
There are no strangers here, only friends who never met.
Categorieamarcordawooo banana republic domande giochicateneaffini impressioni lupesche libri luna piena lupi in pantofole lupi on the road lupo sound manuale del piccolo sistemista news of the world ottimismo e fastidio quasi originale sciem trek senza parole soul landscapes topten tra le orecchie del lupo un lavoro da lupi vita Qualcosa sul Lupo"Trovo difficile definirmi. Sono arrivato alla mia età senza aver mai voluto appartenere a nulla, non a una chiesa, non a una religione: non ho avuto la tessera di nessun partito, non mi sono mai iscritto a nessuna associazione, nè a quella dei cacciatori nè a quella per la protezione degli animali. Non perchè non stia naturalmente dalla parte degli uccellini e contro quegli omacci col fucile che sparano nascosti in un capanno, ma perchè qualunque organizzazoine mi sta stretta. Ho bisogno di sentirmi libero. E questa libertà è faticosa perchè ogni volta, davanti ad una situazione, quando bisogna decidere cosa pensare, cosa fare, si può solo ricorrere alla propria testa, al proprio cuore e non alla facile linea, pronta all'uso, di un partito o alle parole di un testo sacro. Per istinto mi sono sempre tenuto lontano dal potere e non ho mai corteggiato chi lo aveva... ...Con queste lettere non cerco di convincere nessuno. Voglio solo far sentire una voce, dire un'altra parte di verità , aprire un dibattito... ...Allora io dico: fermiamoci, riflettiamo, prendiamo coscienza. Facciamo ognuno qualcosa e salviamoci. Nessun altro può farlo per noi. Da "Lettere contro la guerra" Tiziano TerzaniAmoLei, la mia lupacchiotta, il cibo piccante, osservare le persone, leggere in bagno, ascoltare buona musica, leggere (in generale), ridere di me, pensare, ridere in generale, mangiare bene e con calma, scoprire cose nuove, fare sportOdioLe idee preconfezionate, l'anice, il perbenismo, l'abuso di "k", gli estremi e gli estremismi, gli ombrelli, la mancanza di dialogo, chi urla per non far notare che non ha nulla da dire, odiareCommentiVecchioHidalgo in Alive 'n' kickin'FrancoG in Alive 'n' kickin' elleeci in Alive 'n' kickin' utente anonimo in Alive 'n' kickin' Aliseys in Alive 'n' kickin' Archiviooggiluglio 2008 aprile 2008 marzo 2008 febbraio 2008 gennaio 2008 dicembre 2007 novembre 2007 ottobre 2007 settembre 2007 agosto 2007 luglio 2007 giugno 2007 maggio 2007 aprile 2007 marzo 2007 febbraio 2007 gennaio 2007 dicembre 2006 novembre 2006 ottobre 2006 settembre 2006 agosto 2006 luglio 2006 giugno 2006 maggio 2006 aprile 2006 marzo 2006 febbraio 2006 gennaio 2006 dicembre 2005 novembre 2005 ottobre 2005 settembre 2005 agosto 2005 luglio 2005 giugno 2005 maggio 2005 aprile 2005 marzo 2005 febbraio 2005 gennaio 2005 dicembre 2004 novembre 2004 ottobre 2004 settembre 2004 Aggiungimi ai favoritiaggiungimi nei favoriti di splinderaggiungimi ai tuoi favoriti LinksAliseysAmmazzare la portinaia Amnesty International Avevo tempo da investire Beppe Grillo ChiaraParanoica Chinaski CryBoy Demon Kiss El Giramundo elleeci Ephrem Esercizio di buona follia Il Fantasma Il Pirata Metallico Il tempio di Theleme indymedia La Fabbrica Operante La Profe La strega metropolitana le fou jumeau LogorRomins Lupacchiotto MultiDario My Music Radio Capital Shelidon Squitto Stefano Benni Tessy The Gusty Bus Voglio Scendere Wikipedia Zanocom Contatore*loading* refreshCreditslayout: Lylaimages: Il Gemello Pazzo |
Sometimes they came back - Il ritorno del portiere[martedì, 31 ottobre 2006, ore 15:05] [topten] Come qualcuno di voi già sa, ieri ssera sono finalmente riuscito a tornare a calcare un campo da calcetto dopo più di un anno di inattivita fisica totale (per neofiti, distratti ed affetti da Alzheimer, qui un vecchissimo post a proposito del mio ruolo). Ovviamente mentirei spudoratamente se vi dicessi che non è stata un'esperienza traumatica, per cui bando al machismo e largo ai
Dieci segnali che era troppo tempo che non giocavi a calcetto
01- La parte gommosa dei guanti da portiere aveva la consistenza della pergamena 02- Ti sei presentato con la maglia di Zoff 03- Ci hanno messo venti minuti a convincerti che il pallone era a rimbalzo controllato, non sgonfio 04- Dopo mezz’ora ti è apparsa la Madonna del Maracanà sulla traversa che ti diceva “Tranquillo, oggi non morirai” 05- Le tue giunture facevano più rumore un paio di nacchere 06- A distanza di dodici ore hai ancora le gambe dure come due pezzi di marmo 07- Verso la fine ansimavi tanto da modificare la traiettoria del pallone 08- Quando un’auto è passata accanto al campo hai urlato “Macchina!” e ti aspettavi che titti si fermassero 09- La mattina successiva hai male anche alle orecchie 10- Nonostante tutto, stai ancora sorridendo. Faith? No more.[lunedì, 30 ottobre 2006, ore 16:51] [impressioni lupesche] La Fede mi fa paura. Sotto ogni suo aspetto. Temo le dichiarate mancanze di critica e di pensiero autonomo che dietro a quella parola si celano. Avere fede significa credere automaticamente ed a priori a quanto ci viene dato per vero da una determinata fonte. Per esempio, Fede religiosa vuol dire che se un concetto proviene da un testo sacro o dalla voce di un’autorità religiosa affermata non ha bisogno di altre argomentazioni, di altri motivi per essere preso per vero. Della fede religiosa temo poi il fatto che venga sempre più spesso utilizzata e strumentalizzata per giustificare usi (ed abusi) che nulla hanno a che fare con la convivenza civile e che per rispettare (o meglio, accontentare) chi professa (o dice di professare) una determinata fede si cerchi, soprattutto in questo Paese, di negare anche a chi non la condivide la possibilità di operare determinate scelte. In alcuni paesi islamici la legge coranica viene interpretata in modo da giustificare, per esempio, pratiche come la lapidazione per le adultere (si noti il genere del soggetto) e l’infibulazione. Noi evoluti, colti e saggi occidentali chiamiamo, e a ragione, chi si macchia di azioni come quelle “estremisti islamici”, ma ci dimentichiamo di osservare cosa accade dalle nostre parti. Proprio in nome dei precetti della fede cristiana cattolica, qui in Italia ci sono gruppi di estremisti che manovrano (e non nell’ombra!) per rendere (o far rimanere) illegali pratiche come l’eutanasia, la ricerca sulle cellule staminali e l’aborto, perchè per i precetti della loro religione si tratta di delitti. Non parliamo poi degli Stati Uniti dove veri e propri commandos terroristici di estremisti cristiani gambizzano ed uccidono i medici abortisti. La vostra legge morale vi impedisce di farlo? Benissimo, non fatelo, ma lasciate a me (e a molti altri) la possibilità di scegliere secondo la nostra coscienza. La fede religiosa è e deve essere libera proprio perchè scollegata da qualsiasi risvolto pubblico. L’estremismo religioso altro non è che il tentativo più o meno riuscito e più o meno violento di imporre i precetti della propria religione a chi fondamentalmente se ne batte il belino. Altra situazione in cui quando sento di parlare di fede mi si opacizza il pelo è a proposito della politica. In politica infatti, è (sarebbe) giusto avere convinzioni, opinioni, idee, passione, ma assolutamente non fede. Il senso critico, soprattutto per quanto riguarda certi argomenti, è una delle armi più potenti che ci sono state assegnate dalla natura. Qualsiasi idea, informazione, proposta, azione intrapresa da un politico, anche se si tratta di quello che ci ispira più fiducia, andrebbe sezionata, considerata, rimuginata, criticata ed eventualmente solo in seguito appoggiata. Non sempre si riesce a trovare un partito, una corrente, un’ideologia politica che rispecchi esattamente e completamente il proprio pensiero, la propria visione del mondo, ed ogni volta che ci si rende conto che c’è una discrepanza tra la propria opinione e quella che dal partito (corrente, ideologia) viene portata avanti, ci so trova davanti a due possibilità: se si ha fede ci si affida al giudizio altrui e lo si accetta pedissequamente, se si ha soltanto fiducia, la si mette in discussione. Pare invece purtroppo che la pessima abitudine di scegliere qualcuno che pensi (e spesso agisca) al proprio posto giustificando il tutto dietro (appunto) una fede comune sia sempre più diffusa ed il mio timore è che questa pratica non derivi dalla sconfinata fiducia (qiondi Fede) in colui (o coloro) che si è scelto come portavoce quanto dalla poca voglia di fare la fatica di costruirsi una propria idea personale. Bruttissima storia, secondo la mia opinone... Ciao a tutti, abbiate cura di voi (e del vostro senso critico) M. True Colors[venerdì, 27 ottobre 2006, ore 17:00] [impressioni lupesche] Leggevo oggi sulla stampa che a quanto pare il (nostro) mondo sta diventando grigio-argento. Il televisore è grigio, il frigo pure, il pc e la macchina fotografica anche, le auto non ne parliamo, e poi sedie, lettori Mp3, cucine, mobili, accessori... Insomma, soprattutto per le cose che implicano un pizzico di tecnologia (ma non solo) il colore deve essere compreso in una gamma che va dal cromo al grigio satinato, perchè fa moderno e stylish. A quel punto ho sollevato lo sguardo dal giornale ed ho guardato fuori dalla finestra del bar (per chi volesse venirmi a trovare, dall’una alle due ogni giorno feriale, Richmond Bar, Montecarlo) e mi sono messo a contare le auto grigie che passavano in rapporto a quelle di altri colori: beh, so che il campione non è rappresentativo, ma un 50% su ventiquattro soggetti non è male... Piccola parentesi: finito il conteggio mi è venuto in mente che Lei ha un’auto grigia (anche se la voleva arancio) ed io una verde: potevo risparmiarmi la fatica dell’esperimento! Proprio vero che con la statistica puoi dimostrare cio' che vuoi, basta scegliere il ccampione adatto! Tornando al discorso iniziale: a quanto pare gli esperti di marketing, abituati a dirci cosa pensare, hanno deciso che il grigio è favolosamente di moda. A questo punto due domande mi martellano il cervello: Lei ed io, in previsione di comprare mobili ed elettrodomestici, stiamo cercando frigoriferi colorati (possibilmente blu), mobili dai colori vivi e caldi e accessori allegri: riusciremo nel nostro intento o saremo costretti ad arredare la nostra futura casa come l’Enterprise? Ma se l’argento è tanto di moda, i Rokets erano precursori dei tempi? In fondo più argentati di loro... Quello che più mi irrita pero’, e qui sto parlando quasi seriamente, è che quando qualcosa fa tendenza è impossibile (o quasi) trovare cose che non si uniformino. Voglio dire, la tecnologia deve essere argentata? Se dopo mesi di ricerca trovi un televisore di un colore diverso costa quanto un’auto di piccola cilindrata. Sono di moda i jeans a zampa d’elefante? Se ti fanno schifo ti conviene tenerti buoni i tuoi capi vecchi perchè se li butti dovrai andare in giro in mutande. Un reality ha fatto (ahinoi) successo? In televisione non si vede altro. CSI sbanca l’Auditel? Arrivano i RIS di Parma, NCIS e in Distretto di Polizia subentra uno del reparto scientifico. I cereali con la crusca vendono un po’ di più? Se non sei stitico smetti di fare colazione, altrrimenti rischi di passare la mattinata sul cesso. Anni fa è c’è stato il boom delle (orrende) tute in acetilene: non si trovava più una tuta di felpa nemmeno dal rigattiere. Hai il 46 di piede e con le scarpe a punta sembra che tu indossi dua kayak? C@$$i tuoi, se non ti va puoi girare scalzo. Non te ne puo’ fregare di meno di avere il cellulare con la macchinetta fotografica integrata? Ti attacchi all’antenna, o cosi’ o niente! Non ne posso più, ridatemi la possibilità di scegliere! Voglio potermi vestire come uno che di moda non sa nulla, voglio sbagliare l’abbinamento dei colori e voglio che il mio appartamento sembri un caleidoscopio! Voglio seguire il mio gusto, non quello di gente che nemmeno conosco. Ciao a tutti, abbiate cura di voi (e dei vostri colori) M. Spot[venerdì, 27 ottobre 2006, ore 11:24] [lupi in pantofole] Date un'occhiata Qui... non vi faccio anticipazioni, potrei rovinare la sorpresa. ShinyStat fa male[giovedì, 26 ottobre 2006, ore 16:48] [impressioni lupesche, giochicateneaffini] Come al solito le cattive compagnie mi portano su strade infide e preoccupanti. Dopo aver letto il post di Jolly (ed i commenti di Kissola) mi è venuta voglia di andare a vedere le chiavi di ricerca che hanno portato ignari “navigatori” tra le mie colonne d’ercole. Come al solito, oltre alle cose più banali (di solito riferite ai lupi o alla luna) c’è chi è riuscito a stupirmi. A proposito, qualcuno è riuscito a trovarmi cercando il mio nome e cognome e sfogliando circa venti schermate di risultati... COMPLIMENTI! La prossima volta fatti i c@$$i tuoi! Comunque, ecco le chiavi che mi hanno colpito di più: proposte oscene – Il maniaco non manca mai. Comunque, no grazie. montare alla maremmana – Cioè cavalcare bestemmiando? Beh, se hai i boxer è facile... miti e modelli a cui ispirarsi – E sei finito da me? Povero... mani che tremano dopo sforzi – Guarda che se ti sforzi troppo diventi cieco! lupi da colorare – Perchè, castano (no, dalla regia dicono biondo scuro) non ti piaccio? Coglionare – Io preferisco definire cio’ che faccio “sottile ironia ed un pizzico di nonsense” convincere a protestare – Con me non c’è bisogno, protesto da solo cosa preparare a cena? – Bah, io mangio di tutto... se poi è gratis ancora meglio ha ammesso di aver consumato marjuana – Si’, sono io... e senza bisogno di tampone! il parroco invita a vestirsi dignitosamente in chiesa – Buon per lui, ma io cosa c’entro? pupazzo rockefeller – PRENDI GOOGLE! (di questi ne ho sempre almeno tre) "stereotipo del milanese" – Allora, prendi me, fammi una foto e guarda il negativo. www.fido.it - Sapevo che c’era gente che stava troppo su Internet! Uomo in gonna – Anche questo è un affezionato cliente: ancora una volta devo rispondergli che NON ERO IO!
Ciao a tutti, abbiate cura di voi (soprattutto se fate certe ricerche su Google)! M. Dieci segnali che la tua relazione è in crisi[giovedì, 26 ottobre 2006, ore 15:55] [topten] 01- Si sveglia, ti guarda ed esclama: “Sei ancora qua?” 02- Ha assunto un ragazzo per pulire la piscina e non avete la piscina 03- Tu la chiami “dolcezza” e lei “palla al piede” 04- Ascolti per caso una conversazione telefonica in cui lei chiede “Quanto vuoi per ammazzare il mio uomo?” 05- Arrivi a casa e la trovi che maneggia il pacco del ragazzo dell’UPS 06- Avete cominciato a dormire in letti separati, poi in camere separate, ora in fusi orari differenti 07- Ripensi al periodo dei piatti rotti e delle liti come ai “bei tempi” 08- Al bar la senti dire al tuo migliore amico: “Amore? Pardon, Andrea?” 09- Dice che ha vinto due biglietti per un viaggio ma che ti rivelerà la destinazione soltanto al suo ritorno. 10- Ti regala un anello. Da collo. Con attaccata una catena. Con attaccato un pietrone. Lo fa durante una gita in barca.
Attenzione: prima che le solite linguacce grame si mettano a fare battute scontate, QUESTO POST NON E' AUTOBIOGRAFICO!!!! Trattasi del frutto di anni di osservazioni e studi sul campo... World Apotropaic Day: ultimo atto[mercoledì, 25 ottobre 2006, ore 16:11] [vita, luna piena] Gente, del di Lei lavoro non ho notizie, ma siccome vi siete impegnati tanto (ed in tanti) oggi abbiamo avuto comunque una buona novella. A quanto pare per questioni di tasse la proprietaria della casa che vogliamo assolutamente comprare è costretta a rimandare la vendita di sei-otto mesi. Giusto il tempo per Lei di trovare un lavoro senza andare in paranoia, per noi di recuperare e mettere via tutti i soldi che possiamo e decidere con calma come arredarla. Insomma, la mira non sarà stata delle migliori, ma comunque tutte le vibrazioni positive che ci avete mandato un risultato molto positivo l’hanno ottenuto. Se sapevo, già che eravate tutti mobilitati giocavo all’Euro Million (tipo superenalotto europeo). Insomma, tutto questo per dirvi ancora GRAZIE e per rassicurarvi: passerà qualche tempo in più ma siete ancora tutti in credito di un’ospitata “chez Loup” e come saggezza popolare insegna, il Lupo perde il pelo (ma anche no) ma non la memoria. E poi, se mancassi alla parola data potrei scoprire che non siete potenti solo nell’inviare vibrazioni poisitive... Ciao a tutti, fate i bravi! M. World Apotropaic Day: aggiornamentoAllora, innanzi tutto un enorme grazie a tutti i volontari che si sono prestati a questo esperimento di scaramanzia di gruppo: per quanto riguarda il risultato della "manovra", per ora non si sa nulla di certo (erano in cinque e a quanto pare ne serviva una sola), ma sono certo che tutto andrà per il meglio; tante energie non possono essere state utilizzate invano. Ah, scusate il ritardo nell'informarvi ma ero un po' incasinato sul lavoro. Ciao, abbiate cura di voi (che c'è una cena in ballo!) M. Appello importanteRagazzi, abbiamo bisogno di voi. Domani alle due Lei ha un colloquio di lavoro. Siccome se Lei lavora riusciamo a comprarci la casetta che vorremmo (e poi prometto ospitalità a tutti coloro che avranno risposto a quest'appello), vi chiedo un piccolo (per voi) ed enorme (per noi) piacere: Domani, verso le due (ed almeno per 30 secondi) potreste pensare ai lupacchiotti vostri e:
Pregare (per i credenti) o Accendere ceri in chiesa (solo i ceri, non si bruciano le chiese! Non domani almeno!) o Toccarvi le palle (per gli uomini) o Toccarvi la tetta sinistra (per le donne) o Toccare legno (per tutti) o Toccare ferro (se non c’è pericolo di elettrocuzione) o Accarezzare la schiena ad un gobbo (in mancanza di storpi credo valgano anche gli juventini) o Agitare il cornetto napoletano (occhio malocchio prezzemolo e finocchio...) o Smanettare il cordone del saio di un frate (solo il cordone, ok?)... Sono bene accetti anche: Riti voodoo Umbande Santeria Danze indiane Sacrifici (incruenti, se possibile) a déi vari Riti di magia (di qualsiasi colore) Gesti apotropaici di ogni genere eccetera... Ma saremmo soprattutto lieti di sapere che ci avete indirizzato anche soltanto un pensiero positivo, purchè sincero. Grazie a tutti, abbiate cura di voi M.
Let it rain[lunedì, 23 ottobre 2006, ore 14:48] [tra le orecchie del lupo, lupi on the road] Piove. E anche con una certa convinzione. Gocce piccole e veloci che si schiantano a terra come cercando di fare più rumore possibile, come per dire “Ci sono anch’io!” Gocce fresche e fitte, che impiegano pochi secondi ad addobbare la mia giacca di piccolissime perle trasparenti e vivaci rivoletti che lucidano la pelle nera e la rendono brillante. Mi piace camminare sotto la pioggia, mi piace farlo senza ombrello (non ne possiedo uno dal 1986). Non m’importa se mi bagno i capelli, se i jeans all’arrivo sono zuppi, la pioggia mi dona una bellissima sensazione, mi fa sentire vivo, attivo. Cammino e sorrido, guardando i passanti lottare con i propri ombrelli, cercare di coprirsi con giacche e giornali, passare raso ai muri e sotto ai balconi. Chi m’incrocia mi guarda con l’aria un po’ stranita, sicuramente pensa che io sia un tantino tocco a camminare cosi’ lentamente e con quell’espressione allegra e soddisfatta sotto la pioggia, senza nemmeno tentare di ripararmi. Non riusciro’ mai a spiegare a queste persone quanto sia bella la strada di sera mentre piove, con le luci che si riflettono sull’asfalto; quanto piacevole sia il rumore dell’acqua che scroscia e quanto più frizzante diventi l’aria tra una goccia e l’altra. ...e poi, non siamo mica idrosolubili, no? Dieci segnali che sei ad una brutta festa[venerdì, 20 ottobre 2006, ore 15:57] [topten] 01- Al bar servono solo frappè 02- Sulla porta del locale c’è scritto “Orario: 18.00 - 23.30” 03- Appena entri ti si avvicina un tizio losco col marsupio e ti sussurra “Vuoi qualcosa? Fiori di Bach, camomilla, ginseng, Vivin C?” 04- Il dee jay è reduce da una tournee nei migliori reparti geriatrici d’Europa 05- Il 90% dei partecipanti è del tuo stesso sesso (per gli omosessuali: del sesso opposto) 06- Il restante 10% è tuo fratello/sorella 07- La festa è in costume ed il tema è “Il Polo Nord”. Ad Agosto. 08- Sul biglietto d’ingresso c’è scritto “Non Rimborsabile” a caratteri cubitali 09- I buttafuori “invitano” i passanti ad entrare 10- Il clou della serata sarà una riunione di Scientology (per le donne: SENZA Tom Cruise)
BONUS: L'ospite d'onore è Luca Giurato Di passeggiate e gags[venerdì, 20 ottobre 2006, ore 14:07] [lupi on the road, un lavoro da lupi] Una delle poche cose che mi piacciono del Principato Palafitta (oltre al fatto che è da qui che mi arriva lo stipendio ed al clima) è che basta fare poca strda per vedere un sacco di cose interessanti. Non che io passeggi spesso per le strade di questo parco giochi per milionari, ma a volte mi capita di dover andare agli uffici del distaccamento dirigenziale/commerciale, che ovviamente non sono dislocati in un seminterrato come quelli della gente che lavora, ma sono al porto di Fontvieille. Ci vado sempre volentieri proprio perchè è l’occasione giusta per prendere una boccata d’aria di prima mano e stare qualche minuto alla luce naturale, ma anche per lo spettacolo. In realtà devo percorrere all’incirca mille metri ma spesso bastano per assistere a qualche scenetta divertente. Oggi per esempio mi sono ritrovato ad osservare un signore in giacca e cravatta, dall’aspetto (e dalla corporatura) simile a quello di Gerard Depardieu, litigare e venire alle mani (urla, spintoni e poco altro) con un ragazzo di circa vent’anni alto la metà di lui ma dal grande spirito combattivo. Non so dirvi chi ha vinto, andavo di fretta e non avevo il biglietto per il match, per cui ho optato per continuare a camminare fischiettando. Dopo poche decine di metri poi mi sono imbattuto in un gruppo di latinoamericani vestiti in modo identico (giacca e pantaloni neri su polo rossa con logo aziendale) che si stavano facendo fotografare con sette (!) macchine da quella che sembrava una collega ma che poteva anche non esserlo (era abbigliata diversamente). So che state pensando che in fondo non c'è nulla di strano, pero' vi assicuro che vedere venti persone di età variabile tra i venti ed i cinquant'anni vestiti in modo identico saltarsi vicendevolmente sulle spalle per non risultare impallati in una foto scattata di fronte all'ingresso (chiuso) del minuscolo zoo di Montecarlo, beh, qualche componente ridicola ce l'ha... Tornando indietro poi mi sono ritrovato ad interpretare una di queste scenette in prima persona, quando una coppia di argentini mi a chiesto indicazioni in inglese stentato ed io per andargli incontro ho cercato di rispondergli in spagnolo, dimenticando che da quando uso soltanto il francese (oltre all’italiano) ho qualche difficoltà a passare da una lingua all’altra senza incespicare e finire per parlare un minestrone di quattro idiomi mescolati energicamente. Chissà se sono riusciti a prendere il loro treno o se stanno ancora vagando... Infine è facilissimo imbattersi in esemplari femminili che sembrano appena usciti da “Il Diavolo veste Prada” (il libro, il film non l’ho ancora visto): secche come manici di scopa, truccatie come maschere kabuki e ricoperte da capo a piedi con abiti firmati e (almeno nell’intenzione) carichi di stile e sensualità. In realtà a me fanno un po’ compassione, strette in quei pantaloni attillatissimi o nelle loro gonne di evidente scomodità e costrette (anche se non ho ancora capito da chi) a girare almeno otto ore al giorno in equilibrio su tacchi da dieci centimetri, di quelli che ti riducono i piedi a masse informi e piene di calli. Ora, posso capire il desiderio di andare a lavorare ben vestite per impressionare il capo, perchè si incontrano i clienti, perchè se il lavoro (ed i viaggi da e per) occupa dieci/dodici ore al giorno non restano molte altre occasioni per accalappiare qualche uomo, pero’ gli eccessi sono sempre stati al di là della mia comprensione. Poi, per carità, magari quando i monegaschi (veri o acquisiti) mi vedono passare per strada, alto due metri, normalmente spettinato, con la giacca di pelle, la borsa militare a tracolla, le cuffie e lo sguardo assente si fanno grasse risate, chi lo sa... Il mondo di Quark - la paranoia[giovedì, 19 ottobre 2006, ore 16:52] [awooo, impressioni lupesche] Dicono che la paranoia sia brutta per chi la vive. Forse non pensano a chi deve subirla da parte di qualcuno che, in misura maggiore o minore, con più o meno prepotenza, fa parte della propria vita. La paranoia infatti è un brutto disturbo della personalità che fa si’ che chi ne è afflitto veda dapprima un nemico mortale in chiunque non gli dia ragione con entusiasmo ed in tempi brevissimi, ed in seguito, con il peggiorare del disagio mentale cominci a credere che anche chi lo asseconda lo faccia con il preciso ed inconfessato scopo di pugnalarlo alle spalle non appena si rilassa. Spesso i paranoici vengono colti anche dalla convinzione che ogni persona ed ogni firza della vita complottino contro di loro; sono quindi perseguitati da milioni di nemici (palesi o nascosti) e contemporaneamente devono subire gli strali dell’avversa fortuna e del destino (cinico e baro). I paranoici sono sempre irrragionevoli e spesso prevaricatori e crudeli perchè si sentono giustificati a fare qualsiasi cosa in nome del fatto che agendo contro nemici mortali ogni espediente è valido. Il paranoico tende, col tempo, ad allargare quello che considera il confine del proprio spazio vitale, nell’inutile tentativo di lasciarne fuori la torma di nemici subdoli, infidi ed assetati del suo sangue dal quale si sente preoccupato. Comincia impedendo a chiunque di mettere le mani tra le sue cose per poi arrivare a cercare di impedire a chiunque di avere accesso a cose che sue non sono ma che lui considera indispensabili per consentirgli di proteggersi dalle macchinazioni altrui. Spesso i paranoici patologici sono intelligenti, altre volte sono stupidi totali manovrati da intelligenti con pochi scrupoli e grandi interessi (economici). Sondaggio (post bonus)[mercoledì, 18 ottobre 2006, ore 18:00] [luna piena, topten] Ho deciso: per festeggiare il fatto che in sei mesi, ovvero dal 12/04/2006 (data in cui ho installato ShinyStat) ho totalizzato più di 7000 (SETTEMILA! non ci credo...) visite senza essere donna, senza raccontare vere o presunte performances erotiche e senza postare foto di poppe, ho deciso di farvi un regalo: un bel Reality Show! Siccome i mezzi a mia disposizione non sono paragonabili a quelli dell’Endemol (Il Signore l’abbia in gloria il più presto possibile) non posso permettermi di produrne una decina per poi far scegliere al pubblico quale preferisce, quindi vi metto al corrente dei format e vi chiedo di cominciare da subito col televoto per scegliere quello che più vi piacerebbe vedere. 01- L’isola dei fumosi: Quindici persone (si accettano volontari) “recluse” in una comunità rastafariana in Giamaica. Le prove, di vario genere, vanno eseguite da fumati. 02- La Pala e il Massone: Si rinchiudono due squadre di cinque iscritti alla P2 in un capannone insieme a die squadre di cinque lavoratori dipendenti (si accettano volontari) muniti di oggetti contundenti relativi alla propria professione. Nessuna prova, basta aspettare e filmare. 03- Il Grande Martello: dieci maschi in astinenza sessuale da almeno un mese vengono paracadutati in una discoteca (chiusa ermeticamente) piena di donne (si accettano volontari per entrambi i ruoli). Senza usare la violenza i maschi devono tentare di conoscere biblicamente più donne possibile. 04- Cambio Maglia: dieci calciatori (dilettanti) si alleneranno a rotazione con le principali squadre italiane. Vince chi rompe più calciatori professionisti prima di essere linciato dai tifosi. 05- Operazione al Trombo: Dieci anziani afflitti da trombosi varie saranno operati in diretta in vari ospedali italiani. Vince chi sopravvive. 06- Real Circus: Cinque famiglie di tre persone cercheranno di vivere (in affitto) per un mese con 1200 Euro. Vince la famiglia che accumula meno debiti alla fine del mese. Salti mortali ed acrobazie mozzafiato! 07- La Masseria: Cinquanta manager vivranno per un mese (o almeno ci proveranno) come raccoglitori di pomodori in una masseria nel foggiano. 08- La Trattoria: Dieci tra conduttori tv e veline condurranno una trattoria a Centocelle frequentata da camionisti e muratori. Se ai clienti il cibo (o il servizio) non piace possono infliggere pene corporali ai gestori. 09- Wild Maremma: Dieci stilisti e modelle faranno la vita dei butteri sotto la supervisione di veri professionisti del ruolo. Ad oltranza. 10- Date My Mom (really): ogni sera uno sciupafemmine diverso conoscerà cinque ragazze e in base a quanto loro gli piacciono dovrà decidere con quale tra le loro madri passare una serata “completa”. La legge della maniglia al contrario! Ovviamente se non conclude non prende una lira. Siamo umani... non puo’ andare cosi’[mercoledì, 18 ottobre 2006, ore 11:21] [impressioni lupesche] In questi giorni mi sono ritrovato spesso a riflettere sull’umanità. Tranquilli, non sto diventando un filosofo e non ho intenzione di ammorbarvi con discorsi sul delstino dell’uomo e simili, l’umanità a cui mi riferisco è la caratteristica, non il genere. A me piacciono le persone dotate di umanità. Non mi sto riferendo (o forse si’) al “Com’è umano lei!” fantozziano quanto più alla capacità tipicamente (almeno in teoria) umana di essere “persone comuni” rimanendo persone eccezionali. Esiste un mito sociale, raccontato ed imposto doprattutto dal mondo della comunicazione pubblicitaria e dello spettacolo, che impone l’idea che per essere “veri uomini” (ma anche vere donne) sia idispensabile essere sicuri di sè fino all’autoesaltazione, scevri da ogni possibile dubbio morale ed etico, rigorosamente uniformati in campo intellettuale, impeccabili in “società”, tremendamente in forma e, perchè no, dotati di sufficiente egoismo e scarsa considerazione per il prossimo da permettersi, all’occorrenza, di calpestarne dignità e diritti. Il tutto, ovviamente, dando l’impressione di non avere mai un momento di “debolezza”. Ecco, il punto sta proprio nella concezione di debolezza. Per il club dei “vincenti”, ogni distrazione, di qualunque genere, che distragga dal perseguimento di uno status sempre più elevato o dalla conquistra di uno dei simboli di questo status, rappresenta una debolezza. Non sgomitare abbastanza? Da deboli. Non urlare la propria superiorità al resto del genere umano con ogni mezzo possibile? Da mammolette. Dedicare tempo e risorse a qualcuno che non sia sè stessi? Da idealisti lanciati a tutta birra verso il precipizio. Ammettere di avere delle difficoltà o peggio delle paure? Tanto vale affiggere un cartello con scritto “SPARATEMI! Non merito di vivere”. A ben pensarci credo che gente con queste convinzioni sia a spasso per il mondo da sempre, pero’ è soprattutto ultimamente che una percentuale sempre maggiore di persone si perdono dietro al mito del “vincente” e scordano di essere soprattutto, scusate se mi ripeto, esseri umani. In fondo basta fare due conti per accorgersene. Il genere umano è formato, per la stragrande maggioranza da persone che quotidianamente, con più o meno successo secondo soprattutto le coordinate di nascita, lottano per mantenere o conquistare una vita dignitosa. All’interno di quest’oceano di persone la corrente più grande è rappresenta da coloro che riconoscono di avere pregi e difetti (in quantità e qualità assortite) senza per questo sentirsi meno forti nei confronti del mondo. Queste persone non aggrediscono il proprio prossimo, anzi, quando è necessario gli danno una mano, magari mettendo sè stessi in secondo piano per qualche tempo, e pazienza se per questo dovranno rimandare o rinunciare a qualche soddisfazione personale. Mi piacciono coloro che da buoni esseri umani sbagliano, dubitano, comprendono, s’immedesimano, giustificano, risbagliano, si rallegrano, si deprimono, s’incazzano, hanno paura, piangono, ridono e cambiano idea, e soprattutto lasciano trasparire tutte queste cose senza paura di sembrare deboli, perchè non si tratta di debolezze. |