Ululare alla Luna

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Qualcosa sul Lupo

"Trovo difficile definirmi. Sono arrivato alla mia età senza aver mai voluto appartenere a nulla, non a una chiesa, non a una religione: non ho avuto la tessera di nessun partito, non mi sono mai iscritto a nessuna associazione, nè a quella dei cacciatori nè a quella per la protezione degli animali. Non perchè non stia naturalmente dalla parte degli uccellini e contro quegli omacci col fucile che sparano nascosti in un capanno, ma perchè qualunque organizzazoine mi sta stretta. Ho bisogno di sentirmi libero. E questa libertà è faticosa perchè ogni volta, davanti ad una situazione, quando bisogna decidere cosa pensare, cosa fare, si può solo ricorrere alla propria testa, al proprio cuore e non alla facile linea, pronta all'uso, di un partito o alle parole di un testo sacro. Per istinto mi sono sempre tenuto lontano dal potere e non ho mai corteggiato chi lo aveva... ...Con queste lettere non cerco di convincere nessuno. Voglio solo far sentire una voce, dire un'altra parte di verità, aprire un dibattito... ...Allora io dico: fermiamoci, riflettiamo, prendiamo coscienza. Facciamo ognuno qualcosa e salviamoci. Nessun altro può farlo per noi. Da "Lettere contro la guerra" Tiziano Terzani

Amo

Lei, la mia lupacchiotta, il cibo piccante, osservare le persone, leggere in bagno, ascoltare buona musica, leggere (in generale), ridere di me, pensare, ridere in generale, mangiare bene e con calma, scoprire cose nuove, fare sport

Odio

Le idee preconfezionate, l'anice, il perbenismo, l'abuso di "k", gli estremi e gli estremismi, gli ombrelli, la mancanza di dialogo, chi urla per non far notare che non ha nulla da dire, odiare

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Desaparecidos

[venerdì, 31 agosto 2007, ore 15:08] [lupi on the road, lupi in pantofole]

Lo so, in questo periodo sto trascurando molto il blog e di conseguenza tutti voi.

Mi piacerebbe scrivere di noi, di Camilla, del trasloco e di un sacco di cose, ma non ne ho il tempo, e presto staccherò anche il collegamento Internet da casa, per cui temo che prima del 10 di Settembre (data in cui tornerò al lavoro) questo blog possa considerarsi "Chiuso per ferie".

Mi mancherete, fate i bravi (ma non troppo)

M.


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Utopia (ovvero, quanta differenza tra realtà e desiderio)

[lunedì, 27 agosto 2007, ore 15:39] [tra le orecchie del lupo, awooo]

Mi piacerebbe vivere in un Paese che non esiste.

 

Un Paese in cui non esistano “emergenze” ma “problemi”, magari “in via di soluzione”.

Un Paese in cui i politici non vadano in televisione a cantare e a discutere di calcio o di quanto (se) faccia bene un bicchiere di vino a pasto.

Un Paese in cui le cose pubbliche siano “di tutti”, e non “di nessuno”.

Un Paese in cui le tragedie non siano una malcelata benedizione per i “giornalisti” ma fatti da riferire con tatto e rispetto.

Un Paese in cui i politici non rilascino dichiarazioni che cominciano con “faremo”, ma con “abbiamo fatto”.

Un Paese in cui i modelli da imitare non siano personaggi senza scrupoli, faccendieri, puttane ed esseri dalla moralità atrofizzata, ma persone vere, eroiche nel loro vivere la quotidianità con dignità e coraggio, senza trucchi.

Un Paese in cui il fine non giustifichi i mezzi.

Un Paese in cui fare un piccolo sacrificio per il bene comune non suoni come un'orranda bestemmia.

Un Paese in cui le decisioni vengano prese da chi è stato deputato allo scopo e non da un biancovestito capo di stato estero (sebbene molto confinante).

Un Paese in cui il calcio sia soltanto un gioco.

Un Paese per il quale le regole abbiano un significato reale e nel quale la parola data abbia ancora un valore.

Un Paese in cui per risolvere i contrasti la prima opzione sia il dialogo civile.

 

Mi piacerebbe vivere in un Paese che, temo, non esisterà mai.

 

P.s.

Grazie (e le mie scuse) a Thomas More per il titolo del post. Il sottotitolo, ovviamente, è mio.


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I dieci motivi per cui sono sparito per un po'

[martedì, 21 agosto 2007, ore 22:51] [vita, luna piena]

01- Abbiamo un trasloco "a puntate" in corso

02- Erano gli ultimi giorni della di Lei gravidanza

03- Lei è stata ricoverata per il parto

04- La lupacchiotta non si decideva a nascere

05- La lupacchiotta ritardava il momento della nascita

06- Aspettavamo la lupacchiotta

07- Eravamo in ospedale ad aspettare la lupacchiotta

08- La lupacchiotta, sebbene pronta, si rifiutava di uscire a vedere il mondo

09- Oggi si è deciso per un cesareo....

10- OGGI E' NATA CAMILLA!!!!!!!!!

Sono un lupo esausto e totalmente sconvolto dalla gioia.

Occhio però, carogne, disonesti, cattivi in generale: il lupo con famiglia diventa ancora più cattivo ed agguerrito!


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Ferragosto alternativo

[giovedì, 16 agosto 2007, ore 12:07] [lupi on the road, lupi in pantofole]

Personalmente non mi è mai piaciuta particolarmente la frenesia che prende il popolo italiano (e soltanto il popolo italiano) in corrispondenza del Ferragosto.

Non ho mai trovato cosi' divertente l'idea di saltare in macchina all'alba per fare la partenza intelligente, trovarmi incolonnato per chilometri insieme a migliaia di altri intelligentoni, arrivare in spiaggia per ritrovare il mio vicino di coda e centinaia di suoi (e miei) simili stipati come aringhe in un barattolo, tirare fuori dalla (pesantissima) borsa frigo la lasagna o andare a farmi avvelenare e derubare in un ristorante, scottarmi al sole o maledire le nuvole, impacchettare tutto e ripartire per incolonnarmi di nuovo, dimostrando che il livello d'intelligenza della popolazione dev'essersi alzato inverosimilmente, arrivare a casa in piena notte affamato, irritato, stanco, bruciacchiato, impanato di sabbia e con i timpani distrutti dai figli dei vicini di asciugamano, fare una doccia e sentire al telegiornale il servizio sulle vacanze dei Vip, andare a dormire bestemmiando perchè domani in ufficio mi addormentero' sicuramente...

Molto, ma molto meglio passare la mattinata a scamallare scatoloni di libri dal vecchio appartamento al nuovo, ed il pomeriggio a montare mobili ed a provare l'impianto home cinema, splendido regalo di nozze che purtroppo non avevo mai avuto l'occasione di utilizzare (a proposito, grazie sorellina!)...

Stamattina sono a pezzi ugualmente, ma almeno ho fatto qualcosa di utile!

Ciao, take care!

M.


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Gibson e Cornell

[lunedì, 13 agosto 2007, ore 16:19] [tra le orecchie del lupo]

Non so quanti di voi conoscano un autore che si chiama William Gibson.

Questo signore, che ha l’età di mio padre, ha il grandissimo merito di avere scritto la “Trilogia dello Sprawl”, ovvero la serie di opere che ha dato inizio al filone della fantascienza Cyberpunk (per capirci, Blade Runner è, a modo suo, “il” film cyberpunk).

Il signor Gibson non si è limitato a questi tre splendidi libri (più una raccolta di racconti che fanno da “prequel” alla storia ed all’ambiente della trilogia), ma ha poi creato altre splendide storie, più o meno fantascientifiche (una su tutte “L’accademia dei sogni”) che hanno il potere di avvincermi completamente e farmi dimenticare del mondo reale.

La scrittura di Gibson ha la capacità, che per quanto mi riguarda segna il più alto punteggio nella mia scala della qualità letteraria, di farmi venire voglia di scrivere un libro (o almeno un paio di racconti).

Esiste un autore che scatena in voi lo steso bisogno di creare un’opera vostra?

 

Ora, per giustificare la seconda parte del titolo del post, che ammetto risale ad una precedente versione del post stesso in cui tutto prendeva una strada diversa (‘fanculo agli utenti spaccapalle ed ai post scritti "a singhiozzo"!), Mr. Gibson ha avuto anche il merito di farmi conoscere un artista tanto “strano” (per dirla con Verdone) quanto interessante, ovvero Joseph Cornell.

Siccome il bastardo nuovo Proxy mi blocca inesorabilmente ogni possibile escursione su Imageshack, Photobucket ecc. (non vedo nemmeno più il mio stesso header!), vi lascio il piacere di trovare da soli immagini delle sue scatole...

 

Ciao a tutti, take care!

 

P.S.

No, non è ancora nata, altrimenti lo sapreste! ;-)


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Le mie Pigioni

[giovedì, 09 agosto 2007, ore 12:58] [vita, tra le orecchie del lupo, lupi on the road]

Uno dei posti più assurdi in cui io abbia vissuto è stata la stanza che mi fu assegnata quando lavoravo in un hotel/villaggio a Rodi.

Ora, credo che nessuno si aspetti che il personale di un albergo o di un villaggio turistico alloggi in camere allo stesso livello di quelle degli ospiti, ma finchè non si prova a stare dall’altra parte della barricata non si puo’ nemmeno immaginare a quali livelli di abbruttimento si rischia di arrivare.

Per esempio, la camera in questione era in fondo ad un corridoio di servizio brutto, sporco e orribilmente caldo, illuminato da un paio di lampadine appese al soffitto. Non che la scarsa illuminazione mi creasse poi tutti questi problemi, tanto di solito quando rientravo in camera ero talmente lesso che avrei comunque ondeggiato sbattendo da un muro all’altro, pero’ devo ammettere che le due o tre volte che mi è capitato di essere lucido l’ho trovato parecchio deprimente.

La camera misurava circa sei metri quadrati, bagno (cieco) compreso, ed aveva un minuscolo finestrino che affacciava sulla cucina dell’albergo. Ricordo ancora quella volta che una collega per svegliarmi la mattina di un giorno libero dimostro’ di avere una mira eccezionale centrandomi in piena faccia con una patata “presa in prestito” dagli scarti della cucina e lanciata attraverso la finestra, che restava aperta giorno e notte nel vano tentativo di disperdere un pizzico di calore.

Già, perchè quella stanza era un vero e proprio forno: grazie al cielo di giorno non ci stavo, ma anche di notte la temperatura si aggirava intorno ai trentacinque/quaranta gradi.

Prima che qualcuno di voi pensi che sono un millantatore che ingigantisce le cose, vorrei fosse chiaro che la stanza era situata esattamente sotto alla strada asfaltata che passava davanti all’hotel (e che restava a cuocere sotto il sole per l’intera giornata) e sopra alla lavanderia/stireria dell’albergo. La notte (perchè prima di mezzanotte non mi sono mai arrischiato a rientrare) faceva talmente caldo che anche nel sonno sudavo cosi’ copiosamente da svegliarmi in una pozza bagnata e con i capelli che a causa dell’effetto sauna da lisci mi diventavano boccoluti. Non so se avete mai provato a visualizzare una specie di incrocio tra Shirley Temple ed un giocatore di basket con la barba lunga, ma nel (malaugurato) caso in cui doveste riuscirci, ecco, quello ero io. Le cose sono migliorate un po’ (poco, ma tant’è...) a partire dal quarto (su sei) mese della mia permanenza, quando mi sono impadronito di un ventilatore e l’ho lasciato acceso, puntato direttamente verso il letto, giorno e notte per settanta giorni.

Il rumore? No, non mi dava fastidio, anche perchè pochi metri fuori dalla finestra c’era il motore dello scambiatore di calore della cella frigorifera dell’albergo, che per tutta la durata della notte partiva con fragore wagneriano, scoppiettava per dieci minuti e poi si spegnava per una mezz’oretta. Abituato a quelle condizioni acustiche, il rumore (peraltro costante) del ventilatore era diventato per me come lo stormire delle foglie di una quercia solitaria in una mattina di brezza primaverile.

Altra attrattiva della camera, oltre alle scritte più o meno filosofiche fatte da tutti i malcapitati che giunsero e soggiornarono li’ prima del sottoscritto, era una trave di cemento armato posta all’altezza di un metro e novanta che attraversava la stanza longitudinalmente.

Chi non mi conosce direttamente a questo punto si chiederà perchè dare tanta importanza ad un dettaglio del genere, ma chi sa che sono alto due metri forse ha già capito la tragicità della situazione.

Per spiegarmi meglio: la trave era posizionata esattamente due passi più in là del punto dal quale scendevo dal letto, per cui ogni volta che di notte mi svegliavo per andare in bagno (spesso con l’intenzione di buttarmi sotto la doccia e ritornare a dormire bagnato) assonnato ed al buio (l’unico interruttore di corrente era accanto alla porta) sbattevo la testa sul cemento e ricadevo, istantaneamente riaddormentato, sul letto. Dopo qualche minuto la vescica (o il caldo) mi svegliava ancora: mi alzavo, mi massaggiavo la testa misteriosamente dolorante e ripartivo verso il bagno...

Una notte sono arrivato a destinazione soltanto al quinto tentativo, quando ormai la vescica mi stava per scoppiare.


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Signs

[giovedì, 09 agosto 2007, ore 11:59] [vita, lupi on the road]

Già: uno passa del tempo ad inquietare gli amici descrivendo il proprio stato di stress e stanchezza mentale, poi prende il treno per andare a casa e vede il mare agitato dal vento, di un blu cobalto come credevo non potesse esistere in natura, con le creste delle onde a creare bianchi disegni in movimento e gli passa di colpo tutto lo spleen.

...depressione evitata, ma post sprecato!


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Tired

[mercoledì, 08 agosto 2007, ore 17:27] [vita]

Sono stanco.

Non che io sia esaurito fisicamente, anzi: anche se arrivo la sera “cotto” non dipende da un sovraccarico di attività muscolare, nè dal fatto che il caldo (che ho sempre ben sopportato) mi rubi energia.

Il problema è che sono stanco nella testa.

Non sopporto più i casini, i grattacapi, le contrarietà, certi colleghi, le preoccupazioni, le inquietudini, insomma, vivere troppo “liscio” è noioso, ma neanche farsi arrivare una mattonata in faccia (almeno) ogni giorno...

Negli ultimi tempi, e non mi era mai successo prima, nei momenti di stress mi ritrovo a serrare la mandibola con forza, e l’altra settimana mio cognato mi ha fatto notare che la barba mi sta diventando sale e pepe (per ora più pepe, pero’...), ovvero che negli ultimi mesi il numero di peli bianchi (ed intendo proprio candidi) sta aumentando in maniera esponenziale.

Fortunatamente nel giro di un paio di settimane questo periodo di stress allucinante dovrebbe finire (o almeno ridurre drasticamente la propria virulenza), per cui, complici anche le ferie (programmate per poter stare con Lei e la lupacchiotta almeno nei primi giorni), dovrei tornare il solito deficiente di sempre e ricominciare a riempirvi di Top Ten, riflessoni semiserie (soprattutto semi) e deliri vari...

Insomma, godetevi questa quiete finchè dura, ma senza scordarvi che non è facile liberarsi di me!

Ciao a tutti, abbiate cura di voi

M.


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Latitanza

[lunedì, 06 agosto 2007, ore 14:55] []

Non è che non vi voglio più bene, è che in questo periodo fatico a toccare terra, tanto corro su e giù...


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...MAH!

[mercoledì, 01 agosto 2007, ore 16:03] [awooo, un lavoro da lupi]

Sinceramente non so dire se sia per il caldo, per sfiga, o per quale oscura e crudele congiunzione astrale, pero' oggi, nell'ordine, sono saltati:

La stampante (intendo LA stampante, ovvero l'unica stampante che abbiamo qui, che ha deciso di continuare a fare il suo lavoro salvo fare un rumore che la fa sembrare sul punto di esplodere da un momento all'altro)

Un server (che sta funzionando, ma che da stamattina emette un "bip" ininterrotto, che oltre ad essere fastidiosissimo è anche particolarmente inquietante)

Le linee telefoniche (che rispettando la tendenza generale funzionano ma con una qualità della comunicazione talmente bassa da rendere praticamente impossibili le conversazioni)

Un computer (la macchina di una delle utenti più simpatiche e meno rompipalle, che (indovina?) funziona, ma fa un rumore orrrendo e si è già riavviata due volte da sola)

Capirete che in queste condizioni svolgere il proprio lavoro quotidiano ed ordinario diventa impossibile, soprattutto se a tutto questo aggiungiamo un rimescolamento di posti di lavoro che mi porta a dover trasferire Pc e linee telefoniche da una parte all'altra dei locali. Nulla di particolarmente strano se a questo punto si è verificata l'ennesima esplosione, che ha interessato i miei coglioni!

Ciao a tutti, e se siete in ferie non ditemelo!

M.


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