Ululare alla Luna

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Qualcosa sul Lupo

"Trovo difficile definirmi. Sono arrivato alla mia età senza aver mai voluto appartenere a nulla, non a una chiesa, non a una religione: non ho avuto la tessera di nessun partito, non mi sono mai iscritto a nessuna associazione, nè a quella dei cacciatori nè a quella per la protezione degli animali. Non perchè non stia naturalmente dalla parte degli uccellini e contro quegli omacci col fucile che sparano nascosti in un capanno, ma perchè qualunque organizzazoine mi sta stretta. Ho bisogno di sentirmi libero. E questa libertà è faticosa perchè ogni volta, davanti ad una situazione, quando bisogna decidere cosa pensare, cosa fare, si può solo ricorrere alla propria testa, al proprio cuore e non alla facile linea, pronta all'uso, di un partito o alle parole di un testo sacro. Per istinto mi sono sempre tenuto lontano dal potere e non ho mai corteggiato chi lo aveva... ...Con queste lettere non cerco di convincere nessuno. Voglio solo far sentire una voce, dire un'altra parte di verità, aprire un dibattito... ...Allora io dico: fermiamoci, riflettiamo, prendiamo coscienza. Facciamo ognuno qualcosa e salviamoci. Nessun altro può farlo per noi. Da "Lettere contro la guerra" Tiziano Terzani

Amo

Lei, la mia lupacchiotta, il cibo piccante, osservare le persone, leggere in bagno, ascoltare buona musica, leggere (in generale), ridere di me, pensare, ridere in generale, mangiare bene e con calma, scoprire cose nuove, fare sport

Odio

Le idee preconfezionate, l'anice, il perbenismo, l'abuso di "k", gli estremi e gli estremismi, gli ombrelli, la mancanza di dialogo, chi urla per non far notare che non ha nulla da dire, odiare

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Goooooogle

[venerdì, 30 giugno 2006, ore 16:32] [giochicateneaffini]

Riassunto mensile delle chiavi di ricerca che hano portato su questo bloggo:

 

e' questo il blues delle cose che non si vedono – Questa mi ha fatto piacere. Qualcuno cerca Benni e trova me...

quante volte la dose normale di marijuana (il contenuto di uno spinello per intenderci) occorre fumare per rischiare la morte per intossicazione? – Non te lo so dire, i miei esperimenti non sono arrivati fin là, pero’ credo molto più di parecchio

anoressico mangiatore di notte – A dire il vero io mangio di notte E di giorno e non sono anoressico...

ascolta accento andaluso – Ti passo il numero di un mio amico di Estepona

canzone carrello pesante - ...eeeh?

culo a capanna – Hai bisogno di chiedere? (questo non ha mai lavorato!)

dite quello che volete, nessuno però si presenta con un foglio excel – Il mio preferito! Dev’essere parente di Ionesco

immagini lupi terrore luna – Dai, non sono cosi’ brutto!

mia moglie porcellina – ...tu cornuto... hai bisogno che te lo dica io?

plug anale – No, grazie!

proposte oscene – Vedi sopra

vecchiette investite – Se hanno la busta di arance che rotolano in terra valgono doppio!

segnali ladri – Ragazzi, questo è riuscito a farsi borseggiare da un cartello stradale!

 

A questo punto una cosa mi chiedo...

...ma vengono tutti da me?

 


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I casi sono due:

[giovedì, 29 giugno 2006, ore 16:52] [domande]

O questo tizio è un pervertito molto stupido, o gli hanno fatto uno scherzo veramente bastardo...

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A china o a carboncino

[giovedì, 29 giugno 2006, ore 15:36] [impressioni lupesche]

Ci sono persone assolutiste e persone relativiste.

Gli assolutisti vedono la vita e tutte le sue manifestazioni in modo che ci siano solamente due possibilità. Si è con loro o contro di loro, si ha ragione o torto marcio, si è in orario o irrecuperabilmente in ritardo, si crede in Dio o non si crede in nulla, si è totalmente estranei ai fatti o orribilmente colpevoli, si è piloti o imbranati, puttane o suore (anche per gli uomini), genii o idioti, gentili o stronzi, belli o brutti, campioni o brocchi.

I relativisti pensano che ci siano troppi aspetti da prendere in considerazione, troppe sfumature per restringere il campo a due sole opzioni. Si puo’ essere con loro su alcuni aspetti di una questione ed in disaccordo su altri, si possono condividere la ragione ed il torto, si possono fissare appuntamenti ad orari indicativi, si puo’ credere in qualcosa che non rispecchia pienamente nessuna della divinità “ufficiali”, si puo’ avere soltanto una parte di colpa o comunque addurre attenuanti, si puo’ essere bravi in città ed insicuri in autostrada, libertini ma non troppo, dotati per una materia e non per un’altra, gentili in proporzione all’umore, non belli ma affascinanti, buoni giocatori ma non campioni.

Ovviamente in quanto relativista penso che nessuno sia completamente assolutista o relativista ma che ciascuno di noi possieda alcune caratteristiche di ciascuna categoria e che eventuali valutazioni vadano fatte caso per caso. Altrettanto ovviamente sono convinto che nessuno dei due att"eggiamenti rappresenti un difetto o un'impostazione di vita sbagliata ma solamente una caratteristica, con i suoi pro ed i suoi contro.

Certo, chiedendo ad un assolutista probabilmente otterreste una risposta di tono molto diverso...


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Zero Zero Lupo

[mercoledì, 28 giugno 2006, ore 14:54] [un lavoro da lupi]

Oggi il lupo, stanco di provare senza successo a connettersi al suo blogghino, ha deciso di indagare: non è stata un'impresa facile ma a rischio del pelo sono riuscito a superare i sistemi d'allarme, le guardie armate, il fossato con i coccodrilli e quello con i liquami tossici. Dopo un'avventura degna di un gioco per la playstation, eccovi in anteprima la foto del server di Splinder:

Il server di Splinder


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Di idiozia e sotterfugi

[martedì, 27 giugno 2006, ore 16:31] [awooo, un lavoro da lupi, manuale del piccolo sistemista]

Ti arriva un file di testo con dei dati che devi elaborare in Excel. Non sei capace di importarli. Non mi stupisco, visto che sei colei che ha tentato di inviare in allegato ad una e-mail un file da 300MB, comunque non c'è problema, sono qua apposta e te lo spiego, anzi, il primo te lo apro io per non farti aspettare troppo mentre traduco nella mia testa le istruzioni dall'italiano al francese.

Aperto il primo file ti spiego per bene come funziona la procedura di importazione, specificando che se ci sono imprecisioni puoi tentare di rimediare modificando i parametri relativi ai separatori di colonna.

Ti mostro quali parametri puoi modificare e come, e ti ripeto che se fai qualche prova poi sarà tutto più facile e veloce. Passa una settimana e siccome è arrivato un altro file (identico al primo) che non riesci ad aprire torno a spiegarti tutta la procedura, lo apriamo insieme e piano piano ripassiamo le varie (tre) operazioni da fare.

 

Questa mattina mi chiami dicendomi che non ti ricordi più come si aprono quel file con Excel.

 

Non m’incazzo, non bestemmio, non ti picchio, non ti brucio il computer; vengo li’ e ti ripeto tutto passo per passo “consigliandoti” di prendere appunti.

Oggi ricevo una mail in CC in cui rispondi alla tua capa che ti chiede come mai le pratiche relative al cliente XXX vengano aperte con giorni e giorni di ritardo. La giustificazione è che hai difficoltà ad aprire con Excel i files dati che il cliente ti invia; dici di avere chiesto aiuto sia agli informatici del cliente sia a me personalmente ma senza che nè loro nè io siamo riusciti a risolvere il problema; dici che ti trovi nella necessità di trasferire a mano i dati in Excel ed è per questo motivo che sei in ritardo.

 

Ora, dimmi, carissima la mia simpaticissima competentissima correttissima fichissima intelligentissima collega, cosa dovrebbe impedirmi, dopo aver inviato ai superiori di entrambi un’e-mail in cui fornisco la mia versione dei fatti, di spezzarti tutte le dita della mano destra chiudendole ripetutamente in un cassetto?

In fondo ti fornirei anche la giustificazione per essere in ritardo con l’apertura delle pratiche...


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Saro' bre...

[martedì, 27 giugno 2006, ore 10:50] [luna piena]

Ieri l'Italia ha vinto!

Due volte.


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Come un telefilm

[lunedì, 26 giugno 2006, ore 11:27] [domande, impressioni lupesche]

Avete presente quei telefilm dove se un personaggio ha un problema o una questione morale (no, niente referendum sulla fecondazione assistita) a qualcun’altro nella serie capita qualcosa di simile per cui poi lui comincia a riflettere e giunge alla soluzione raffrontando le due situazioni? Ho sempre creduto che certe combinazioni capitassero solo nelle sceneggiature (e nemmeno troppo originali), invece a quanto pare anche la vita reale ha il suo (non troppo originale) sceneggiatore.
Venerdi’ una collega mi ha proposto di partecipare ad una cena “dei giovani della ditta” a Nizza, chiedendomi pero’ di non dire nulla al Gemello Pazzo perchè “non tutti lo vogliono invitare”. Ho risposto che sono comportamenti che non mi piacciono e che non avevo intenzione di andare ad una cena che avrei dovuto tenere nascosta ad un carissimo amico (fratello!) rimasto escluso solo perchè in quanto gravato da più gravi preoccupazioni e responsabilità è meno espansivo e gioviale di me. Forse perchè so cosa significa essere messi in disparte ed esclusi non ho mai sopportato comportamenti del genere; odio le tresche, i sotterfugi e la formazione di “società segrete”, soprattutto quando si tratta di occasioni il cui scopo dovrebbe essere proprio quello di conoscersi meglio e cementare i legami per definizione fievoli che si formano sul lavoro.
Fin qui tutto bene penserete voi, ed anch’io lo pensavo finchè non sono andato a Tortuga (come la chiama Jolly) e sabato sera, al bar con Lei ed alcuni amici invitati, mi sono ritrovato a parlare del mio prossimo matrimonio. Il discorso è nato spontaneamente in seguito ad un paio di battute su abbigliamento e pettinature (se conosceste Ricciolo capireste) ed altrettanto spontaneamente si è esaurito dopo qualche minuto. Il problema è che nei dintorni stazionava il Gigante Bambino, ovvero uno di coloro che per motivazioni legate a spazio, opportunità e costi, non ho incluso nella lista degli invitati. Confesso (e mi costa molto farlo, credetemi) che oltre ai motivi sopracitati, la predisposizione del (bravissimo e da me ben voluto, non mi si fraintenda) ragazzo in questione a parlare troppo, spesso a vanvera ed in modo prepotentemente inopportuno come fanno appunto i bambini, ha contribuito parecchio a farmi prendere una decisione del genere. Il problema è che ad aumentare il mio senso di colpa per averlo lasciato fuori dalla (molto ristretta, si tratta di meno di dieci persone) cerchia degli amici invitati, lui ha cercato ogni occasione per farmi capire che vorrebbe esserci a tutti i costi, arrivando, al momento dei saluti, ad abbracciarmi come se fossi dovuto partire per una missione suicida ed a fissarmi come un cocker a digiuno da sei settimane.
Ora, quando insieme a Lei abbiamo fatto la lista degli invitati sapevamo che avremmo dovuto escludere alcune persone, complice anche il fatto che entrambi siamo lontani dalle nostre città di origine. Io poi, che per anni ho frequentato una compagnia molto numerosa, ero cosciente del fatto che in questi casi o si invita il mondo o si sceglie una “seleçao” di amici più intimi e fraterni rischiando di ferire qualcuno. Quello a cui non avevo pensato, pero’ era la possibilità di trovarmi di fronte una persona di due metri e passa per 120 kg che uggiola e tenta in tutti i mod di dirti “ti prego, posso venire anch’io?” senza parlare.
Oggi è lunedi’ e non sono ancora riuscito a risolvere il leit motif della puntata.
Non li fanno più i telefilm di una volta.
 
P.S.
Se decideste di commentare, non limitatevi a darmi dell’insensibile, quello lo so già. Meglio sarebbe sapere cosa fareste voi.
Ciao, trattatevi bene
M.

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Bollettini di guerra

[venerdì, 23 giugno 2006, ore 09:40] [awooo, impressioni lupesche]

Ormai penso si sia capito che non mi va di parlare troppo di calcio e di mondiali, non tanto per il momento specifico quanto per una mia personale attitudine. Ieri pero' sono andato lo stesso a vedere la partita dell'Italia al bar di Toto, noto ritrovo di italiani al Principato Palafitta. L'ho guardata ed ho visto una squadra giocare benino pur con alcuni suoi componenti inguardabili dal punto di vista sia atletico che di concentrazione. Altri tra i presenti hanno espresso giudizi più coloriti e meno gentili. Questa mattina, curioso sul sito della Gazzetta e leggo questo.

A me sono venuti in mente i giornali dell'epoca fascista che riportavano le nostre "grandi vittorie" mentre mio nonno scappava dal Marocco alla Libia inseguito dagli Inglesi, oppure mentre il Sergente nella Neve rischiava l'assideramento, rigorosamente volgendo le spalle (dalla maggior distanza possibile) all'esercito russo.


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Anima di Lupo

[giovedì, 22 giugno 2006, ore 12:43] [vita, domande, tra le orecchie del lupo, impressioni lupesche]

Ieri ho scoperto che una delle mille stagiste che si aggirano di questi tempi per l’azienda è nata cattolica e si è convertita all’islam. Al di là del fatto che non m’importa minimamente di che religione lei sia, se non per valutare l’opportunità di offrirle un morso di panino al prosciutto (smarrone che ho già fatto con un ragazzo senegalese ed un toast), la notizia mi ha portato ad una riflessione.

Io mi convertirei mai ad un’altra religione?

Innanzi tutto, per mettere le cose in chiaro fin dall’inizio, io sono quasi ateo. Quasi nel senso che le mie riflessioni sulla religione, che sono di carattere più filosofico che teologico, mi hanno portato alla conclusione che il fatto che un dio esista o meno non è un fattore che deve condizionare la mia vita, il mio modello comportamentale e la mia concezione di bene e male. Qualcuno una volta ha detto che se dio non c’è fa una figura migliore e tutto sommato non sono poi cosi’ in disaccordo. In ogni caso non credo in una divinità interventista per cui, come dire, cuocio nel mio brodo e si vedrà, anche perchè al ddi là delle regole basilari e ovvie per la vita sociale degli uomini (che a pensarci bene sono uguali in ogni religione e valgono benissimo anche per gli atei), non credo che mangiare di magro il venerdi’ o astenermi da alcoolici, sesso prematrimoniale e carne di maiale possa cambiare il mio destino post mortem. Al limite puo’ rendere la mia vita meno piacevole...

Tornando alla domanda iniziale, suppongo che appartenere ad una religione significhi credere a priori all’esistenza del proprio dio e vedere, in un modo o nell’altro, qualsiasi cosa come una prova di questa esistenza. Partendo da questo presupposto non vedo possibilità di conversione, ma pensando al rapporto che la maggior parte degli europei (l’indicazione di provenienza dipende solo dal fatto che conosco troppo pochi extra europei per giudicare) ha con la chiesa e i suoi insegnamenti, le possibilità aumentano.

Mi spiego: non so voi ma io da piccolo sono stato battezzato da lattante, comunicato alle elementari e cresimato poco dopo. Sono andato a catechismo fino a che non ne ho potuto fare a meno e poi, visto anche il fatto che col mio parroco non avevo (per nulla) un buon rapporto, mi sono guardato bene dall’avere altri rapporti con il mondo ecclesiastico. Anche se la mia indole razionalizzante e dubbiosa non mi avesse portato verso l’ateismo non avrei mai potuto “sentire” la religione come qualcosa di veramente importante nella mia vita, anche perchè in famiglia era un aspetto parecchio trascurato; probabilmente a quel punto sarei potuto essere soggetto ad una conversione, sempre che qualche altro culto mi avesse fornito una “rivelazione” o che qualche conoscente mi avesse potuto influenzare prepotentemente.

Ora la domanda si affina: cosa ti puo’ dire qualcuno per convincerti non tanto che il tuo dio non è “quello giusto” (o non esiste) al contrario di quello che ti viene proposto in alternativa? Voglio dire, Se si guarda bene, in profondità, tutte le religioni (non i movimenti filosofico/religiosi come il Buddhismo) seguono lo stesso modello, propongono gli stessi valori e tutte richiedono fondamentalmente una sola cosa: cieca fede in cio’ che viene predicato. A quel punto, l’una o l’altra cosa mi cambia al di là di circoncisioni, ramadani, divieti vari e indicazioni in ambito di alimentazione?

Spero di non aver offeso la sensibilità religiosa di nessuno, nel qual caso chiedo perdono (alla persona, non alla divinità), si tratta solo di riflessioni personali.

Ciao, abbiate cura di voi

M.


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Antiquariato catodico

[mercoledì, 21 giugno 2006, ore 10:32] [lupi in pantofole, impressioni lupesche]

Una delle cose che preferisco dell’estate è il cambio dei palinsesti televisivi. No, non sono pazzo e vado a spiegarvi perchè. Presupponendo che la maggior parte della gente abbia di meglio da fare, le televisioni “adattano” i loro programmi, o almeno cosi’ dicono. In realtà vanno spudoratamente al risparmio, riciclando programmi abbastanza vecchi da essere già stati ammortizzaati nei costi o servendosi all’hard discount dall’Endemol (o simili). Fioriscono cosi’ le repliche più spudorate, i film più vecchi e/o tristi ed insulsi eccetera. Bene, personalmente adoro questa condizione per due motivi fondamentali: il primo è che cosi’ come stanno le cose la tentazione di passare la serata davanti al televisore è ulteriormente ridotta, la seconda è che questa operazione di spudorato riciclo mi fornisce la possibilità di rivedere cose che mi sono perso o che non ho la possibilità di godermi da troppo tempo.

Giusto per fare qualche esempio, spero che quest’estate passi la trilogia della Pantera rosa (quella con Peter Sellers, di Benigni e Leslie Nielsen con tutto il rispetto ‘m importa sega), e giuro che questa volta la registrero’ cosi’ da non dover penare ancora in caso mi venisse voglia di rivederla l’anno prossimo, e Lei attende con ansia la data in cui verranno trasmessi i due “Il tempo delle mele”, che anche se non rientrano nel mio personale Gotha cinematografico penso di poter guardare senza problemi.

Ieri sera poi su Mtv hanno ricominciato a passare (con un certo grado di faccia tosta a dire il vero) le puntate di Italo Spagnolo di Fabio Volo, programma che per varie ragioni (non ultima la mia poca compatibilità con gli appuntamenti reiterati) non sono riuscito a seguire con costanza. Forse qualche puntata che mi ero perso riesco a recuperarla.

Certo, perle come Blade Runner, Frankenstein Jr. O The Blue Brothers difficilnente troveranno spazio (forse sono troppo belli?) ma cosi’ come mi piace frugare tra le cianfrusaglie dei rigattieri e dei mercatini dell’antiquariato, adoro spulciare tra i programmi estivi allo scopo di recuperare qualche bel programma (ripeto, il più delle volte si tratta di film), magari un tantino datato ma godibile.

In fondo a pensarci il meccanismo è lo stesso: nei mercatini cerco cose che abbiano un passato proprio o che mi riportino in superficie qualche ricordo d’infanzia magari legato alle storie che mi raccontava mio nonno; in televisione vado a pescare cose che conosco già ma che mi fa piacere ritrovare o cose di cui ho sentito parlare e che voglio “conoscere” di persona.

 

Comunque preferisco i mercatini.


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Demasiado corazon

[martedì, 20 giugno 2006, ore 11:56] [quasi originale, impressioni lupesche]

Dice la Reuters che i tifosi di calcio, durante le partite importanti sono a rischio infarto. Dopo bancarotte fraudolente, doping, cocaina, prostitute, rolex, intimidazioni, telefonate, menischi, gomitate, partite comprate o "influenzate", scommesse clandestine e qualcosa che sicuramente dimentico, ci mancava solo l'avviso in sovraimpressione che dice "Attenzione, la visione di questa partita puo' essere pericolosa per i cardiopatici e gli ipertesi". In tutta sincerità mi sono rotto le scatole del nostro "sport nazionale"... Le guardo anch'io le partite dei mondiali, non lo nego, ma senza esagerare e soprattutto senza arrivare ai livelli cosi' efficacemente cantati dai Modena City Ramblers nell splendida "Santa Maria del Pallone"...

E' un oppio che mischia il sudore con l'incenso
per chiudere gli occhi e per scacciare i guai
le candele e la partita, i santini e le bandiere
è un'estasi mistica, rapisce il cuore.
Un popolo prega Signora Santità
ha bisogno di una giuda e adesso chiede protezione
a chi vede, provvede e protegge dai guai.
Santa Maria del pallone

E' tutto fermo, tutto dorme, stasera tutto tace
è una droga leggera e si dimentica il passato
di ladri e di briganti, di ciccioni e lesotofanti
quando arriva il sacerdote è tutto cancellato
e l'uomo in cappuccio accende una candela
sorride per il popolo della televisione
guardate comprate, adorate il vostro Dio
Santa Maria del pallone

E' uno scandalo, il terzino ha messo a terra il centravanti
entusiasmo tra le folle per un dribbling fulminante
un inchino alla moviola, il Padre Nostro è sul rigore
e alla fine tutti pronti per andare in processione
e l'uomo in cappuccio sta a capo del corteo
ha scritto un nuovo articolo della costituzione
guardate e pregate per Santa Maria
guardate e comprate per Santa Maria
guardate e votate per Santa Maria
Santa Maria del pallone


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Dieci segnali che il tipo non ti ha fatto il pacco

[domenica, 18 giugno 2006, ore 11:52] [lupi in pantofole, impressioni lupesche, topten]

1 – A cinquanta all’ora hai già messo la quarta

2 – Cerchi di calcolare a mente e senza aver mai saputo la formula, il numero di combinazioni possibili in una targa con due numeri, tre lettere e due numeri

3 – In un dialogo ti riallacci con un salto mortale all’indietro carpiato e ritornato (coeff. di difficoltà 18.7) ad un argomento di un’ora prima (“copia e incolla”)

4 – Ti pigliano delle fisse che neanche da piccolo quando giocavi a “Un due tre Stella!” o alle "Belle statuine"

5 – Le pubblicità durano un’ora e mezza

6 – Ti fai un panino con prosciutto, formaggio, insalata, sottaceti, ketchup, wurstel, senape, funghi, maionese, formaggio (un altro tipo), nutella, peperoni, salame, mortadella, salsa bernese, patatine, topi morti e due saponette. Il panino è ottimo

7 – Metti il DVD di uno spettacolo teatrale che hai già visto mille volte per il gusto di ritrovare le battute migliori

8 – Hai voglia di farne un’altra ma non sai se riuscirai a coordinarti

9 – Il mattino dopo ti svegli con un posacenere pieno in bocca, gli occhi crepati e iniettati di sangue e il sorriso ancora stampato in faccia

10 – Al gatto sono cresciuti i Dreadlocks e risponde soltanto al nome di "Marley"

Grazie a tutti i "ricercatori" che mi hanno accompagnato, in questi anni, nel corso della fase sperimentale che ha portato a questa classifica. E' ststo un duro lavoro (!?) ma qualcuno doveva pur farlo!


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Condizioni

[venerdì, 16 giugno 2006, ore 15:35] [lupi in pantofole, un lavoro da lupi]

Sono al lumicino.

Tra poco più di tre ore la mia settimana lavorativa, viziata da un week-end precedente stancante e stressante, passata tra casini, caldo, disastri casuali o provocati da inettitudini varie, stampanti autistiche, linee telefoniche infartuate, Pc suicidi e (giuro che è vero!) la sostituzione dell’anello e del coperchio del water dell’ufficio, sarà finita.

L’altro ieri ero talmente rintronato che alle cinque, convinto fossero le sei, sono uscito dall’ufficio e mi sono accorto dell’errore solo in stazione. Ovviamente sono tornato indietro ed ho finto una pausa sigaretta. Per fortuna la stazione è a 500 metri da qua.

Questo fine settimana voglio vivere come nel post “Needs”. Nemmeno la partita dell’Italia mi farà sprecare energie. Spero.


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Parole al vento

[giovedì, 15 giugno 2006, ore 11:25] [awooo, impressioni lupesche]

Se c’è una cosa che non sopporto, soprattutto quando sono di umore meno che solare, sono i discorsi inutili. Attenzione, non intendo le chiacchiere allegre e superficiali fatte tra persone che non si conoscono al solo scopo di scambiarsi una battuta ed un sorriso, anzi. Sono un accanito sostenitore di quel tipo di chiacchiera, in particolare quando serve a ricordare a qualcuno che sta lavorando che non lo si considera uno strumento o una macchina ma un essere umano.

Quelli che mi irritano profondamente, specialmente al mattino (momento della giornata in cui storicamente sono meno conciliante nei confronti del mondo), sono quelli che di solito si svolgono tra due o più persone che si conoscono poco e che una volta salutatesi non riescono a pensare a nessun argomento comune di conversazione. Dopo essersi fissate per qualche secondo, una delle due decide di evitare l’imbarazzo del silenzio con la prima cosa che gli passa per la testa. Gli argomenti possono essere divisi in poche e tristissime categorie:

Clima: non ci sono più le mezze stagioni, non si sa più come vestirsi, ma che caldo, ma che freddo, ma che tiepido.

Televisione: commento della trasmissione più idiota della sera precedente, critiche (se si tratta di donne) o apprezzamenti sulle tette nuove di qualche “soubrette”, luoghi comuni derivanti dall’ascolto superficiale di qualche notizia, ripetizione ossessiva delle battute meno riuscite di film e spettacoli comici di recente trasmissione.

Lavoro: quanto sia difficile trovarlo, quanto poco si venga pagati, quanta parte di colpa sia del nemico di turno (cinesi, immigrati etc.)

Costo della vita: è tutta colpa dell’Euro, aumenta tutto, una volta ci si accontentava di più, tutti piangono miseria poi hanno il telefonino nuovo, la verdura costa quanto l’oro.

Politica: tanto sono tutti ladri, votare è inutile, io non ci capisco nulla, a me non interessa.

Trasporti/traffico: i treni sono sempre in ritardo, ci sono troppe macchine per le strade, non si sa più dove parcheggiare.

Sono certo di dimenticarmi almeno un paio di ulteriori argomenti ma so altrettanto bene che si tratta di temi talmente banali ed inutili che nessuno ne sentirà la mancanza, almeno in questa sede.

Il fatto è che più assisto a simili dimostrazioni di incapacità di pensiero personale più rivaluto il silenzio. Magari sono io quello strano ma ho sempre creduto più nobile e corretto, quando non si ha nulla di minimamente significativo da dire, tacere piuttosto che riscaldare il solito brodo di luoghi comuni che si ripetono da anni. Quando incontro qualcuno a cui non ho nulla da dire mi limito a salutarlo con la massima educazione per poi tacere dignitosamente, anche perchè si rischia di fare figure come quella della vecchia carampana che era sull’autobus con me ieri sera, che ascoltando un africano ed un italiano parlare “colorendo” il loro discorso con una serie di cazzi e merde si è rivolta alla sua vicina dicendole:”Se ne stessero a casa loro o almeno imparassero l’educazione!” e sentendosi rispondere:”A parte che non vengono qua in ferie ma perchè ne henno bisogno, quello che dice parolacce è un italiano...”

Non ho resistito, sono scoppiato a ridere come il Joker nei telefilm di Batman.


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Shame and Scandal in the Family

[mercoledì, 14 giugno 2006, ore 15:52] [quasi originale]

Wohohoho, it's real, shame and scandal in the family
Wohohoho, it's real, shame and scandal in the family
In Trinidad, there was a family, much confusion as you will see
It was a mama and a papa and a boy who was grown
Wanted to marry and have wife of his own
Found a young girl, who suited him nice
Went to his papa to ask his advice
His papa said son, I have to say no
That girl is your sister but your mama don't know
Wohohoho, it's real, shame and scandal in the family
Wohohoho, it's real, shame and scandal in the family
A week went by and the summer came down
Soon the best cook in the islands he found
He went to his papa, to make a day
His papa shook his head and to him he did say
You can't marry that girl, I have to say no
That girl is your sister, but your mama don't know
Wohohoho, it's real, shame and scandal in the family
Wohohoho, it's real, shame and scandal in the family

Went to his mama, and thought what he said
And told his mama, what his papa had said
His mama she laughed she says, go man go
Your daddy ain't your daddy, but your daddy don't know
Wohohoho, it's real, shame and scandal in the family
Wohohoho, it's real, shame and scandal in the family
Wohohoho, it's real, shame and scandal in the family
Ooh [oh], it's real, shame and scandal in the family
Ooh, it's real, shame and scandal in the family [mmmh]
Ooh, it's real...

Sir Lancelot, 1943

Ho sentito passare alla radio un paio di volte questa canzone che omtre a piacermi in senso assoluto mi ha fatto pensare a quante cose diamo per scontate quando non lo sono affatto e a quante volte ci si sente furbi proprio mentre si sta facendo la figura degli stupidi...


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