Ululare alla Luna

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Qualcosa sul Lupo

"Trovo difficile definirmi. Sono arrivato alla mia età senza aver mai voluto appartenere a nulla, non a una chiesa, non a una religione: non ho avuto la tessera di nessun partito, non mi sono mai iscritto a nessuna associazione, nè a quella dei cacciatori nè a quella per la protezione degli animali. Non perchè non stia naturalmente dalla parte degli uccellini e contro quegli omacci col fucile che sparano nascosti in un capanno, ma perchè qualunque organizzazoine mi sta stretta. Ho bisogno di sentirmi libero. E questa libertà è faticosa perchè ogni volta, davanti ad una situazione, quando bisogna decidere cosa pensare, cosa fare, si può solo ricorrere alla propria testa, al proprio cuore e non alla facile linea, pronta all'uso, di un partito o alle parole di un testo sacro. Per istinto mi sono sempre tenuto lontano dal potere e non ho mai corteggiato chi lo aveva... ...Con queste lettere non cerco di convincere nessuno. Voglio solo far sentire una voce, dire un'altra parte di verità, aprire un dibattito... ...Allora io dico: fermiamoci, riflettiamo, prendiamo coscienza. Facciamo ognuno qualcosa e salviamoci. Nessun altro può farlo per noi. Da "Lettere contro la guerra" Tiziano Terzani

Amo

Lei, la mia lupacchiotta, il cibo piccante, osservare le persone, leggere in bagno, ascoltare buona musica, leggere (in generale), ridere di me, pensare, ridere in generale, mangiare bene e con calma, scoprire cose nuove, fare sport

Odio

Le idee preconfezionate, l'anice, il perbenismo, l'abuso di "k", gli estremi e gli estremismi, gli ombrelli, la mancanza di dialogo, chi urla per non far notare che non ha nulla da dire, odiare

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De disputatio

[venerdì, 22 febbraio 2008, ore 14:48] [tra le orecchie del lupo, banana republic]

Non è che io lo faccia apposta, ma proprio non riesco, quando sento parlare un sostenitore di colui che ancora oggi molti si ostinano a chiamare Presidente (e di cosa, del Milan?), a stare ad ascoltare senza incazzarmi.

Non è che io mi diverta a rifiutare il dialogo, anzi: chi mi conosce sa che discorsi, chiacchiere e discussioni, qualunque sia l’argomento, sono il mio pane. Il problema è che quando mi confronto (perchè è a questo che dovrebbe servire parlare, no?) con qualcuno cerco di ascoltarlo e di capire lui (lei) e le sue ragioni, per quanto le idee che esprime possano essere diverse dalla mia sensibilità.

Quello che mi fa salire pericolosamente i llivello di adrenalina è rendermi conto che chi ho di fronte non ha la minima intenzione di fare lo stesso sforzo nei miei confronti.

Voglio dire, per esempio: personalmente sono convinto che la masima espressione della pallacanestro fosse Magic Johnson (intelligenza, fantasia, altruismo, tecnica e gioia di giocare), ma se la persona con cui parlo vive nel mito di Jordan (tecnica, fisico, atletismo, serietà e “cattiveria”) non lo aggredisco, non lo interrompo all’inizio di ogni frase urlando “Menti sapendo di mentire!”, non mi metto a snoccilare statistiche citate (convenientemente) a memoria, non traduco secondo i miei bisogni i titoli delle pagine sportive americane, e amenità simili.

Mi piace molto parlare di società, di politica, di cultura, di etica e persino di religione con ogni tipo di persona, anche e soprattutto se vede le cose in modo diverso dal mio, ma se mi rendo conto che per fanatismo, per tornaconto personale, o semplicemente per chiusura mentale la controparte non prova nemmeno ad ascoltare le mie ragioni, lo ammetto, m’incazzo come un (indovinate?) lupo.

 

Poi mia moglie si spaventa se guardando Ballaro’ o Annozero (Porta a Porta nemmeno lo considero in palinsesto) comincio a bestemmiare verso la Tv e a dare in escandescanze finchè non la prego di cambiare canale, che c’è quel bel documentario sui rituali di corteggiamento del grillotalpa e non voglio perderlo.


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194

[martedì, 19 febbraio 2008, ore 12:34] [awooo, banana republic, impressioni lupesche]

Non sono una donna, per cui non posso sapere cosa si possa provare nel momento in cui si rimane incinte, nè tantomeno posso arrivare ad immaginare quanto difficile e doloroso possa essere prendere la decisione di abortire, o quanto pesante possa essere rimpiangere una scelte per il resto della propria vita, per cui se quello che sto per scrivere per qualcuno fosse insopportabilmente stupido, che almeno faccia lo sforzo di trovare un altro argomento per diimostrarmi che parlo a vanvera.

 

A vanvera o meno, ho anch’io voglia di dire la mia sulla questione “Legge 194”.

Capiamoci, non ho intenzione di fare commenti a proposito di questo o quel politico, questo o quello schieramento. Non sono gli attori che m’interessano, è la trama.

La situazione la conoscete tutti (altrimenti informatevi, che non fa mai male!): un po’ per l’ingerenza della chiesa cattolica, un po’ per pruriti personali, esistono tra i nostri politici, correnti più o meno trasversali che vorrebbero ridurre al minimo (se non a zero) le possibilità per le donne italiane di interrompere la gravidanza.

Liste elettorali apposite, correnti santarelline in partiti che (almeno idealmente) dovrebbero essere laici, persone che se ne sono sempre infischiate della morale cattolica (che alla radice non è diversa dalle regole del buon vivere comune), che improvvisamente si sentono in dovere di gridare al sacrilegio ogni volta che viene praticato un aborto.

Ultimamente, a quanto pare, grazie a quella bella invenzione che è l’obiezione di coscienza da parte di medici e farmacisti, si fa anche fatica a trovare la “pillola del giorno dopo”, e continuando di questo passo temo che presto si potranno comprare i preservativi soltanto previa ricetta.

 

Quello che non capisco, per quanti sforzi possa fare, è questo desiderio impellente, da parte di molti degli appartenenti alla nostra (mai cosi’ disastrata) classe politica, di mettere le mani sulla legge che regola la pratica dell’aborto, e soprattutto di farlo in senso prepotentemente restrittivo.

Se non ricordo male siamo (almeno per la costituzione) un Paese laico e sovrano, in cui tutti i cittadini hanno gli stessi diritti e doveri, giusto?

Benissimo. Appurato questo, posso anche capire che i cattolici siano contro l’aborto, la pillola del giorno dopo, i preservativi, il gelato al pistacchio ed il cioccolato al peperoncino, ne hanno tutti i diritti.

Quello che mi fa incazzare come un lupo mannaro che ha appena pestato una merda nel proprio salotto è il fatto che siccome loro sono contrari all’interruzione di gravidanza, una persona che non ha le stesse remore non possa avere la possibilità di scegliere, a meno che (e qui salta l’uguaglianza di diritti) non abbia i soldi per andare a farlo all’estero.

Voglio dire, a me fanno cagare i reality show, li considero stupidi, beceri e lesivi per l’equilibrio mentale di una buona percentuale della popolazione, ma non per questo mi permetto di fondare un partito o di cercare di far passare una legge che impedisce la loro messa in onda.

Quando ne comincia uno reprimo i conati di vomito, le bestemmie e cambio canale o (meglio ancora) spengo la televisione, ma non mi sono mai permesso di andare dal vicino, fare irruzione nel suo salotto e di mettere “Report” a forza.

 

Tu sei contrario a qualcosa ed io no? Va bene, lo accetto, convincimi (se ci riesci) a non farlo più, ma non perchè se lo faccio vado in galera, perchè mi hai fatto capire che hai ragione tu!

 

Stiamo sempre a lamentarci del fatto che i testimoni di Geova v engano a rompere i coglioni a casa con il loro “Torre di Guardia” e le loro chiacchiere sul Vero Dio eccetera, poi permettiamo a un gruppo di vecchiacci in sottana, che in teoria non hanno nemmeno più memoria di quello che possa essere un rapporto sessuale (ho detto in teoria!) di imporci per interposta persona le proprie regola a proposito di quello che si puo’ e quello che non si puo’ fare prima, dopo, durante e con chi, nel proprio letto.

Andiamo, ora non venite a dirmi che ci sono persone che abortiscono senza nemmeno pensarci, perchè non ci credo. O meglio, ci credo, ma sono convinto che si tratti dello stesso numero di persone che nell’impossibilità di interrompere la gravdanza darebbe alla luce bambini che finirebbero nel più vicino cassonetto.

 

Io ho grande e reale stima dell’intelligenza e della sensibilità delle donne, e per questo sono sicuro che, escludendo i casi patologici, non esista una donna che decide di liberarsi di un figlio senza prima aver considerato tutte le possibili alternative a disposizione, per cui, ripeto: diamo la possibilità alle persone di esercitare il proprio libero arbitrio (aspetta, chi è che l’aveva detta ‘sta cosa?) e di lasciarli decidere almeno su cose come questa, almeno per rispetto alla fatica che abbiamo fatto per poterci fregiare dell’appellativo di Paese Libero e Democratico...

 

Ho scritto abbastanza, per cui le mie paure di vedere, dopo la 194 e la fecondazione assistita, attaccata la legge sul divorzio, ve le risparmio.

 

Ciao a tutti, abbiate cura di voi (e non curatevi troppo degli altri)!


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Nomination

[venerdì, 15 febbraio 2008, ore 12:54] []

Non sarà l'Academy Award, ma sapere che c'è chi ti stima al punto di candidarti per un premio in concorrenza con sè stesso, fa veramente piacere...


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Le due facce di San Valentino

[giovedì, 14 febbraio 2008, ore 11:38] [quasi originale, impressioni lupesche]

Oggi è uno dei giorni più controversi dell’anno. C’è chi odia San Valentino perchè sostiene che si tratti di una festa puramente commerciale (una volta si diceva “consumistica”), chi (giustamente) sostiene che San Valentino, cosi’ come la Festa della donna, dovrebbe essere ogni giorno quando invece ci si ricorda di avere un pizzico di attenzione per le proprie donne (siano esse fidanzate, mogli, sorelle, amichie, colleghe, mamme) soltanto in occasione delle ricorrenze “istituzionali”.

Personalmente credo che entrambe le affermazioni contro questo tipo di celebrazioni siano vere, ma sono altrettanto convinto che se vissute con lo spirito giusto possano essere occasioni piacevoli per rinforzare un legame, per sottolineare la propria scelta di un’altra persona come compagna/o di vita, per dimostrae che si tiene davvero a qualcuno, al di là delle incomprensioni, dei piccoli screzi, dei momenti meno esaltanti.

Ovviamente, e scusatemi se mi ripeto, è necessario che si presti attenzione al proprio partner anche nei restanti 364 giorni dell’anno, o si rischia di fare come quelli che fanno gli attivisti nella “giornata mondiale per la salvaguardia dell’ambiente” e d’estate vanno in spiaggia e lasciano chili di rifiuti in giro.

 

Insomma, San Valentino, soprattutto in questo periodo ha due facce: sta a noi decidere quale preferiamo.

Io scelgo questa:

 

Se ti tagliassero a pezzetti

il vento li raccoglierebbe

il regno dei ragni cucirebbe la pelle

e la luna tesserebbe i capelli e il viso

e il polline di Dio

di Dio il sorriso.

 

Ti ho trovata lungo il fiume

che suonavi una foglia di fiore

che cantavi parole leggere, parole d'amore

ho assaggiato le tue labbra di miele rosso rosso

ti ho detto dammi quello che vuoi, io quel che posso.

 

Rosa gialla rosa di rame

mai ballato così a lungo

lungo il filo della notte sulle pietre del giorno

io suonatore di chitarra io suonatore di mandolino

alla fine siamo caduti sopra il fieno.

 

Persa per molto persa per poco

presa sul serio presa per gioco

non c'è stato molto da dire o da pensare

la fortuna sorrideva come uno stagno a primavera

spettinata da tutti i venti della sera.

 

E adesso aspetterò domani

per avere nostalgia

signora libertà signorina fantasia

così preziosa come il vino così gratis come la tristezza

con la tua nuvola di dubbi e di bellezza.

 

T'ho incrociata alla stazione

che inseguivi il tuo profumo

presa in trappola da un tailleur grigio fumo

i giornali in una mano e nell'altra il tuo destino

camminavi fianco a fianco al tuo assassino.

Ma se ti tagliassero a pezzetti

il vento li raccoglierebbe

il regno dei ragni cucirebbe la pelle

e la luna la luna tesserebbe i capelli e il viso

e il polline di Dio

di Dio il sorriso.

F. De Andrè

 

E a chi ci crede, e lo fa davvero, auguro di passare una giornata meravigliosa in compagnia di coloro che portano nel cuore.

 


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Monito del cantastorie

[mercoledì, 13 febbraio 2008, ore 10:53] [libri, tra le orecchie del lupo, quasi originale]

One describes a tale best by telling the tale. You see? The way one describes a story, to oneself or to the world, is by telling the story. It is a balancing act and it is a dream. The more accurate the map, the more it rensembles the territory. The most accurate map possible would be the territory, and this would be perfectly accurate and perfectly useless.

The tale is the map which is the territory.

You must remember this.

 

Il miglior modo per descrivere una storia è raccontarla. Capite? Il modo in cui una persona descrive una storia, a sé stesso o al mondo, è raccontandola. E’ un atto di equilibrio ed un sogno.

Più accurata è la mappa, più rispecchia il territorio. La più precisa mappa possibile sarebbe il territorio stesso, e questo sarebbe perfettamente accurato e perfettamente inutile.

La storia è la mappa, che è il territorio.

Non bisogna dimenticarlo.

 

Neil Gaiman, American Gods.

Titolo e traduzione del brano a cura del Lupo.


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Di giornate difficili e altre peggiori

[martedì, 12 febbraio 2008, ore 16:12] [awooo]

Il lunedi', generalmente, è una giornata abbastanza di merda. Ieri è stato uno di quei lunedi' ancora peggiori del solito, sotto un sacco di aspetti.

Oggi, per ragioni del tutto diverse, mi stanno scoppiando comunque i coglioni. Meno  male che è martedi'...


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Lust

[lunedì, 11 febbraio 2008, ore 15:49] [vita, impressioni lupesche]

Ho resistito per anni. Sicuro di me, convinto delle mie idee e certo di fare la scelta giusta, mi sono guardato bene, per anni, dal cedere.

Ho avuto decine di occasioni, un paio di volte sono anche stato ad un passo dal cedere alla tentazione, ma ho sempre opposto alle lusinghe una ferrea volontà ed una feroce ostinazione a difendere uno stato mentale, uno stile di vita, una convinzione profonda.

Anche quando i mezzi mi stavano abbandonando, ho continuato a credere in quel principio di fedeltà allo scopo che credevo imprescindibile, ed a mia parziale discolpa posso dire di essere rimasto praticamente solo, senza nessuno a condividere questa mia convinzione.

 

Ieri, alla fine, non ho resistito. Abbandonato dallo strumento che per anni mi aveva permesso di vivere serenamente senza ascoltare il canto di quella sirena nonostante la melodia, la voce e la musica mi perseguitassero ovunque andassi, sono caduto in contraddizione con me stesso, ed ho ceduto come l’ultimo degli smidollati.

Ieri mi sono lasciato andare alla lussuria, complice anche la convinzione del fatto che non sarei stato io a pagare.

Quello che mi stupisce di più è che dopo tutti questi anni di autodisciplina e tutti i proclami di purezza che ho gridato al vento in ogni occasione, ci sia voluto cosi’ poco a convincermi. Nel giro di cinque minuti mi stavo già baloccando entusiasta con il nuovo "giocattolo".

 

Ho dimenticato, ho gettato via la semplicità, l’essenzialità, la purezza.

 

 

 

 

 

Ora anch’io ho un cellulare con fotocamera, radio e lettore Mp3.


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Libere Elezioni?

[venerdì, 08 febbraio 2008, ore 14:47] [banana republic]

Aiutatemi a capire alcune cose:

 

Secondo l’Unione Europea la legge elettorale in vigore in Italia è profondamente carente e fallace.

Secondo chiunque (salvo i nostri rappresentanti politici), la libertà d’informazione nel nostro Paese è fortemente compromessa.

Secondo entrambi gli schieramenti politici (ed anche qualche giornalista) esistono forti sospetti che le ultime elezioni politiche siano state viziate quantomeno da tentativi di broglio.

Alla metà di Aprile saranno indette nuove elezioni politiche.

 

A questo punto, permettetemi due domande:

 

- Cosa bisogna fare per richiedere l’intervento di osservatori ONU durante il periodo elettorale?Raccogliere firme, fare esposti, manifestare?

 

- Facciamo in tempo ad organizzarci ed a presentare questa richiesta (se anche a voi sembra ragionevole, ovvio...)?

 

Credetemi, non sto scherzando, almeno non fino in fondo...


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Di abitudini idiote e scuse puerili

[mercoledì, 06 febbraio 2008, ore 16:03] [awooo, banana republic, topten]

A quanto pare un quinto dei laureati italiani non è in grado di padroneggiare la propria lingua madre a sufficienza da comprendere termini quali (per esempio), dirimere, faceto, duttile, dicotomia.

Secondo una ricerca dell’ All-Ocse le scuse più frequenti che seguono all’ammissione (e vorrei sapere quale sia la percentuale di quelli che onestamente ammettono di non leggere nemmeno un libro l’anno) di non leggere o di leggere molto poco sono (tra parentesi la mia opinione a riguardo):

-Manca il tempo (Stronzate! Leggi sul cesso, in treno, in autobus, spegni quella televisione!!)

-Sono troppo stanco (Altra stronzata! I libri non sono più incisi su tavole di pietra! Se riesci a sollevare il telecomando o “Man’s Health” puoi sollevare anche un libro!)

-Leggere oggi non serve (Ma no, è vero, in fondo se leggi e non capisci un cazzo cosa puo’ succedere? Chiunque puo’ fregarti, farti credere quello che vuole, non saprei mai una mazza di quel che succede...)

 

...pero’ esistono scuse ancora peggiori, per cui ecco

 

Le dieci scuse più penose per giustificare di non leggere

 

01- Ma io leggo! Ho la collezione completa di Dylan Dog!

02- Soffro di una rarissima forma di miopresbioipermetropia per cui le parole stampate ai miei occhi formano sempre e solo la frase “sono un coglione”

03- Non mi serve leggere, c’è Bondi che lo fa per me

04- Leggere mi fa pensare, e se penso mi viene mal di testa

05- Leggo solo la Bibbia, il Papa dice che va bene cosi’ quindi va bene anche a me

06- Non è colpa mia, ho cliccato un’ora sulla copertina ma non succedeva niente...

07- Sono allergico alla carta

08- Non leggo per scelta, è una questione di Fede (Emilio)

09- Passo tutto il mio tempo a leggere il blog di HowlingWolf

10- Ma se ne leggo un sacco di libri!

...ah, sono scritti anche dentro?


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Lupo Sound - Calypso

[lunedì, 04 febbraio 2008, ore 17:34] [lupo sound]

Ovviamente dopo avere ripetuto sei volte che l’appuntamento con Lupo Sound non avrebbe avuto nessuna possibilità di ripetersi con cadenza regolare, mi ritrovo ad una settimana esatta dal primo post sulla mia musica, a “proporvi” un altro disco.

A proposito, né nel post precedente né in questo vengono nominati i CD, ma non è per snobismo nè perchè il sia un cultore del vinile.

La spiegazione è molto più semplice: per me un CD è uno strumento che puo’ contenere di tutto, dalle foto al software, ad un libro, per cui anche se la mia musica è principalmente su CD, per me il prodotto degli sforzi creativi di chi scrive, arrangia, suona e canta è sempre stato e sempre sarà un disco o un album.

Detto questo, veniamo al reale argomento di questo post:

 

Harry Belafonte, Day-O

Se non è stato l’inventore del Calypso, Belafonte è stato colui che più ha contribuito a portarlo a conoscenza del grande pubblico, soprattutto negli anni ’50 e ’60.

Tutti (almeno fino alla mia generazione) conoscono il reef di “Banana Boat” e quasi tutti sanno cantare almeno un pezzetto del ritornello di “Matilda”, anche se probabilmente non sanno associare le due canzoni al Re del Calypso Harry Belafonte.

Questo album raccoglie, oltre ai due classici di cui sopra, canzoni che sono dichiarazioni d’amore per la propria terra (“Jamaica Farewell” e “Island in the Sun”) ed esempi splendidi di uno stile musicale che se puo’ sembrare un tantino ingenuo dimostra, se ascoltato con un po’ più d’attenzione, di essere tra le basi di molti dei generi di cui è costituito l’ensemble della musica moderna. Da qui si è evoluto il reggae ma non solo.

E poi alle feste, un paio di canzoni di questo album fanno sempre allegria!


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Phishing

[venerdì, 01 febbraio 2008, ore 16:33] [awooo, impressioni lupesche, sciem trek]

Ora, io capisco che uno ci provi perchè non ha un cazzo di voglia di lavorare e gli servono i soldi per comprarsi droga, donne, eccetera (anche se secondo me i phishers sono nerds che reinvestono i guadagni in pc più potenti), pero' se proprio devi cercare di abbindolarmi con una mail farlocca, almeno cerca (e sottolineo cerca) di impegnarti e farla bene...

Ecco cosa mi è arrivato oggi. Pago personalmente psichiatra ed iscrizione urgente al CEPU a chi ha il coraggio di dirmi che c'è cascato.

"CONGRATULAZIONI"
  

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La ringraziamo per aver scelto i nostri servizi.

Distinti Saluti
BancoPosta & Wind

© Poste italiane 2008

P.s.

Giuro che non ho modificato il testo della mail di una virgola! Ciao a tutti, abbiate cura di voi.

M.


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Si avvicina Sanremo

[venerdì, 01 febbraio 2008, ore 12:57] [quasi originale, banana republic]

Non nel senso che c'è stato un movilmento tellurico e la città s'è appropinquata al confine, nel senso del Festival che tutto fa scordare e tutto anestetizza... E siccome era un po' che non scrivevo una canzone, pensavo di presentarmi all'Ariston (ovviamente senza essere stato invitato) per cantare questa, peraltro pregna di significati legati all'attualità.

Dedicata ai miei cognati ed alla loro nipotina, ed a tutti gli amici che questa situazione la stanno vivendo in pieno.

Di Pappalardo - Howlingwolf: Inceneriamo (canto notturno di un guaglione errante del Napoletano)

Lassame gridare,
lasssame scfogare
io miezz’ a munnezz’ nun saccio stare....
Io non pozz' cchiù uscire
di casa  nè andare
'n copp'o balcone a fumare
non sono capace
di stare a guardare
‘sto mucchio e munnezza
e poi non provare
un moto di vomito

e correre dentro,
e pensar “Bassolino”...

Inceneriamo!
Voglio le strade pulite
e' un mio diritto
p'mo' stacc' zitto
ma pienz' di tutto
mi sveglio distrutto
però io ci provo
riciclo, lo giuro
differenzio, sicuro!
perché song' nel giusto

percio’, ci proviamo...
Inceneriamo!

Inceneriamo!

Inceneriamo!
Cosa vuoi che faccia?
Son disposto a tutto
il termovalorizzatore...
Un razzo per le stell'
per gettarci le munnezze
della città cchiù bell'

Tu non perdi occasione
per dire “ho ragione”
e farti vedere in televisione
ma famm'o piacere
ti voglio aiutare
su fammi provare
ancora proviamo
Inceneriamo...

 


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