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Categorieamarcordawooo banana republic domande giochicateneaffini impressioni lupesche libri luna piena lupi in pantofole lupi on the road lupo sound manuale del piccolo sistemista news of the world ottimismo e fastidio quasi originale sciem trek senza parole soul landscapes topten tra le orecchie del lupo un lavoro da lupi vita Qualcosa sul Lupo"Trovo difficile definirmi. Sono arrivato alla mia età senza aver mai voluto appartenere a nulla, non a una chiesa, non a una religione: non ho avuto la tessera di nessun partito, non mi sono mai iscritto a nessuna associazione, nè a quella dei cacciatori nè a quella per la protezione degli animali. Non perchè non stia naturalmente dalla parte degli uccellini e contro quegli omacci col fucile che sparano nascosti in un capanno, ma perchè qualunque organizzazoine mi sta stretta. Ho bisogno di sentirmi libero. E questa libertà è faticosa perchè ogni volta, davanti ad una situazione, quando bisogna decidere cosa pensare, cosa fare, si può solo ricorrere alla propria testa, al proprio cuore e non alla facile linea, pronta all'uso, di un partito o alle parole di un testo sacro. Per istinto mi sono sempre tenuto lontano dal potere e non ho mai corteggiato chi lo aveva... ...Con queste lettere non cerco di convincere nessuno. Voglio solo far sentire una voce, dire un'altra parte di verità, aprire un dibattito... ...Allora io dico: fermiamoci, riflettiamo, prendiamo coscienza. Facciamo ognuno qualcosa e salviamoci. Nessun altro può farlo per noi. Da "Lettere contro la guerra" Tiziano TerzaniAmoLei, la mia lupacchiotta, il cibo piccante, osservare le persone, leggere in bagno, ascoltare buona musica, leggere (in generale), ridere di me, pensare, ridere in generale, mangiare bene e con calma, scoprire cose nuove, fare sportOdioLe idee preconfezionate, l'anice, il perbenismo, l'abuso di "k", gli estremi e gli estremismi, gli ombrelli, la mancanza di dialogo, chi urla per non far notare che non ha nulla da dire, odiareCommentiVecchioHidalgo in Alive 'n' kickin'FrancoG in Alive 'n' kickin' elleeci in Alive 'n' kickin' utente anonimo in Alive 'n' kickin' Aliseys in Alive 'n' kickin' Archiviooggiluglio 2008 aprile 2008 marzo 2008 febbraio 2008 gennaio 2008 dicembre 2007 novembre 2007 ottobre 2007 settembre 2007 agosto 2007 luglio 2007 giugno 2007 maggio 2007 aprile 2007 marzo 2007 febbraio 2007 gennaio 2007 dicembre 2006 novembre 2006 ottobre 2006 settembre 2006 agosto 2006 luglio 2006 giugno 2006 maggio 2006 aprile 2006 marzo 2006 febbraio 2006 gennaio 2006 dicembre 2005 novembre 2005 ottobre 2005 settembre 2005 agosto 2005 luglio 2005 giugno 2005 maggio 2005 aprile 2005 marzo 2005 febbraio 2005 gennaio 2005 dicembre 2004 novembre 2004 ottobre 2004 settembre 2004 Aggiungimi ai favoritiaggiungimi nei favoriti di splinderaggiungimi ai tuoi favoriti LinksAliseysAmmazzare la portinaia Amnesty International Avevo tempo da investire Beppe Grillo ChiaraParanoica Chinaski CryBoy Demon Kiss El Giramundo elleeci Ephrem Esercizio di buona follia Il Fantasma Il Pirata Metallico Il tempio di Theleme indymedia La Fabbrica Operante La Profe La strega metropolitana le fou jumeau LogorRomins Lupacchiotto MultiDario My Music Radio Capital Shelidon Squitto Stefano Benni Tessy The Gusty Bus Voglio Scendere Wikipedia Zanocom Contatore*loading* refreshCreditslayout: Lylaimages: Il Gemello Pazzo |
Antropologia natalizia[giovedì, 30 novembre 2006, ore 17:11] [] Anche quest’anno la tendenza ad anticipare ed allungare il periodo prenatalizio non ha fatto eccezione. Anche quest’anno arriva la festa più amata e tenuta del mondo, quella che fa “diventare tutti più buoni” (nei film), che fa si’ che la sera in televisione sia tutto un fiorire di fillm buonisti e melensi (dal “piccolo lord” a “tutti insieme appassionatamente” ad altri più nuovi ma non per questo meno caramellati), che ci fa fare il giro dei parenti per fare gli auguri (meno male che ne ho pochissimi!), ma soprattutto che ci pone di fronte allo spauracchio più terribile dell’anno: I REGALI!!!! Ecco, proprio qui volevo andare a parare. Da secoli, ormai, i regali di Natale rappresentano la causa principale (riferita al mese di Dicembre) di ulcere, litigi, scoppio di coppie, faide familiari, incidenti diplomatici internazionali. Pare persino che l’incremento di suicidi in corrispondenza delle feste di fine anno derivi in parte proprio dalla consuetudine di scambiarsi regali. Esistono molti modi di confrontarsi con i regali di Natale, ma ognuno di essi è, almeno in parte, conflittuale. In questo post ho intenzione di affrontare qualche categoria di regalatore tra le più interessanti. Il previdente (Homo Donator Previdens) – Il previdens è talmante ossessionato dalla paura di scordarsi il regalo per qualcuno che comincia ad acquistare i doni direttamente il 26 Dicembre dell’anno precedente. Nei negozi è temutissimo perchè a Luglio chiede alla commessa di fargli un pacchetto con la carta natalizia e s’inquieta se gli viene risposto che non è possibile. Come gli scoiattoli con le noci, il Previdente nasconde i regali acquistati con largo anticipo (quindi tutti) in luoghi impensabili ed irraggiungibili, con l’effetto (esattamente come per gli scoiattoli) di scordarsi qualcuno dei nascondigli a cui è ricorso. Se un giorno vedeste un vostro amico o parente rivoltare la propria casa come un calzino in prossimità delle feste natalizie, non offritevi di aiutarlo, il regalo potrebbe essere per voi e piuttosto di farvelo trovare in anticipo il Prevides potrebbe buttarvi fuori casa. Spesso i previdenti ricevono regali orrendi o vengono dimenticati dai destinatari dei loro doni. Il ritardatario (Homo Donator Zonacesarinius) – Il ritardatario è l’esatto opposto del previdente. Avete presente tutta quella folla di pazzi che la vigilia di Natale si aggira per centri commerciali o corsi pieni di negozi con l’aria disperata e il passo del maratoneta? Sono tutti Donator Zonacesarinius che tentano di rimediare ai pripri vuoti di memoria (“Oddio, ma è già il 24?”). Anche questa categoria terrorizza i commessi dei negozi in quanto estrememente confusionaria, ma soprattutto perchè (avendo venti doni da comprare in due ore) ha una fretta del demonio e soprattutto non ha quasi mai idea di cosa vuole. Spesso infatti il ritardatario si fionda in un negozio ed arpiona la prima commessa che gli si para incautamente davanti urlandole “Presto! Devo fare un regalo a mia zia che ha ottantun’anni, cosa posso prenderle?”. Nella maggior parte dei casi i ritardatari finiscono per comprare regali assurdi, inutili e che spesso non hanno nulla a che fare con i destinatari. Nei casi più disperati nella fretta abbinano male pacchetti e biglietti, cosi’ da regalare, per esempio, gli scarponi da sci al prozio sulla sedia a rotelle e le gli scarponi da sci al prozio sulla sedia a rotelle e la borsa dell’acqua calda elettronica al nipote diciassettenne. Il riciclatore (Homo Donator Ignobilis) – Il riciclatore è quel particolare tipo di regalatore che ha la meschina abitudine di recuperare i più brutti ed inutili regali ricevuti nel corso dell’anno, impacchettarli e regalarli a sua volta a vittime ignare che magari si sono sbattute per trovare qualcosa di adatto. Il riciclatore non ha vergogna e non ha limiti, nè quelli imposti dalla decenza nè quelli imposti dalla morale. Se infatti riciclare saltuariamente un regalo che non ci si addice in nessun modo (un candelabro, un quadro, un maglione fucsia) ma che si sa piacerebbe al prossimo destinatrio è indice del fatto che nonostante la pratica abbietta si ha rispetto per la vittima, i riciclatori più incalliti possono arrivare a donare una cornice classica a chi sanno avere l’intera casa arredata in stile etnico o un maglione (appunto) fucsia a chi sanno vestire soltanto in modo classico. Curiosamente, quando in un gruppo di persone più o meno ristretto si trovano più riciclatori, puo’ capitare che uno di essi riceva per Natale lo stesso spremibanane a tre velocità che aveva personalmente riciclato anni avanti. Che nervi...[mercoledì, 29 novembre 2006, ore 17:29] [impressioni lupesche, topten] ...quelli che gli dici sei volte di non fare qualcosa e appena ti giri lo fanno! ...quando poi si lamentano se t’incazzi! ...quando arrivi in stazione di corsa, fai il sottopassaggio di corsa, ti fiondi sul binario, arrivi davanti alla porta del treno e quello comincia a muoversi! ... quando arrivi in stazione di corsa, fai il sottopassaggio di corsa, ti fiondi sul binario ed il treno è in ritardo di mezz’ora! ...sapere che una volta chi era famoso non poteva permettersi il minimo errore (scandalo), ora se sei famoso puoi fare tutto cio’ che vuoi, tanto dopo sei mesi/un anno sei di nuovo sulla cresta dell’onda! ...sapere che se sei una persona comune (un pezzente come gli altri), oggi come una volta, una vaccata ti rovina per tutta la vita! ...quelli che fanno domande totalmente inutili come “hai tagliato i capelli?”, “Quanto sei alto?” o “Sei caduto in un pozzo profondo sei metri, ti sei fatto male?”! ...quando s’incazzano se rispondi con sarcasmo (“no, mi ha investito un tosaerba”, “un metro e venti, ma portati bene” o “no, è una figata, buttati anche tu!” ...chi ti dice “ci vediamo stasera, mi raccomando, puntuale...” e poi ti tira il pacco! ...quando il giorno dopo li chiami e ti dicono “ma no, devo essere arrivato cinque minuti dopo che sei andato via...”! ...chi ti dà appuntamento alle otto della domenica mattina e si presenta alle nove e mezza! ...quelli che appena dici qualcosa che non gli piace comincia ad urlare e/o smette di ascoltare! ...quelli che neanche cominciano ad ascoltare! ...quando nonostante i miei sforzi per rimanere calmo, pacioso e Zen qualcuno riuesce a farmi saltare i nervi! Senza titolo[martedì, 28 novembre 2006, ore 12:35] [news of the world, impressioni lupesche] Ieri ho pubblicato un post in cui mi permettevo (orrore!) di sfottere il Presidente (del Milan) a proposito della disavventura occorsagli l’altro giorno durante un comizio. Il post, che peraltro vedete qui sotto, partiva dal presupposto che quando ci si rifà a grandi del passato (come appunto Enrico Berlinguer), sarebbe apprezzabile portare fino in fondo la propria “imitazione”. Bene, nel giro di tre commenti ho ricevuto: un’accusa di fare illazioni senza costrutto, un bonario rimprovero da una persona che è passata attraverso situazioni del genere e una frase in cui si presupponeva che io lo accusassi di avere simulato. Innanzi tutto non mi permetto di accusare di simulazione una persona che (l’avete visto in faccia? Io ho guardato bene e ci ho visto lo stesso colorito terreo e la stessa deformazione dei lineamenti che vedevo in mio padre ogni volta che sveniva all’improvviso, e credetemi, glie l’ho visto fare spesso) evidentemente non solo non simulava ma era terrorizzata. Al massimo mi sarei potuto permettere di rimarcare il fatto che anzichè ammettere, con umiltà e realismo, di non sentirsi bene, abbia inizialmente attribuito le esitazioni all’emozione provocatagli dalle sue stesse parole, cosa che peraltro non ho fatto. In seconda battuta, come probabilmente i più attenti avranno già evinto dall’inciso qualche riga più in alto, so cosa vuol dire preoccuparsi nel vedere qualcuno svenire all’improvviso e se mi è consentito un paragone, il fatto che questo qualcuno fosse mio padre mi permette di dire che se scherzavo con lui sul suo problema prima di sapere quando (e soprattutto che) sarebbe stato risolto, posso anche scherzare sul problema del Presidente (del Milan) una volta a conoscenza del fatto che un quarto d’ora dopo era nuovamente in pista. Terza ed ultima considerazione: sono convinto (da un sacco di tempo) che l’unico modo per esorcizzare le proprie paure e superare i brutti momenti senza rimanere piagati nello spirito sia quello di riderci sopra. Immaginate quindi, se rido delle cose che mi spaventano, cosa posso fare a proposito di tutto il resto. Chi mi conosce sa che la battutaccia cinica, lo humor nero, la frecciata dissacrante, sono il mio pane quotidiano (con questo, per carità, non voglio dire che mi riescano sempre bene!), ma non per questo sono il tipo che si permette di gioire delle disgrazie altrui. Se teniamo conto, poi, che ieri praticamente tutti i giornali ed i telegiornali erano saturi di servizi su extrasistole, cali di pressione, interviste a medici di ogni tipo e specializzazione, foto del Presidente (del Milan) mentre fa la sua corsetta quotidiana con le guardie del corpo ed il fedele cagnolino (inutile che controlliate, non c’era nessun quadrupede nelle foto, ma guardando bene si capisce cosa intendo) e commenti sui commenti fatti da chi c’era, da chi non c’era ma ha visto e da chi non ne sapeva una mazza, forse potete arrivare a comprendere perchè mi sia potuta venire in mente una battuta come quella di ieri. Quello che mi inquieta di più è che a quanto pare si sta riducendo a vista d’occhio il numero di figure sulle quali è possibile scherzare. Tutto è cominciato con le accuse a chi si permetteva di fare imitazioni di papi o cardinali, fatte da chi dimentica che da secoli la religione, come tutte le cose del mondo, è soggetta all’ironia. Non sono un erudito, ma mi permetto di ricordare in ordine di tempo la Coena Cypriani citata anche ne “Il nome della rosa”, Rabelais ed i suoi frati “goderecci”, la Smorfia che aveva come cavalli di battaglia sketches su San Gennaro e sull’Annunciazione, Massimo Lopez (e non solo lui) che imitava Giovanni Paolo II. Ci sarebbero molti altri esempi, ne sono certo, io stesso conosco almeno dieci vecchie barzellette, più o meno belle, che vertono sulla figura di Gesù Cristo) ma la mia memoria e la mia cultura, invero entrambe scarse, mi impediscono di portarveli in questo momento. D’accordo, scherzare sulla religione puo’ essere pericoloso, il confine tra ironia e blasfemia puo’ essere labile, ma fino a prova contraria (e per qanto ne dica Cornacchione), il Presidente (del Milan) ha in sè la stessa quantità di scintilla divina che contraddistingue ciascuno di noi, per cui non credo di essere stato blasfemo, e non credo nemmeno di aver mancato di rispetto (non particolarmente se non altro) a nessuno. Quanto alla figura istituzionale del Presidente (del Milan), che per il momento equivale alla mia, attendo di sapere qualcosa in più a proposito del presunto (e fallito) colpo di stato per mezzo di brogli elettorali che avrebbe dovuto occupare le pagine dei giornali in questi giorni. Ciao a tutti, abbiate cura di voi (e del vostro cuore) M. Riuscire bene[lunedì, 27 novembre 2006, ore 14:07] [news of the world]
Un piccolo consiglio al Presidente (del Milan): la prossima volta che gli viene voglia di imitare Enrico Berlinguer (mi si perdoni l'accostamento), si assicuri di riuscire fino in fondo nel suo intento. Dieci segnali che stai lavorando troppo[lunedì, 27 novembre 2006, ore 13:00] [topten, un lavoro da lupi] Come (credo) tutti sapete lavoro come tecnico informatico e nella fattispecie il mio compito è l’help desk telefonico (per gli esterni) e in situ (per la quarantina di colleghi che lavorano in sede). Ultimamente, credo a causa di una macchia solare o di qualche altro sconvolgimento naturale, il lavoro è aumentato un tantino. Se ci aggiungiamo poi che è indispensabile, soprattutto in questo periodo (vi spiegherei meglio ma sarebbe troppo lungo) essere irreprensibili e quanto di più vicino alla perfezione esista in natura, spero capirete perchè non riesco ad essere (per quanto lo vorrei, ve lo assicuro) assiduo nell’aggiornare il mio blog e nel venire a dare segno della mia permanenza in vita sui vostri. Vi lascio con una rapida Top Ten e con una confessione: ...mi mancate!
01- Non aggiorni il blog da una settimana 02- Se ti chiama un amico, gli dici “mandami una mail, ti rispondero’ appena possibile” senza neanche ascoltarlo 03- Per avere dieci minuti di pausa hai dovuto simulare uno svenimento 04- Quando arriva una chiamata interna fingi di essere morto 05- Provi l’impulso di uscire dall’ufficio come una furia ghignante e conficcare le teste di tutti i colleghi nei rispettivi monitor 06- Aspetti le sei per espletare le funzioni corporali 07- Non sai se in questi giorni c’è il sole perchè arrivi in ufficio prima dell’alba ed esci dopo il tramonto 08- Il tratto di moquette che porta dalla tua sedia alla porta del tuo ufficio è molto più consumato di quanto non fosse il mese scorso 09- Parli con i computer (il che è abbastanza normale) e loro ti rispondono (che è già più preoccupante) 10- Hai attaccato al monitor un post-it con scritto “Respira!”
Ciao a tutti, abbiate cura di voi! M.
La rieducazione muscolare del (non più tanto) giovane lupo[mercoledì, 22 novembre 2006, ore 10:21] [impressioni lupesche] La partita è finita, rimaniamo in tre o quattro in campo ancora cinque minuti a fare qualche tiro, poi ci si avvia verso gli spogliatoi. Sono contento, oggi non ho avuto guai muscolari, il ginocchio ha retto e non mi si sono presentate le consuete visioni mistiche degli ultimi quindici minuti. Sto recuperando una parvenza di forma, durante la partita ho tirato fuori dal cilindro qualche intervento degno dei vecchi tempi, tanto da meritarmi il più bel complimento che un portiere possa ricevere, (vero Cri?) ovvero gli insulti (in questo caso scherzosi) degli attaccanti avversari, frustrati dalle occasioni mancate. Ricordo ancora la prima volta che mi successe, dopo una partita di torneo in cui mi ero comportato particolarmente bene, di sentire (mentre fuori dagli spogliatoi mi fumavo la meritata sigaretta del dopo partita) i componenti della squadra avversaria commentare la sconfitta con toni abbastanza accesi e rimproverandosi a vicenda mancanze ed errori, finchè un paio di loro non se ne uscirono con frasi come “Va beh, ma con quel bastardo in porta non c’era verso di passare!”. In teoria avrei dovuto arrabbiarmi sentendomi dare del bastardo, in realtà mi misi a ridere pensando che avevo appena ricevuto la miglior conferma del fatto che avevo giocato al meglio delle mie possibilità. Rivivendo quella risata sono arrivato negli spogliatoi, senza zoppicare (troppo) e mi rendo conto che per la prima volta da quando ho ricominciato con la folle vita del portiere, sono ancora abbastanza lucido per godermi le chiacchiere da spogliatoio e la doccia senza dovermi preoccupare di abrasioni, dolori articolari e del sangue che pulsa in testa come (direbbe il Pirata Metallico) una doppia cassa. Al di là della partita in sè, che serve a fare del moto, a scaricare qualche tensione, a passare un’ora pensando soltanto al pallone ed ai vari modi per non farselo finire alle spalle, è proprio questo che mi piace del fare sport: la sensazione di stanchezza e soddisfazione che si prova quando, tornati negli spogliatoi, ci si siede e si lascia defluire l’adrenalina mentre la respirazione torna ad un ritmo normale. Presto mi verrà a mancare il passo successivo, lo so, perchè è difficile fare a meno della tensione e della concentrazione che si accompagnano alle partite, ma per ora, visto che non sono ancora tornato quello che so per esperienza di poter essere, mi accontento del fatto che qualche compagno di squadra già pensi alla possibilità di “promuovermi” a titolare nella formazione che disputa tornei e campionati. Qualcuno potrà pensare che mi stia montando la testa per nulla, per una squadretta di dilettanti che non farà mai altro che non siano tornei di livello amatoriale, pero’ per me è questo il vero sport, quello che si fa per passione, con poco o nulla da guadagnare. A questi livelli lo sport è più vero, più vivo, più libero da pressioni e nervosismi che inevitabilmente lo scuotono quando entrano in gioco interessi (anche di poco) superiori. Qui ci si puo’ permettere di affrontare l’avversario con il rispetto che sicuramente merita, ma anche con la voglia di divertirsi e con la goliardia che purtroppo, di qualsiasi sport si parli, si perde nel momento in cui si passa ad un diverso ordine di grandezza e di importanza, comunque relativa in rapporto a cio’ che veramente conta nella vita. A questi livelli, insomma, ci si puo’ ancora divertire. Ciao a tutti, abbiate cura di voi M. Punti di vista[martedì, 21 novembre 2006, ore 17:15] [impressioni lupesche, topten] In questi mesi, come molti di voi sanno, Lei ed io abbiamo contattato tutte le agenzie immobiliari tréa il confine e Bordighera nel tentativo di trovare una casa da comprare che fosse abbastanza spaziosa per una famiglia in divenire e venduta ad un prezzo abbastanza onesto da non cosrtingerci a vendere i reni (e ripetutamente la virtù posteriore) per permettercela. Questa esperienza (relativamente breve ma vi assicuro molto intensa) mi ha portato a conoscere la terminologia tipica dell’agente immobiliare, che da queste parti, vista la carenza di alloggi degni di questo nome ed i prezzi che corrono, diventa ancora più esasperata. Tutti coloro che hanno letto un annuncio immobiliare o hanno chiesto ad un agente una breve descrizione di una alloggio per decidere se valeva la pena di visitarlo sanno che di qualunque tipi sia la persona che hai di fronte (giovane fighetto e rampante Tecnocasa, anziano lupo del mercato che opera da trent’anni, agente dall’aria dimessa o proprietario dell’agenzia “più esclusiva della zona”), l’alloggio non ha difetti. Qualunque caratteristica va presentata come positiva, anche a costo di enormi sforzi d’immaginazione. Sono quindi lieto di sottoporvi, allo scopo di preparare chi ancora non ci è passato e di far sorridere che ne ha esperienza: Le dieci frasi più subdole degli agenti immobiliari (e relativi significati) 01- Situato in zona tranquilla Tipico eufemismo (ma definirlo cosi’ è un eufemismo) che indica una casa situata in cima al monte Fato, o in mezzo al Kalahari, o tra le mangrovie del delta del Gange. Generalmente per raggiungere la cività sono necessarie svariate ore di cammino (nessuna strada arriva fin li’), e parecchi chilometri in auto. Tutto è molto più semplice se si dispone di un elicottero.
02- Alloggio ampiamente personalizzabile E’ talmente diroccato che va praticamente ricostruito daccapo.Non ci sono tramezze, i pavimenti sono un ricordo lontano e il tetto se lo ricorda solo Nonno Celso, il più vecchio del paese.
03- Appartamento intimo Il vano più grande è tre metri per uno ed è il corridoio. Probabilmente la superficie totale non supera i 25 m². Per riferimenti visivi consiglio il film “il ragazzo di Campagna” (taac...).
04- Vicino all’autostrada Si trova sotto un cavalcavia, appoggiato al guard rail o scavato nel pilone di un viadotto. In casi estremi è in un’area di sosta (km 45,6 direzione Savona).
05- Situato in un immobile storico Di solito si tratta di regge (prezzo ESORBITANTE) o di bicocche immonde da cui sono sfollati anche topi e scarafaggi.
06- Non lontano da un parcheggio L’espressione “non lontano” usata da un agente immobiliare meriterebbe migliaia di parole di approfondimento, basti sapere che sotto ai due chilometri di distanza per loro nulla è lontano.
07- Necessita di piccoli interventi di restauro Generalmente significa che l’impianto elettrico è degli anni ’40, i muri hanno bolle e macchie nell’intonaco grandi come carte geografiche e gli infissi sono opere originali di San Giuseppe. Le piastrelle, quando presenti, sono tutte diverse e suonano come i tamburi dell’apocalisse ad ogni passo.
08- Semi arredato C’è rimasta una sedia zoppa abbandonata dal precedente inquilino.
09- Prezzo interessante Nel senso che sarebbe interessante sapere come si sia arrivati a cifre cosi’ alte da apparire ridicole.
10- Alloggio caratteristico Qui si parla di una palafitta, grotta o casa sull’albero. A volte si tratta di casette in legno, o a pianta triangolare. Cazzu Cazzu...[martedì, 21 novembre 2006, ore 13:05] [lupi on the road] ...iu iu. Brevemende, concisamende, incommensurabilmende e anche un po' abilmende vi dico, miei cari elettori, che non sono sgombarso come digievano i miei avversari politici, nè tandomeno sono stato arresdato come digievano i teleggiornali. O meglio, sono stato ingiustamende arresdato ed ingriminato, ma alla fine la verità ha trionfato e tutte le accuse di collusioni varie sono degadute (a proposido, un ringraziamendo speciale al mio carissimo amico Don Tano). Scherzi a parte, non sono troppo triste per scrivere e non sono emigrato in un paese senza allacciamento a Internet (che so, la Cina...). Sono semplicemente stato scollegato (in vari sensi) per tre splendidi giorni ed ora sono tornato ad assillarvi, e per farvi capire lo spirito con cui torno a postare vi fornisco due indizi: 1 - La sirena non ha ancora suonato, l'arbitro non ha ancora dato il triplo fischio... 2 - Top Ten..... Torno prima di sera, nel frattempo abbiate cura di voi! Palo al 90°Non è una tragedia. Non è un disastro. Non sono cambiate in peggio le nostre condizioni di vita, nè lo faranno in conseguenza di cio’ che è successo. Capita di non poter cogliere un’occasione, di lasciarsela sfuggire e non per colpa o per incuria ma perchè era impossibile, per quanti sforzi si potessero fare, raggiungerla e afferrarla. Nella tradizione antica la fortuna veniva raffigurata senza capelli sulla nuca, ad indicare che se non ti fai trovare pronto quando ti rivolge il volto, una volta che si è girata e si sta allontanando non la puoi trattenere per i capelli. Non ci sono colpe, nessuno è direttamente responsabile di questa situazione, anzi, so che Lei ed io abbiamo fatto tutto il possibile e forse anche qualcosa in più per tentare di saltare su questo treno. Abbiamo corso, siamo caduti, abbiamo ignorato ammaccature ed abrasioni e ci siamo rialzati per correre ancora più in fretta di prima. Inutilmante. Quando giocavo a basket, e poi a calcio, ho sempre creduto che la sconfitta più dolorosa fosse quella che puoi imputare a te stesso, al fatto di non esserti impegnato a sufficenza, di aver compromesso lo svolgimento della partita commettendo qualche errore o sottovalutando l’avversario. Nello sport puo’ anche essere vero, nella vita no. Nella vita, sapere che non potrai raggiungere un obiettivo al quale tenevi cosi’ tanto per pura e semplice sfortuna fa un male tremendo. Non serve a nulla dirsi che “Quando si chiude una porta si apre un portone”. Non serve a un cazzo. Volevamo quell’appartamento, volevamo farlo diventare un posto bello ed accogliente dove trascorrere la vita... perdio, è già un posto bello ed accogliente, sarebbe bastato pochissimo per adattarlo ai nostri gusti, ai nostri sogni. Invece nulla, non se ne fa nulla. La cosa che mi fa perdere totalmente la calma è che eravamo ad un passo dal riuscire, dal raccogliere tutti i soldi necesari, dall’ottenere quelli che ci mancavano. Sapevamo di andare incontro a qualche sacrificio ma non c’importava, il gioco valeva la candela. Invece no. Allunghiamo le mani ed arriviamo a pochi centimetri dall’afferrare l’oggetto dei nostri desideri, ma non più in là. Una cifra, che presa insieme alle altre in ballo puo’ sembrare ridicola ci impedisce, vista la sua assenza, di concludere. Pazzesco come quando sia indispensabile fare 100 anche arrivare a 99 sia inutile. Non importa quanto poco manchi per raggiungere la meta, se non ci arrivi non vale. E fa un male cane. Che civiltà![mercoledì, 15 novembre 2006, ore 13:53] [news of the world] Selezione naturaleDisclaimer: questo è un post cinico, bastardo ed opinabile, oltre che lungo. Se, come è molto probabile, riterrete che abbia scritto delle vaccate siete pregati di esprimere il concetto nei commenti con un minimo di educazione, grazie. Se non avrete voglia di terminarne la lettura non mi offendero’, soltanto, per favore, non datemi dell’idiota o del bastardo dopo averne lette solo poche frasi. Per una persona come me, che vive a centinaia di chilometri dalla maggior parte dei propri amici più cari (a dire il vero vivo lontano anche da quelli meno cari, ma ci faccio molto meno caso), tenere un blog significa anche (o soprattutto) avere la possibilità di comunicare con loro quotidianamente. Quando poi anche gli amici hanno un blog si puo’ recuperare una atmosfera di dialogo e di scambio di opinioni che ricorda quella che c’è quando si è tutti seduti intorno ad un tavolo a chiacchierare. Per esempio, oggi sul blog di Jolly Roger leggo questo concetto:” ...l'italiano è già ignorante e sborone di suo, in materia. L'italiano fa la gara a chi beve di più. Fa la gara a chi fuma di più. Fa la gara a chi tira di più. Gareggia sulle statali di notte rischiando di uccidere degli innocenti, magari guidando sotto l'effetto di allucinogeni. ...è sui giornali, non lo dico io... ...poi i morti, a causa del continuo esagerare. In Italia nessuno, se non pochi gruppi sporadici, sa sedersi a un tavolo e godersi una bottiglia di rhum chiacchierando pacificamente. ... L'esagerazione porta a cercare sempre l'estremo massimo per gareggiare con chi 'fa' più di noi.” Bene, queste frasi mi hanno ispirato una riflessione, che temo verrà confermata dalla lettura (che ho appena intrapreso) de “L’origine delle specie” di Darwin. In natura il numero di esemplari di una specie viene limitato dai predatori (che tendono ad avere ragione degli individui meno forti, svelti o in salute) o dal processo per cui troppi esemplari riducono drasticamente la quantità di cibo disponibile, facendo si’ che gli individui meno forti e meno adatti muoiano e riequilibrando cosi’ il rapporto quantità di cibo - numero di esemplari. L’animale uomo non ha più predatori naturali (almeno non di massa e non in grado di regolarne il numero in modo significativo), e grazie alle sue capacità tecniche ha trovato il modo di contrastare anche le difficoltà ambientali, per lo meno per quanto riguarda due/tre continenti su cinque (questo non vuol dire che chi mangia tutti i giorni sia più adatto a sopravvivere di chi non ha cibo a disposizione, ma questo argomento particolare sconfina dalla teoria dell’evoluzione e conservazione della specie alla teoria del malgoverno e delle ingiustizie sociali che, per quanto vasta ed interessante, non è il caso di trattare ora). Questo porta a far si’ che per contrastare il tremendo aumento della popolazione entrino in gioco altri criteri, diversi da quelli naturali. Alcuni di questi fattori di sfoltimento della popolazione umana sono relativi all’individuo, altri (i più aberrranti ed ingiusti) hanno comunque come causa uno o più individui ma vanno a ripercuotersi su altri esemplari che potrebbero essere più adatti a sopravvivere. Per esempio, se uno corre a duecento all’ora in auto o in moto su una strada di montagna e si ammazza, significa che probabilmente non era abbastanza prudente per sopravvivere, cosi’ come sarebbe per una gazzella che decida di fare una passeggiata tra i leoni. Lo stesso ragionamento vale se una persona si ammazza di eroina, alcool, coca o pastiglie. Non eri adatto alla vita (non fisicamente, come puo’ esserlo un animale malato o deforme, ma mentalmente in quanto privo di istinto di conservazione) e sei giunto all’estinzione in anticipo sui tempi biologici. Fanno molta più rabbia e tristezza i criteri “casuali”, quelli per cui chi ne è causa non entra a far parte di coloro che ne subiscono gli effetti. Per esempio, il pazzo assassino, il terrorista, l’automobilista che travolge ed uccide qualcuno a causa della propria imprudenza. Anche in questi casi infatti è la tara mentale di un soggetto a creare le condizioni per la riduzione della popolazione umana, pero’ questa riduzione coinvolge esemplari a caso e non in base a quanto possano essere adatti alla vita, ma semplicemente in base a quanto sono fortunati. Ultimo fattore che contribuisce ad aiutare la Natura a riportare la razza umana ad un numero sostenibile per l’ecosistema è la tendenza dell’uomo a lasciare che le cose rotolino verso l’abisso senza preoccuparsi più di tanto perchè (per il momento) non lo coinvolgono direttamente. Non solo ma anche a causa di questa orrenda caratteristica umana derivano disastri ecologici, guerre e squilibrio nell’accesso al sostentamento. L’uomo ha organizzato una società simile per organizzazione a quella delle formiche o delle api, arrivando a superarla in complessità e divisione dei ruoli, ma al contrario di api e formiche non ha sviluppato una coscienza collettiva, che fa si’ che il bene comune sia anteposto a quello personale e proprio questa (mancata) caratteristica fa si’ che la Natura abbia una possibilità di arrivare ad imporre la sua legge ancora una volta, come è sempre stato. Ciao a tutti, abbiate cura di voi (e del prossimo) M. Campionato Chiavi di Ricerca - quarta giornata[martedì, 14 novembre 2006, ore 09:55] [giochicateneaffini] Dopo i due colpi messi a segno da Kissola so di avere poche speranza a questo gioco, ma devo tentare lo stesso di difendermi, per cui ecco, a metà mese, un estratto delle chiavi di ricerca relative a questo blog: essere romantico – puo’ funzionare, si’, ma dipende dalla tipa... annusare le mutandine di mia cognata – dipende da quanto è perspicace e pericoloso tuo fratello! Ma poi, pulite o usate? No aspetta, non voglio saperlo! atala master 4 – Il mio era nero e rosso ed era un chiodo cavaliere bianco – “Apri la porta a un guerriero di carta igienica...” è venuto a trovarmi Tozzi!!! clerks commesse – a dire il vero era “clerks, commessi” ma anche a me piacciono di più le commesse con il telepass si puo passare sul casello viacard – Allora, se intendevi passare nel casello viacard ti dico che le sbarre non sono di ghisa ma il parabrezza te lo scoppiano lo stesso, per cui occhio, se invece intendevi davvero sul casello, beh, ti consiglio un Abrams o almeno un Hummer... definizione parola multietnico – Vediamo... ah, ecco! Il figlio di Baresi! dialogo col fucile – dipende da chi lo tiene in mano. Se ce l’hai tu parla pure, se lo tiene l’altro, beh, ZITTO E CORRI! forse un giorno potremo incontrarci di nuovo lungo la strada – Se non sapessi che è un verso di “La strada” dei MCR penserei che questo ha perso la sua prostituta preferita... giacca refresh – si’, questo è un capo molto refresh, ideale per l’estate. Notare il taglio sciancato, il collo alla laotiana e le pansè, molto fini... lacoste l'acqua e il pianeta – Ecco chi erano tutti quei tizi con le polo firmate ed i volantini ambientalisti in stazione! leggere in bagno - Eh, leggere... Secondo me guardi le figure! Porcello! osservare il cialo – Ma ciarto, è anche una mia passione... cioè, capisci, è troppo bbello, ti metti li’ a naso all’aria e guardi il cialo, tutte quelle nuvolette... ah, no, quelle le faccio io dalla bocca e sono azzurre! per i tuoi amici che non ci credono abbastanza campioni il sogno – oddio, a cosa non credono i miei amici? Al fatto che diventerai un calciatore da serie A? Eh, cazzo, mi sa che hanno ragione! A proposito, se posso permettermi un suggerimento... ‘fanculo tu e “Campioni, il sogno!” profe molestie – è inutile, non ce l’ho l’indirizzo di quella prof di matematica! Se invece pensi alla Profe del link a sx, non credo proprio che sia il tipo! proteggersi dalle persone che fanno il malocchio – Aspetta, non faresti prima a proteggerti dal malocchio stesso? quanti kilocal al giorno? – Mille! Cosi’ non dimagrisci ma muori e non fai più domande del belino! Ma non te l’hanno dato il libretto con la scatola? O hai comprato la versione taroccata con le istruzioni in cinese? sarebbe stato meglio tornare alla stessa ora – Questo ha preso due ore di permesso dal lavoro per fare una sorpresa alla moglie e la sorpresa glie l’ha fatta il vicono di casa... Lupi in convento[lunedì, 13 novembre 2006, ore 14:43] [luna piena] Secondo Rabelais (nel Gargantua e Pantagruel) l’abbazia di Theleme è (per definirla molto sinteticamente) un convento in cui vige una sola regola: “Fa cio’ che vuoi, ma nel pieno rispetto degli altri”. Secondo Splinder l’Abbazia di Theleme è un blog i cui partecipanti, secondo me, hanno una visione del mondo disincantata e lucida, che sa cogliere gli aspetti più tristi, grotteschi, oltraggiosi della realtà, ma che non si scorda di segnalare quando in mezzo a tanta spazzature spunta una notizia che con sè porta un pizzico di quella speranza che fa pensare che forse il mondo non è irrecuperabile. Bene, sono orgoglioso di annunciare che da oggi ho ufficialmente una cuccia entro le mura di questo magico luogo del quale mi fece innamorate Paolo Rossi nel corso del suo spettacolo (appunto) “Rabelais”, che io ed il Gemello Pazzo abbiamo rivisto almeno mille volte, ognuna delle quali ridendo e riflettendo molto. In tutta sincerità non credo che saro’ un “postatore” particolarmente assiduo, soprattutto in questo periodo, pero’ devo confessare che anche (forse soprattutto) se non ci fossero miei post, mi farebbe piacere sapere che ogni tanto andate a dare un’occhiata a cosa si dice nell’abbazia... Sessismo e sessbuonismo[lunedì, 13 novembre 2006, ore 11:19] [impressioni lupesche] In Spagna una piccola cittadina ha deciso di alternare ai classici segnali stradali con l’omino (che attraversa la strada, che indica una via pedonale, che attende al semaforo eccetera) una serie di segnali che portano disegnate delle donnine, con la gonna e i codini. Nella notizia battuta da Reuters si specifica che i contribuenti non saranno costretti a pagare un centesimo a causa del provvedimento, teso ad eliminare il sessismo dai segnali stradali. In tutta sincerità non so se ridere o piangere, se essere contento o depresso. Voglio dire, d’accordo, il sessismo esiste ed è un problema da tenere in considerazione e combattere con ogni mezzo, ed il fatto che un sindaco pensi ad equilibrare anche i cartelli da un lato mi fa piacere (significa che c’è attenzione), dall’altro mi fa tristezza (non è certo cosi’ che si puo’ ottenere qualche risultato), da un terzo ed estemporaneo lato mi fa porre delle domande, come ad esempio: Quante donne ci sono nel consiglio comunale di quella cittadina? Esiste (per esempio) un’associazione patrocinata dal comune che riunisce le donne imprenditrici ed aiuta le aspiranti tali? Esiste un asilo gratuito per le mamme che lavorano? Chi ha fatto caso al fatto che sui cartelli erano tutti uomini, e soprattutto, cosa s’era fumato? Comunque credo che quel sindaco sia di origine italiana. Solo noi abbiamo tanto talento per affrontare un problema proponendo la soluzione più inutile e stupida, ma in grado di fare più notizia... Dal balcone, mezz'ora fa
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