Ululare alla Luna

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Qualcosa sul Lupo

"Trovo difficile definirmi. Sono arrivato alla mia età senza aver mai voluto appartenere a nulla, non a una chiesa, non a una religione: non ho avuto la tessera di nessun partito, non mi sono mai iscritto a nessuna associazione, nè a quella dei cacciatori nè a quella per la protezione degli animali. Non perchè non stia naturalmente dalla parte degli uccellini e contro quegli omacci col fucile che sparano nascosti in un capanno, ma perchè qualunque organizzazoine mi sta stretta. Ho bisogno di sentirmi libero. E questa libertà è faticosa perchè ogni volta, davanti ad una situazione, quando bisogna decidere cosa pensare, cosa fare, si può solo ricorrere alla propria testa, al proprio cuore e non alla facile linea, pronta all'uso, di un partito o alle parole di un testo sacro. Per istinto mi sono sempre tenuto lontano dal potere e non ho mai corteggiato chi lo aveva... ...Con queste lettere non cerco di convincere nessuno. Voglio solo far sentire una voce, dire un'altra parte di verità, aprire un dibattito... ...Allora io dico: fermiamoci, riflettiamo, prendiamo coscienza. Facciamo ognuno qualcosa e salviamoci. Nessun altro può farlo per noi. Da "Lettere contro la guerra" Tiziano Terzani

Amo

Lei, la mia lupacchiotta, il cibo piccante, osservare le persone, leggere in bagno, ascoltare buona musica, leggere (in generale), ridere di me, pensare, ridere in generale, mangiare bene e con calma, scoprire cose nuove, fare sport

Odio

Le idee preconfezionate, l'anice, il perbenismo, l'abuso di "k", gli estremi e gli estremismi, gli ombrelli, la mancanza di dialogo, chi urla per non far notare che non ha nulla da dire, odiare

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Che calor, dche calor, appicciate 'stu ventilator!

[martedì, 31 luglio 2007, ore 12:57] [topten]

10 Segnali che fa TROOOOPPO caldo

01- Ho visto un monumento equestre (sia il cavaliere che il cavallo) sudare copiosamente (che fosse vero o no, il risultato non cambia)

02- Nelle grandi città c’è chi fa bancomat di notte nei quartieri malfamati nella speranza che qualche rapinatore gli appoggi la fredda lama di un coltello alla gola

03- Mezz’ora fa ho comprato un crépe fatta sul cofano di una macchina parcheggiata al sole

04- La De Longhi, per reinvestire i recenti guadagni ha deciso di comprare il Lussemburgo

05- Domenica, in spiaggia, le sigarette mi si accendevano da sole appena estratte dal pacchetto

06- Ieri il mio gatto ha fatto tre docce

07- Al Millionaire il ghiaccio costa più dello champagne

08- I miei neuroni, Jake ed Elwood, sono partiti per la Finlandia

09- Fioriscono i tirnei notturni di ogni specialità: calcio, tennis, bocce, beach volley, briscola e scopone scientifico. Dormire è impossibile, tanto vale adeguarsi!

10- Le acque del lago Trasimeno hanno raggiunto una temperatura tale che ieri pomeriggio sono affiorate trentasei tonnellate di pesce bollito.


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Avviso ai naviganti

[lunedì, 30 luglio 2007, ore 15:24] []

Oggi il Lupo, causa sovraccarico neurale da notizie di merda sul giornale e da caldo fondicervella è momentaneamente incapace di scrivere alcunchè di sensato (già, perchè invece gli altri giorni...).

Ci scusiamo per il disagio, il servizio riprenderà il prima possibile

(vai con l'Intervallo, su.... vai ho detto! Vai, vai, vai... ma vai a fare in culo, va!)


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La nuvoletta di Fantozzi (Fantocci? Pupazzi?)

[venerdì, 27 luglio 2007, ore 10:17] [news of the world]

Noi tutti lo sostenevamo da un pezzo, anche senza averne la prova scientifica, ma a quanto pare non era soltanto una di quelle cose da "non è vero ma ci credo"…

 

Pare che la famigerata “nuvola dell’impiegato” sia una realtà e non soltanto la suggestione di milioni di poveracci che passano la settimana murati in un ufficio per incazzarsi durante il week-end.

 

Hey, non lo dico io, lo dicono (QUI) quei “quadrati” dei tedeschi, quindi ci si puo’ credere!


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Summer souvenir

[giovedì, 26 luglio 2007, ore 12:43] [topten]

Ieri sera Lei ed io, nella nostra consueta passeggiata post prandiale ci siamo imbattuti per l’ennesima volta in una colonna di ragazzini della vicina colonia estiva, accompagnati dalle cap’ e pezz’ che per i non napoletanofoni (e per me fino a tre giorni fa) sono le suore.

Io in colonia ci sono andato una volta sola, e non si trattava di una struttura “parrocchiale”, pero’ mi è tornata ugualmente alla memoria quell’estate di una ventina (ma anche qualcuno in più) di anni fa in cui partii col pullman ed il mio migliore amico di allora alla volta del Lido delle Nazioni, in provincia di Ravenna, per andare in colonia insieme ad altri quaranta e passa marmocchi come me.

Pensa e ricorda, ricorda e pensa, ha cominciato a prendere forma nella mia testa questa top ten, ovvero la lista delle

 

Dieci frasi che non vorresti mai sentire alla colonia estiva

 

01- Ora tutti a tirare con l’arco, e mi raccomando, prendete bene la mira, altrimenti stasera la grigliata ce la sognamo!

02- Il mio spazzolino, il tuo spazzolino...  che diferenza fa?

03- Ho messo su YouTube il video di quando ti hanno piantato il paletto nel piede

04- Ora, senza correre, bene in ordine, raccogliamo le nostre cosine e saltiamo sull’elicottero dei pompieri, ok?

05- Stasera nel vostro bungalow ci sarà lo spettacolo di Michael Jackson!

06- Dall’altra parte del laghetto c’è la colonia femminile, dietro la collina invece c’è il manicomio criminale...

07- Ma dai, la colonia non è maledetta! Ok, ci sono stati ventisei morti negli ultimi vent’anni, ma si tratta di coincidenze...

08- Penfenuti, pikkoli pampini, alla prima Kolonia Papale Kattolika per piccoli pampini ‘tagliani rimantati in relicione. Io zono Josef e zaro’ fostro acuzzino... kieto pertono, folefo tire tutore in questo socciorno. Pene, ora tutti alle paracche, e ricortate, il laforo rente liperi! RAUS!

09- Ciao, siamo Omar ed Erika, i tuoi compagni di camera...

10- Senti, ormai è febbraio. Devi fartene una ragione, i tuoi genitori non verranno più a prenderti!


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Antipatie

[mercoledì, 25 luglio 2007, ore 14:20] [vita, impressioni lupesche]

Personalmente trovo che la stagione perfetta non esista: ognuna di esse ha i suoi pregi ed i suoi difetti e trovo che l'idea di farle durare soltanto tre mesi (questo prima che il clima impazzisse, spinto dal genere (in)umano) sia una vera e propria genialata.

Per esempio, l'estate mi piace parecchio (anche se non più di ciascuna delle sue tre "sorelle". La cosa che proprio mi risulta antipatica è che mi si scalda la birra a velocità impressionante.


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Tassonomia del viaggiatore da treno – viaggiatore

[martedì, 24 luglio 2007, ore 17:44] [tra le orecchie del lupo, impressioni lupesche]

Proseguendo il nostro viaggio tra le sottospecie dell’homo ferrovittimus incontriamo l’h.f. una tantum, ovvero quell’esemplare di fauna viaggiante che si trova esclusivamente su treni a medio/lunga percorrenza.

Le sottospecie del viaggiatore sono altrettanto vartie ed interessanti di quelle del pendolare. La maggior parte dei viaggiatori pero’ tende a viaggiare in solitaria, o al massimo accompagnato da componenti del proprio nucleo familiare. Soltanto una varietà di homo ferrovittimus una tantum viaggia in gruppi formati da non consanguinei e di solito si tratta della varietà più invisa a tutti gli altri tipi di viaggiatore.

Entrando nello specifico, l’homo ferrovittimus una tantum si distingue a sua volta in:

 

-Lettore (h.f.u.t. bibliofilus) questo viaggiatore non sopporta l’idea di passare più di venti minuti in treno senza avere un libro in cui immergersi. Si ignora ancora se lo faccia per non essere costretto ad intavolare discussioni con la varietà loquacis o se semplicemente adori la lettura, in ogni caso esistono avvistamenti documentati di esemplari di bibliofilus che per lunghi viaggi in treno (periodi superiori alle cinque ore) si sono portati volumi da otto/novemila pagine, ci hanno infilato il naso dentro appena seduti e hanno alzato la testa soltanto al momento di scendere. Gli scenziati di tutto il mondo stanno ancora cercando di stabilire se il lettore, mentre è affondato nel suo libri, rrespiri o meno.

 

-Chiacchierone (h.f.u.t. loquacis) varietà solitamente invisa a tutte le altre, il chiacchierone si trova bene soltanto in compagnia di suoi simili. Il viaggiatore loquacis infatti tende ad attaccare interminabili discorsi con tutti i malcapitati che si trova intorno, solitamente raccontando aneddoti chilometrici e noiosissimi o spiattellando ore ed ore di luoghi comuni. La letteratura scientifica riporta casi di loquacis barbaramente assassinati dai propri vicini di posto esasperati dopo ore ed ore di ignobili ed inutili racconti.

Alcuni studiosi credono cha la vittima del celebre romanzo “Assassinio sull’Orient Express” in realtà fosse un loquacis.

 

-Puzzone (h.f.u.t.olensis) questa è la varietà di h.f.u.t. più ignobile. Trattasi di esemplari dalla scarsissima igiene che, pensando “tanto in treno si suda e ci si sporca comunque è inutile che faccia la doccia prima di partire” si presentano alla stazione in condizioni igieniche già precarie e che dopo un ora di treno (soprattutto in estate e se l’aria condizionata non è al massimo) puzzano come facoceri che abbiano appena fatto un’escursione nelle fogne di Calcutta. Spesso è possibile avvistare esemplari di olensis mentre siedono beati in carrozze inspiegabilmente vuote.

 

-Mangiatore (h.f.u.t.lucullianus) il viaggiatore mangiatore è terrorizzato dall’idea di rimanere senza vettovaglie durante il viaggio, per cui si trascina dietro un’enorme borsa termica piena di panini, pizzette, toast, peperonata, lasagne, frittata, insalata di riso, frutta e dolci. Come se  per gli altri viaggiatori l’idea di stare a guardare qualcuno che s’ingossa tutto il tempo non fosse sufficientemente disgustosa, il lucullianus riesce a cospargere di briciole qualsiasi cosa nel raggio di tre/quattro metri (i fuoriclasse arrivano a cinque) e ad ungere chiunque gli passi nelle vicinanze.

 

-Bordellista (h.f.u.t.molestus) il viaggiatore casinista si sposta in gruppi, solitamente formati da individui giovani che compiono annuali migrazioni per raggiungere le zone dedicate ai rituali d’accoppiamento. Una volta che un gruppo di molestus ha invaso una carrozza comincia immediatamente a lanciare acutissimi richiami, a mettere in piedi riti oscuri che prevedono continui spostamenti (di solito passando sui piedi dei vicini) e musiche tribali a volume altissimo. A volte nascono scontri per il territorio tra gruppi di bordellisti ed il resto della fauna della carrozza, che nei casi più estremi possono sfociare nel sangue.

 

-Lamentoso (h.f.u.t.plorensis) tipico della fauna ferroviaria italiana, il plorensis passa tutto il viaggio a lamentarsi di qualcosa: l’aria condizionata è troppo alta o troppo bassa, il treno è sporco o in ritardo, il controllore è sgarbato, la cocacola che gli hanno venduto è calda, il sedile è scomodo, il posto in senso contrario alla marcia lo fa star male. L’unico sistema per sopravvivere ad un lungo viaggio accanto ad un plorensis è quello di tapparsi le orecchie con qualsiasi mezzo. Il lamentoso infatti, al contrario del chiacchierone, non pretende attenzione dai propri vicini sebbene non smetta comunque di lamentarsi.

 

-Migrante (h.f.u.t.migrans) il migrans si sposta con tutto il nucleo familiare. La carrozza sarà quindi invasa da una coppia, una serie interminabile di cuccioli rumorosissimi ed importuni, una montagna di bagagli ed a volte uno o due esemplari molto anziani. Generalmente le femmine di migrans sono molto aggressive ed invadenti, soprattutto quando richiamano i cuccioli all’ordine. Non è assolutamente raro che all’interno di un gruppo di migrans siano presenti individui che appartengono ad altre varietà: tra le più comuni si ricordano la lucullianus, la loquacis e la plorensis.


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Tassonomia del viaggiatore da treno – il recidivo

[lunedì, 23 luglio 2007, ore 14:46] [tra le orecchie del lupo, lupi on the road]

Quando ci si avvicina alla tassonomia del viaggiatore a mezzo treno bisogna innanzi tutto tenere conto di un fattore ambientale fondamentale: la distanza di percorrenza del treno.

Ormai tutte le comunità scientifiche infatti convengono nell’affermare che il viaggiatore a mezzo treno (homo ferrovittimus) si suddivide in due sottospecie: il pendolare (homo ferrovittimus recidivus) ed il viaggiatore (homo ferrovittimus una tantum).

Le caratteristiche delle due sottospecie sono precipue e non (o molto raramente) intercambiabili, in quanto dipendono da fattori ambiantali molto diversi tra loro, quali ad esempio la frequenza con cui i soggetti fanno uso del treno come mezzo di trasporto, l’orario standard del treno in questione, le condizioni climatiche esterne eccetera.

 

Nella prima parte del nostro piccolo saggio sull’homo ferrovittimus tratteremo l’homo ferrovittimus recidivus, ovvero il pendolare. Questa curiosa forma di vita compie migrazioni quotidiane allo scopo di procacciarsi il sostentamento, affrontando pericoli e disagi che, soprattutto se rapportati all’intera durata della vita attiva del soggetto, fanno scomparire il viaggio ai sargassi delle anguille o le migrazioni degli uccelli da un continente all’altro.

Prima di enumerare ed illustrare i vari tipi di pendolari è necessario ricordare che quasi ogni sottospecie tende a radunarsi in piccoli gruppi, in contrapposizione al viaggiatore occasionale che tendenzialmente viaggia da solo o al massimo con la famiglia. La sottospecie recidivus si divide a sua volta in più varietà, che sono:

 

-il lavoratore (homo ferrovittimus recidivus stakanovensis), ovvero colui che appena si siede sul treno apre il proprio portatile e comincia a spulciare tabelle, scrivere rapporti e progettare riunioni. Gli studiosi ancora si chiedono se questa particolare varietà di pendolare non lavori in ufficio ma soltanto sul treno o se faccia due lavori distinti. Ultimamente è sorta una  uova scuola di pensiero che sostiene che lo stakanovensis non faccia un cazzo tutto il giorno in ufficio e recuperi durante i viaggi da e per il luogo di lavoro.

 

-il commentatore (homo ferrovittimus recidivus belinensis), cioè quel particolare soggetto che tende a riunirsi in piccoli gruppi intorno ad un giornale, passando il tempo del viaggio a leggere le notizie ed a commentarle ad alta voce sfoderando le banalità più agghiaccianti e desolanti. Spesso questi gruppetti rimangono (se le condizioni di affollamento lo consentono) isolati dal resto della fauna della carrozza in quanto schifati dalla maggior parte dei propri simili.

 

-l’annunciatore (homo ferrovittimus recidivus tristissimus). Generalmente composti da esemplari femminili, i gruppetti di tristissimus occupano il proprio tempo di viaggio annunciandosi a vicenda morti, malattie e calamità naturali, raccontandosi e commentando orrende e sanguinolente operazoni chirurgiche (solitamente dagli esiti infausti) e tristissime storie di malesseri sociali, tragedie familiari, cuccioli investiti, fegati ingrossati, nipoti (altrui) drogati. La presenza continua di gruppi di tristissimus crea un’atmosfera molto pesante in una carrozza ed alcuni viaggiatori più sensibili di altri possono esere tentati di buttarsi dal treno in corsa, o addirittura sotto al treno.

 

-il dormiente (homo ferrovittimus recidivus morpheus). Il dormiente, appunto, dorme. Spesso russa molto forte e se nessuno lo sveglia rischia di scendere soltanto al capolinea, verso le dieci di mattina.

 

-il casinista (homo ferrovittimus recidivus barnum). I gruppi di casinisti è il più chiassoso ed allegro della carrozza. I casinisti si ritrovano quotidianamente più o meno negli stessi posti e passano il viaggio a raccontarsi i propri trascorsi serali, o amene storielle, più in generale tutto cio’ che puo’ contribuire ad animare il viaggio. Generalmente i casinisti sono ben tollerati dalle altre sottospecie di viaggiatori, sempre che non eccedano nelle rumorose manifestazioni d’amicizia ed allegria.


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Le bestie non hanno nazionalità

[lunedì, 23 luglio 2007, ore 11:02] [awooo, news of the world]

Questa mattina ero allegro e tendenzialmente di buon umore, volevo scrivere del bel week end che ho passato, del concerto di Paolo Belli a Taggia... poi mi è capitato di leggere questa notizia e ho cominciato ad accusare un certo mal di stomaco.

Questa pagina di giornale è la prova definitiva che chi mi fa discorsi generalizzati a proposito di popoli e "gente" farebbe meglio a tagliarsi la lingua e salmistrarla.

"Ah, gli immigrati son tutti dei delinquenti, non hanno nessun rispetto per le persone perbene!" "Vogliono venire qui e fare quello che vogliono, comandare, prendere senza dare nulla!"

Ecco, ai ritardati mentali che se ne escono con affermazioni del genere vorrei far leggere la storia di questi due uomini (non "gente", UOMINI!) che hanno rischiato la vita per due bambini per i quali nessun'altro ha mosso un dito. Uno di loro la vita l'ha persa facendo quello che ogini uomo degno di questo nome avrebbe dovuto tentare. Bene, i civilissimi cittadini italiani i cui figli hanno causato seppure indirettamente la morte di un uomo, non si sono nemmeno degnati di rimanere sul luogo della tragedia il tempo sufficiente per ringraziare il marocchino (sopravvissuto) e piangere la morte del bosniaco, tanto erano due stranieri...

Dio, che voglia di sbranare qualcuno!!

EDIT:

Oggi i genitori dei due bambini si difendono dicendo che hanno aspettato "quasi un'ora" prima di andarsene. Bastardi schifosi, quell'uomo è morto per salvare i tuoi figli, pezzo di merda, e tu dopo meno di un'ora ti rompii coglioni e te ne vai?

Schifo, ribbrezzo, raccapriccio.

E tanta, tantissima rabbia!


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Marpioni

[mercoledì, 18 luglio 2007, ore 10:39] [awooo]

Ve lo ricordate quel senatore che si vanto' in televisione di aver "dirottato" un'ambulanza per arrivare in tempo ad una diretta televisiva?

Vi ricordate che dopo che la notizia si sparse e le critiche fioccarono lui decise di dimettersi?

Bene, a distanza di qualche tempo, ad acque più calme, pare che il buon senatore Selva abbia deciso di ritirare le proprie dimissioni, perchè "i cittadini mi chiedono di restare".

So che non servirà ad un emerito cazzo, ma prima Zano e poi io ci siamo presi la briga di mandargli una mail per fargli sapere cosa gli chiediamo noi, che (almeno fino a prova contraria) siamo cittadini (veri, non inventati).

Il testo proposto da Zano è questo. Io mi sono limitato ad aggiungere l'ultima riga. L'indirizzo è selva_g@posta.senato.it

Per chi è morto aspettando un'ambulanza che non è mai arrivata.
Per chi fa il volontario per aiutare gli altri.
Per chi ancora crede nelle Istituzioni.
Possa provare infinita vergogna.
E abbia l'onestà e la decenza di non ritirare le dimissioni.
Intasiamogli la posta a 'sto "baluardo della democrazia"!

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Chiappe accdemiche

[martedì, 17 luglio 2007, ore 14:55] [news of the world, impressioni lupesche, topten]

In questa lettera, che una lettrice di Repubblica ha inviato al quotidiano in risposta ad un articolo del Financial Times, soo contenute alcune riflessioni a mio avviso giustissime ed inappellabili, che mi hanno anche portato alla domanda se sia più giusto mettere via già da ora dei soldi per far studiare la prossima lupacchiotta o se sia più giusto risparmiare per un eventuale (e spero vivamente inutile) intervento di rimodellamento chiappe. Tra le altre cose, sempre nella lettera della bi-dottoressa in questione,  viene ipotizzato che il maschio italiano viva la sua vita con l'ossessione del corpo femminile.

Ecco, a questo proposito ho intenzione di difendere la categoria a cui appartengo pubblicando l'elenco delle

Dieci ossessioni del maschio italiano (a parte il sesso)

01- Il calcio (da tifoso o da fiero oppositore del “marciume moderno” e nostalgico del “bel calcio di una volta”)

02- Le auto (la propria, quelle di formula uno, da rally, quella che vorrebbe comprare...)

03- Il lavoro (nel tentativo di farlo meglio o di farne meno)

04- I propri capelli (“non staranno mica cadendo?” Oppure “oddio, non ne ho quasi più!”)

05- Il bar (nessun commento, non servirebbe)

06- Le moto (quella che hanno o che sognano, quelle che il sabato pomeriggio girano in pista e in televisione)

07- I gadget tecnologici (navigatore satellitare, cellulare che fa il caffè, Mp3 che balla pc di ultima generazione...)

08- Il proprio pisello (sarà abbastanza lungo? Largo? Non è che sotto la doccia del calcetto faccio brutta figura?)

09- Il calcetto (per quanto imbolsito sia, trova sempre altri nove bolsi disposti all’autolesionismo su erba sintetica)

10- I soldi (farne di più, con meno fatica per potersi permettere le ossessioni dei nove punti precedenti)


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Trinca, trinca trinca, leon leon leon… ffffuit… BUM!

[lunedì, 16 luglio 2007, ore 15:38] [lupi on the road, awooo, impressioni lupesche]

Questo articolo della Stampa e questo post di Zano (che solleva anche altri temi) mi hanno fatto venire in mente una riflessione (che chiunque si darà la pena di leggere i commenti al sopracitato post troverà anticipata) strana e forse impopolare ma inevitabile.

 

Personalmente sono d’accordissimo con chi sostiene che sia una follia restituire la patente a chi causa incidenti più o meno gravi perchè alla guida in stato di ebbrezza, sia esso causato da alcool, canne o simili, pero’ mentre mi accingevo a commentare (per la seconda volta) il post di Zano, mi sono ricordato del mio periodo tra i diciotto ed i ventiquattro/venticinque anni, ovvero di quello che unanimamente è considerato come l’intervallo di età più pericoloso dal punto di vista della guida.

 

In quei sei/sette anni avevo l’abitudine di uscire a spassarmela praticamente ogni sera e non ricordo le volte in cui sono salito in macchina per andare a casa in condizioni psicofisiche che sarebbe un eufemismo definire “alterate”.

Quello che fa si’ che io (e tutti i miei amici) siamo ancora vivi e senza vittime sulla coscienza è il fatto che se mi rendevo conto di essere “alle cozze” o in seria difficoltà sceglievo, in base alla gravità del mio stato, uno dei seguenti sistemi per evitare disastri:

 

-guidare molto lentamente e facendo il doppio dell’attenzione a limiti, segnali, incroci ed altre auto (magari col finestrino aperto e chiedendo la collaborazione, ma senza fidarsi ciecamente, di tutti i passeggeri).

-attendere che la mente si fosse sufficientemente snebbiata prima di ripartire (preferivo inventarmi una scusa con i miei per giustificare un ritardo che fargli arrivare una telefonata dalla stradale), e ‘fanculo a chi aveva fretta o si annoiava a stare in un parcheggio a temporeggiare.

-bermi un paio di caffè prima di attuare entrambe le contromisure di cui sopra (e vi giuro che il caffè lo odio con tutto me stesso, prova ne sia che ne ho bevuti due in tutta la vita).

-nei casi disperati (uno), prendere la chiavi dell’auto e consegnarle ad una persona in cui riponevo piena fiducia e che fosse molto meno brasata di me.

 

Certo, anch’io ho fatto un incidente un sabato sera, perchè non esiste un metodo sicuro al 100%, pero’ vorrei sottolineare che sono stato centrato da una signora di cinquant’anni che portava la figlia e due amiche in discoteca e che viaggiava sulla circonvallazione di Novi Ligure a 140km/h...

 

Con questo non voglio dire che sia sbagliato punire, ed anche con tutta la severità che serve, chi guida in stato d’ebbrezza, pero’ non vorrei che, secondo il tipico modus operandi italiano, si abbassassero ancora le soglie di tolleranza di alcool nel sangue (che già ora non permetterebbero a chi ha bevuto un paio di bicchieri di birra di guidare) e si insaprissero le pene per poi non aumentare i controlli salvo che in situazioni particolari, con il risultato di rovinare chi ha veramente brindato due volte e “scordarsi” di chi è veramente pericoloso.

 

Vogliamo ritirare per sempre la patente (e non l’auto, perchè cosi’ si creerebbe, come al solito, una pena per i ricchi ed una per i poveracci che di auto ne hanno una sola) agli automobilisti pericolosi? Benissimo, sono d’accordo! Facciamolo pero’ con coloro che sono in stato di coscienza alterata e violano le norme del codice della strada e lasciamo stare chi ha buttato giù un bicchierino di troppo ma se ne rende perfettamente conto, per cui l’unico rischio che corre è far saltare lo specchietto antrando in garage.

Altra cosa che sarebbe MOLTO utile, a mio avviso, sarebbe quella di impedire (davvero pero’!) ai ragazzini con poca esperienza e tanto testosterone di guidare auto troppo potenti.

 

Ma io sono soltanto un povero lupo, cosa posso sapere di sicurezza stradale?

Ciao a tutti, e occhio per la strada!

M.


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Riflessione lampo

[lunedì, 16 luglio 2007, ore 10:02] [un lavoro da lupi]

Se c'è una controindicazione nel passare un fine settimana tranquillo, rilassante e piacevole, è l'impatto devastante che si subisce tornando al lavoro il lunedi' mattina. Per esempio, oggi ne ho già piene le scatole, e sono soltanto le dieci!


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Quello che gli animali non dicono

[venerdì, 13 luglio 2007, ore 10:48] [quasi originale, giochicateneaffini]

Dirige l’orchestra il maestro Doolittle, cantano Dana e Leopoldo

Di Ruggeri, Dana e Leopoldo:

“Quello che gli animali non dicono”

 

Ci facciamo compagnia, un gatto ed una cagna
ed i padroni, che restano con noi,
non possiamo andare via
ma nascondiamo del rancore
che scivola, lo sentiremo poi,
abbiamo troppa antipatia, e se ringhiamo cosi’ sia
è una mancata rissa già, che forse non succederà
cambia il vento ma noi no
e se ci ignoriamo un po'
è per la voglia di piacere a chi c'è già o potrà arrivare a stare con noi,
siamo così
un gatto ed una cagna
e se ci guardiamo male, lascia stare, è già tanto che non ci si morde qui,
con le nostre scaramucce,
lasciaci nelle cucce, noi ci organizzeremo gli spazi, si’.
In fretta vanno via delle giornate senza fine,
ma come fa a piacerti questa roba qua,
e lasciamo in giro una scia di odori e di peli
che restano, ma chi le annuserà...
E’ la mia ciotola, che vuoi
a te non piace il tonno sai,
ma già non ci ringhiamo più
poi tanto male non sei tu
ma la mia ciotola pero’

se la tocchi sai che ti mordero’
e quando è sera ci spartiamo gli occupanti del divano
ognuno per sè.
Siamo così, un gatto ed una cagna,
sempre meno incazzati, combattivi
in fondo ci si abitua pure a te
tu devi far le passeggiate
io m’addormento un po’ dovunque
negli armadi
più o meno in tutti i posti liberi,
è difficile convivere
ma ci possiam riuscire non t’inquietare, tanto ci potrai trovare qui,
a mangiare le crocchette,
e non saremo mai sazi ed ai pasti, te ne chiederemo ancora in coro


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De vita incasinata

[giovedì, 12 luglio 2007, ore 12:19] [lupi in pantofole, un lavoro da lupi]

In questo periodo avrei bisogno di giornate un tantino più lunghe di quelle che la natura ci ha messo a disposizione.

Sul lavoro le cose stanno procedendo senza eccessivi scossoni e/o tragedie immani, ma il carico di cose da fare è pesante ed impegnativo. Se a tutto questo aggiungiamo che col caldo il livello di sanità mentale dei miei amatissimi utenti tende a crollare come un castello di carte sotto un uragano, capite bene che arrivo alle cinque e mezza con la testa che mi fa male ed un subbuglio immane nei boxer, tanto mi girano.

Per fortuna per andare e tornare dalla stazione da questa settimana posso usare la tanto cercata Vespa “old fashioned” che ho trovato su Ebay qualche tempo fa, e che fino alla settimana scorsa non avevo nemmeno avuto il tempo di assicurare.

In effetti girare per questo estremo angolo di Liguria, famoso per avere una sola strada ed un traffico degno di ben altre categorie di città, sgusciando tra le auto incolonnate a cavallo di quello che è già diventato il mio mezzo preferito è un piacere che rende le mie giornate lavorative molto meno pesanti di quanto non fossero quando restavo incastrato nelle code con l’autobus.

Sul fronte casa/famiglia poi, tutto sta procedendo speditamente e nel migliore dei modi, anche se l’impegno per portare avanti i vari “fronti” sta mettendo a dura prova la mia e (soprattutto) la di Lei resistenza. Seguire i lavori di ristrutturazione del nuovo appartamento, scegliere ed ordinare mobili, accessori e (particolare non da poco) il lucernaio (ma quando sarà finita, che casa che verrà fuori!), preparare gli scatoloni per il terzo trasloco in tre anni (e dopo questo ci vorranno le bombe per buttarmi fuori da li’!), disdire contratti, cercare un traslocatore, progettare trasferte tortonesi per recuperare qualche mobile da casa dei miei, sono tutte cose che si fanno con gioia ma che impegnano a fondo.

Insieme ai Suoi genitori, giunti qui per portare il loro sostegno fisico e morale in preparazione dell’imminente trasloco e dell’ormai prossimo parto, ieri è arrivata anche Dana, una dolcissima e un po’ lagnosa cagna undicenne che sta ancora cercando di trovare un compromesso di convivenza con il buon Leopoldo (per smemorati e neofiti, il gatto più bello e carogna del mondo che vive con noi da quasi tutti i suoi due anni di vita), il chè, se da un lato rende le giornate ancora più piene (come se ce ne fosse bisogno), dall’altro aggiunge un altro motivo di divertimento nell’immaginarsi il significato degli sguardi che i due si lancheno quando s’incrociano.

In tutta sincerità devo ammettere di essere stupito dal fatto che non sia scoppiata una rissa di dimensioni bibliche nel momento del primo incontro, e le ultime notizie da casa mi dicono che l’atmosfera è già parecchio rilassata.

Devo ricordarmi di comprare qualcosa di buono per entrambi, per ringraziarli di non aver trasformato il salotto in un ring.

 

Insomma, tutta ‘sta storia per dirvi che se ogni tanto sparisco per un giorno o due, non è perchè non vi voglio più bene o (ORRORE!) perchè ho perso la voglia di scrivere, ma semplicemente perchè mi mancano il tempo o le energie mentali per gettarvi in pasto una delle mie vaccate quotidiane...

 

Ciao a tutti, and take care of you all!

M.


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E’ mio fratello…

[martedì, 10 luglio 2007, ore 10:17] [tra le orecchie del lupo, luna piena]

…perchè so che se ho bisogno lui c’è, come lui lo sa di me

…perchè è l’unico a cui abbia mai dato le chiavi della mia macchina dicendogli “portami a casa”

...per quella volta che abbiamo pogato come pazzi chiusi nella Panda con l’autoradio a palla

...per tutte le nottate passate a sviscerare i grandi temi della vita frammisti a cazzate immani, gonfi di birra e risate

...per la gara di Pringles sull’argine dello Scrivia (chi ne caccia in bocca di più e riesce a mangiarle senza soffocare vince)

...per il rodeo sulle giostrine a molla sul castello

...perchè è venuto con me a fare spallate col mare grossissimo

...perchè è con lui che ho vissuto, sofferto e gioito durante i mondiali dell’anno scorso

...perchè è con lui che ho festeggiato l’oro europeo di basket 1999 e l’argento olimpico 2004

...perchè è il miglior socio di calcetto che abbia mai avuto

...perchè di me sa praticamente tutto, e nonostante questo mi vuole ancora bene

...perchè se ce n’è per lui ce n’è anche per me, e viceversa

...perchè gli devo un sacco, e lui nemmeno se ne ricorda.


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