Ululare alla Luna

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Qualcosa sul Lupo

"Trovo difficile definirmi. Sono arrivato alla mia età senza aver mai voluto appartenere a nulla, non a una chiesa, non a una religione: non ho avuto la tessera di nessun partito, non mi sono mai iscritto a nessuna associazione, nè a quella dei cacciatori nè a quella per la protezione degli animali. Non perchè non stia naturalmente dalla parte degli uccellini e contro quegli omacci col fucile che sparano nascosti in un capanno, ma perchè qualunque organizzazoine mi sta stretta. Ho bisogno di sentirmi libero. E questa libertà è faticosa perchè ogni volta, davanti ad una situazione, quando bisogna decidere cosa pensare, cosa fare, si può solo ricorrere alla propria testa, al proprio cuore e non alla facile linea, pronta all'uso, di un partito o alle parole di un testo sacro. Per istinto mi sono sempre tenuto lontano dal potere e non ho mai corteggiato chi lo aveva... ...Con queste lettere non cerco di convincere nessuno. Voglio solo far sentire una voce, dire un'altra parte di verità, aprire un dibattito... ...Allora io dico: fermiamoci, riflettiamo, prendiamo coscienza. Facciamo ognuno qualcosa e salviamoci. Nessun altro può farlo per noi. Da "Lettere contro la guerra" Tiziano Terzani

Amo

Lei, la mia lupacchiotta, il cibo piccante, osservare le persone, leggere in bagno, ascoltare buona musica, leggere (in generale), ridere di me, pensare, ridere in generale, mangiare bene e con calma, scoprire cose nuove, fare sport

Odio

Le idee preconfezionate, l'anice, il perbenismo, l'abuso di "k", gli estremi e gli estremismi, gli ombrelli, la mancanza di dialogo, chi urla per non far notare che non ha nulla da dire, odiare

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Di Marchette e Molestie

[domenica, 25 settembre 2005, ore 20:21] []

Oggi, a T. c'è stata una piccola "fiera dell'antiquariato". Le solite cose, dai mobili della bisnonna alle cianfrusaglie più raccapriccianti, passando per curiosità e piccoli capolavori di memoria, storica e personale.
Come da copione Lei ed io siamo andati a fare un giro tra le bancarelle, consci di non poter fare spese pazze (ma neanche solo temporaneamente incapaci di intendere e volere) ma con una gran voglia di scovare il maggior numero di curiosità possibili (il ragionamento più o meno è: "così quando avremo i soldi avremo anche le idee giuste su cosa comprare in mercatini del genere).
C'erano due zanne d'elefante intagliate con scene mitologiche thailandesi (o indiane, o qualcosa di simile) che abbagliavano per la fattura ma accecavano per l'idea che la vita di un mammifero valga due soprammobili da mettere ai lati del caminetto.
C'era, ed è stato curioso e divertente notarlo, una bacheca all'interno della quale facevano bella mostra di sè, fianco a fianco, crocifissi e (giuro che è vero) figurine di avorio ed osso intagliate rappresentanti alcune tra le posizioni più fantasiose del Kamasutra, e guardandole mi sono reso conto di quanta ironia possa stare in trenta centimetri quadrati di spazio e di quanto avrei voluto fare una foto da mandare al nostro Pastore Tedesco per mostrargli che se non si lamentava Lui...
Dietro ad una bancarella, appesa ad una colonna dei portici, c'era un cartello (originale pre-legge Merlin, con tanto di stemma sabaudo in cima) che diceva "A nome della direzione della cassa di tolleranza: si pregano i signori clienti dall'astenersi dal molestare le ragazze prima del pagamento della marchetta". Chissà perchè mi sono venuti in mente tutti i processi per molestie sessuali che si fanno negli Stati Uniti) e ho pensato che in effetti se le persone rendessero noto il proprio tariffario (che so, una palpata di culo 500 dollari, battuta esplicita 100 dollari cad. ecc.) si risparmierebbero un sacco di ore-lavoro nei tribunali e forse i processi importanti e gravi sarebbero più svelti...
Un signore dal marcato accento torinese aveva un piccolo banchetto completamente ricoperto di orologi da tasca, e qui chi mi conosce sa che ci ho perso una mezz'ora e almeno un anno di vita.
In cima ad una pila di vecchie riviste, la copertina di un "Espresso"  del 1953 mi ha ricordato quanto poco siano cambiati gli italiani in cinquan'anni: un'attrice/cantante/starlette faceva (per gli standard attuali castigatissima, per l'epoca molto meno) mostra delle sue grazie mentre al suo fianco un titolo recitava "Dimagrire mangiando: ecco come" e l'altro "Indagine: la donna questa sconosciuta".
Proprio a fianco della pila di Espresso, la copertina di uno "Scienza e vita" più o meno contemporaneo invece mi ha ricordato che il mondo intorno all'umanità cambia molto più in fretta dell'umanità stessa: in copertina il disegno di una moto carenata come un'astronave dei fumetti di Flash Gordon e sotto la scritta "Verso i 175 km orari".
E poi stampe antiche, nelle quali io vedo storie e Lei procedure di restauro per restituirle all'antico splendore, vecchi giocattoli di latta come automobiline, aerei e soldatini che a me fanno sempre una tenerezza incredibile, un favoloso tritandemciclo bianco e rosso, attrezzi da lavoro "di una volta", splendidi e commoventi nella loro semplcità, e poi soprammobili, paralumi, centrini di pizzo insomma, quintali di quelle "buone cose di pessimo gusto" di Gozzaniana memoria...
Devo fare qualcosa per arginare la mia passione per le cose vecchie; se un giorno dovessi fare i soldi potrebbe prendermi la mano...

Ah, se volete sapere che posto è T. basta che andiate a ripescare "La Settimana Enigmistica" della settimana scorsa e risolviate il cruciverba "una gita a..."

Ciao, fate i bravi
M.


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???

[giovedì, 22 settembre 2005, ore 12:53] [vita, domande, tra le orecchie del lupo]

...ma è poi così sbagliato cercare di ritagliarsi uno spazietto tutto per sè? Niente di criminoso o irrispettoso, o cospiratore, o scorretto, solo un angolino per sè, dove rifugiarsi ogni tanto, per staccare la spina e respirare un'aria diversa...

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L'intelligenza è incolore

[mercoledì, 21 settembre 2005, ore 12:47] [impressioni lupesche]

Questa mattina, mentre combattevo il nulla con una delle armi probabilmente meno indicate, la televisione, mi sono imbattuto in un'intervista ad un signore di cui purtroppo non ho fatto in tempo a sentire il nome (anche se so che viene dal Togo) che ha pubblicato due libri intitolati "Imbarazzismi" e " Nuovi imbarazzismi". Non sono solito regalare o consigliare libri senza averli prima letti, ma da quello che è venuto fuori durante l'intervista (peraltro condotta da una stupefacente Ambra Angiolini) si tratta di una raccolta di episodi in cui l'autore, che è sposato con un'italiana e ha due figli adolascenti, si è trovato in situazioni imbarazzanti a causa del colore della sua pelle (o di quella di coloro che lo circondavano).
Non credo siano libri di denuncia quanto un modo per vedere l'ignoranza, il raqzzismo latente ed i pregiudizi con ironia e con il sorriso sulle labbra, che è uno dei sistemi migliori per rendersi conto delle cose e non lasciarsene spaventare.
voi fate ciò che crdete, io ho intenzione di leggerli, per sorridere e per pensare.

Ciao, abbiate cura di voi
M.

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Gotcha!!

[mercoledì, 14 settembre 2005, ore 19:52] [luna piena]

Ogni tanto, per fortuna, una felice combinazione: ho beccato on-line il mio fratellino proprio qua su Splinder ed ora stiamo allegramente chiacchierando del più e del meno. Non credo che ci diremo nulla che possa anche solo assomigliare a qualcosa di serio, ma in ogni caso fa piacere sentirlo ogni tanto...

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Choices

[lunedì, 12 settembre 2005, ore 09:20] [awooo]

Quante volte si può fare la scelta sbagliata (parlo di scelte di qualunque genere, dal colore dei calzini alla filosofia di vita) prima di imbroccarne una giusta? Quanto può essere crudele la legge dei grandi numeri? Oggi ho paura di essere condannato ad una vita di stupidaggini inanellate una dopo l'altra, come in una catena infinita e pesantissima. Comincio a dubitare di ogni mio pensiero, di ogni mia idea. Non so nemmeno se ululare o no, ho paura di farlo nel momento sbagliato, alla luna sbagliata, disturbando qualcuno o peggio ferendolo.
Oggi ho freddo, e non è il clima.

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[giovedì, 08 settembre 2005, ore 18:10] []

Scusate.

Prometto di limitare la lunghezza dei post, d'ora in poi......


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Homo telecomunicantibus - Tassonomia fenomenologica del Telefonatore

[martedì, 06 settembre 2005, ore 18:07] [tra le orecchie del lupo, impressioni lupesche]

Nel 1976 Stefano Benni, in "Bar Sport", un testo fondamentale per generazioni di studiosi, ha illustrato e catalogato le diverse categorie di "Telefonatore da bar" o homo gettonicus. I recenti sviluppi nel campo delle telecomunicazioni hanno reso purtroppo incompleto il suddetto studio. Qui di seguito tenteremo, nel nostro piccolo, di trattare quello che potrebbe essere paragonato all'uomo di Cro Magnon, essendo il telefonatore da bar l'uomo di Neanderthal: il famigerato e temutissimo "Telefoninatore", o homo ubisque telefonanticus.
Questo bipede si suddivide in otto sottoclassi:
- Il podista ha avuto origine probabilmente negli enormi spazi della steppa russa o della prateria americana, infatto mentre è al telefono il podista deve camminare e muoversi in continuazione. Ogni sua telefonata, infatti, non viene misurata in minuti ma in metri. Ecco alcuni esempi.
Chiamata a casa con informazioni sullo stato di sealute di moglie e figli: dai 5 ai 25 metri.
Chiamata al collega con informazioni sullo stato del menisco della punta titolare nella partitella aziendale: dai 50 ai 125 metri
Chiamata all'amico con racconto della (millantata) serata passata con due ballerine del Bolshoy: da 300 a 875 metri
Chamata della mamma con varie rassicurazioni alla suddetta a proposito della (millantata) presenza sotto la camicia di una maglietta della salute: dai 600 ai 900 metri.
Alcuni podisti, se troppo presi dal discorso, riescono ad iniziare la chiamata in una provincia e a terminarla in un'altra.
- Il riservato non riesce ad esprimersi se teme che qualcuno intorno a lui possa sentire ciò che dice. Poco importa se dall'altra parte della connessione c'è la sua fidanzata che vuole essere chiamata "Pucci pucci la mia porcellina passerina acrobatica di zucchero" o il capo che vuole essere chiamato "sire". Anche quando ordina il pranzo al Takeaway cinese, il riservato farà di tutto per nno essere "spiato" da eventuali presenti. Nel 2003 il signor Ubaldo Ghezzi, di San Nazzaro Dei Burgundi è stato estratto dai pompieri dopo essersi incastrato, nel tentativo di parlare tranquillamente con la moglie, in fondo agli ingranaggi di una rotoballa, ovvero uno di quei mostri meccanici che nei campi confezionano le balle di fieno.
- Categoria purtroppo sempre più proliferante, qualla dello sguaiato è una delle più temute. Lo sguaiato infatti deve, al contrario del riservato, far sapere a chiunque sia nel raggio di 800 metri ciò che sta dicendo al suo interlocutore, che probabilmente è sordo come una campana o tiene il telefono a distanza di sicurezza dal timpano legandolo al manico di uno di quegli attrezzi per togliere le ragnatele dalla volta del Pantheon. Lo sguaiato di solito urla come un pescivendolo, ride fortissimo (soprattutto delle SUE battute), racconta (millantate) eccelse prestazioni sessuali o incredibili litigi (quando non risse) in cui ha messo in riga torme di bruti e quando si abbandona un pochino più del solito riesce anche a mimare posizioni e movimenti ottenendo un effetto raccapricciante.
- Lo sfigato è sempre in lotta contro la malasorte. Tenta di telefonare, ma la batteria è scarica, o non c'è campo (solo per lui perchè intorno bambini di cinque anni cghiamano la tata, sette manager organizzano riunioni inutili e un cane sta mandando un mms al veterinario per fargli verificare la lucentezza del proprio pelo), o il telefono si ostina a chiamare il Geometra Masutti anzichè il Ragionier Persichetti, o gli cade il telefono in un tombino, o è finito il credito, o l'antenna prende solo il segnale di Radio Vaticana. Nel momento in cui riesce a collegarsi con la persona con cui voleva parlare, nel 90% dei casi lo sfigato si è scordato cosa voleva dire.
- L'espansivo è quel losco individuo che mentre parla al telefono tenta di sostenere altre due o tre conversazioni con i presenti. Spesso volteggia tra i presenti passandoli a rotazione all'interlocutore telefonico, o "inoltra" battute barzellette e commenti più o meno degni di nota ripetendoli ad alta voce agli attoniti astanti.
- L'inopportuno è colui il quale riesce ad essere chiamato, con grande strepito di suonerie bizzarre o volgari, nelle occasioni meno indicate quali funerali, visite a degenti ospedalieri, scene madri a teatro o al cinema, cene romentiche e dichiarazioni d'amore. In genere l'inopportuno porta sul viso le tracce delle reazioni delle persone che lo circondano sotto forma di ecchimosi, abrasioni o stampo di Motorola sulla fronte. Il Dottor Bendoni, nel 1998 è stato ricoverato in ospedale perchè la moglie, esasperata dalla terza chiamata ricevuta dal suddetto mentre assisteva al parto del loro primo figlio, gli ha infilato il Motorola 8007 nella narice sinistra.
- Il pazzo è forse il telefoninatore più preocupante da osservare. Si aggira dotato di auricolare (meglio se bluetooth) e litiga e discute con un invisibile interlocutore, spesso gesticolando con energia e sudando come un maratoneta. L'invisibilità del telefonino causa spesso problemi ai pazzi in qualnto spesso nerboruti ed irritabili passanti scambiando un vaffanculo lanciato ad un amico al telefono per un insulto "in diretta" li ribaltano di schiaffi, lasciandoli esanimi, con l'auricolare conficcato nel cervelletto ed una costosissima telefonata intergestore attiva.
- Lo smanettone, infine, è colui che durante le telefonate non può fare a meno di toccare, pasticciare, lisciare, spostare tutto ciò che lo circonda. Generalmente gli smanettoni hanno una spiccata predilezione per tutto ciò che di più fragile si trova nel loro raggio d'azione, oppure per il telecomando del (già programmato) videoregistratore, o per cose piccole e preziose che una volta spostate non verranno mai più rinvenute. Uno smanettone che ricevesse una telefonata mentre si trova in visita nella cabina di un aereo portebbe mettere a rischio la vita di centinaia di persone.

Ultima considerazione: credo che chiunque tra coloro che leggeranno questo post (e saranno sinceri con loro stessi) si riconosceranno in una (o più di una) di queste categorie. Non preoccupatevi, è (quasi) normale. Spesso è l'ambiente esterno o la situazione a spingerci ad interpretare la parte di uno di questi scherzi dell'evoluzione.

L'importante è rendersene conto.
Ciao a tutti, abbiate cura di vio
M.

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