Ululare alla Luna

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Qualcosa sul Lupo

"Trovo difficile definirmi. Sono arrivato alla mia età senza aver mai voluto appartenere a nulla, non a una chiesa, non a una religione: non ho avuto la tessera di nessun partito, non mi sono mai iscritto a nessuna associazione, nè a quella dei cacciatori nè a quella per la protezione degli animali. Non perchè non stia naturalmente dalla parte degli uccellini e contro quegli omacci col fucile che sparano nascosti in un capanno, ma perchè qualunque organizzazoine mi sta stretta. Ho bisogno di sentirmi libero. E questa libertà è faticosa perchè ogni volta, davanti ad una situazione, quando bisogna decidere cosa pensare, cosa fare, si può solo ricorrere alla propria testa, al proprio cuore e non alla facile linea, pronta all'uso, di un partito o alle parole di un testo sacro. Per istinto mi sono sempre tenuto lontano dal potere e non ho mai corteggiato chi lo aveva... ...Con queste lettere non cerco di convincere nessuno. Voglio solo far sentire una voce, dire un'altra parte di verità, aprire un dibattito... ...Allora io dico: fermiamoci, riflettiamo, prendiamo coscienza. Facciamo ognuno qualcosa e salviamoci. Nessun altro può farlo per noi. Da "Lettere contro la guerra" Tiziano Terzani

Amo

Lei, la mia lupacchiotta, il cibo piccante, osservare le persone, leggere in bagno, ascoltare buona musica, leggere (in generale), ridere di me, pensare, ridere in generale, mangiare bene e con calma, scoprire cose nuove, fare sport

Odio

Le idee preconfezionate, l'anice, il perbenismo, l'abuso di "k", gli estremi e gli estremismi, gli ombrelli, la mancanza di dialogo, chi urla per non far notare che non ha nulla da dire, odiare

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Di tessere e caselle postali

[lunedì, 28 febbraio 2005, ore 15:13] [tra le orecchie del lupo, awooo]

 Qualche giorno fa parlando con un amico sono venuto a sapere che un suo collega in possesso della tessera di Rifondazione Comunista non ha mai ricevuto nessuna delle interessantissime pubblicazioni mandate a casa degli italiani dal governo. I suoi vicini hanno sempre qualche bella cosa nuova da leggere nella cassetta della posta come l'opuscolo su come limitare l'uso dei medicinali, o la storia della vita di Berlusconi Primo, o altre amenita' del genere, ma lui no. Lungi da me l'idea di supporre che il Governo consideri i tesserati a partiti non di maggioranza come dei cittadini di serie B, una riflessione agita la mia mente...

A saperlo prima che era cosi' facile evitare di farsi rompere le palle con le pubblicazioni dell-AGITPROP berlusconiano, avrei fatto la tessera da anni...


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[lunedì, 28 febbraio 2005, ore 14:58] [quasi originale]

 “E che cosa debbo scrivere al capitano? Perché bisogna che mi ci metta subito".

“Una lettera calma, ragionevole, confortante”.

“Il che equivale a non scrivere”

“Eppure in parecchi casi è necessario e più gentile scrivere frasi vuote che non scrivere affatto”.

Johann Wolfgang Goethe

“Le affinità elettive”

…sarà…


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Terminologia lupesca

[giovedì, 24 febbraio 2005, ore 12:08] [tra le orecchie del lupo, lupi on the road]

Una volta, per un lupo, la ristretta cerchia di suoi simili su cui sapeva di poter contare veramente si chiamava “famiglia”. Il termine branco ha cominciato a diventare più popolare quando la DIA ha cominciato a guardarci storti. Ora tra gli umani anche la parola “branco” ha assunto un valore spregiativo soprattutto grazie ad arditi e a mio parere azzardati accostamenti fatti a nove colonne sui principali mezzi d’informazione. Abbiamo deciso di indire un referendum tra la popolazione lupesca per stabilire un nuovo nome “politically correct” (sapete, già ci sparano addosso così…) per, ecco, sì, insomma, “la cosa” come direbbe un piccolo volatile di mia conoscenza. I nomi in lizza sono:

 

1 – “La combriccola”. Il problema è che poi sembra di essere in una canzone di Vasco. “La combriccola di lupi, era tutta gente a posto, ma qualcuno continuava a dirne male…”

2 – “L’associazione”. Di che tipo? A delinquere, no profit, di stampo mafioso? Forse è meglio di no.

3 – “La società”. Sì, dei magnaccioni. No, lasciamo perdere.

4 – “Il club”. Così vengono in mente lupi seduti su poltrone di pelle a fumare sigari e a leggere il Times, oppure lupi che sbavazzano sotto ad un palco mentre una lupa si depila. No, bocciatura completa.

5 - Forse è meglio fare come i corvi, che in Inghilterra si fanno chiamare, in moltitudine, “un parlamento”. A parte che è già preso, in seconda battuta, proprio in Italia un Parlamento di lupi? Impossibile.

6 – “Schiera”. Mah, mi darebbe sempre l’impressione di “ingrossare le schiere” di questo o di quello, e non mi va…

Ma perché quando devi votare è così facile scegliere per chi NON voterai nemmeno sotto tortura ed è tanto difficile scegliere effettivamente DOVE FARE QUELLA MALEDETTA X!?

 

….a matita, poi….


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Petizione

[mercoledì, 23 febbraio 2005, ore 13:02] [awooo]

 Chi vuole piazzare un monumento intitolato a questo signore in ogni piazza italiana , dica "io!"


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Ho messo via...

[mercoledì, 23 febbraio 2005, ore 12:34] [tra le orecchie del lupo, lupi on the road]

 Un po' di consigli, dicono "è facile!" Li ho messi via perchè a sbagliare sono bravissimo da me...

A parte questa considerazione autobiografica, mi sono reso conto durante il trasloco che ho veramente "messo via" troppe cose, per esempio:

1 - Cappello del costume di carnevale da Elwood Blues, trovato sotto una montagnola di polvere dopo dieci anni dalla festa incriminata in cui confesso di essermi esibito nei balletti del film (imparati insieme a Marco/Jake) insieme a tre ragazze sconosciute vestite da Big Mamas.

2 - Quattro quintali di lettere scambiate con una ragazza inglese ai tempi delle medie. La corrispondenza è terminata per cause naturali da almeno quindici anni, ma non ho avut il coraggio di buttarle.

3 - I biglietti aerei di TUTTI i miei viaggi all'estero e i recapiti di TUTTE le persone conosciute durante le mie due stagioni come animatore in Grecia e Spagna.

4 - Le pagine del libro di Inglese delle superiori con i disegni e le caricature di compagni e professori.

5 - Un sacchetto di biglie del peso approssimativo di 18kg in cui ho identificato le mie tre biglie preferite, una completamente nera e due dall'indefinibile colore perlaceo.

6 - Svariati e numerosi posters estratti dalle pagine della mai abbastanza compianta rivista "I Giganti Del Basket" rappresentanti giocatori vari (il più giovane è risultato essere Charles Barkley).

7 - Circa 700 sorpresine degli ovetti Kinder, assortite e mai delle serie tipo squali o fantasmini (le odiavo).

8 - Almeno dieci annate complete di "Lupo Alberto", la prima pagina della Gazzetta con il titolo "L'oro è Nostro" (Europei di Basket 2001 se non erro) e quattro o cinque numeri particolarmente significativi di "Giganti".

9 - Una trentina di figurine (ora si dice Cards) all'americana dei personaggi Marvel (soprattutto X-Men)

10 - Il proiettore di filmini Disney e il videogame, quello con le asticelle e il puntino...

A questo punto voglio un pollo di gomma, anzi, mi chiedo come mai io non l'abbia mai avuto...


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Miao

[martedì, 22 febbraio 2005, ore 14:33] [tra le orecchie del lupo]

 Lo so che per un lupo può sembrare strano, ma mi piacciono i gatti. Mi piacciono la loro furtività, la danza continua dei loro movimenti, la loro indipendenza, quel modo che hanno di guardarti, come se ti sopportassero perchè in fondo sei meno scassacazzi di altri, ma ti volessero anche un po' di bene. E poi abbiamo più po meno gli stessi orari, consideriamo il pisolino come una delle sette meraviglie del mondo e mangiamo qualsiasi schifezza purchè coincida con il nostro gusto personale... Se aggiungiamo che con i felini condivido anche una certa allergia verso l'autorità e le imposizioni non strettamente necessarie e i frequenti e repentini mutamenti d'umore, il quadro è completo. Ah, dimenticavo, mi si dice che condivido un'altra caratteristica con i gatti (anche se non ne sono poi così certo): pare che io cada sempre in piedi...

Prima che mi si tacci di razzismo, questo non vuol dire che ho qualcosa contro i canidi (ci mancherebbe!), anzi, lealtà, coraggio, entusiasmo e fiducia sono cose che non saranno mai abbastanza presenti nella mia vita e l'esempio migliore da prendere viene proprio da loro...

...però quando un gatto si stiracchia, fa qualche passo e si ferma a guardarti, ti rendi conto che stai occhi negli occhi con un animale che nessuno mai riusirà veramente ad addomesticare e ricominci a credere al valore della dignità e dell'orgoglio.

Ovvio che per i miei consimili io l'ultima frase non l'ho mai pronunciata...

Ciao, abbiate cura di voi.

M.


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Mi casa es tu casa

[lunedì, 21 febbraio 2005, ore 15:54] [luna piena, lupi in pantofole]

 Questo fine settimana, per l'esattezza sabato, c'è stata la festicciola di inaugurazione della Tana. Sono felice di avere, finalmente, la possibilità di ospitare le persone con cui ho condiviso mille serate e di potergli dire "Casa mia è sempre aperta per voi".

In particolare sono felice ed orgoglioso di avere iniziato (sabato e continuato domenica) a ricambiare a mio fratello (Il Gemello Pazzo) l'entusiasta, sincera ed incondizionata ospitalità che mi ha offerto e che continua ad offrirmi da anni. So di essere molto lontano dall'andare in pari hermano, ma prometto di impegnarmi per raggiungerti.

Per quanto riguarda la festa, grazie e "tornate quando volete" a: Lucio "l'idraulico", Simone "Pino", Alessandro "Pedo" e agli assenti giustificati, Miss B. e Poborsky.

Ciao a tutti, fate i bravi.

M.


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A volte...

[sabato, 19 febbraio 2005, ore 17:12] [tra le orecchie del lupo, lupi in pantofole]

 A volte sei stanco, acciaccato. A volte sei irritabile, seccato, scontroso. A volte anche la persona che ami è difficile da non mandare a quel paese. A volte passi ore a comunicare soltanto per monosillabi. A volte le serate iniziano nella maniera peggiore.

A volte, però, uno sguardo, una carezza, un sorriso riescono a far tornare tutto come dovrebbe essere. A volte una serata iniziata malissimo finisce ricolma di risate, carezze e complicità.

A volte ti svegli fischiettando una canzone che credevi di non ricordare...


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...1900...

[sabato, 19 febbraio 2005, ore 16:58] []

 Grazie, davvero, non mi aspettavo tanti refresh in così breve tempo. O qualcuno ha il parkinson e il dito che continua a cliccare sul mouse o mi sono fatto un sacco di amici che devo ancora conoscere. Stasera mi berrò una birra alla vostra salute.

Ciao, e abbiate cura di voi!

M.


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[venerdì, 18 febbraio 2005, ore 13:22] [tra le orecchie del lupo]

 Sono le tre del mattino al “Disco Inferno”, e il buttafuori comincia ad averne abbastanza di fighetti con l’aria di superiorità e sfigati che una volta respinti lo insultano come se fosse una creatura senza cervello.

“Cosa credono di sapere, sono all’università io! Ho qualche colpa se sono grande e grosso? Dovrei girare con un cardigan giallo, gli occhiali e le penne nel taschino per farli contenti?”

Ovviamente nessuno risponde, soprattutto perché Amilcare, il buttafuori, non ha espresso ad alta voce questa sua riflessione...


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Di porte, buon vicinato e belle combinazioni

[venerdì, 18 febbraio 2005, ore 10:54] [lupi in pantofole]

 Martedì mattina mi sono ritrovato a bussare alla porta accanto a quella della tana per chiedere alla vicina una tazzina di sale, visto che ci eravamo dimenticati di comprarlo e dovevamo fare la pasta. La signora, sulla sessantina, è stata gentilissima e “contenta di sapere che nel palazzo ci sono dei giovani”, mi ha riempito la tazza di sale e strappato la promessa che per qualunque bisogno o problema ci saremmo rivolti a lei. Esco dall’appartamento e sul citofono leggo lo stesso cognome di Poborsky, uno dei miei amici più simpatici, che da qualche tempo non ho più occasione di frequentare spesso. Penso ad un semplice caso di omonimia o ad un parentela alla lontana e archivio il caso. Ieri, parlando con la padrona di casa scopro che la signora ha effettivamente un figlio della mia età che si chiama Poborsky e che esercita la stessa professione. Insomma, lo chiamo e per farla breve, ieri sera è passato a trovarmi uno dei miei più cari amici nonché il mio vicino di pianerottolo.  

Devo essere sincero, mi devo ancora abituare al fatto che non devo per forza andare al bar per incontrare gli amici ma ora posso semplicemente dirgli di passare da casa mia, ma mi piace, mi piace un bel po’, come direbbe mi hermano…


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Signs

[venerdì, 18 febbraio 2005, ore 10:53] [luna piena, lupi in pantofole]

 Ieri pomeriggio. Finalmente, dopo tre giorni intensi, lunghi e faticosi, la tana è pronta. Piccola, O.k., ma calda, accogliente e colorata, come ho sempre pensato che dovesse essere. Anche il baule dei CD è al suo posto, infatti lo stereo è acceso da stamattina. Siedo ad un capo del tavolo (l’altro è appoggiato al muro sotto alla finestra) e guardo dalla finestra blu. L’aria è piena delle note di “Blood Money” di Tom Waits, uno degli ultimi autori che compro in originale, soprattutto per rispetto ma anche perché è difficile da trovare “per vie traverse”.

Il palazzo di fronte, illuminato dal tiepido sole di Febbraio, risale (come del resto quello in cui c’è la tana) alla seconda metà dell’ottocento e io mi perdo a seguire le linee formate dalle tegole, dai mattoni. Mi piace quest’angolo della mia città, un cortile circondato da palazzi vecchi (antichi?), isolato dal traffico e dalla movida del centro storico, nel quale però è immerso. Tre piccioni giocano intorno al nido che si sono ricavati in un buco del muro. Svolazzano, si rincorrono, ignari di avere uno spettatore.

Ad un certo punto scappano tutti insieme, spariscono dal quadro costituito dal paesaggio visibile dalla finestra. È arrivato un gatto, bianco e nero. Si aggira circospetto passando da un cornicione al tetto, leggero e (ne sono certo anche se ho la finestra chiusa) silenzioso. Non ha fretta, in questo momento è lui il re, si può permettere di andare avanti e indietro senza una meta apparente, solo per sgranchirsi le zampe. Annusa qua e la, si siede, passa un minuto a leccarsi poi si riscuote improvvisamente, come se una sveglia avesse suonato nella sua mente e s’incammina di nuovo, senza fretta, guardandosi in giro.

Salta su un balcone, struscia il fianco contro la ringhiera, la coda si arrotola per un attimo alla semplice bacchetta di ferro, si gira, sembra guardarmi attraverso la finestra blu, scompare dalla mia vista. La voce di Tom Waits finisce di graffiare una canzone e ne inizia un’altra più calda, profonda e a modo suo più dolce.

Mi accendo una sigaretta, guardo il filo di fumo salire piano verso il soffitto e penso che in fondo il mondo non è poi questa gran schifezza…


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I 30 secondi d'OrROre

[mercoledì, 16 febbraio 2005, ore 12:35] [awooo]

 Ieri sera, dopo due giorni di trasloco, pulizie, giri per uffici comunali, mi stavo godendo un po' la tana nuova insieme a Lei.

Divano, abbraccio, birra e (in attesa del trasferimento dello stereo) televisione. Era un po' che non guardavo (nè ascoltavo) la pubblicità (che mi fa pensare molto più di quanto non faccia il 90% della programmazione) e ora che l'ho fatto sono preoccupato.

Il primo spot era della Kia, che ti vende una macchina, ti riempie di debiti per sei anni e in più, oltre ad assicurarti contro incendio e furto con chi vuole lei ti regala una carta di credito così che tu possa fare qualche altro debituccio sparso nel caso ne senta il bisogno.

Il secondo era della Mercedes. Il senso era che con una Classe E sotto al culo, anche a 50 anni si fa colpo sulle ragazzine di 18 anche se sono le morose del proprio figlio (ah, ovvio che se hai una Classe E sei di successo, in forma, ricco e di mentalità aperta).

L'ultimo, Tesmed giura (tramile il solito richiamo al centro nervoso dislocato nelle mutande) che non ci vuole niente per diventare Mr. Universo o Miss Sistema Solare, basta stendersi a letto e darsi la scossa volontariamente. Ovvio che il fatto che a lungo andare si possano danneggiare i ricettori nervosi che ricevono i comandi dal cervello e quindi danneggiare pesantemente a muscolatuta, sei sono dimenticati di specificarlo...

Ho spento la Tv, ho scritto queste righe, schiacciato la sigaretta nel posacenere e sono andato a dormire. Lei dormiva già da 10 minuti.


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Dieci fatti poco noti sulla marijuana

[giovedì, 10 febbraio 2005, ore 14:17] []

1) Quante volte la dose normale di marijuana (il contenuto di uno spinello per intenderci) occorre fumare per rischiare la morte per intossicazione? più di 20.000 - US Deparment of Justice, Sept. 1988
2) -Prima o poi gli uomini politici dovranno smettere di fuggire e dovranno affrontare l'evidenza: la Cannabis in sé non è un pericolo per la società, mentre costringerla all'illegalità può senz'altro diventarlo. Rivista medica The Lance, vol.346, novembre 1995
3) Nel 1972 il Presidente delgi USA Nixon, promotore della prima -guerra alla droga-, ha istituito una commissione nazionale di inchiesta sul problema della marijuana, nominandone personalmente gli undici membri. La Commissione ha emesso un rapporto in cui ha proposto che: A differenza delle altre droghe, l'uso della marijuana fosse decriminalizzato - National Commission on Marijuana and Drug abuse: "Marijuana: a signal of misunderstanding", 1972
4) La marijuana è stata legalizzata per combattere la diffusione dell'alcolismo. La marijuana è stata legalizzata nel 1975 da una sentenza della Corte suprema dello stato dell'Alaska
5) Nonostante la lunga storia del suo uso e il numero straordinariamente alto dei suoi consumatori, non esistono rapporti medici attendibili che suggeriscano che l'uso della marijuana abbia causato un solo caso di morte; al contrario, una medicina comune come l'aspirina provoca centinaia di morti ogni anno [...]. In termini strettamente medici, la marijuana è una sostanza molto più sicura di molti cibi usato comunemente. DEA - US Department of justice, Sept. 1988
6) Tutta la stampa americana ha riportato nel 1990 che Clinton ha ammesso di aver fumato uno spinello e Al Gore (vicepresidente) più di uno
7) Il Olanda la vendita di droghe leggere è legalmente tollerata nei coffee-shop. Negli USA è in vigore una violentissima guerra alla droga, con sanzioni severe per i consumatori, esame delle urine a livello di massa e più di un milione di arresti all'anno. Il numero di adolescenti tra i 12 e i 15 anni che hanno fumato spinelli è: 3.5 volte inferiore in Olanda che negli USA - NEWSBRIEF, MAGGIO 1993
8) La grande maggioranza dei consumatori di marijuana non passa all'uso di altre droghe illegali-; quando ciò accade è -perché l'uso di marijuana mette i giovani a contatto con i consumatori di altre droghe. Dipartimento della Sanità USA
9) Il possesso di hashish va depenalizzato perché -anche se consumato in modo massiccio e duraturo, comporta conseguenze fisiche e psichiche modeste, se confrontato con alcol e nicotina-. Questa posizione è stata espressa da: la Corte suprema della Repubblica elvetica (Repubblica, 8 nov. 1991)
10) Capodanno 1990 nella base militare USA al Polo Sud festeggiata con molti spinelli- Messner, Antartide Inferno e Paradiso, Garzanti 1991


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Badile o scaletta?

[giovedì, 10 febbraio 2005, ore 12:52] [awooo]

In questo periodo sto vivendo una situazione abbastanza incasinata. Non lavoro da un sacco di tempo e mi sento logorato sia psicologicamente che, ovviamente, nel portafoglio. Aggiungiamo alla ricetta il fatto che Lei ed io stiamo per entrare nella nostra, agognata e bellissima Tana (in affitto) e il quadro è completo. Ieri, come se non bastasse, in un'agenzia di viaggi che sta cercando personale mi hanno detto che la pratica con i computer (ex tecnico informatico), la conoscenza di tre lingue e mezzo (Italiano, Inglese, Spagnolo e i rudimenti mio malgrado dei Francese) e l'esperienza di un anno nel turismo (animazione ed assistenza in Grecia e Spagna) non sono sufficienti perchè loro cercano qualcuno in grado di effettuare prenotazioni di voli e navi via Pc... Ora, non voglio sminuire il lavoro di impiegato in agenzia viaggi, ma non credo che mi ci vorrebbe più di mezza giornata per imparare la metodologia...

Tutto questo mi ha portato, ieri sera ad un livello di prostrazione mentale che non raggiungevo da secoli. Mi sentivo affogare, mi mancava l'aria, i polmoni bruciavano e rimanevano vuoti, non vedevo uscite, insomma cominciavo a disperare.

Oggi, grazie al di Lei sostegno e ad una note di sonno mi sono improvvisamente ricordato che in quanto lupo possiedo artigli e zanne affilati e che è arrivato il momento di usare entrambi, sommati alla prodigiosa resistanza fisica propria della razza e ad una capacità personale che da sempre mi viene attribuita: quella di cadere sempre in piedi. In conclusione...

Occhio là fuori, c'è un Lupo in libertà, è arrabbiato ed affamato e non mollerà finchè non avrà ottenuto ciò che vuole!!!


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