Ululare alla Luna

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Qualcosa sul Lupo

"Trovo difficile definirmi. Sono arrivato alla mia età senza aver mai voluto appartenere a nulla, non a una chiesa, non a una religione: non ho avuto la tessera di nessun partito, non mi sono mai iscritto a nessuna associazione, nè a quella dei cacciatori nè a quella per la protezione degli animali. Non perchè non stia naturalmente dalla parte degli uccellini e contro quegli omacci col fucile che sparano nascosti in un capanno, ma perchè qualunque organizzazoine mi sta stretta. Ho bisogno di sentirmi libero. E questa libertà è faticosa perchè ogni volta, davanti ad una situazione, quando bisogna decidere cosa pensare, cosa fare, si può solo ricorrere alla propria testa, al proprio cuore e non alla facile linea, pronta all'uso, di un partito o alle parole di un testo sacro. Per istinto mi sono sempre tenuto lontano dal potere e non ho mai corteggiato chi lo aveva... ...Con queste lettere non cerco di convincere nessuno. Voglio solo far sentire una voce, dire un'altra parte di verità, aprire un dibattito... ...Allora io dico: fermiamoci, riflettiamo, prendiamo coscienza. Facciamo ognuno qualcosa e salviamoci. Nessun altro può farlo per noi. Da "Lettere contro la guerra" Tiziano Terzani

Amo

Lei, la mia lupacchiotta, il cibo piccante, osservare le persone, leggere in bagno, ascoltare buona musica, leggere (in generale), ridere di me, pensare, ridere in generale, mangiare bene e con calma, scoprire cose nuove, fare sport

Odio

Le idee preconfezionate, l'anice, il perbenismo, l'abuso di "k", gli estremi e gli estremismi, gli ombrelli, la mancanza di dialogo, chi urla per non far notare che non ha nulla da dire, odiare

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Lupus in Fabula

[mercoledì, 30 novembre 2005, ore 17:50] [lupi on the road]

Ebbene sì, non vi siete liberati di me (e nemmeno riuscirete a stare tranquilli ancora per un po'), sono tornato.
In effetti non sono mai andato via, solo che in seguito ad un intervento "ad occhio aperto"  (si dice?) che ho fatto, ho dovuto stare lontano dal pc per qualche giorno.
Poco male, direte voi, lui si è rimesso e noi non abbiamo letto boiate per una decina di giorni...
Invece no, poco male un tubazzo! Non ho potuto nemmeno leggere per una settimana e stavo per avere una crisi d'astinenza! Se poi aggiungiamo che non mi era permesso nemmeno fare sforzi di nessun tipo e che per un paio di mesi mi è vietato anche lo sport, capirete che il prezzo da pagare per riuscire finalmente ad avere una vista degna di questo nome è veramente importante.
Per fortuna ho potuto contare sul di Lei appoggio, che mi ha permesso di superare alcune tra le prove di autocontrollo più dure che mi siano mai capitate, come ad esempio andare in bagno senza portarsi nemmeno una rivista piccola piccola o un opuscolo da leggiuccchiare, oppure passare un pomeriggio senza aver nulla da fare e con la libreria off-limits...
ovviamente tutte le riflessioni e gli spunti che mi sono venuti in mente in questi giorni sono scivolati nell'oblio di chi non può prendere appunti, ma conto di recuperarne qualcuno.
Altrimenti me ne inventerò di nuovi.
Direi che come rientro è stato abbastanza carico di ovvietà quindi posso finirla qui.
Ciao a tutti, abbiate cura di voi (e dei vostri sensi)
M.

HowlingWolf | permalink | commenti (3)




A pazzo relatore, savio ascoltatore

[lunedì, 28 novembre 2005, ore 14:08] [quasi originale]

In base al regio decreto che stabilisce la solidarietà tra pazzi e lupi (o viceversa), conformemente alle leggi che vigono presso la "Abbey de Thelem" e più in profondità ai diritti e doveri di fratelli:

VI INFORMO

che "chi nasce lupo, non muore agnello" <il mio fratellone é vivo e vegeto e più in forma che mai> (quindi niente sabba al prossimo chiaro di luna);

che "dal conto sempre manca il lupo" <sarà lui a spiegarvi, se lo riterrà, i motivi della sua insopportabile, per noi, assenza> (quindi niente domande a me);

che "il lupo perde il pelo ma non il vizio" (quindi riprenderà a scrivere prestissimo).

God bless you.

Sta arrivando!


lefoujumeau | permalink | commenti (1)




Francia che ti passa

[venerdì, 11 novembre 2005, ore 16:19] [quasi originale, awooo]

Prendo a prestito il titolo da una catrgoria del Gemello Pazzo e il testo del post dal blog di Beppe Grillo:

I francesi stanno bruciando le periferie delle città.
E’ strano dirlo così, ma è vero.
Sono francesi, anche se nati in Francia da immigrati.
Francesi di prima generazione.
Se parliamo di francesi e non di figli di immigrati (le parole cambiano la realtà) forse si riesce a capire qualcosa.

Si capisce allora che non esistono i francesi, ma i francesi bianchi e i francesi mori o neri o gialli e che non sono uguali tra loro per cultura, religione, posizione sociale (egalité),
che i francesi bianchi e quelli di un altro colore non si amano e vivono separati, i primi in città e i secondi nelle periferie (fraternité),
che i francesi sono liberi se possono studiare, se hanno un reddito decente, se hanno un futuro, ma quelli delle banlieue non hanno un futuro (liberté).

Stiamo creando un mondo di diseredati in casa nostra, in Francia come in Gran Bretagna, in Belgio come in Italia.
L’integrazione è una bella parola, ma di solito porta ai ghetti e chi ci vive, prima o poi, vede come unica alternativa la rivolta sociale.

Importiamo lo squilibrio che abbiamo generato nel mondo e che non è per nulla nelle priorità dei governi occidentali come è spiegato in un filmato censurato di MTV

Se non ci occupiamo della povertà questa si occuperà di noi, mandandoci i suoi figli e i figli dei suoi figli.
E, nel tempo, tante piccole bosnie.

HowlingWolf | permalink | commenti (7)




Adrianeide

[venerdì, 11 novembre 2005, ore 16:11] [impressioni lupesche]

Ora che è finita, mi si permetta di fare un paio di considerazioni sulla tanto chiacchierata trasmissione di Celentano, RockPolitik.
Premetto che sarò (abbastanza) breve perchè anche a me ha fatto male ai timpani sentir parlare di questo quasi ubiquamente, sicuramente senza interruzione della trasmissione e delle sue caratteristiche buone e/o/ cattive.
A parte che la cosa più sensata l'ha detta proprio Sabina Guzzanti ieri sera, quando ha lasciato cadere con una nonchalance incredibile il fatto che i politici non sono pagati per fare commenti sulla comicità, sulla satira e in generale sulla televisione. Per quello ci sono i critici e sono anche troppi, che i politici, quindi, tornino (sempre se ci sono mai stati) a discutere di cosa sia meglio per il nostro paese.
Al di là dei commenti entusiasti ed inorriditi che si sono inseguiti sulle bocche di tutti (ma proprio tutti) in queste quattro settimane, devo dire che una grande qualità la trasmissione l'ha avuta.
In un periodo in cui la televisione spinge con forza sempre crescente sui picchi degli elettroencefalogrammi degli ascoltatori, nel tentativo di renderli il più possibile piatti, Celentano ha avuto il coraggio (e anche la forza) di imporre un programma che, quantomeno, ha fornito più di uno spunto di riflessione.
Non mi riferisco a Cornacchione, che è divertente, a volte moderatamente pungente ma che non si permette di entrare troppo nello specifico e nemmeno a Benigni, che mi ha fatto sbellicare ma che mi aspettavo esattamente così, parlo proprio di Celentano, che nel mare infinito di tempi morti e di sproloqui a volte difficili da seguire per evidenti limiti espositivi, è riuscito a buttare lì alcuni argomenti che ultimamente si stavano un po' perdendo (ma che combinazione!) in mezzo alla giungla di cazzi altrui, si badi bene, cazzi inutili di persone (non me ne voglianoi) inutili, perlomeno al Paese di cui è popolata ultimamente la televisione italiana.
Distratti dal fatto che un cantante sessantaduenne avesse sbagliato a scegliersi la moglie o un calciatore trentenne fosse diventato papà, ci eravamo dimenticati di notare, per esempio, che l'Italia è in grave difficoltà a proposito della libertà di stampa, che l'Italia è in grave difficoltà a livello di credibilità internazionale, che l'Italia è in grave difficoltà a gestire l'invadenza della chiesa cattolica nelle questioni laiche, insomma, che l'Italia è, in generale, in gravi difficoltà.
Ovviamente l'Adriano ha esposto i fatti alla sua manierea, li ha interpretati e a volte non si è astenuto dal proporre la sua opinione, cosa che ha causato un sacco di discorsi incentrati soprattutto sul fatto che lui potesse fare cose del genere. Il punto però non è se lui sia di parte o se avesse o meno la libertà di dire (mostrare, denunciare, commentare) alcune cose, la chiave di tutto è che, d'accordo o no, credendolo l'ultimo puro d'Italia o il primo dei cretini del mondo, molti di noi si sono ricordati di prendere in considerazione cose che in sua mancanza non ci avrebbero nemmeno sfiorato l'anticamera del cervello, ed è per questo che personalmente affermo che in alcuni momenti avrei voluto strozzarlo, in altri fargli un monumento, ma che in generale sono contento di avere assistito ad una trasmissione del genere.
Troppe parole, è ora di smettere.
E cominciare a pensare, leggere, informarmi.
Ciao a tutti, abbiate cura di voi.
M.

HowlingWolf | permalink | commenti




Under the microscope

[mercoledì, 09 novembre 2005, ore 19:58] [vita, domande, tra le orecchie del lupo]

Perchè, a voi non è mai capitato di avere l'impressione di vivere sotto inchiesta? Di dover rifuggire come la peste la possibilità di commettere qualsiasi tipo di errore perchè sapete che assumerà istantaneamente proporzioni bibliche? Di sentirsi sorvegliati, scrutati, messi costantemente alla prova?
Forse si tratta di egocentrismo, teoria del complotto, mania di persecuzione, o pura  e semplice paranoia, ma a me sì, è capitato.

HowlingWolf | permalink | commenti (3)




The bug

[mercoledì, 09 novembre 2005, ore 15:25] [quasi originale]

well it's a strange old game - you learn it all
one step forward and it's back to go
you're standing in the throttle
tou're standing on the brakes
in the groove 'til you make a mistake

sometimes you're the windshield
sometimes you're the bug
sometimes it all come together baby
sometimes you're the fool in love
sometimes you're the louisville slugger
sometimes you're the ball
sometimes it all come together baby
sometimes you're going lose it all

you gotta know happy - you gotta know glad
because you're gonna know lonely
and you gonna know bad
when you're rippin' and a ridin'
and you're coming on strong
you start slippin' and a slidin'
and it all goes wrong, because

sometimes you're the windshield
sometimes you're the bug
sometimes it all come together baby
sometimes you're the fool in love
sometimes you're the louisville slugger
sometimes you're the ball
sometimes it all come together baby
sometimes you're going lose it all

one day you got the glory
then you got none
one day you're a diamond
and then you're a stone
everything can change
in the blink of an eye
so let the good times roll
before we say goodbye, because

sometimes you're the windshield
sometimes you're the bug
sometimes it all come together baby
sometimes you're the fool in love
sometimes you're the louisville slugger
sometimes you're the ball
sometimes it all come together baby
sometimes you're going lose it all

Non mi ci abituerò mai...
Take care you all and leave your lights on
M.
 

HowlingWolf | permalink | commenti (1)




[martedì, 08 novembre 2005, ore 14:53] [senza parole]


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Lupus dixit (e lupus non sono io...)

[giovedì, 03 novembre 2005, ore 14:43] [quasi originale]

"Il presidente Silvio non voleva la guerra in Iraq ma Bush non gli ha dato retta.
Il presidente Silvio voleva sollevare l'economia ma gli imprenditori non hanno avuto fiducia in lui.
Il presidente Silvio non voleva leggi ad personam ma qualcuno le ha fatte di nascosto.
Il presidente Silvio non voleva toccare l'unità d'Italia ma la Lega lo ha fregato.
Il presidente Silvio voleva un posto nel consiglio di sicurezza all'Onu ma il Giappone gli è passato davanti.
Il presidente Silvio voleva un'informazione democratica e invece la stampa e la televisione sono finite in mano ai comunisti.
Il presidente Silvio voleva eliminare la mafia ma la mafia è risorta.
Il presidente Silvio voleva creare un dialogo ma l'opposizione non ha voluto.
Il presidente Silvio non voleva più Tremonti ma Tremonti è tornato.
Il presidente Silvio voleva risollevare l'immagine dell'Italia nel mondo ma il mondo è cattivo e ci sputtana.
Il presidente Silvio non voleva evitare i processi ma i processi hanno evitato lui.
Il presidente Silvio voleva tagliare le rendite parassitarie ma a sua insaputa hanno tolto l'Ici al Vaticano.
Il presidente Silvio non voleva più comprare nessuna società ma il fratello e la figlia lo hanno fatto senza dirglielo.
Il presidente Silvio non voleva che Previti andasse a offrire soldi agli avvocati ma Previti c'è andato lo stesso.
Il presidente Silvio non voleva la guerra in Iraq ma i suoi agenti hanno inventato il Nigergate.
Il presidente Silvio non voleva la guerra in Iraq ma il suo benzinaio lo ha minacciato.
Il presidente Silvio non voleva ricandidarsi ma lo hanno obbligato.
Il presidente Silvio non voleva toccare le tasche degli italiani ma qualcuno di nascosto ha fatto tre finanziarie in un mese.

Il presidente del consiglio o è un ipocrita, o non conta un c…o."

Di Stefano Benni (il lupo) .

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Murphy's law

[martedì, 01 novembre 2005, ore 16:22] [vita, tra le orecchie del lupo, impressioni lupesche]

La legge di Murphy è un assunto fondamentale per tutti coloro che lavorano o semplicemente cercano di portare a compimento azioni più complesse di soffiarsi il naso. L’enunciato della legge dice che “Se qualcosa può andar male lo farà e nei modi e nei tempi tali da rendere il danno maggiore possibile”.
Recentemente ho scoperto che esiste un particolare aspetto della vita e delle azioni umane in cui questa legge si accanisce in particolare contro l’umanità.
A chi non è mai capitato, nella vita, di voler essere romantico, di arrivare persino ad essere romantico, salvo poi essere frustrato inesorabilmente e beffardamente dalla sfortuna? Mi riferisco soprattutto ai miei lettori maschi (intendo entrambi), le donne hanno un talento eccezionale per l’organizzazione, loro non rischiano che una variabile impazzita mandi a monte ore di lavoro o il frutto di un’intuizione geniale.
Alzi la mano chi, tra i maschi che leggono questo post, non ha mai avuto a che fare con i classici inconvenienti da tentato romanticismo. Parlo delle situazioni più imbarazzanti, più sfigate, più frustranti; dal classico attacco di gastrite nel bel mezzo di un’occasione speciale, al carro attrezzi che ti viene a recuperare dal fosso in cui sei finito uscendo da una stradina sterrata in cui l’hai portata (a volte anche) al solo scopo di farle ammirare il cielo stellato o il panorama delle colline buie spruzzate di lucette come in un presepe.
Chi, per esempio, mentre la portava in quel bellissimo ristorante, non è stato fermato dai carabinieri per via di un faro che si è bruciato proprio di sabato pomeriggio? 

Gli esempi potrebbero andare avanti per ore, dall’anello da regalarle che si catapulta fuori dalla tasca ai suoi piedi con ore di anticipo sul programma perché avete tirato fuori le sigarette con un movimento un po’ maldestro al cucciolo che, appena regalatole, scambia il divano per la toilette o le sue calze per un panino, al vicino che si mette ad ascoltare musica techno a tutto volume proprio la sera della cenetta a lume di candela che ti è costata una giornata intera di preparazione, per finire con il disgraziato che si frega il girasole che le hai lasciato sull’auto solo dieci minuti prima che uscisse dal lavoro (mi è successo davvero!)
Ad una donna non capiterà mai di essere preda di un simile attacco di malasorte, una donna non buca una gomma se sta portando il suo uomo a fare un pic-nic, una donna non viene sorpresa dal suo compagno mentre esce dal negozio in cui gli ha appena comprato un regalo.
A noi uomini succede praticamente sempre e a me personalmente a questo proposito sono sempre arrivate accuse di aver operato senza la necessaria concentrazione, senza lo stimolo giusto, di essere maldestro e all’atto pratico così poco portato per le romanticherie da rovinare automaticamente tutto.

Non è vero niente.

So io di cosa si tratta, cosa trama nell’ombra per mandare a monte ogni possibile dimostrazione di avere un’anima che un uomo possa tentare: la legge di Murphy.
Una delle implicazioni basilari di questa legge dice pressappoco che per quante variabili distruttive si possano tenere in considerazione, ce n’è sempre una che si è dimenticata. Quella che ti manda a monte tutto.
Il guaio è che le donne raramente riescono a comprendere il nostro problema perché sembra che in qualche modo loro siano immuni dagli effetti della legge di Murphy, o quantomeno li subiscono in forma molto più lieve.
Riconosco alle signore e signorine un’innata capacità organizzativa (soprattutto in questo campo), una maggiore capacità di sfruttare l’ispirazione del momento, ma non può essere tutto qui. Insomma, credo di essere in grado di escogitare o di rendermi conto di un momento romantico e so di non essere totalmente inetto, però a me va male almeno sei volte su dieci.

Forse tutto dipende dal fatto che noi maschi siamo meno esigenti, meno portati per considerare una situazione completamente rovinata dalla semplice presenza di un dettaglio stonato, forse veramente la nostra concezione di momento perfetto è troppo diversa, chissà.

HowlingWolf | permalink | commenti (4)