Ululare alla Luna

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Qualcosa sul Lupo

"Trovo difficile definirmi. Sono arrivato alla mia età senza aver mai voluto appartenere a nulla, non a una chiesa, non a una religione: non ho avuto la tessera di nessun partito, non mi sono mai iscritto a nessuna associazione, nè a quella dei cacciatori nè a quella per la protezione degli animali. Non perchè non stia naturalmente dalla parte degli uccellini e contro quegli omacci col fucile che sparano nascosti in un capanno, ma perchè qualunque organizzazoine mi sta stretta. Ho bisogno di sentirmi libero. E questa libertà è faticosa perchè ogni volta, davanti ad una situazione, quando bisogna decidere cosa pensare, cosa fare, si può solo ricorrere alla propria testa, al proprio cuore e non alla facile linea, pronta all'uso, di un partito o alle parole di un testo sacro. Per istinto mi sono sempre tenuto lontano dal potere e non ho mai corteggiato chi lo aveva... ...Con queste lettere non cerco di convincere nessuno. Voglio solo far sentire una voce, dire un'altra parte di verità, aprire un dibattito... ...Allora io dico: fermiamoci, riflettiamo, prendiamo coscienza. Facciamo ognuno qualcosa e salviamoci. Nessun altro può farlo per noi. Da "Lettere contro la guerra" Tiziano Terzani

Amo

Lei, la mia lupacchiotta, il cibo piccante, osservare le persone, leggere in bagno, ascoltare buona musica, leggere (in generale), ridere di me, pensare, ridere in generale, mangiare bene e con calma, scoprire cose nuove, fare sport

Odio

Le idee preconfezionate, l'anice, il perbenismo, l'abuso di "k", gli estremi e gli estremismi, gli ombrelli, la mancanza di dialogo, chi urla per non far notare che non ha nulla da dire, odiare

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Questions

[lunedì, 29 novembre 2004, ore 17:28] []

Qualcuno ha mai fatto caso, come è capitato a me, a quanto possano essere indicative le risposte delle persone a domande che a prima vista possono sembrare inutili? Faccio qualche esempio:

1 - Cani o gatti?

2 - Zip o bottoni?

3 - Un buon libro o un bel film?

4 - Sport, fatto o guardato?

5 - Discoteca o pub?

6 - Videogames o giochi "dal vivo"?

...e così via...


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Piccole cose.

[giovedì, 25 novembre 2004, ore 14:30] []

...ieri sera, nonostante la sconfitta nel campionato di calcetto, nonostante il ginocchio dolorante e il freddo, la serata è stata positiva. Ho approfondito con una chiacchierata di mezz'ora una conoscenza fino a quel momento molto superficiale e mi sono reso conto che ci sono più persone di quante non pensassi che hanno idee ed opinioni simili alla mia a proposito di come sta andando il mondo. Mi è venuta in mente una frase che anni fa avevo scritto da qualcha parte:

Non urlare, sussurra. Se ti concentri ed ascolti intensamente puoi sentire il rumore di chi ti ascolta.


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Comici, scrittori, figure ibride.

[mercoledì, 24 novembre 2004, ore 14:39] []

Ho finito stanotte di leggere "Nulla di vero tranne gli occhi", di Giorgio Falettti. Ai tempi mi ero letto "Io uccido" e l'avevo trovato caratterizzato da una buona trama, con un intreccio ben architettato, ma animato da personaggi prepotentemente stereotipati. Questo secondo sforzo dell'ex "Carlino Plissken" e "Vito Catozzo" dell'indimenticato Drive In mi ha, da una parte, stupito, dall'altra deluso un po'. Mi aspettavo di trovare altri personaggi derivanti direttamente dai vecchi telefilm americani e dai film d'azione di qualche anno fa, invece... c'erano. Per fortuna non erano i protagonisti, almeno non completamente. La trama invece ha degli spunti splendidi, ma è sorretta da troppe "coincidenze" che rendono possibile il dipanarsi della matassa, altrimenti impossibile. Per carità, Faletti riesce a far sì che alcune di queste coincidenze passino in secondo piano, ma secondo me ha esagerato un po'. Che mi è piaciuto più di tutto è il modo in cui è scritto il libro. A parte alcune sporadiche cadute di tono devo dire che lo stile del mio corregionale è affascinante per come all'intereno di un thriller riesce a incastonare passaggi di prosa poetica ed evocativa. Prima che mi si dia dello pseudo-critico voglio precisare che non mi permetto di dare voti o giudizi, le mie sono solo impressioni di un lettore molto accanito ed onnivoro, quindi invito chiunque legga queste righe a verificare con i propri occhi...


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Chiacchiere dietro le quinte

[mercoledì, 24 novembre 2004, ore 11:37] []

A volte bastano un film (o due), un paio di birre, qualcosa di buono ed un amico per passare una bella serata. Se invece di un amico si ha a disposizione un hermano è ancora meglio. Senza l'assillo di doversi divertire o di dover fare casino, senza ubriacarsi, semplicemente bevendo. Senza interpretare nessuna parte, senza costumi di scena, senza copione.

Sono poche le persone con cui si può essere totalmente se stessi, soprattutto se si è come me.

Con questo non voglio dire che faccio parte di qualche categoria di persone costretta a nascondere le proprie inclinazioni sessuali o le proprie idee, semplicemente che fino ad ora posso contare sulle dita di una mano le persone che accettano un amico che non riesce a finire una frase senza infilarci dentro un gioco di parole o una battuta, che passa dalla cazzata più raggelante di questo mondo alla personale recensione di un libro, o alla filosofia, che vive con un ritardo medio di quindici minuti rispetto al resto del mondo, che costringe al torcicollo per guardarlo in faccia, che fuma molto e troppo, che non si fermerebbe mai un'attimo ma che quando s'addormenta cade in coma per ore ed ore, che a volte sparisce per giorni e all'improvviso si fa sentire come se ci si fosse lasciati da un'ora...

Grazie hermano, e tramite te grazie a tutti coloro che hanno il tuo (il nostro) modo di vivere l'amicizia: totale ed incondizionata.

Ciao, trattatevi bene.

M.


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Non ci crederete...

[mercoledì, 24 novembre 2004, ore 11:35] []

...ma questa riflessione, in forma di aforisma, mi ha bussato sulla spalla mentre guardavo Balle Spaziali...

Nella città dei ciechi, il guercio è il sindaco. O lo scemo del villaggio.


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Precisazione

[martedì, 23 novembre 2004, ore 19:52] []

L'elenco che segue (ma in realtà precede) questo post non è frutto di progettazione o di grandi riflessioni, semplicemente della somma di un umore meno positivo del solito e dell'ascolto di un telegiornale nella sua interezza. Non me ne vogliate, non voglio deprimere nè spaventare nessuno, ma mi sembrava doveroso ricordare a chi capiterà su questa pagina alcune cose che per dirla tutta, mi fanno attorcihgliare le budella....

Di nuovo ciao, e di nuovo abbiate cura di voi (e non solo).

M.


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Dieci cause di vomito

[martedì, 23 novembre 2004, ore 19:45] []

 1 - certi giornalisti che dicono, con l'aria di chi sa di aver fatto bene il proprio lavoro: "La sorellina del bambino di 7 anni morto nel crollo si avvicina alla bara bianca e piange".

 2 - rendersi conto che se lo fanno è perchè la gente ha sempre più fame di dettagli morbosi.

 3 - contare i giorni e scoprire che sono ormai 123 quelli di attesa per avere la mia liquidazione.

 4 - accorgersi che nessuno si fida più di nessuno, per nessun motivo.

 5 - la TV.

 6 - scoprirsi ogni giorno più disilluso, overo (purtroppo) ogni giorno più adulto.

 7 - sapere che ci sono in giro persone che non hanno nessun rispetto nè considerazione per la vita altrui.

 8 - i sorrisi di Berlusconi.

 9 - la pochezza della sinistra italiana (se il nano è al potere, qualcuno glie lo ha permesso...)

10 - i sondaggi che dicono che i bambini sono sempre più grassi e ignoranti.

Ovviamente, come per tutti gli altri miei elenchi, anche questo è ampliabile, commentabile e contestabile.

Ciao, abbiate cura di voi.

M.


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Cretino sì, ma...

[giovedì, 18 novembre 2004, ore 21:31] []

...mai fino in fondo. Oggi sono andato in ditta a battere cassa e mi hanno promesso che la prossima settimana si risolverà tutto. Speriamo, visto anche che si tratta di una cifra che, in lire, si scrive con sette zeri (sto aspettando, oltre alla liquidazione, il rimborso di due mesi di spese di trasferta)... Siccome poi quando mi scatta la tigna divento peggio di un Rottweiler che ha addentato l'osso, da lunedì mattina ho intenzione di fare alla persona interessata almeno una telefonata al giorno...

Se non doveste avere mie notizie per un po' non preoccupatevi, sarebbe solo perchè hanno tentato di prendermi in giro ancora una volta e, persa la pazienza, sono andato là a spaccare tutto e quindi (non avendo sciolto nessun bambino nell'acido nè fatto esplodere un giudice) sarei in galera.

Ciao a tutti, e in bocca al lupo a tutti quelli che devono riscuotere dei crediti.

M.


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Personaggi ed interpreti

[mercoledì, 17 novembre 2004, ore 14:12] []

...mi sono reso conto che spesso cito persone che (ovviamente) non tuitti (e due) i miei lettori conoscono, così provo a fare come nei gialli di Agatha Christie o nei drammi di Shakespeare e faccio un elenco dei personaggi principali con annessa breve descrizione.

Lei - Detta anche... non lo dico. Una persona eccezionale oltre che sufficientemente pazza da decidere che valeva la pena di innamorarsi di me. Io ricambio, entusiasta di tanta fortuna. Per il momento vive a 300km di distanza e nè lei nè io siamo felici della cosa. Mi sa che questa volta ci sono proprio "rimasto sotto".

Mi hermanito - detto anche il gemello pazzo, le fou jumeau e MultiDario. Fratello per scelta e quindi migliore di qualunque altro parente naturale una persona possa avere. Lavora in Francia suo malgrado e purtroppo ci vediamo molto meno spesso di quanto vorremmo.

Sorellina - conosciuta anche come Miss B. L'altra metà della mia famiglia acquisita. Capace di capirmi come solo una donna a cui non interessi minimamente dal punto di vista sessual/sentimentale può, sempre che ti voglia un bene dell'anima. Lavora a Milano, anche lei purtroppo ultimamente latita.

Flyfreedream - Also Known As Samu. Colui che mi ha fattoconoscere Splinder. Se sono qua a rompervi le palle è anche un po' colpa sua.

La Strega - Amica di quelle abbastanza carine da far venire qualche paranoia alla propria fidanzata. Persona libera, intelligente e solare con cui conversare di qualsiasi argomento. Per la cronaca le paranoie di cui sopra sono totalmente ingiustificate. Sarà anche una frase fata ma nessuno de idue "vuole rovinare una così bella amicizia".


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Accidia, bontà d'animo o semplice coglionaggine?

[mercoledì, 17 novembre 2004, ore 13:53] []

Il trenta di luglio, come si evince anche dal post precedente, ho lasciato il lavoro. Tutto normale, per carità, è stato un addio senza nemmeno troppi rancori (sono troppo pigro per incazzarmi veramente quanto dovrei), il problema è che, a distanza di 106 (CENTOSEI) giorni, non ho ancora visto la liquidazione. Anche qui tutto normale, conoscendo la ditta per cui lavoravo in fondo me l'aspettavo. Quello che non mi aspettavo era il fatto che io aspettassi così tanto per decidermi a minacciare la suddetta ditta di far intervenire un avvocato per avere ciò che è mio.

Ho provato a dare una spiegazione al fatto che non mi sono ancora mosso, e ho capito che in realtà è una combinazione di fattori:

1 - non sono mai stato uno che dava molta importanza ai soldi

2 - per ora ne ho ancora abbastanza da non sentire il bisogno di far casino per avere quelli

3 - odio profondamente dover fare la voce grossa per ottenere ciò che è mio o mi spetta di diritto. Considero meschina e insignificante la genrte che ricorre a certi mezzucci e istintivamente desidero non averci nulla a che fare.

Ecco, ora potete darmi del cretino.

Statemi bene

M.


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Phobos Deimos e Armonia

[martedì, 16 novembre 2004, ore 14:18] []

...ovvero Paura, Terrore ed Armonia, i tre satelliti di Giove e, per i greci, le tre emozioni suscitate dalla guerra. Oggi sto ragionando sulle paure che ci bloccano e ci impediscono di vivere pienamente, quelle che da ragazzini non aveva (quasi) nessuno e che con l'avanzare dell'età si presentano sempre più spesso alla porta con in mano due valigie di occasioni perdute.

La domanda fondamentale è: serve davvero a qualcosa preoccuparsi delle cose?

Il mio modo preferito di rispondere è che se si può fareci qualcosa, non bisogna preoccuparsi ma agire e se non ci si può fare nulla, è inutile perdersi in preoccupazioni sterili. Un vecchio proverbio pellerossa (che però sembra molto Zen) dice:

"Signore, dammi la forza di cambiare ciò che deve essere cambiato, la serenità di accettare ciò che non posso cambiare, ma soprattutto la saggezza per distinguere tra le due cose.

Ora, voglio dire, è giusto e normale che se mi viene in mente di saltare da un tetto all'altro come fanno nei film di James Bond ci sia una vocina che mi dice che è il modo migliore per ammazzarsi facendo anche la figura del coglione, ma quanto è giusto lasciarsi dominare dalle paure quando il rischio è notevolmente minore? Esempio: a luglio ero talmente stanco e e incavolato per via del mio lavoro che rischiavo (veramente...) l'ulcera. Avevo una voglia assurda di mollare tutto e di cercarmi un altro lavoro ma la paura mi bloccava. "Questo è un contratto a tempo determinato" mi dicevo, "Quando ne trovi un'altro? Farà schifo, ma è sempre un lavoro che ti permette di vivere" ribadivo. Beh, il trenta di luglio ho dato le dimissioni e, per l'ennesima volta nella mia vita, ho ricominciato tutto daccapo. Già , mi era successo altre volte di ripartire da zero (nemmeno da tre...), ma questa volta è stata la più difficile di tutte, proprio perchè avevo lasciato che la paura di non trovare un altro lavoro o di finire peggio mi bloccassero. Non starò invecchiando? Soprattutto, invecchiando si diventa più saggi o più fifoni? Ancora, non sarà che la saggezza è paura mascherata da sana prudenza? Anche inelle relazioni con l'altro sesso, quante persone conosco che si sono fermate con una persona che non le completa veramente per paura di non trovare nessun'altro una volta mollato il/la partner attuale? Quanti rapporti si trascinano tra mille problemi ed incomprensioni soltanto per la mancanza di voglia di chi li vive di ricominciare daccapo? Esiste un'età oltre la quale non si può più rischiare e ci si deve accontentare?

Io non mi voglio accontentare, non se ho una minima possibilità di ottenere qualcosa di meglio dalla mia vita. Ed ora, se volete, chiamatemi pure Peter "Lupo" Pan.

Ciao a tutti, e ricordatevi di volervi bene.

M.


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Fiducia e sincerità

[martedì, 16 novembre 2004, ore 13:56] []

Meno male. Mi ero preoccupato più dovuto. La mia cazzata ha avuto il merito di essere abbastanza grossa da portare ad una piccola crisi e quindi a un chiarimento e di essere abbastanza piccola da non minare in nessun modo un rapporto a cui tengo moltissimo. Altra nota positiva, il fatto che mi passata la voglia di svicolare quando c'è qualcosa che non va...


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Sincerità e fiducia

[giovedì, 11 novembre 2004, ore 14:12] []

Sto come un cane. Ho combinato una cazzata con Lei e sto veramente male. Non l'ho tradita, nemmeno con il pensiero se è questo che vi chiedete, ho avuto semplicemente la stupidissima idea di cercare di evitare una situazione che non riuscivo più a sopportare con una bugia (peraltro detta male e scoperta all'istante). Lei è diffidente, per attitudine e per reazione a situazioni vissute in passato, io sono insofferente alla gelosia, la considero mancanza di fiducia e sono convinto che un rapporto di coppia si debba basare soprattutto sulla fiducia. Sono il tipo di persona che se si rende conto che l'altra non ha fiducia in me preferisce finire il rapporto prima di arrivare alla tragedia. Con lei ho resistito, rassicurandola in mille modi, perchè si rende conto di essere paranoica e perchè a lei tengo moltissimo. Fino a qualche giorno fa non mi ero mai nemmeno sognato di contarle musse (per i non ligurofoni: raccontarle bugie), anche quando sapevo che la verità mi avrebbe causato dei problemi, ma soffrivo molto le sue frequenti paranoie e le discussioni che si creavano ogni volta che veniva tirato in ballo il fatto che ho varie amiche e che (candidamente) continuo a frequentarle. Purtroppo un paio di giorni fa, dopo averle detto per telefono (Lei abita lontano) che andavo a dormire, ho ricevuto un invito dalla Strega per un bicchiere a casa sua (nessuna implicazione sentimental/sessuale, e non eravamo nemmeno soli) e ci sono andato. Dopo un'oretta di chiacchiere e facezie a casa della Strega il mio cellulare suona. Lei mi chiede dove sono e io, stupidamente e maldestramente cerco di fingere di essere a casa nel disperato tentativo di evitare una litigata telefonica, varie ore di musi e bronci e, in tutta sincerità, il ripetersi di una situazione che rischia di portarmi al limite della sopportazione. Ovviamente la voce della Strega (che a casa sua parla al volume che preferisce) mi tradisce, e da qui la tragedia.

"Proprio ora che cominciavo a fidarmi di te... è stata una pugnalata al cuore... ti credevo diverso invece sei come tutti gli altri..." Le tre frasi che mi hanno fatto più male. Voglio dire, non nego di essermi comportato scorrettamente e stupidamente, so di avere una bella colpa da farmi perdonare, ma non credo di aver commesso un atto irrimediabile, come invece Lei sembra considerarlo...


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Freddo e Film

[martedì, 09 novembre 2004, ore 14:22] []

Ieri notte, per la prima volta nella mia vita, ho visto (o forse ho notato) un tombino respirare, esalando come una boccata di fumo il suo fiato nel freddo pungente della notte, come un essere vivente. In un attimo mi sono passate davanti agli occhi decine di immagini viste al cinema e in televisione... vicoli bui o strade larghe come piazze, pioggia e neve, persone infagottate in cappotti o giacche pesanti, atmosfere che, per l'appunto, appartenevano, nella mia testa solo ai film noir (o ai discorsi surreali di Gin e Fizz). Come se non bastasse, il caso ha voluto che la mia autoradio stesse riempiendo l'aria con le note di "Your Latest Trick" dei Dire Straits, e il reef di sax mi ha fatto per un attimo immaginare di essere un personaggio di un romanzo di Chandler, magari Marlowe in trasferta a New York, vagando per incontrare la classica "bella e letale" che mi avrebbe messo nei guai...

...secondo voi devo smettere di farmi le canne?


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Sull'autostima

[giovedì, 04 novembre 2004, ore 13:56] []

Oggi pensavo ad una persona che conosco. Ieri ho scoperto che s'imbottisce di "Peso forma", "Kilocal", "+ secca di Olivia", "Se non dimagrisci così sparati" e, in mancanza di meglio, di lassativi, nel disperato tentativo di convincere il proprio corpo che il suo peso forma non è di 60kg ma di 55. Sorvolando su tutti i danni che si sta procurando all'apparato digerente (e non solo), tengo a precisare che la signorina fisicamente è ampiamente negli standard che la classificano come "bona", quindi non ha assolutamente bisogno di perdere quei cinque chili che lei considera di troppo, anzi...

Il problema è che quando una persona non si piace e non si accetta non c'è (quasi) nulla al mondo che la può convincere del contrario, anzi, di solito comincia a non piacere neppure agli altri. Sì, perchè in fondo, l'unico segreto di pulcinella per piacere agli altri è quello di accettarsi e piacersi sa soli. Quando ero un ragazzino alto, secco e (parecchio) sfigato, non mi si filava nessuno e ogni sera sognavo così forte da farmi quasi male di diventare qualcun'altro. Qualche anno fa, dopo varie traversie, anni di autoanalisi e una bella camionata di maturità in più, ho scoperto che mi vado benissimo così come sono, che non mi vorrei diverso per nessuna ragione, e quando sono di buon umore mi trovo addirittura carino. Beh, non ci crederete, ma da quando ho preso coscienza del mio essere nè meglio nè peggio di tutti gli altri, ho cominciato anche a piacere a chi mi guardava dal di fuori. Ho rivisto dopo anni un paio di persone che erano in compagnia con me durante il periodo "brutto" e mi hanno detto in tutta sincerità che ora ho l'aspetto di una persona sicura di sè, fiduciosa nei propri mezzi e di conseguenza piacevole ed interessante (una ragazza mi ha anche detto che sembro "uguale ma diverso, più carino"). Non voglio fare il maestro di vita, non ne ho nè l'autorità nè il desiderio, però, credetemi, se mi sono risollevato io può farcela chiunque, e senza bisogno di lassativi. Quando finisco i miei post dicendo "trattatevi bene", "abbiate cura di voi" o "statemi bene", quello che in sintesi voglio dire è voletevi bene, piacetevi, accettatevi... Con me ha funzionato!

Ciao a tutti, e abbiate cura di voi.

M.


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