica significa difendere la proprietà privata. Indovino: soprattutto quella di chi pronuncia la frase?

3 - Bisogna difendere i gioielli, i preziosi – anche in questo caso, a rischio di passaer per cinico qualunquista, l’unica interpretazione che mi passa per la tessta riguarda la difese dei loro preziosi.

4a - Bisogna difendere le doti morali ed intellettuali che rendono una personadegna di cosiderazione – un proposito del genere sarebbe lodevole, se ci scordassimo di quali categorie di persone sono maggiormente prese in considerazione oggi in Italia. Serve davvero qualche esempio.

4b - Bisogna difendere la capacità professionale, il talento – ecco, questo mi sembra già un discorso più politico, ma chi potrebbe pronunciarlo? E soprattutto, chi potrebbe mantenere una promessa del ganere in questo Paese di simoniti e compagnucci?

4c - Bisogna difendere la virtù – ovvero? Ripristiniamo il delitto d’onore e le cinture di castità? No, perchè l’andazzo mi pare sia quello.

5 - Bisogna difendere il coraggio, l’eroismo – ecco perchè non si fa una mazza per limitare le morti sul lavoro, nè per permettere alle famiglie di arrivare alla fine del mese senza fare acrobazie senza rete! Ora è tutto chiaro, è per tenerci in allenamento il coraggio e l’eroismo!

6 - Bisogna difendere l’importanza di una condizione – questa frase la farei commentare a Stella e Rizzo, perchè a leggerla cosi’, la condizione da difendere mi sembra quella di privilegiati, sia che si parli dei parlamentari sia degli appartenenti ai gradi medio alti della chiesa cattolica.

7 - Bisogna difendere la validità, l’efficacia – questa è interpretabile, se non altro perchè di valido ed efficace, tra pubblica amministrazione e politica, da queste parti non è rimasto molto.

8 - Bisogna difendere il pregio artistico e culturale – scusate, non riesco a scrivere nulla mentre piango.

9 - Bisogna difendere il significato – bisognerebbe trovarlo, in quello che dite ed in quello che fate...

10a - Bisogna difendere il bene – fin qui d’accordo, ma stiamo parlando di bene comune o di bene immobiliare?

10b - Bisogna difendere cio’ che è degno di apprezzamento secondo il giudizio personale o collettivo – ecco, finalmente l’interpretazione perfetta. Peccato che ciascuno voglia affermare in esclusiva i propri valori senza prendere minimamente in considerazione quelli degli altri.

 

E poi, tutti questi discorsi teorici sui valori, non ci distrarranno un pochino dai problemi contingenti in cui stiamo affogando? No, perchè io di proposte concrete, in questa campagna elettorale, non ne ho ancora sentita una...

 


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Semiotica dell'assurdo

[martedì, 04 marzo 2008, ore 11:55] [banana republic, topten]

Gli Italiani saranno anche “brava gente” , ma a farsi prendere per il culo siamo incontrastati campioni mondiali.

Questa mattina tra le “oddly enough” della Reuters, cioè tra le notizie più curiose e strane del giorno secondo l’agenzia di stampa, ho trovato un articolo in cui si commentavano con malcelatissime ironia e condiscendenza i 177 simboli elettorali presentati per le prossime consultazioni politiche della nostra meravigliosa Repubblica delle Banane (ma col bollino!).

A quanto pare esistono simboli che fanno riferimento alle cose ed alle situazioni più disparate: rifiuti, rose, scudoni crociati, insetti (soprattutto grilli, chissà perchè?!), canotti, oltre alle più classiche falci e martelli, fiamme, foglie d’edera, bandiere.

A questo punto le mie perplessità crescono e si palesano sotto forma di una domanda tanto amara quanto ricorrente, soprattutto di questi tempi: ma quanti mentalmente disturbati abbiamo in Italia?

 

Non sto scherzando, voglio dire: una tale concentrazione di folli mitomani è incredibile! Abbiamo più liste che votanti, ed il novanta per cento di queste liste sono il parto di menti fortemente problematiche! Credete che il mio sia soltanto allarmismo e che non sia possibile che esistano tanti simboli elettorali e tanto idioti? Illusi! Per dimostrarvi che non sono io ad essere pessimista ma la situazione che è senza speranza, eccovi la lista (reale!) dei

 

Dieci più assurdi simboli elettorali presentati per le elezioni

 

01- “Partito Impotenti Esistenziali del dottor Cirillo” (credo di non voler vedere il simbolo, nè conoscere lo slogan)

02- “Zarlenga Omnia” (il cui simbolo è un mondo adornato di palloni da calcio... mah!)

03- “Casinò Centro Italia” (come se non ce ne fossero già abbastanza di Casini’, in Italia...)

04- “L.IR.A.” (in teoria Libertà, Indipendenza, Rispetto Amore, in pratica puzza di nostalgici della vecchia moneta)

05- “Paladini d’Italia” (simbolo: un crociato che issa un tricolore su una spada)

06- “Non remare Contro” (simbolo: un’onda – presentato da Carmine Abbagnale, e non dico altro)

07- “Sacro Romano Impero Liberale Cattolico - Movimento Liberal Cristiano - Giustizia e Libertà” (credo che il candidato premier sia Carlomagno)

08- “Sogno Italiano” (il mio sogno, da italiano, è che questa farsa finisca...)

09- “Io non voto” (nemmeno per te stesso?)

10- “Movimento Giovani Poeti d´Azione” (no comment)

 

Menzioni speciali della giuria (composta da me e basta):

 

A- “Partito Internettiano” (Più Banda Larga Per Tutti!)

B- “No ai Pacs” (questo non ha ragione di esistere, ci sono già i partiti normali...)

C- “Minigoverno.it” (minicervello.it, altrochè!)

D- “100%” (non posso non riportare, per chiarezza, l’incipit del programma:”Fare in modo che ogni sistema ecologico ed altra realtà interagente possa, in modo coordinato e sinergico con la comunità presente e futura e con ogni altra realtà esistente nel raggio d’azione umano, sviluppare la rispettiva combinazione unica di tutte le sue proprie reali capacità e potenzialità fisiche-chimiche-biologiche”)


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De disputatio

[venerdì, 22 febbraio 2008, ore 14:48] [tra le orecchie del lupo, banana republic]

Non è che io lo faccia apposta, ma proprio non riesco, quando sento parlare un sostenitore di colui che ancora oggi molti si ostinano a chiamare Presidente (e di cosa, del Milan?), a stare ad ascoltare senza incazzarmi.

Non è che io mi diverta a rifiutare il dialogo, anzi: chi mi conosce sa che discorsi, chiacchiere e discussioni, qualunque sia l’argomento, sono il mio pane. Il problema è che quando mi confronto (perchè è a questo che dovrebbe servire parlare, no?) con qualcuno cerco di ascoltarlo e di capire lui (lei) e le sue ragioni, per quanto le idee che esprime possano essere diverse dalla mia sensibilità.

Quello che mi fa salire pericolosamente i llivello di adrenalina è rendermi conto che chi ho di fronte non ha la minima intenzione di fare lo stesso sforzo nei miei confronti.

Voglio dire, per esempio: personalmente sono convinto che la masima espressione della pallacanestro fosse Magic Johnson (intelligenza, fantasia, altruismo, tecnica e gioia di giocare), ma se la persona con cui parlo vive nel mito di Jordan (tecnica, fisico, atletismo, serietà e “cattiveria”) non lo aggredisco, non lo interrompo all’inizio di ogni frase urlando “Menti sapendo di mentire!”, non mi metto a snoccilare statistiche citate (convenientemente) a memoria, non traduco secondo i miei bisogni i titoli delle pagine sportive americane, e amenità simili.

Mi piace molto parlare di società, di politica, di cultura, di etica e persino di religione con ogni tipo di persona, anche e soprattutto se vede le cose in modo diverso dal mio, ma se mi rendo conto che per fanatismo, per tornaconto personale, o semplicemente per chiusura mentale la controparte non prova nemmeno ad ascoltare le mie ragioni, lo ammetto, m’incazzo come un (indovinate?) lupo.

 

Poi mia moglie si spaventa se guardando Ballaro’ o Annozero (Porta a Porta nemmeno lo considero in palinsesto) comincio a bestemmiare verso la Tv e a dare in escandescanze finchè non la prego di cambiare canale, che c’è quel bel documentario sui rituali di corteggiamento del grillotalpa e non voglio perderlo.


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194

[martedì, 19 febbraio 2008, ore 12:34] [awooo, banana republic, impressioni lupesche]

Non sono una donna, per cui non posso sapere cosa si possa provare nel momento in cui si rimane incinte, nè tantomeno posso arrivare ad immaginare quanto difficile e doloroso possa essere prendere la decisione di abortire, o quanto pesante possa essere rimpiangere una scelte per il resto della propria vita, per cui se quello che sto per scrivere per qualcuno fosse insopportabilmente stupido, che almeno faccia lo sforzo di trovare un altro argomento per diimostrarmi che parlo a vanvera.

 

A vanvera o meno, ho anch’io voglia di dire la mia sulla questione “Legge 194”.

Capiamoci, non ho intenzione di fare commenti a proposito di questo o quel politico, questo o quello schieramento. Non sono gli attori che m’interessano, è la trama.

La situazione la conoscete tutti (altrimenti informatevi, che non fa mai male!): un po’ per l’ingerenza della chiesa cattolica, un po’ per pruriti personali, esistono tra i nostri politici, correnti più o meno trasversali che vorrebbero ridurre al minimo (se non a zero) le possibilità per le donne italiane di interrompere la gravidanza.

Liste elettorali apposite, correnti santarelline in partiti che (almeno idealmente) dovrebbero essere laici, persone che se ne sono sempre infischiate della morale cattolica (che alla radice non è diversa dalle regole del buon vivere comune), che improvvisamente si sentono in dovere di gridare al sacrilegio ogni volta che viene praticato un aborto.

Ultimamente, a quanto pare, grazie a quella bella invenzione che è l’obiezione di coscienza da parte di medici e farmacisti, si fa anche fatica a trovare la “pillola del giorno dopo”, e continuando di questo passo temo che presto si potranno comprare i preservativi soltanto previa ricetta.

 

Quello che non capisco, per quanti sforzi possa fare, è questo desiderio impellente, da parte di molti degli appartenenti alla nostra (mai cosi’ disastrata) classe politica, di mettere le mani sulla legge che regola la pratica dell’aborto, e soprattutto di farlo in senso prepotentemente restrittivo.

Se non ricordo male siamo (almeno per la costituzione) un Paese laico e sovrano, in cui tutti i cittadini hanno gli stessi diritti e doveri, giusto?

Benissimo. Appurato questo, posso anche capire che i cattolici siano contro l’aborto, la pillola del giorno dopo, i preservativi, il gelato al pistacchio ed il cioccolato al peperoncino, ne hanno tutti i diritti.

Quello che mi fa incazzare come un lupo mannaro che ha appena pestato una merda nel proprio salotto è il fatto che siccome loro sono contrari all’interruzione di gravidanza, una persona che non ha le stesse remore non possa avere la possibilità di scegliere, a meno che (e qui salta l’uguaglianza di diritti) non abbia i soldi per andare a farlo all’estero.

Voglio dire, a me fanno cagare i reality show, li considero stupidi, beceri e lesivi per l’equilibrio mentale di una buona percentuale della popolazione, ma non per questo mi permetto di fondare un partito o di cercare di far passare una legge che impedisce la loro messa in onda.

Quando ne comincia uno reprimo i conati di vomito, le bestemmie e cambio canale o (meglio ancora) spengo la televisione, ma non mi sono mai permesso di andare dal vicino, fare irruzione nel suo salotto e di mettere “Report” a forza.

 

Tu sei contrario a qualcosa ed io no? Va bene, lo accetto, convincimi (se ci riesci) a non farlo più, ma non perchè se lo faccio vado in galera, perchè mi hai fatto capire che hai ragione tu!

 

Stiamo sempre a lamentarci del fatto che i testimoni di Geova v engano a rompere i coglioni a casa con il loro “Torre di Guardia” e le loro chiacchiere sul Vero Dio eccetera, poi permettiamo a un gruppo di vecchiacci in sottana, che in teoria non hanno nemmeno più memoria di quello che possa essere un rapporto sessuale (ho detto in teoria!) di imporci per interposta persona le proprie regola a proposito di quello che si puo’ e quello che non si puo’ fare prima, dopo, durante e con chi, nel proprio letto.

Andiamo, ora non venite a dirmi che ci sono persone che abortiscono senza nemmeno pensarci, perchè non ci credo. O meglio, ci credo, ma sono convinto che si tratti dello stesso numero di persone che nell’impossibilità di interrompere la gravdanza darebbe alla luce bambini che finirebbero nel più vicino cassonetto.

 

Io ho grande e reale stima dell’intelligenza e della sensibilità delle donne, e per questo sono sicuro che, escludendo i casi patologici, non esista una donna che decide di liberarsi di un figlio senza prima aver considerato tutte le possibili alternative a disposizione, per cui, ripeto: diamo la possibilità alle persone di esercitare il proprio libero arbitrio (aspetta, chi è che l’aveva detta ‘sta cosa?) e di lasciarli decidere almeno su cose come questa, almeno per rispetto alla fatica che abbiamo fatto per poterci fregiare dell’appellativo di Paese Libero e Democratico...

 

Ho scritto abbastanza, per cui le mie paure di vedere, dopo la 194 e la fecondazione assistita, attaccata la legge sul divorzio, ve le risparmio.

 

Ciao a tutti, abbiate cura di voi (e non curatevi troppo degli altri)!


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Libere Elezioni?

[venerdì, 08 febbraio 2008, ore 14:47] [banana republic]

Aiutatemi a capire alcune cose:

 

Secondo l’Unione Europea la legge elettorale in vigore in Italia è profondamente carente e fallace.

Secondo chiunque (salvo i nostri rappresentanti politici), la libertà d’informazione nel nostro Paese è fortemente compromessa.

Secondo entrambi gli schieramenti politici (ed anche qualche giornalista) esistono forti sospetti che le ultime elezioni politiche siano state viziate quantomeno da tentativi di broglio.

Alla metà di Aprile saranno indette nuove elezioni politiche.

 

A questo punto, permettetemi due domande:

 

- Cosa bisogna fare per richiedere l’intervento di osservatori ONU durante il periodo elettorale?Raccogliere firme, fare esposti, manifestare?

 

- Facciamo in tempo ad organizzarci ed a presentare questa richiesta (se anche a voi sembra ragionevole, ovvio...)?

 

Credetemi, non sto scherzando, almeno non fino in fondo...


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Di abitudini idiote e scuse puerili

[mercoledì, 06 febbraio 2008, ore 16:03] [awooo, banana republic, topten]

A quanto pare un quinto dei laureati italiani non è in grado di padroneggiare la propria lingua madre a sufficienza da comprendere termini quali (per esempio), dirimere, faceto, duttile, dicotomia.

Secondo una ricerca dell’ All-Ocse le scuse più frequenti che seguono all’ammissione (e vorrei sapere quale sia la percentuale di quelli che onestamente ammettono di non leggere nemmeno un libro l’anno) di non leggere o di leggere molto poco sono (tra parentesi la mia opinione a riguardo):

-Manca il tempo (Stronzate! Leggi sul cesso, in treno, in autobus, spegni quella televisione!!)

-Sono troppo stanco (Altra stronzata! I libri non sono più incisi su tavole di pietra! Se riesci a sollevare il telecomando o “Man’s Health” puoi sollevare anche un libro!)

-Leggere oggi non serve (Ma no, è vero, in fondo se leggi e non capisci un cazzo cosa puo’ succedere? Chiunque puo’ fregarti, farti credere quello che vuole, non saprei mai una mazza di quel che succede...)

 

...pero’ esistono scuse ancora peggiori, per cui ecco

 

Le dieci scuse più penose per giustificare di non leggere

 

01- Ma io leggo! Ho la collezione completa di Dylan Dog!

02- Soffro di una rarissima forma di miopresbioipermetropia per cui le parole stampate ai miei occhi formano sempre e solo la frase “sono un coglione”

03- Non mi serve leggere, c’è Bondi che lo fa per me

04- Leggere mi fa pensare, e se penso mi viene mal di testa

05- Leggo solo la Bibbia, il Papa dice che va bene cosi’ quindi va bene anche a me

06- Non è colpa mia, ho cliccato un’ora sulla copertina ma non succedeva niente...

07- Sono allergico alla carta

08- Non leggo per scelta, è una questione di Fede (Emilio)

09- Passo tutto il mio tempo a leggere il blog di HowlingWolf

10- Ma se ne leggo un sacco di libri!

...ah, sono scritti anche dentro?


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Si avvicina Sanremo

[venerdì, 01 febbraio 2008, ore 12:57] [quasi originale, banana republic]

Non nel senso che c'è stato un movilmento tellurico e la città s'è appropinquata al confine, nel senso del Festival che tutto fa scordare e tutto anestetizza... E siccome era un po' che non scrivevo una canzone, pensavo di presentarmi all'Ariston (ovviamente senza essere stato invitato) per cantare questa, peraltro pregna di significati legati all'attualità.

Dedicata ai miei cognati ed alla loro nipotina, ed a tutti gli amici che questa situazione la stanno vivendo in pieno.

Di Pappalardo - Howlingwolf: Inceneriamo (canto notturno di un guaglione errante del Napoletano)

Lassame gridare,
lasssame scfogare
io miezz’ a munnezz’ nun saccio stare....
Io non pozz' cchiù uscire
di casa  nè andare
'n copp'o balcone a fumare
non sono capace
di stare a guardare
‘sto mucchio e munnezza
e poi non provare
un moto di vomito

e correre dentro,
e pensar “Bassolino”...

Inceneriamo!
Voglio le strade pulite
e' un mio diritto
p'mo' stacc' zitto
ma pienz' di tutto
mi sveglio distrutto
però io ci provo
riciclo, lo giuro
differenzio, sicuro!
perché song' nel giusto

percio’, ci proviamo...
Inceneriamo!

Inceneriamo!

Inceneriamo!
Cosa vuoi che faccia?
Son disposto a tutto
il termovalorizzatore...
Un razzo per le stell'
per gettarci le munnezze
della città cchiù bell'

Tu non perdi occasione
per dire “ho ragione”
e farti vedere in televisione
ma famm'o piacere
ti voglio aiutare
su fammi provare
ancora proviamo
Inceneriamo...

 


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Insofferenza

[mercoledì, 30 gennaio 2008, ore 11:04] [tra le orecchie del lupo, banana republic]

Non ce la faccio più. Ieri ho tentato di seguire la puntata di Ballaro’. Dopo mezz’ora ho lasciato che i milioni di parole che provenivano dalla televisione mi scivolassero addosso mentre giocavo con la mia piccola gioia dagli occhi (ancora) grigi.

Non sopporto più questo gioco al massacro, non riesco più ad ascoltare gente che passa le proprie giornate a sparare sentenze che il giorno dopo negherà di aver mai pronunciato, a fare cose che non ammetterà mai di aver compiuto.

Mi incazzo solamente quando penso che la priorità dei componenti della nostra sciagurata classe politica (salvo forse qualche rarissima ed ininfluente eccezione) è quella di conservare e gestire il proprio potere, sia esso quello di ricattare il governo in corso o quello esercitato sulla vita della popolazione tramite influenze più o meno oneste ed accettabili in ambito legislativo o ammnistrativo.

 

Mi piacerebbe vivere in un luogo che non esiste, un posto in cui ogni cinque anni si eleggono i propri rappresentanti in base a cio’ che dichiarano (e sono tenuti a cercare di) fare, indipendentemente da alleanze, patti col diavolo e comporomessi più o meno storici ed accettabili.

Mi piacerebbe che ogni partito annunciasse il proprio programma e che una volta formato il parlamento questo restasse in carica comunque per cinque anni, magari con un voto di conferma a metà legislatura. In questo modo, nel mio mondo ideale, ogni corrente di pensiero sarebbe libera di votare secondo il proprio programma per mettere in pratica i provvedimenti proposti ora da uno ora dall’altro partito, senza che a nessuno venga imposto di avallare idee o fatti che non condivide per evitare che il governo cada.

In questo modo, nel moi paese dei sogni, il risultato del lavoro del parlamento sarebbe davvero specchio delle opinioni del popolo che ha votato ed eletto i propri rappresentanti.

 

Il problema è che il mio Paese ideale è abitato da cittadini pensanti e parlamentari responsabili, intellettualmente onesti e realmente interessati al bene comune.

 

Se pensate che la mia sia un’idea semplicistica, lo so già. Se pensate che sia utopistica, lo so già. Evitate di insultarmi per la mia ingenuità, lo faccio già da solo ogni volta che mi scopro ad incazzarmi a morte davanti ad una trasmissione o ad un articolo che parla di politica.


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Destra Sinistra

[lunedì, 21 gennaio 2008, ore 10:57] [quasi originale, banana republic]

Tutti noi ce la prendiamo con la storia
ma io dico che la colpa è nostra,
è evidente che la gente è poco seria
quando parla di sinistra o destra.

Ma cos'è la destra, cos'è la sinistra...
Ma cos'è la destra, cos'è la sinistra...

Fare il bagno nella vasca è di destra
far la doccia invece è di sinistra,
un pacchetto di Marlboro è di destra
di contrabbando è di sinistra.

Ma cos'è la destra, cos'è la sinistra...

Una bella minestrina è di destra
il minestrone è sempre di sinistra,
quasi tutte le canzoni son di destra
se annoiano son di sinistra.

Ma cos'è la destra, cos'è la sinistra...

Le scarpette da ginnastica o da tennis
hanno ancora un gusto un po' di destra,
ma portarle tutte sporche e un po' slacciate
è da scemi più che di sinistra.

Ma cos'è la destra, cos'è la sinistra...

I blue-jeans che sono un segno di sinistra
con la giacca vanno verso destra,
il concerto dello stadio è di sinistra
mentre i prezzi sono un po' di destra.

Ma cos'è la destra, cos'è la sinistra...

La patata per natura è di sinistra
spappolata nel purè è di destra,
la corsia del sorpasso è a sinistra
ma durante le elezioni è a destra.

Ma cos'è la destra, cos'è la sinistra...

La piscina bella azzurra e trasparente
è evidente che sia un po' di destra,
mentre i fiumi, tutti i laghi e anche il mare
son di merda più che sinistra.

Ma cos'è la destra, cos'è la sinistra...

L'ideologia, l'ideologia
malgrado tutto credo ancora che ci sia,
è la passione, l'ossessione della tua diversità
che al momento dove è andata non si sa
dove non si sa
dove non si sa.

Io direi che il culatello è di destra
la mortadella è di sinistra,
quasi sempre il mal di testa è di destra
la colite invece è di sinistra.

Ma cos'è la destra, cos'è la sinistra...

La tangente per natura è di destra
col permesso di chi sta a sinistra,
non si sa se la fortuna sia di destra
ma la sfiga è sempre di sinistra.

Ma cos'è la destra, cos'è la sinistra...

Il saluto vigoroso a pugno chiuso
è un antico gesto di sinistra,
quello un po' degli anni '20, un po' romano
è da stronzi oltre che di destra.

Ma cos'è la destra, cos'è la sinistra...

L'ideologia, l'ideologia
non so se è un mito del passato o un'isteria,
è il continuare ad affermare un pensiero e il suo perché
con la scusa di un contrasto che non c'è
se c'è chissà dov'è
se c'è chissà dov'è.

Canticchiar con la chitarra è di sinistra
con il karaoke è di destra,
i collant sono quasi sempre di sinistra
il reggicalze è più che mai di destra.

Ma cos'è la destra, cos'è la sinistra...

La risposta delle masse è di sinistra
col destino di spostarsi a destra,
son sicuro che il bastardo è di sinistra
mentre il figlio di puttana è a destra.

Ma cos'è la destra, cos'è la sinistra...

Una donna emancipata è di sinistra
riservata è già un po' più di destra,
ma un figone resta sempre un'attrazione
che va bene per sinistra e destra.

Ma cos'è la destra, cos'è la sinistra...

Tutti noi ce la prendiamo con la storia
ma io dico che la colpa è nostra,
è evidente che la gente è poco seria
quando parla di sinistra o destra.

Ma cos'è la destra, cos'è la sinistra...
Ma cos'è la destra, cos'è la sinistra...

Destra-sinistra
Destra-sinistra
Destra-sinistra
Basta!

Giorgio Gaber


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[giovedì, 17 gennaio 2008, ore 14:26] [quasi originale, awooo, banana republic]

Leggo e linko, perchè non c'è proprio niente da aggiungere.


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