Ululare alla Luna

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Qualcosa sul Lupo

"Trovo difficile definirmi. Sono arrivato alla mia età senza aver mai voluto appartenere a nulla, non a una chiesa, non a una religione: non ho avuto la tessera di nessun partito, non mi sono mai iscritto a nessuna associazione, nè a quella dei cacciatori nè a quella per la protezione degli animali. Non perchè non stia naturalmente dalla parte degli uccellini e contro quegli omacci col fucile che sparano nascosti in un capanno, ma perchè qualunque organizzazoine mi sta stretta. Ho bisogno di sentirmi libero. E questa libertà è faticosa perchè ogni volta, davanti ad una situazione, quando bisogna decidere cosa pensare, cosa fare, si può solo ricorrere alla propria testa, al proprio cuore e non alla facile linea, pronta all'uso, di un partito o alle parole di un testo sacro. Per istinto mi sono sempre tenuto lontano dal potere e non ho mai corteggiato chi lo aveva... ...Con queste lettere non cerco di convincere nessuno. Voglio solo far sentire una voce, dire un'altra parte di verità, aprire un dibattito... ...Allora io dico: fermiamoci, riflettiamo, prendiamo coscienza. Facciamo ognuno qualcosa e salviamoci. Nessun altro può farlo per noi. Da "Lettere contro la guerra" Tiziano Terzani

Amo

Lei, la mia lupacchiotta, il cibo piccante, osservare le persone, leggere in bagno, ascoltare buona musica, leggere (in generale), ridere di me, pensare, ridere in generale, mangiare bene e con calma, scoprire cose nuove, fare sport

Odio

Le idee preconfezionate, l'anice, il perbenismo, l'abuso di "k", gli estremi e gli estremismi, gli ombrelli, la mancanza di dialogo, chi urla per non far notare che non ha nulla da dire, odiare

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[venerdì, 18 aprile 2008, ore 10:53] []

A causa di un ulteriore incattivimento del Proxy aziendale, e soprattutto a causa del fatto cha a casa non dispongo di un collegamento ad Internet, per qualche tempo dovro' abbandonare il blog a sè stesso e non avro' nemmen ola possibilità di passare sui vostri.
Non fatevi l'illusione di esservi liberati di me, non ho intenzione di chiudere, di tanto in tanto potrei trovare il sistema per collegarmi ed assillarvi ancora un po' e presto potrei tornare on-line da casa, anche perchè non so smettere di scrivere e so già che mi mancherete.
Per chi volesse restare in contatto, la mia casella di posta è lupoululante at gmail punto com.
 
Ciao a tutti, abbiate cura di voi.
 
Max

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Depressione post votum

[lunedì, 14 aprile 2008, ore 12:30] [lupi on the road, banana republic, impressioni lupesche]

Ieri sono andato, insieme a Lei, a votare.

Non l’ho fatto con piacere, nè con il conforto di grandi (e nemmeno piccole) speranze. L’ho fatto perchè non posso battermene il belino e basta. Devo provarci, per quanto flebile possa essere la possibilità di un risultato non tragico.

Lei, che negli ultimi tempi è politicamente molto più agguerrita di me, forse perchè meno disillusa, spera ancora, ancora s’incazza a leggere o sentire certe frasi, ancora si sforza di portare altri a considerare le sue ragioni.

Io non mi impegno in discussioni sulla politica da mesi, e nonostante mi sia tenuto informato, ho vissuto questo periodo pre-elettorale con distacco, cinismo ed in tutta sincerità un pizzico di fatalismo pessimista.

Non so se ci riveleremo essere un popolo abbastanza intelligente da evitare di mettere il Paese in mano a chi ha già dimostrato di essere un venditore di fumo teso esclusivamente al proprio tornaconto, nè so, in caso “il nuovo che avanza” finisca al governo e non nel tritarifiuti, se e quanto potrà migliorare la situazione di una società marcia e pericolante fino dalle sue fondamenta più profonde.

Soprattutto spero che non si verifichi la tanto ventilata e paventata situazione di “larghe intese” che molti pronosticano. Se c’è una cosa che ritengo più pericolosa di un nuovo governo Berlusconi, è la possibilità che la Balena Bianca torni ad imperversare, sotto mutate spoglie, per affondare ulteriormente il Transatlantico.

Insomma, sono preoccupato e pessimista e so che in un modo o nell’altro, tra proiezioni, exit-poll, risultati, dichiarazioni ed azioni del dopo voto, m’incazzero’ parecchio perchè in fondo l’Italia è il mio Paese, ed io ci tengo.

 

In tutta sincerità pero’ devo anche ammettere che non so se ho ancora la voglia e la forza per continuare a vivere nel mio Paese. Non vorrei scappare, ma ogni rapporto che si rispetti (non soltanto con altre persone, anche con il proprio Paese) andrebbe troncato nell’esatto momento in cui si realizza che trascinarlo ulteriormente sarebbe inutile e dannoso.

 

Nei prossimi giorni potrei trovarmi servito, su un piatto d’argento, il migliore stimolo possibile per fare il “salto della quaglia”, ed abbandonare la nave.

Non mi piace l’idea di scappare, di lasciare il Paese in cui sono nato, in cui sono diventato chi sono, ma ora ho responsabilità che vanno al di là della mia vita di individuo, ora ho una famiglia a cui pensare prima e al di sopra di tutto, e se sarà necessario, per poter dare a mia figlia il maggior numero di possibilità di vivere bene, faro’ quello che sarà necessario.

 

Nel dubbio, ho cominciato a tradurre i miei CV e ad inviarli un po’ dovunque.


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[mercoledì, 09 aprile 2008, ore 09:30] [vita, senza parole, awooo]

Oggi avrei potuto, e sinceramente preferito, scrivere a proposito di questo articolo. Mi sarei infiammato, avrei potuto dire cosa penso di chi ancora sta ad ascoltare certi soggetti, avrei potuto lanciarmi in qualche battuta acida sulla collocazione che la Reuters ha dato alla notizia.

Non faro' nulla di tutto questo. L'articolo è linkato per onor di cronaca, ma tutto finisce qui.

Ieri il mio più caro amico ha perso una persona molto importante ed io non posso distogliere il pensiero da quello che immagino essere il suo dolore.

Ci vediamo venerdi', o forse direttamente lunedi'.

Ciao, abbiate cura di voi

M.


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Mangiar bene per sentirsi in forma (sferica)

[lunedì, 07 aprile 2008, ore 12:41] [lupi on the road, topten]

Durante il fine settimana appena concluso, lo ammetto, ho ecceduto un tantino con il cibo. Sabato sera, in pizzeria con alcuni amici, mi sono lasciato andare a due pizze più un dolce, e fin qui tutto nella norma, se non fosse che domenica a pranzo era già in programma una gita a Dolceacqua durante la quale mi sono intrattenuto, in un ottimo ristorante, con una bruschetta, un piatto di branda cujun (che ciù ti u brandi e ciù è bun), due piatti di gnocchi al pesto ed una panna cotta per concludere.

 

Tutto questo (saporitissimo) preambolo per introdurre l’argomento ristoranti. Quando per lavoro ero sempre ovunque tranne che nelle mie zone, ero per forza di cose costretto a mangiare praticamente ogni sera in un ristorante diverso. Per fortuna per quanto riguarda la scelta di dove mangiare ho scoperto di avere un istinto invidiabile, che mi porta infallibilmente a trovare ristoranti, trattorie, locande (in Irlanda persino pubs) che servono cibo di qualità (e spesso in quantità).

Verso la fine della mia esperienza professionale presso la ditta per cui viaggiavo cosi’ tanto, ero diventato il punto di riferimento, in fatto di cibo, della maggior parte dei miei colleghi. Spesso infatti verso le sei, sette di sera, mi arrivavano telefonate il cui tono era all’incirca il seguente:”Lupo, sono a Poggibonsi, tu ci sei già stato? Si’? dove hai mangiato? Mi spieghi come ci si arriva dall’agenzia?” e via cosi’.

 

Bene, ora non viaggio più per lavoro, e di conseguenza mangio molto più di rado in luoghi che non conosco, ma il fiuto per la buona tavola, per fortuna mi è rimasto. So che l’istinto (che poi è la base delle mie decisioni nel campo) non si puo’ trasmettere o insegnare, ma allo scopo di condividere la mia esperienza con tutti (e due) voi, ho deciso di pubblicare la lista dei

 

Dieci segnali che indicano un ristorante in cui non mangiare

 

01- In cucina ci sono sontanto un enorme congelatore e dieci forni a microonde.

02- Non si vedono gatti nel raggio di un chilometro.

03 – Di fronte al locale è stanziata un’ambilanza. Con il motore acceso.

04- Il “maitre” è un omone in canottiera, pelosissimo e con lo stuzzicadenti in bocca che accoglie le signore a pacche sul culo e si gratta le orecchie con lo stesso dito che intinge nella minestra portando i piatti a tavola.

05- Sul menu c’è scritto “eventuale lavanda gastrica offerta dalla casa” .

06- Il piatto del giorno è “grigliata di mare”. Il ristorante è a Bolzano.

07- Si chiama “Il Vibrione”, specialità cozze.

08- I camerieri si portano il pranzo da casa.

09- All’ingresso fanno firmare una liberatoria.

10- Anzichè dei digestivi, hanno il carrello degli antidoti.


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Di luoghi comuni e persone speciali

[venerdì, 04 aprile 2008, ore 10:56] [impressioni lupesche, un lavoro da lupi]

Spulciacchiando qua e là tra blog e siti, qualche tempo fa ho trovato un elenco di caratteristiche attribuite ai lettori, ovvero a quelle persone che (al contrario della media nazionale) leggono più (me molto più) di tre libri l’anno.

Premetto che sono convinto che questa lista sia stata compilata da un non lettore, in ogni caso mi sono incuriosito e siccome non tutte le voci corrispondevano a quella che è la mia realtà, ho deciso di estendere il campione, prendendo in esame e cercando di applicare ogni punto anche ad un altro lettore, nella fattispecie mio padre (eh, il DNA non è un’opinione!).

Quindi, di seguito l’elenco di caratteristiche dei “forti lettori” con accanto gli esempi relativi a me ed a mio padre.

 

1) I lettori hanno il comodino zeppo di libri – Io, uno, due al massimo. Gli altri sono sparsi per tutta la casa, in compenso, mai visto un libro sul comodino di mio padre. Quando va a letto lo fa per dormire, non per leggere.

2) I lettori leggono ovunque, anche (a volte soprattutto) in bagno – Ebbene si’, io leggo in treno, in aereo, in auto (solo se non guido), in spiaggia, alla fermata del bus ed anche in bagno. Si sta tranquilli e non si perde tempo a contare le piastrelle della parete di fronte. Mio padre tende a leggere soprattutto sulla sua poltrona preferita e, si’, in bagno.

3) I lettori odiano (o guardano assai di rado) la televisione – Che la TV mi irriti parecchio è vero, ma non posso dire di odiarla. Odio il modo in cui viene fatta soprattuto qui in Italia, per cui seleziono attentamente cio’ che guardo e quando non trovo nulla che non mi convinca, non ho paura di spegnerla. La televisione, a casa dei miei, dev’essere accesa, anche se poi magari non se la fila nessuno. Mio padre è anche abbonato a Sky, ma poi è capace di perdersi in una rivista mentre (in teoria) sta guardando un film.

4) I lettori hanno la testa fra le nuvole – Amen fratello! Che dire, non è la prima volta che lo ammetto sul blog, ed aggiungo che quando sono immerso nella lettura perdo completamente la cognizione del tempo e dello spazio che mi circonda. Mio padre, a parte estraniarsi dal mondo durante la lettura, come capita a me, ha i piedi ben piantati per terra.

5) I lettori attaccano a parlare di libri non appena si presenta l'occasione giusta – Trovo che la letteratura sia un buon argomento di conversazione, ma non mi permetto di imporlo a nessuno. Lui se viene “provocato” risponde, ma non spinge mai per primo. Entrambi troviamo noiosi e supponenti coloro che ostentano le proprie letture con lunghi e pesantissimi discorsi.

6) I lettori accumulano materiale da leggere e non riescono mai a starci dietro – Vero: io per esempio ho l’intera Biblioteca Internazionale di Bordighera tra il materiale da leggere, e non arrivero’ ma a starci dietro. Per mio padre invece il ritardo massimo consentito a causa dell’accumulo delle letture è di un paio di mesi. Nulla rimane in giacenza più a lungo.

7) I lettori sono un po' snob, e si ritengono superiori ai non-lettori – Soltanto nell’ambito della proprietà d’espressione ed a volte dell’apertura mentale. In assoluto valgo tanto quanto chiunque altro, e non me ne scordo mai. Quanto a mio padre, non ho mai avuta quest’impressione.

8) I lettori vengono colti da crisi compulsive nelle vicinanze di una libreria – Si’, e fatico moltissimo a non entrare guardandomi in giro e domandando “dai, quanto volete per tutto?” Lei è arrivata a studiarsi percorsi che non ci portino in zone pericolose. Lui compra quello che vuole leggere e questo è tutto. Raramente si lascia trasportare dall’onda dell’entusiasmo.

9) I lettori sono esterofili – No, non necessariamente, almeno non per partito preso. Al limite si invidia (entrambi) il diverso “peso specifico” della letteratura in alcuni altri paesi.

10) I lettori vorrebbero a loro volta scrivere un romanzo di successo – Non so dire di mio padre, ma per quanto mi riguarda, quello di essere pubblicato (anche senza fare il botto) è uno dei miei sogni. Certo, a patto di non diventare un nuovo Moccia!

11) I lettori hanno almeno un parente stretto che li prende in giro per la loro passione – Nè con me, nè con mio padre nessuno di è mai azzardato. Sarà per via della stazza?

12) I lettori amano fare sfoggio di cultura – Odio l’ostentazione, ed è un principio che ho imparato proprio da mio padre. Ovvio che se sento fare una citazione sbagliata o un ragionamento cretino, soprattutto da qualcuno che sta facendo lo splendido, tendo a non resistere e controbattere, ma non “sfoggio” proprio nulla.

13) I lettori hanno una lista (perlopiù mentale) di libri preferiti, che aggiornano assai di rado – Se è per questo io i miei libri preferiti li rileggo spesso. Quanto ad aggiornare il “gotha”, mi capita sovente (più che altro di aggiungere voci). Lupo senior, per quello che ne so, rispecchia abbastanza fedelmente l’affermazione (guai a separarlo dai suoi Camilleri e Guareschi, per esempio!)

14) I lettori difficilmente cambiano idea su un libro – Balle. Come per ogni espressione artistica, molto dipende dallo stato mentale con cui l’approcciamo la prima volta, per cui cerco di dare sempre una seconda possibilità ai libri che mi hanno convinto poco. A questo proposito non so come la pensi il mio vecchio.

15) I lettori vanno (o andavano) male in matematica, ma prendono (prendevano) buoni voti nelle materie  umanistiche – Io sono l’esempio classico che conferma questa tendenza, mio padre è esattamente l’opposto.

16) I lettori hanno gli occhiali, anche se a volte li nascondono – Ecco, io non ci ho mai visto una mazza, e dopo l’operazione porto occhiali da presbite. Mio padre fino ai 55 anni ha avuto 11 decimi...

17) I lettori sono sfigati e/o poco pragmatici – A parte che non vedo il collegamento tra pragmatismo e sfiga (credo si intenda a livello sociale), personalmente ho sempre fatto sport ed avuto un sacco di amici. Lui poi, è anche il pragmatismo in persona.


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Piccolo spazio pubblicità

[martedì, 01 aprile 2008, ore 10:52] [lupi in pantofole, impressioni lupesche]

Ovvero: ma certi spot passano qualche controllo prima di essere messi in onda?

Per esempio, nel nuovo spot con Gattuso e la famiglia Totti, quello in cui tutti si parlano per mezzo di bicchieri di carta uniti da fili di lana, c’è qualcosa che non va.

No, non mi riferisco all’immagine di Gattuso nella vasca da bagno, nè all’idea dei bicchieri, anche perchè credo che tutti quelli cha abbiano almeno la mia età (ed avevano il Manuale delle Giovani Marmotte) ci abbiano provato almeno una volta, da bambini. Quello che non riesco a capire è come sia possibile che nessuno si sia ricordato che per trasferire la voce il filo dev’essere teso!

Ok, mi si puo’ obiettare che si tratta di un dettaglio, che rispetto a molte altre pubblicità almeno c’è un’idea originale, che i pubblicitari non brillano per senso pratico... tutto vero, non lo nego, pero’ porca miseria, almeno provare a fare le cose per bene!

 

Altro esempio: la nuova crema idratante della colombella che, grande novità, al suo interno ha l’ossigeno puro!!!

Ora, io di chimica non ho mai avuto grandi voti, ma mi sono consultato anche con un paio di ingegnieri amici miei e siamo tutti arrivati alla conclusione che fino a prova contraria l’ossigeno è un gas, per cui metterlo in una crema significa, appunto, legarlo a qualche altro elemento il che, per definizione, non lo rende più “puro”. A meno che non intendano dire che l’ossigeno puro viene iniettato al posto dell’aria nel tubetto della crema, anche se vedo poi difficile riuscire a spalmarselo in faccia.

 

Poi, ma questa è quasi storia vecchia, i cereali per la colazione che “aiutano a mantenere la linea*”. No, non mi sono sbagliato a digitare, l’asterisco c’è anche nelle pubblicità: infatti se si sta attenti, avvicinandosi moltoallo schermo si puo’ notare che in basso, in caratteri minuscoli c’è la spiegazione di quell’asterisco, ovvero una frase che dice “se abbinato ad alimentazione controllata ed equilibrata e a sufficiente attività sportiva”.

A questo punto la mia perplessità è la seguente: ma se mangio cose sane e senza eccessi, e se faccio sport su base regolare, a che c@$$o mi servonoi cereali? Non starei in forma comunque, anche solo bevendo una tazza di latte al mattino?

 

Infine, le compagnie telefoniche, soprattutto quelle che ricorrono a primati come testimonial (e non mi sto riferendo a Mike Bongiorno o a Cristian De Sica).

“Attiva l’ADSL con noi e pagherai soltanto 4.90 al mese!

Già, per un mese, poi scatta automaticamente la tariffa standard, che è di 24.90 al mese.

Pero’ te lo dicono eh?! Vicino al 4.90 a caratteri cubitali c’è un asterischino che rimanda alla solita scritta a fondo schermo (questa pero’ come se non bastasse scorre a velocità siderali) in cui si specifica che alla fine del primo mese (o due, ora non ricordo) la tariffa promozionale decade ed entra in vigore quella standard.

 

A questo punto ho il terrore di scoprire che la banca della zucca, che ti dà il 5% (circa) d’interesse suil conto per il primo anno, dal secondo anno in poi vuole essere pagata per averti dato il privilegio di essere suo cliente...


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Di stima e responsabilità

[lunedì, 31 marzo 2008, ore 12:32] [domande, banana republic, topten]

Questa mattina, una collega di cittadinanza italiana ma residente (e cresciuta) in Francia, mi ha chiesto se avessi cinque minuti da dedicarle per una questione privata.

Avevo tempo, per cui le ho chiesto di passare nel mio ufficio quando avesse visto il collega (in realtà sarebbe il mio capo, ma è una lunga storia...) con cui lo condivido uscire.

In tutta sincerità mi aspettavo un sacco di possibili richieste da parte sua, ma mai avrei potuto pensare che si presentasse con in mano le schede elettorali (gli italiani residenti all’estero votano per posta e prima, in modo che le buste contenenti le schede arrivino per il 10 di aprile) chiedendomi per chi dovesse votare.

La mia espressione, in seguito a quella richiesta, le ha fatto capire che la situazione meritava una premessa, per cui mi ha candidamente detto che vivendo lei in Francia in pianta stabile da quando er a piccola, non si sente particolarmente coinvolta dalle elezioni in Italia, quindi ha pensato di risparmiarsi la fatica di cercare di capire chi potesse pmeritare un voto tra tutti i partiti italiani e contemporaneamente di dare a me la possibilità di “valere doppio”.

Al di là delle considerazioni etico-politiche di un gesto del genere, al di là del riconoscere che se una persona ti delega a decidere per sè in un ambito del genere deve per forza stimarti, e di conseguenza al di mà della riconoscenza che si deve ad una persona che ti considera ideologicamente e socialmente affidabile, al di là della possibilità di “raddoppiare” in qualche modo il proprio voto, al di là di “fotti il sistema fratello”....

...voi che comportamento avreste adottato (selezionare l’opzione condivisa)?

 

01-Dissuaderla dal votare

02-Convincerla a riempire la scheda con tutte le parolacce conosciute in italiano e in francese

03-Porle qualche domanda per avere un’idea di come la pensi e consigliarle il partito che più si avvicina al suo modo di vedere le cose

04-Porle qualche domanda per avere un’idea di come la pensi e consigliarle comunque il partito a cui si è accordata la propria preferenza

05-Consigliarle di scegliere il simbolo che cromaticamente le piace di più

06-Fuggire urlando “IL VOTO è SEGRETO E PERSONALEEEEEEEE!!!!”

07-Riassumere l’ultimo mese di baraonda politica in un paio d’ore per darle i mezzi per decidere

08-Parlare un’ora per stabilire che partito voterebbe se fosse informata (e coinvolta) e convincerla ad esprimere la propria preferenza disegnando un pisello nel riquadro della scheda

09-Togliere due fette di salame milano dal proprio panino, chiuderle nelle schede e infilarle nella busta scrivendo la classica frase “mo’ magnateve pure questa!”

10-Mettersi a piangere e tra i singhiozzi dire “Non lo so nemmeno io!”

 

Più tardi vi diro’ cos’ho fatto io, ma prima sarei curioso di sapere come avreste agito voi...


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Il ritorno degli ultrafurbi

[giovedì, 27 marzo 2008, ore 12:28] [giochicateneaffini]

Oggi un “buco” nel Proxy mi ha permesso, dopo mesi,  di andare a fare un salto su Shinystat, dove oltre a deprimermi per il calo delle visite giornaliere degli ultimi mesi sono riuscito a vedere le chiavi di ricerca che hanno portato decine di disperati sul mio blog.

Urge quindi un tuffo nel passato per far sapere al mondo che razza di pazzi degenerati capitano qui per caso.

In breve, ecco le chiavi di ricerca più assurde di questi ultimi mesi:

 

www.fido.it – Con questo colpo di genio sono arrivati ben in 17 somo in questo mese! Devo decidermi a crearlo, ‘sto benedetto sito.

w.w.w.fido.it / www fido.it – Ovvero la dimostrazione che una volta toccato il fondo, c’è sempre qualcuno che ti presta una pala ed un piccone.

siti di cani, per esempio,www.fido – Ecco il genio! Questo non solo “parla” a Google, gli fa pure gli esempi (e che esempi)!

Bel ragazzo nudo – Non sono io (mica per altro, perchè non vado in giro nudo!)

Branda Cujun – o baccalà mantecato, il nome deriva dal fatto che un tempo erano i mozzi a “frullare” il composto tenendo la pentola tra le gambe. Consiglio di cercare la ricetta, è ottimissimo.

Carta a mi hermano – per non sbagliare, consiglio una carta da cento.

Dialogo al telefono dicendo con battute che ai sbagliato numero ,al voi – Fossi in te mi preoccuperei di imparare l’italiano, non di cercare delle battute!

Folle che ulula alla luna – Finalmente uno che è capitato nel posto giusto

Karaoke la compagnia dei celestini – Guarda che è un libro, non una canzone...

l'uomo è lupo lapa o zazzera de capa – Mi piace quando arrivano cercando citazioni di Albanese, Paolo Rossi, Benni...

la ballata del sistemista / la ballata dell'ubriaco – Credo di averle scritte entrambe... cerca bene, che qualcosa che ci assomiglia lo trovi.

liberi da leggere per adolascenti – Comincia dal dizionario, vah!

mi serve una canzone senza parole – A me serve un mutuo senza rate...

ssono senza parole ho meglio ancora senza lettere – Più che altro sei senza vergogna (e senza il minimo di padronanza dell’italiano!)

strabismo e ponpe porno – Oddio, cosa sono le poNpe porno? E cosa c’entrano con lo strabismo?

t' adoeviu – Ovvero “T’adopero”. Di solito lo trovi sulla maglietta che dice “Gîte che t’adoeviu” (girati, che t’adopero).

Voglio essere romantico – Guarda, con me non attacca comunque, sono un lupo monogamo!

moglie porcellina – Questo non manca mai. Che poi ancora non ho capito se cerca la propria di moglie o quella di un altro...

cani:bigol – Anche questo è un habituee. Non ho più parole.

la 125 px della piaccio – Blasfemo!

test da far fare alla propria compagna – Comincia con un test di gravidanza, poi indipendentemente dalla risposta, cerca di capire come fa a stare con un pirla come te.

Calendarei – Meglio “dizionarei”, credi a me!

frasi simpatiche per i dipendenti d'ufficio – Evviva la spontaneità!

i lupi con il marsupio veri, le fotografie – Se vuoi provare ad allacciare un marsupio ad un lupo, fai pure, io non ci tengo.

paranoici sono intelligenti – Vero, e chi dice il contrario fa parte del complotto...

piccanti avventure della maremma maiala – Dev’esserci una droga nuova in giro...

disegno or schizzo originale fumetto or fumetti mostra or collezione disegnatore or fumettista or autore dedica or autografo – Pero'! Un tipo deciso!

keats lettere a funny – fAnny, si chiamava fAnny, perdio!

mi dite cone posso fare per avere un email su cui farmi mandare delle cose? – Fatti dare l’accompagnamento e fatti aiutare da qualcuno con il cervello!

"vi prego che " congiuntivo – “Vi prego DI”, ignorante!

estepona bordelli / battone blog / perinaldo prostitute – Questi stanno programmando le ferie “culturali”?

cerco informazioni sull' lupo dello stato dell'alaska – Se proprio devi “parlare” a Google, almeno parlagli correttamente, vacca boia!

Basta, non ce la faccio più.


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Conferme

[martedì, 25 marzo 2008, ore 12:54] [giochicateneaffini]

Sono finito in questo sito di test e quiz, e tra le cose idiote e divertenti, quelle idiote e basta, quelle divertenti ma non poi cosi' idiote, ho fatto questo test, ed a quanto pare la mia affinità maggiore è proprio con il Lupo.

...strano, eh?


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Semiotica sebacea

[martedì, 25 marzo 2008, ore 08:57] [vita, domande]

L'altro giorno mi sono spuntati, contemporaneamente, due brufoli: uno odioso sul mento ed uno fastidiosissimo su una natica.

...mi chiedo se la natura abbia deciso di mandarmi un messaggio celato in tutto questo...


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Auguri!

[venerdì, 21 marzo 2008, ore 15:58] [senza parole]


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Indecision's song

[venerdì, 21 marzo 2008, ore 13:10] [quasi originale, banana republic]

Ormai non manca più molto al momento in cui andremo a votare, infatti si comincia già a tirare in bello gli indecisi. A quanto pare gli indecisi sono una categoria di persona senza opinioni e senza raziocinio, che non riescono a frsi un'idea di quello che pansano e che per questo decidono chi votare in base a fattori quasi totalmente aleatori. Fa eccezione che è indeciso perchè si rende conto che da qualunque parte caschi il suo voto le possibilità che le conseguenze siano un miglioramento della situiazione del paese sono minime, per cui è si' indeciso, ma come uno scommettitore che deve puntare tutti i suoi soldi su uno tra dieci cavalli, tutti dati per sfavoriti, ed allora cerca di individuare il meno sfavorito.

Bene, a tutti gli indecisi (ma soprattutto alla seconda categoria di essi) è dedicata questa canzone:

Di Tozzi - Howlingwolf

Chi voto

Chi voto,

Un soldo

Chi voto,

In aria

Chi voto

Se viene testa io voto a sinistra

Proviamoci

Chi voto, io sono, chi voto, in fondo un indèciso

Che non ha capito chi ascoltare

Se Silvio

O Walter il problema è che se penso,

A quel che poi, fanno

E un cane che gira in tondo e si morde la coda

La scelta che col voto si fa

Rendeteci l’altra metà

Fate qualcosa per noi

Primo Maggio, che coraggio

Io chi voto mi chiedo da un po’

Non penso più ad altro

Fammi pensare, ad un voto utile

Dammi del vino ti prego

Che forse da ciucco gli credo

Uno vuol togliere l’ICI

L’altro dice, di cambiare

Il Pa

Ese

Intanto gli altri

Dicono che dopo

I due caporioni dei grossi partiti faranno

L’inciucio

E ci prenderanno in giro

Prima di rifar la balena

Quella che c’era una volta, quella bianca, con la croce

E allora chi voto, non riesco a pensare

Ad uno che vale

Chi voto, chi voto, chi voto chi voto

Dammi del vino ti prego

Che forse da ciucco gli credo

Uno vuol togliere l’ICI

L’altro dice, di cambiare

Il Pa

Ese

Intanto gli altri

Dicono che dopo

I due caporioni dei grossi partiti faranno

L’inciucio

E ci prenderanno in giro

Prima di rifar la balena

Quella che c’era una volta, quella bianca, con la croce

E allora chi voto, non riesco a pensare

Ad uno che vale

Chi voto, chi voto, chi voto chi voto...


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Ermeneutica dei valori

[mercoledì, 19 marzo 2008, ore 14:37] [banana republic, impressioni lupesche]

Ormai è da qualche tempo che dai nostri politici (e n on solo, giusto Eminenza?) si sente parlare con insistenza ed ardore soprattutto di valori: frasi come “bisogna preservare i velori”, “non dimentichiamo i valori”, “torniamo ai veri valori”, “noi siamo i veri custodi dei valori”, “la chiesa sconsiglia di votare per quei partiti che non fanno propri i giusti valori”.

Bene, incuriosito dall’uso massiccio di questa parola mi sono dato la pena di andare a controllare sul dizionario, per cercare di rendermi veramente conto di cosa stiano parlando tutti con cotanta enfasi. Questo è il risultato della mia ricerca su un dizionario on-line.

 

Valore: sostantivo maschile. Significati:

 

1a – equivalente in denaro di un bene, il suo prezzo, il suo costo.

1b – caratteristica di un bene per cui esso è scambiabile con una certa quantità di altri beni o puo’ essere utile soddisfacendo a determinati bisogni.

2 – tutto cio’ che puo’ essere oggetto di compravendita, di negoziazione

3 – al plurale, gioielli, preziosi.

4a – insieme di doti morali ed intellettuali che rendono una persona degna di considerazione

4b – capacità professionale, talento

4c – virtù

5 – coraggio, eroismo

6 – importanza, rilievo di una cosa, una situazione, una condizione e simili.

7 – validità, efficacia

8 – pregio, spec. artistico o culturale

9 – significato

10a – bene

10b – cio’ che è degno di apprezzamento secondo il giudizio personale o collettivo.

Esistono poi, secondo il De Mauro, altri quattro significati che non riporto perchè relativi a contesti troppo tecnici e specifici per avere valore (7) in questa discussione.

 

Ho letto questa lista più volte, soffermandomi a ragionare su ognuna delle interpretazioni del lemma e sulle possibili applicazioni che ciascuna di esse puo’ avere in relazione ad argomentazioni politiche. Per esempio, se prendiamo in considerazione la frase “Bisogna difendere i valori”, cosi’ inflazionato nelle bocche di politici ed ecclesiasti dediti al peccato di ingerenza nelle questioni secolari, quali diversi significati puo’ avere la frase? Questo è il risultato dei miei sforzi di comprensione.

 

1a – Bisogna difendere i prezzi dei beni – questa suona ambigua: vuol dire che se vi eleggiamo i prezzi resteranno gli stessi o che aumenteranno? Pensare che possano diminuire è pura utopia, per cui non prendo nemmeno in considerazione la possibilità.

1b - Bisogna difendere le caratteristiche per cui i beni sono scambiabili con una certa quantità di altri beni o possono soddiqsfare determinati bisogni – qua siamo nel politichese puro. Un interpretazione terra terra potrebbe essere “manterremo alta la qualità dei beni”, ma anche cosi’ è un tantino fumosa.

2 - Bisogna difendere tutto cio’ che puo’ essere oggetto di compravendita, di negoziazione – in pratica significa difendere la proprietà privata. Indovino: soprattutto quella di chi pronuncia la frase?

3 - Bisogna difendere i gioielli, i preziosi – anche in questo caso, a rischio di passaer per cinico qualunquista, l’unica interpretazione che mi passa per la tessta riguarda la difese dei loro preziosi.

4a - Bisogna difendere le doti morali ed intellettuali che rendono una personadegna di cosiderazione – un proposito del genere sarebbe lodevole, se ci scordassimo di quali categorie di persone sono maggiormente prese in considerazione oggi in Italia. Serve davvero qualche esempio.

4b - Bisogna difendere la capacità professionale, il talento – ecco, questo mi sembra già un discorso più politico, ma chi potrebbe pronunciarlo? E soprattutto, chi potrebbe mantenere una promessa del ganere in questo Paese di simoniti e compagnucci?

4c - Bisogna difendere la virtù – ovvero? Ripristiniamo il delitto d’onore e le cinture di castità? No, perchè l’andazzo mi pare sia quello.

5 - Bisogna difendere il coraggio, l’eroismo – ecco perchè non si fa una mazza per limitare le morti sul lavoro, nè per permettere alle famiglie di arrivare alla fine del mese senza fare acrobazie senza rete! Ora è tutto chiaro, è per tenerci in allenamento il coraggio e l’eroismo!

6 - Bisogna difendere l’importanza di una condizione – questa frase la farei commentare a Stella e Rizzo, perchè a leggerla cosi’, la condizione da difendere mi sembra quella di privilegiati, sia che si parli dei parlamentari sia degli appartenenti ai gradi medio alti della chiesa cattolica.

7 - Bisogna difendere la validità, l’efficacia – questa è interpretabile, se non altro perchè di valido ed efficace, tra pubblica amministrazione e politica, da queste parti non è rimasto molto.

8 - Bisogna difendere il pregio artistico e culturale – scusate, non riesco a scrivere nulla mentre piango.

9 - Bisogna difendere il significato – bisognerebbe trovarlo, in quello che dite ed in quello che fate...

10a - Bisogna difendere il bene – fin qui d’accordo, ma stiamo parlando di bene comune o di bene immobiliare?

10b - Bisogna difendere cio’ che è degno di apprezzamento secondo il giudizio personale o collettivo – ecco, finalmente l’interpretazione perfetta. Peccato che ciascuno voglia affermare in esclusiva i propri valori senza prendere minimamente in considerazione quelli degli altri.

 

E poi, tutti questi discorsi teorici sui valori, non ci distrarranno un pochino dai problemi contingenti in cui stiamo affogando? No, perchè io di proposte concrete, in questa campagna elettorale, non ne ho ancora sentita una...

 


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Life’s what happens while you’re making other plans

[martedì, 18 marzo 2008, ore 15:07] [vita, topten]

Era qualche giorno che avevo in testa l’idea per quella che potrebbe passare alla storia (di questo blog) come la prima top ten interamente seria, e l’invito di ieri ad elencare cinque rimpianti mi ha dato la scossa e la spinta necessaria per produrre la lista delle

 

Dieci cose che non mi sarei mai aspettato dalla vita

 

01- Imparare il francese (lingua che non ho mai sopportato)

02- Sposarmi (davvero, pensavo che nessuna mi si sarebbe preso!)

03- Avere una bambina (e cosi’ bella poi!)

04- Diventare un vespista convinto (ed orgoglioso)

05- Fare lavoro d’ufficio (l’idea di stare cinque giorni a settimana chiuso nello stesso posto mi terrorizzava)

06- Vedere la Juventus in B e l’Inter vincere due scudetti di fila

07- Ritrovarmi ad avere un cane (sempre stato uno da gatti!)

08- Arrivere al punto di chiedermi se valga la pena di andare a votare

09- Sapere che ci sono persone che s’interessano a quello che scrivo

10- Arrivare a (quasi) trentatrè anni senza sapere se sono un cinico o un romantico, un ingenuo od un furbo, egoista o altruista, simpatico o pesante, affidabile o vanesio.

 

La cosa bella è che i primi tre/quattro puntio sono tutti conseguenza del moi aver trovato Lei, e la cosa ancora migliore è che sono felice di ognuno di questi cambiamenti, tanto che se tornassi indietro rifarei tutto…


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Sliding doors

[lunedì, 17 marzo 2008, ore 11:56] [giochicateneaffini]

Lupacchiotto mi ha coinvolto in una catena: si tratta di confessare cinque cose che si sarebbe voluto (fare, dire, essere).

Ora, se si “sarebbe voluto che“ significa che la realtà dei fatti è diversa, per cui in tutta sincerità a me sembra un elenco di rimpianti, e sccome tendo a non avere rimpianti perchè la vita che faccio e la persona che sono dipendono in toto da cio’ che mi è capitato fino a ieri, in teoria non dovrei scfivere nulla.

In realtà, ed in tutta sincerità, qualche rimpianto e l’ho, ed in alcuni casi mi è rimasta la curiosità di scoprire come sarebbe proseguita la mia vita se in alcuni momenti “critici” le cose fossero andate diversamente.

 

Per cui, ecco cosa avrei voluto:

1-Finire l’università, e magari andare a fare il lettore (o l’insegnante) di italiano all’estero, preferibilmente in Irlanda o Sudamerica (ma anche Africa, Australia, Asia).

2-Continuare qualche altro anno a fare animazione turistica. Ho smesso troppo presto, c’era da divertirsi e da imparare.

3-Avere l’occasione buona per giocare a Basket seriamente in una squadra seria. Non dico che avrei sfondato, ma avrei potuto sicuramente giocare meglio, più a lungo, ed in una/due serie più su.

4-Essere meno schivo e “fuori posto” durante la mia adolescenza.

5-Mio nonno al mio matrimonio. So che gli avrebbe fatto immensamente piacere.

 

In teoria dovrei passare il testimone a qualcuno (credo cinque), in realtà il testimone è come al solito a disposizione di chiunque volesse aderire.


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