Ululare alla Luna

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Qualcosa sul Lupo

"Trovo difficile definirmi. Sono arrivato alla mia età senza aver mai voluto appartenere a nulla, non a una chiesa, non a una religione: non ho avuto la tessera di nessun partito, non mi sono mai iscritto a nessuna associazione, nè a quella dei cacciatori nè a quella per la protezione degli animali. Non perchè non stia naturalmente dalla parte degli uccellini e contro quegli omacci col fucile che sparano nascosti in un capanno, ma perchè qualunque organizzazoine mi sta stretta. Ho bisogno di sentirmi libero. E questa libertà è faticosa perchè ogni volta, davanti ad una situazione, quando bisogna decidere cosa pensare, cosa fare, si può solo ricorrere alla propria testa, al proprio cuore e non alla facile linea, pronta all'uso, di un partito o alle parole di un testo sacro. Per istinto mi sono sempre tenuto lontano dal potere e non ho mai corteggiato chi lo aveva... ...Con queste lettere non cerco di convincere nessuno. Voglio solo far sentire una voce, dire un'altra parte di verità, aprire un dibattito... ...Allora io dico: fermiamoci, riflettiamo, prendiamo coscienza. Facciamo ognuno qualcosa e salviamoci. Nessun altro può farlo per noi. Da "Lettere contro la guerra" Tiziano Terzani

Amo

Lei, la mia lupacchiotta, il cibo piccante, osservare le persone, leggere in bagno, ascoltare buona musica, leggere (in generale), ridere di me, pensare, ridere in generale, mangiare bene e con calma, scoprire cose nuove, fare sport

Odio

Le idee preconfezionate, l'anice, il perbenismo, l'abuso di "k", gli estremi e gli estremismi, gli ombrelli, la mancanza di dialogo, chi urla per non far notare che non ha nulla da dire, odiare

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De altitudo - Originalità e centimetri

[venerdì, 28 aprile 2006, ore 11:00] [lupi on the road, impressioni lupesche]

Ogni persona che mi vede per la prima volta, esclusi i giocatori di basket e pallavolo, rimane impressionata dalla mia altezza. Non che io sia un vero e proprio gigante, pero’ ammetto che persona di due metri non se ne vedono girare per strada ogni minuto, perlomeno non in Italia e dintorni. Mi capita spesso, mentre cammino per i fatti miei, imbattermi in  alcune categorie di persone, che mi guardano piegando il collo all’indietro e commenteno in vario modo.

Molti, soprattutto gli anziani, mi fermano e mi chiedono quanto sono alto, probabilmente al solo scopo di assumere un’aria profondamente meravigliata al mio annuncio di essere due metri. I più originali indicano la loro altezza (media o medio bassa) e mi rispondono “A chi troppo e a chi niente!” oppure mi chiedono di regalargli qualche centimetro.

Altre volte, come l’altro giorno in stazione, carpisco commenti fatti tra amici (o amiche) al mio passaggio, che si risolvono il più delle volte ad essere frasi sul genere di “Mamma mia, mi sono spaventato/a” oppure il più diretto “Ma quello non finisce più?”. Non mi infastidisco, per carità, soprattutto perchè in teoria non dovrei nemmeno aver sentito, pero’ quando ero piccolo mi è stato insegnato che commentare ad alta voce l’aspetto degli sconosciuti non rispecchiava esattamente i canoni più stretti della buona educazione.

I più coraggiosi (o quelli che per la prima volta mi parlano) si lanciano in battute come (un classico!) “Che tempo fa lassù?” Ecco, senza offesa, ma ogni volta che mi sento fare questa domanda provo l’impulso di sputare in testa al mio interlocutore e rispondere con un sorriso: “Piove, e li’ sotto?”

Altri funamboli dell’umorismo mi chiedono se sia disponibile a servizi quali il cambio lampadine o la tinteggiatura soffitti, oppure si domandano se alla mia altezza giunga sufficiente ossigeno. Bene, per rispondere a tutti una volta per tutte, come elettricista o imbianchino sono disponibile solo se sono io a propormi, quanto all’ossigeno, al MIO cervello ne arriva in abbondanza.

Capiamoci, non sto dicendo che le battute sulla mia altezza mi irritino sempre, anzi, spesso sono io a farle per primo; quello che mi urta è il fatto che persone che non conosco o che conosco da tre minuti si lancino in frasi fatte e battute trite credendo di essere particolarmente originali e spiritose quando non si rendono conto di sembrare (dimostrare di essere) banali, invadenti e spesso indelicate. Come se io mi vedendo una persona con i capelli rossi le chiedessi se le ha preso fuoco la testa prima ancora di sapere come si chiama.

Quelli che mi ispirano più simpatia, pero’ sono quelli che con aria ammirata se ne escono con frasi come “Deve essere favoloso essere cosi’ alti!” Mi diverto sempre un mondo nel vedere la loro espressione cambiare quando gli faccio l’elenco delle mille scomodità che la mia condizione comporta: per fare qualche esempio, fatico a trovare camice con le maniche abbastanza lunghe, non sto nei sedili degli autobus, in molte auto sembro un Robotrasformer, fuggo come i vampiri fanno con l’aglio i letti con le sponde ed ho la testa piena di cicatrici da stipetto, stipite, mensola e lampadario.

Con tutto questo, sono felice di essere alto, non fraintendetemi, solo mi piacerebbe che molte persone si risparmiassero il tentativo fi fare le simpatiche ad ogni costo, anche a mie spese...

Ciao a tutti, alti e bassi, abbiate cura di voi.

M.


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"Dottore, si salverà?"

[giovedì, 27 aprile 2006, ore 15:54] [un lavoro da lupi]

Non so se vi è mai capitato (a me si'...) di portare la macchina a cambiare l'olio o a fare un controllino di routine e di sentirsi dire dal meccanico (sapendo che non stava cercando di fare il furbo), una volta tornati a ritirare l'auto, che la vostra beniamina (o catorcio) era tutta smontata in officina perchè era saltato fuori uno di quei problemoni mica da ridere, per cui ci sarebbero voluti giorni di lavoro e (purtroppo) parecchi pezzi di ricambio... Bene, questa mattina una collaboratrice (tra l'altro parente del Direttore Naturale) mi ha portato il proprio portatile. In teoria dovevo aggiungere un collegamento al sito istituzionale dell'azienda ed installare un programmino (oltre agli aggiornamenti di routine), in realtà ho scoperto che il file di definizione dei virus risaliva a maggio 2005, che la licenza dell'antivirus era scaduta e soprattutto che dopo 205 minuti di scan del sistema il nuovo antivirus ha trovato 2380 files infetti... Ora, non è certo mio compito (nè attitudine) fare il saccente, ma l'icona che diceva che c'erano dei problemi di sicurezza era li', rossa e visibile, nella barra delle applicazioni e credo che ormai avesse le ragnatele!

A vantaggio della signora devo ammettere che quando l'ho messa al corrente della cosa non è svenuta nè ha dato in escandescenza, limitandosi ad ammettere di avere molti dati da tentare di salvare, sempre se sia possibile (che aplomb!). Per la cronaca, nel tempo che ho impiegato a scrivere queste quattro righe i virus sono diventati 2418. Praticamente ogni file eseguibile (e non solo) all'interno del Pc è infetto. A questo punto non so nemmeno se sia possibile una bonifica senza dover "piallare" tutto... sempre che questo scan finisca prima che io vada in pensione!!!


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Blue's blues

[mercoledì, 26 aprile 2006, ore 12:04] [tra le orecchie del lupo]

A black crow perched on the top of the closet, waiting for you to wake up

flying over you, pecking your heart like a dead’s eyeball.

A big grey cloud, looking soft from the outside

made of ash that makes you choke, lungs on fire.

Hiding in a song, in a reef that digs in you a pit deeper enough

to reach all the stinky junk you thought was buried forever.

  

A loving mama holding you, wiping your tears

saying that it’s a shame but it will pass, as everything does.

A high cloudy sky scared by a blade of light

painting colours on your home.

Coming from a glance, from the smallest of things making you say

“I’m not alone”


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...ma io zitto mai?

[martedì, 25 aprile 2006, ore 15:08] [lupi on the road, manuale del piccolo sistemista]

Non è passato molto tempo da quando ho furbescamente postato una piccola riflessione sui "segnali che indicano che sarà una giornata di merda"...

Ecco, la prossima volta che leggete un mio post del genere, fatemi un piacere, datemi del cretino. Vi consiglio di "girare" intorno a questa formula, più o meno: "Ma brutto principe della nebbia interparietale, signore incontrastato della demenza precoce, non lo sai che a scrivere certe cose ti autogufi?" no, non sono impazzito (non del tutto almeno...), il fatto è che ormai dovrei essere conscio di quanto potere di iattura io possegga nei miei confronti (tranquilli tutti, è una cosa strettamente autoreferenziale, voi non correte rischi!), invece continuo a tirarmele da solo.

Questa notte, infatti, mi sono destato all'improvviso piegato in due da un dolore lancinante al basso costato, lato destro. Respirare a fondo o raddrizzare la schiena, impossibile. Ho resistito alle di Lei pressioni e non ho chiamato la guardia medica ed ho aspettato bestemmiando quei tre quarti d'ora che il dolore, cosi' com'era arrivato, se ne andasse. La mia solita incoscienza mi ha fatto riaddormentare in tempi brevissimi, pero' questa mattina non ho sentito la sveglia (ore 7.10) e mi sono svegliato spontaneamente alle otto meno dieci. Altra raffica di moccoli e alle otto in punto ero alla fermata del bus per scoprire che essendo oggi un giorno festivo (ma ovviamente non per me) prima delle 8.16 il bus lo potevo sognare. Arrivo al lavoro con mezz'ora di ritardo sul mio solito orario e mi metto al lavoro ignaro del fatto che avrei perso un paio d'ore a capire che un Pc recentemente smontato, pulito e rimontato, si rifiutava di partire perchè rimettendo il processore in sede, grazie alla grande accessibilità garantita dal case "ultimo modello" e alla praticità del sistema di inserzione "ergonomico", si erano piegati due pin...

Ora vado a tentare di sopravvivere fino a sera, voi abbiate cura di voi più di quanta non ne abbia io con i post-iattura!

Ciao

M.


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Week-end (di varie misure)

[lunedì, 24 aprile 2006, ore 14:49] [lupi in pantofole]

Mentre la maggior parte di voi se ne sta sbracata sul divano a godersi il ponte del 25 Aprile, io che lavoro al Principato Palafitta sdono in ufficio. No, non vi odio nè vi invidio (molto). Il fatto è che ho passato un fine settimana (semplice, nel senso di non “pontizzato”) tranquillo, rilassante e divertente, cosa che mi ha reso più facile affrontare il fatto che oggi (e domani!) “trabajo” mentre i miei compatrioti, alla faccia mia (e del Gemello Pazzo e di Ephrem), si godono il (finalmente!) bel tempo.

In questo week-end, dicevo, ho trovato il tempo per andare in spiaggia sia sabato che, non pago della scottatura rimediata, domenica pomeriggio e sono finalmente riuscito a portare il Gemello a cena da noi e a convincerlo a rimanere in patria anche per,il prosieguo della sereata, piacevolmente trrascorsa con la prima coppia di amici del luogo che Lei ed io ci siamo fatti.

Insomma, due giorni passati in quell’otium di epicureana memoria che ultimamente mi era mancato molto, in quantità e qualità. Unica pecca il fatto che Jolly e Ricciolo non abbiano avuto la possibilità di raggiungerci; sarebbe stato un ottimo apporto alla brigata ed una fonte di ulteriore divertimento. Sarà per la prossima volta, in fondo c’è sempre il primo Maggio (quello si festeggia anche qua...) e verranno poi  altre occasioni...

A proposito, buon 25 Aprile a tutti (no, solo a quelli che si ricordano perchè è festa!), pensatemi mentre ve la sciallate!

M.


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Varie ed eventuali

[venerdì, 21 aprile 2006, ore 14:17] [impressioni lupesche]

Piccole riflessioni sparse

Linguistica 1 - Dopo attente riflessioni sono giunto alla conclusione che attualmente il mio francese corrisponde all'incirca all'italiano di Aldo Biscardi.

Personale - Sono felice che Leopoldo Gato Lopez Guerrero y Ladron apprezzi molto il nuovo grattatoio con pallina incorporata (anche il divano tiene a comunicare la sua gioia).

Politica - Ho fatto il mio dovere di cittadino responsabile e privo di paraocchi, ho sofferto, mi sono indignato... ora non ne voglio sapere più nulla per qualche tempo. La gastrite psicosomatica l'ho già avuta e non voglio mi torni a causa di qualcosa su cui non ho il benchè minimo potere.

Linguistica 2 - ho appena finito una bellissima conversazione, in sala mensa, con alcuni colleghi e stagisti (tutti all'incirca della mia età anche se credo di essere stato il più v'ecchio...) e mi ha fatto molto piacere avere la conferma che, al di là delle barriere linguistiche, se una persona ragiona è sempre un piacere confrontarcisi.

Fisica - Troppo tempo è ormai trascorso dall'ultima volta che ho fatto esercizio fisico (per maliziosi e pignoli: nè "quello" nè rincorrere il bus sono stati presi in considerazione ai fini della statistica) e nonostante non abbia messo su pancia o perso in modo troppo evidente tono muscolare mi rendo conto che se non mi organizzo rischio il tracollo. Appello: se qualcuno tra Sanremo e Menton cerca un portiere di calcetto/calcio a 7 si faccia sentire...

Climatica - Rispetto al famigerato clima tortonese da queste parti anche l'inverno è una passeggiata, ma è di questi tempi che mi rendo conto più che mai di quanto io sia fortunato ad essermi trasferito.

Ciao, abbiate cura di voi

M.


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Dieci segnali che la giornata comincia male

[mercoledì, 19 aprile 2006, ore 17:26] [tra le orecchie del lupo, topten]

Se è vero che “Il buon giorno si vede dal mattino ma la giornata di merda ti coglie di sorpresa” come dice Flavio Oreglio, è anche vero che esistono piccoli segnali che preannunciano sottilmente il fatto che una giornata non è nata sotto i migliori auspici. Per esempio:

  

- alzandoti dal letto sbatti il mignolo contro la gamba del suddetto (o dell’armadio).

- il bus ti sfila davanti mentre esci dal portone del palazzo ed una decina di studenti ti guarda sperando tu ti metta (inutilmente) a correre per inseguirlo.

- accanto a te sul treno si siedono le tre persone più sgradevoli, per le ragioni più svariate (alitosi, enorme massa debordante, aspetto raccapricciante, quotidiano spiegato di dimensioni bibliche, ascella al fosforo bianco...).

- dopo un intero week-end di prove cronometrate in varie condizioni di traffico decidi di provare la scorciatoia casa-ufficio che hai da poco scoperto e t’imbatti in due incidenti, sei semafori spenti (con relativo ingorgo) e quattro cantieri stradali.

- la macchinetta del caffè ti serve nell’ordine il solo bicchierino, il solo caffè ed il solo zucchero.

- ti svegli e l’orologio sul comodino segna le nove! Corri in bagno, ti lavi, pettini, vesti di corsa, guardi l’orologio da polso... le sei e trenta.

- a duemila miglia dal primo tabaccaio ti rendo conto di avere una sola sigaretta nel pacchetto. Rotta.

- dopo esserti interrogato per un’ora sul perchè tutti oggi sembrino fissarti ti rendi conto che è perchè hai la patta aperta (variante aggravata: irrimediabilmente rotta).

- alle prime gocce di pioggia apri l’ombrello e la parte superiore vola via lasciandoti in mano solo il manico.

- ti svegli in orario e di buon umore, arrivi in ufficio fischiettando ed in leggero anticipo, ti avvicini al portone dello stabile... e ti rendi conto che è domenica/il primo giorno di ferie/ponte.


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Basilico blues

[mercoledì, 19 aprile 2006, ore 16:28] [tra le orecchie del lupo, lupi on the road]

Questo post mi ha dato da pensare. Penso ad uno dei posti, tra i mille che conosco, che amo di più. Genova ha una particolarità: o la si ama o non la si sopporta. Certo, a volte col tempo e con la confidenza si cambia idea, pero’ normalmente la prima impressione che si ha di qualcosa (qualcuno) è quella più resistente.

La prima volta che sono andato a Genova ero un bambino molto alto e molto magro, e ci sono andato, con i miei, per vedere Euroflora. Stazione di Brignole, spazi aperti, architettura fascista, marmi bianchi ed imponenza. Mi ricordo che mi colpirono il clima mite, il cielo blu e il verde dell’erba dei giardini di Piazza della Vittoria. Ci tornai anni dopo per andare, a scrocco, al Salone Nautico. Stesso tragitto, stesse impressioni, rafforzate pero’ dall’odore del mare portato da un volenteroso venticello proveniente dal largo.

L’anno successivo cominciai a frequentare la gloriosa Università degli Studi di Genova, indirizzo Lingue e Letterature Straniere (Segreteria e aule a porta dei Vacca, vicino alla chiesa (e piazza) della Nunziata). In quei due anni da pendolare imparai a conoscere molte delle altre mille sfaccettature di questa città incredibile: Via Pre, Via del Campo (ciao Fabrizio!), il mercatino di Shangai, ovvero la Zena “scabecia”, cadente e “pericolosa” ma più viva; il Porto Antico secondo Renzo Piano (la pista da pattinaggio mi costo’ due punti di sutura...) e i carrugi (con la gloriosa Enoteca Moretti ed il Good Vibes dove ingaggiai una furiosa sfida a colpi di pinte di Guinness buttate giù d’un fiato con il barista ed un amico); Piazza Fontane Marose, De Ferrari, via Venti e via San Vincenzo, il “salotto buono”; corso Italia e boccadasse, luoghi ideali per una breve gita fuori porta senza andare veramente “fuori”.

In seguito, per lavoro, mi trovai ad esplorare quasi ogni quartiere ed in ciascuno di essi trovavo qualcosa di bello e qualcosa di orrendo, messi li’ a due passi uno dall’altro come solo da quelle parti puo’ accadere, come a ricordare che la vita non è univoca.

Con il tempo e la frequentazione ho imparato ad adorare la cadenza che hanno le voci da quelle parti, sto tuttora cercando di imparare il maggior numero possibile di espressioni dialettali (solo li’ si trovano frasi come “gite che te adoeviu”, e mi si perdoni la sintassi resa ancora più problematica dalla tastiera francese) ed idiomatiche. Ho perso il conto dei forni in cui ho trovato focacce sublimi e pizze e panini farciti con tutto cio’ che si puo’ immaginare (uno su tutti quello di fronte al liceo artistico Klee), delle rosticcerie arabe apprezzatissime fornitrici di kebab, dei ristoranti e delle trattorie (liguri come il Lupo di Vico Monachette o sarde, cinesi, libanesi...) in cui mi sono indecentemente ingozzato. Non riusciro’ mai a rendere l’idea di quanti e quali luoghi favolosi mi sia capitato di visitare, per una ragione o per l’altra; tra Sarzana e Ventimiglia (ed un pochino oltre), in quella stretta lingua di terra tormentata ed un po’ trascurata ho visto paesaggi splendidi, ho parlato con persone vere, schiette e simpatiche, ho vissuto momenti indimenticabili.

Forse il mio legame con Genova e la Liguria deriva dal fatto che è stato il primo posto in cui mi sono sentito veramente me stesso, senza dover sottostare a tutta quella serie di etichette che derivano dall’essere cresciuto in una piccola cittadina in cui ci si conosce (o si crede di conoscersi) tutti, o forse nonostante la mia “piemontesità” in fondo all’anima sono sempre stato ligure, chissà. Ora in Liguria ci abito (anche se non esattamente dalle parti di Genova) e ogni tanto penso che fosse proprio destino.

Chiedo da ora scusa a tutti (e due) i lettori per questo post sconclusionato e poco coerente, ma veniva dal cuore e, si sa, "tortuosi ed inttricati sono i percorsi del cuora" e cosi' i suoi discorsi.

Take care

M.


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Di ricerche e statistiche

[martedì, 18 aprile 2006, ore 14:09] [impressioni lupesche]

Come chiunque si sia dato la pena di scorrere fino in fondo guesta pagina avrà notato, ho "installato" ShinyStat: la cosa più divertente di tutto l'ambaradan è andare a vedere quali chiavi di ricerca hanno portato i visitatori sulla mia pagina. Per esempio, negli ultimi tre giorni qualcuno è arrivato "da me" cercando:

imeil la mamacita: la devo cercare anch'io, a questo punto sono curioso di sapere chi sia... e come sia possibile arrivare a questo blog con una chiave di recerca simile... Aggiornamento: il punto di contatto tra la chiave e il blog è il post "on air" del 26 ottobre scorso.

immersioni subacquee sull'isola di itaca: forse il nostro sub è emerso qua a causa della poesia del 22 febbraio... e comunque, SU un'isola, a meno che sia fornita di un lago, è difficile fare immersioni, no?

movimenti orecchie: ??? Ok, in quanto lupo ho le orecchie mobili, pero' il nesso proprio mi sfugge... Aggiornamento: trattasi della mia descrizione, in alto a sx...


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[venerdì, 14 aprile 2006, ore 15:55] []

Beh, che dire...

Buona Pasqua!

Che i vostri sogni si avverino e che non smettiate mai di sognare...

ci si vede martedi'


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Un giorno normale - 4

[venerdì, 14 aprile 2006, ore 12:34] []

La Signora, nella Mercedes blu, malediceva il traffico, la pioggia e la sua insistenza che aveva convinto il marito a mandare la loro figlia in una scuola privata dall’ottima reputazione ma situata dall’altra parte della città, per cui ogni mattina doveva sorbirsi questi viaggi allucinanti. Come se il fatto di essere imbottigliata in un unico ingorgo dal garage al cortile della scuola non fosse stato sufficiente, quella mattina la bambina, stranamente vigile nonostante l’ora, si ostinava a raccontare episodi su episodi della giornata di ieri : un litigio con un compagno, la tale amichetta che si è presa una cotta per uno di terza, un ginocchio sbucciato, un disegno fatto particolarmente bene...

La Signora in realtà non stava ascoltando una parola di quello che la figlia le stava dicendo, persa com’era nei suoi pensieri a proposito dell’abito da ritirare in tintoria, dell’appuntamento dalla parrucchiera, di pranzo e cena da preparare, della palestra e di quell’istruttore di spinning che la guardava e sorrideva...

I pensieri poco muliebri della Signora vennero interrotti dal fatto che finalmente era arrivata di fronte alla scuola. Un bacio veloce, le solite raccomandazioni e poi via, ancora nel traffico.


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Dieci giustificazioni poco note per aver votato Berlusconi

[giovedì, 13 aprile 2006, ore 09:22] [tra le orecchie del lupo, topten]

01 – Mi hanno detto che avrebbe tolto l’ICI, l’IVA, la tassa sul cane, quella sul gatto e che mi avrebbe regalato una casa

02 – Mi è apparso in sogno Fede dicendomi che ero stato scelto dal Signore (e Cavaliere) per salvare l’Italia con il mio voto

03 – Ho solo un figlio e se i comunisti me lo mangiano non so a chi lasciare l’attività di famiglia

04 – Sono uscito da un coma lungo 15 anni proprio il giorno del voto e ho pensato: “Perchè non dargli una possibilità?”

05 – A casa mia arriva solo il segnale di Rete 4

06 – Ma io ho votato Fini (o Casini, o Topo Gigio), non Berlusconi!

07 – Appena entrato in cabina elettorale un’entità ectoplasmica ha preso possesso del mio corpo e mi ha costretto a fare una crocetta su FI

08 - ...ma non era un referendum abrogativo?

09 – Ho i miliardi, per chi dovrei votare, per Bertinotti?

10 – Non mi piace la mortadella, preferisco il salame milano


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Due anime - Dialogo interiore

[martedì, 11 aprile 2006, ore 09:10] [tra le orecchie del lupo]

Sono orgoglioso di essere italiano perchè quando c’impegnamo a fondo nulla ci è impossibile.

Mi vergogno di essere italiano perchè non c’impegnamo mai a fondo, per nulla.

Sono orgoglioso di essere italiano perchè abbiamo un’incredibile capacità di adattamento.

Mi vergogno di essere italiano perchè brontoliamo in continuazione ma alla fine ci facciamo andare bene qualsiasi cosa.

Sono orgoglioso di essere italiano perchè all’estero ci considerano allegri e simpatici.

Mi vergogno di essere italiano perchè all’estero ci considerano gli scemi del villaggio.

Sono orgoglioso di essere italiano perchè siamo un popolo di sognatori.

Mi vergogno di essere italiano perchè preferiamo i sogni alla realtà.

Sono orgoglioso di essere italiano perchè siamo bravissimi a trovare il compromesso.

Mi vergogno di essere italiano perchè scendiamo a patti con chiunque e qualunque cosa.

Sono orgoglioso di essere italiano perchè viviamo in un Paese con 3000 anni di storia.

Mi vergogno di essere italiano perchè 3000 anni di storia non ci hanno insegnato nulla.

Sono orgoglioso di essere italiano perchè “tutto s’aggiusta”.

Mi vergogno di essere italiano perchè “tutto s’aggiusta... domani”.

Sono orgoglioso di essere italiano perchè ogni anno milioni di persone vengono a visitare le nostre città, i nostri mari, la nostra terra.

Mi vergogno di essere italiano perchè ogni anno milioni di persone per venire a visitare le nostre città, i nostri mari, la nostra terra, devono viaggiare sulle nostre strade e sui nostri treni.

Sono orgoglioso di essere italiano perchè abbiamo il patrimonio artistico più ricco del mondo.

Mi vergogno di essere italiano perchè siamo il Paese che meno valorizza il proprio patrimonio artistico.

Sono orgoglioso di essere italiano perchè i nostri migliori ricercatori, architetti, ingegneri sono apprezzati in tutto il mondo.

Mi vergogno di essere italiano perchè i nostri migliiori ricercatori, architetti ed ingegneri sono sparsi per tutto il mondo.

Sono orgoglioso di essere italiano perchè tutti hanno sempre qualcosa da dire.

Mi vergogno di essere italiano perchè pochi sanno veramente di che stanno parlando. 

 

Sono orgoglioso di essere italiano ma se ne avro’ la possibilità me ne andro’ dall’Italia perchè sono stanco di delusioni. 

 

Mi vergogno di essere italiano ma rimarro’ in Italia perchè voglio provare a cambiare le cose e smettere di vergognarmi.


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Exit Lup

[lunedì, 10 aprile 2006, ore 09:48] [impressioni lupesche]

Questa mattina, dopo tredici minuti di ufficio, già tre colleghe mi hanno chiesto se ero stato a votare. Ho risposto a tutte che si’, nonostante grazie alla velocità smodata della burocrazia italiana Lei ed io abbiamo dovuto sciropparci cinquecento km in due giorni, siamo tornati nella Bassa Padana (Padana, non Padania!) a votare, sperando di apportare il nostro piccolo contributo ad un indispensabile cambio di direzione dell’andazzo generale del nostro Bel Paese (perchè nonostante tutto rimane un Paese meraviglioso). Ho specificato che se votare è sempre cosa buona e giusta, quest’anno era veramente indispensabile, che saremmo andati ancora più lontano ed in condizioni fisico/climatiche ben peggiori pur di poterci “essere”, di dire la nostra. In risposta ho ottenuto sorrisi e risatine, come di chi capisce ma non vuole infierire troppo su qualcuno che sa essere impegnato a risollevarsi da una brutta situazione.  Ad essere sincero cio’ che mi è rimasto più impresso è stato il commento di una collega che, tra l’altro, nemmeno considero una cima (dalle mie parti si direbbe che “non è un fulmine di guerra”), che mi ha confidato con aria da cospiratrice in esilio che “da quello che so B. È veramente pericoloso per il Paese” e che spera che noi tutti italiani ci siami uniti per mandarlo a casa (a finire gli stucchi del suo mausoleo, agguingo io, e ad occuparlo il prima possibile).

In effetti mi rendo conto solo stamattina di quanto all’estero, anche in Paesi che stanno vivendo situazioni difficili come la Francia, vedano il governo che ci ha guidati (?!) per cinque anni come qualcosa che poco ha a che vedere con la democrazia e, a dispetto dell’altisonante nome del partito dominante della coalizione, la libertà.

Confesso che oggi mi sento come un esiliato, un rifugiato politico che sta vivendo da spettatore una possibile rivoluzione nel proprio Paese e che i locali cercano di confortare (forse anche per dimenticare per cinque minuti i propri problemi). Confesso anche che non vivevo un’attesa più nervosa dall’ultima volta che mi sono trovato tra due pali bianchi in attesa che l’avversario battesse il rigore decisivo per una finale di torneo... L’unica cosa che mi conforta un pochino è pensare che ho giocato al meglio delle mie possibilità tutta la partita e che la mia parte, per piccola che sia, l’ho fatta ieri mattina con cura ed entusiasmo.

Ciao a tutti, spero abbiate avuto cura di voi.

M.


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All the small things - tous les petites choses - todas las pequenas cosas

[venerdì, 07 aprile 2006, ore 11:44] [lupi on the road]

Oggi, in attesa di regalarmi il lettore Mp3 offerto dalla P. Ho riesumato il vecchio lettore cd portatile, che tanto tanto vecchio non è e che legge anche gli Mp3. non aveno tempo (ho deciso tutto stamattina) di cercare o fare un Cd di Mp3 cosi’ ho acchiappato il primo Cd che mi è capitato a tiro, ovvero Under The Pink di Tori Amos. Un rapido controllo a batterie e cuffie e poi mi sono potuto avviare alla fermata dell’autobus fiero della mia colonna sonora. D’accordo, il lettore è un po’ ingombrante per la mia tracolla (da un mesetto a questa parte giro con una borsa di cotone grezzo verde militare costantemente a tracolla, che mi serve per portare a spasso il pranzo, il libro per il treno, il Moleskine e mille altre cianfrusaglie) ed oggi il Cd è durato esattamente quanto il mio viaggio (ma a questo intoppo si rimedia facilmente con un Cd di Mp3, basta ricordarsi di farlo...), pero’ devo dire che vedere sfilare dai finestrini dell’autobus la città e poi dal treno la costa mentre Tori Amos fa l’amore con il suo piano e riempie l’aria di sensualità con la sua voce, dona una gran bella sensazione, capace quasi di farmi dimenticare che sto andando a lavorare.

Devo decisamente sbrigarmi a comprare un bel lettore, capiente e piccolino, per poter ricominciare a viaggiare in compagnia della lusica in tutta praticità...

Per la cronaca, mi rifiuto categoricamente di acquistare un I-pod. Troppo caro, troppo brutto e troppo trendy per i miei gusti!

Ovviamente da oggi se vedete un tizio di due metri con una borsa verde e le cuffie nelle orecchie che varca in uno dei due sensi il confine con la Francia, sapete chi è... vi prego solo, nel caso vogliate salutarmi (o insultarmi per quello che scrivo) di non urlare per richiamere la mia attenzione, tanto non sento. Una bussata sulla spalla va benissimo.

Ciao, abbiate cura di voi

M.


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