Ululare alla Luna

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Qualcosa sul Lupo

"Trovo difficile definirmi. Sono arrivato alla mia età senza aver mai voluto appartenere a nulla, non a una chiesa, non a una religione: non ho avuto la tessera di nessun partito, non mi sono mai iscritto a nessuna associazione, nè a quella dei cacciatori nè a quella per la protezione degli animali. Non perchè non stia naturalmente dalla parte degli uccellini e contro quegli omacci col fucile che sparano nascosti in un capanno, ma perchè qualunque organizzazoine mi sta stretta. Ho bisogno di sentirmi libero. E questa libertà è faticosa perchè ogni volta, davanti ad una situazione, quando bisogna decidere cosa pensare, cosa fare, si può solo ricorrere alla propria testa, al proprio cuore e non alla facile linea, pronta all'uso, di un partito o alle parole di un testo sacro. Per istinto mi sono sempre tenuto lontano dal potere e non ho mai corteggiato chi lo aveva... ...Con queste lettere non cerco di convincere nessuno. Voglio solo far sentire una voce, dire un'altra parte di verità, aprire un dibattito... ...Allora io dico: fermiamoci, riflettiamo, prendiamo coscienza. Facciamo ognuno qualcosa e salviamoci. Nessun altro può farlo per noi. Da "Lettere contro la guerra" Tiziano Terzani

Amo

Lei, la mia lupacchiotta, il cibo piccante, osservare le persone, leggere in bagno, ascoltare buona musica, leggere (in generale), ridere di me, pensare, ridere in generale, mangiare bene e con calma, scoprire cose nuove, fare sport

Odio

Le idee preconfezionate, l'anice, il perbenismo, l'abuso di "k", gli estremi e gli estremismi, gli ombrelli, la mancanza di dialogo, chi urla per non far notare che non ha nulla da dire, odiare

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Se zio Sigmund non era un cretino...

[mercoledì, 19 novembre 2008, ore 13:57] [banana republic, news of the world, impressioni lupesche]

Ieri sera ho avuto la (s)fortuna di assistere alla rissa telefonica tra Epifani e Berlusconi. Tranquilli, non ho intenzione di elencare le frasi quantomeno puerili del (purtroppo) presidente del consiglio, anche se a sentirlo proclamarsi offeso ed indisposto al dialogo “perché mi chiamano assassino della democrazia” mi ha fatto ridere pensando a quando lui distribuisce ad avversari e persino alleati appellativi quali “coglioni” e “metastasi”.

No, non mi metterò a parlare delle frasi (perlomeno) infelici, né mi permetterò, dal basso della mia condizione di quadrupede, a dire la mia su chi avesse o meno ragione.

Quello che vorrei rimarcare è che, dopo anni di battutacce, mezze verità e bugie spudorate, il signor Silvio B. si è finalmente, tradito dal massiccio afflusso sanguigno in zona temporale, lasciato sfuggire una incontrovertibile quanto freudiana verità.

Chiunque abbia seguito il match in diretta o si dia la pena di andarsi a cercare una registrazione di quei cinque minuti di follia mediatica, non potrà infatti non notare che ad un certo punto, rivolgendosi ad Epifani, il grand’Uomo abbia detto: non credo di avere bisogno della sua autorizzazione per incontrare alcuni protagonisti del mondo della politica e del lavoro. Se vuole fare lei il dittatore…”

Ecco. Concentriamoci sulle ultime parole. In Italiano, la frase “Se vuole fare lei il dittatore” cosa implica? Che un dittatore ci sia già, e che chi parla proponga a chi ascolta di prenderne il posto. Se poi consideriamo la frase insieme a quella che la precede, in cui chi parla si lamenta di non dover rendere conto a chi ascolta di chi incontra, appare chiaro che chi parla è, o si sente, il dittatore in questione.

Per spiegarmi meglio, e per non rischiare di essere preso di mira come antiberlusconiano (cosa che non sono, per il semplice motivo che ce l’avrei a morte con chiunque si comportasse come fa lui), proporrò un paio di esempi.

Se un arbitro si rivolge ad un giocatore (o un tifoso, o un giornalista) dicendogli “non credo di dover rendere conto a lei di quali e quanti falli fischio… o vuole fare lei l’arbitro?” quale può essere il significato della frase?

Se un comandante di vascello si rivolgesse ad un passeggero dicendogli “non devo chiedere a lei prima di decidere la rotta da prendere, a meno che lei non voglia fare il capitano?” quale interpretazione dareste al discorso?

Non aggiungo altro, lascio a chi legge il piacere di trarre le proprie conclusioni.


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Solitude Blues

[mercoledì, 12 novembre 2008, ore 19:44] [tra le orecchie del lupo]

 

I woke up today

Longing for solitude

I woke up today

Feelin’ surrounded

I woke up today

Lookin’ inside of me

 

There’s a tune in my soul

Playing so soft

I know that just a word

Will make it vanish away

 

I’m not hating nobody

I’m not fleeing from you

But let me remain

Alone for a while

 

I’ll listen the sound

Of my heart, the beat

I’ll listen the sound

Of wind in my ears

I’ll listen the sound

Of earth beneath my feet

 

I like people, you know

Feel good in the crowd

But sometimes you must

Stay alone for a while

 

To sing your own song

To gather your thoughts

To paint up your dreams

To whistle along

 

Tomorrow I’ll be back

To walk by your side

To lean you my hand

To laugh at your joke

 

But now I’m aside

I woke up like that

And nothing in the world

Can make me come back


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A pensar male...

[martedì, 04 novembre 2008, ore 22:15] [impressioni lupesche]

Qualcun altro si è reso conto che il diluvio universale è cominciato poco dopo che Berlusconi ha dichiarato pubblicamente Sono contento che non piova, così la gente non può dire "piove, governo ladro" ?


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Va tutto bene!

[domenica, 12 ottobre 2008, ore 22:50] [awooo, banana republic, ottimismo e fastidio]

Le banche di quasi tutto il mondo sono in crisi. Va tutto bene, non c'è motivo di preoccuparsi, le banche italiane sono al sicuro, con tutti i soldi che ci hanno inculato negli anni!

Alcuni tifosi italiani sono stati arrestati in Bulgaria per vilipendio alla bandiera Bulgara. Va tutto bene, qui da noi abbiamo un sentatore ed ex ministro, nonchè capo di un partito do governo, che è stato condannato per vilipendio alla bandiera della nazione a cui ha giurato fedeltà.

A Tortona il proprietario di un bar sulla statale ha sparato uccidendo un uomo che si era fermat  ad orinare nel parcheggio adiacente il bar. Va tutto bene, il pover'uomo era spaventato, del resto tutti quei clandestini hanno fatto alzare la guardia alla popolazione!

Il numero di infortuni sul lavoro in Italia è spaventosamente alto. Va tutto bene, in fondo se mettiamo a  confronto il numero dei morti conil numero di coloro che ogni giorno vanno a lavorare si tratta di una percentuale irrisoria. E poi, questo significa che il lavoro non manca!

...devo continuare?


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Tutto vero, giuro!

[venerdì, 03 ottobre 2008, ore 23:36] [un lavoro da lupi]

Questa mattina spulciando il giornale ho visto un articolo che faceva riferimento ad una ricerca compiuta negli Stati Uniti: la ricerca riguardava le domande più assurde che operatori di Help Desk informatici si sono sentiti rivolgere nelle loro carriere.
Avendo io stesso sperimentato cosa si prova a dire ad una persona al telefono “Ora puo’ chiudere la finestra (sottinteso: di dialogo)” e sentirla gridare, presumibilmente ad un collega “Uè, chiudi la finestr’ che mi si sbarella il compiutero!”, non potevo esimermi dal riportare fedelmente (ri-giuro, non mi sono inventato nulla!), le dieci domande che ritengo più rappresentative della pochezza di certi (molti) utenti.
Insomma, per il vostro divertimento e per la vostra consapevolezza, ecco le
 
Dieci domande più assurde fatte all’assistenza tecnica
(con le risposte che io avrei dato)
 
01- Perchè il mio mouse wireless non è collegato al pc?
(perchè il gatto wireless gli ha mangiato la coda)
02- Come posso bloccare la ricezione di mail dal mio capo?
(incendiagli il computer)
03- Puoi ordinare dei joysticks, cosi’ possiamo giocare?
(ora non posso, sto per fare il record a Super Mario)
04- Puo’ riordinare i tasti della mia tastiera in ordine alfabetico?
(prendo lo scalpello e arrivo!)
05- Come posso fare per non ricevere  mail il venerdi’?
(non accendere il pc)
06- Puo’ darmi le previsioni del tempo per il prossimo anno?
(per i primi sei mesi pioggia di stronzate, poi pioggia di bestemmie)
07- Mi puo’ riparare la macchina da scrivere?
(come no, mandamela per mail!)
08- Dove posso scaricare il software per cercare gli UFO?
(accendi la webcam, fai prima)
09- L’ascensore è rotto
(calati per la fune)
10- Quanto ci vuole per cucinare una patata al microonde?
(non so, prova con la tua testa e togli tre minuti)


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Se il lavoro non c'è bisogna inventarlo

[giovedì, 04 settembre 2008, ore 23:16] [topten]

In realtà ero partito per parlare del fatto che la Regione Lombardia ha disposto che non si possa staccare l’alimentazione forzata a quella ragazza in coma da quindici anni, e volevo dimostrare tutta la mia incazzatura sostenendo con veemenza la tesi che se secondo le sacre scritture (no, non ho scordato e non scordero’ le maiuscole), dio stesso s’è impegnato a lasciarci il Libero Arbitrio, non è certo un essere umano, sia esso medico, politico o membro di una commissione, a poter stabilire se una persona debba essere forzata a sopravvivere o meno.

 

In pratica, visto che di opinioni in proposito se ne leggono ovunque, provenienti da ogni tipo di fonte, e che la mia non vale più di quella che puo’ avere in proposito chesso’, Aldo Biscardi, ho pensato che fosse meglio dedicarmi ad una Top Ten.

 

Questo articolo (e quest’altro, in inglese) mi hanno aperto gli occhi sulla quantità di lavori assurdi che esistono al mondo e su quanto la crisi economica imperante e la fantasia malata degli uomini contribuiscano a crearne di sempre nuovi e sempre più incredibili.

 

Insomma, che siano qui per assurdità di ruolo, per impossibilità ad immaginarne le funzioni o in quanto estrememente schifosi, sono tutti veri, e sono i

 

Dieci lavori impossibili (da immaginare)

 

01- Telefonista porno

02- Truccatore di cibo per servizi fotografici

03- Cavia per esperimenti farmacologici

04- Allevatore di larve

05- Sommelier di acque minerali

06- Esaminatore di sperma

07- Selezionatore di pillole

08- Editore di mail di Spam

09- Operaio in un centro per il riciclaggio dei rifiuti (provato personalmente)

10- Spiumatore di galline


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Que viva Mexico!

[martedì, 02 settembre 2008, ore 19:08] [lupi on the road]

Ieri sera Lei ed io siamo andati a testare un nuovo ristorantino messicano che ha aperto recentemente, praticamente sotto casa nostra.

Il locale è minuscolo (soltanto 15 coperti), ma è ben decorato ed arredato, ma la cosa migliore è la cucina: dietro i fornelli infatti sta una signora messicana che prepara quelli che sono i veri piatti della cucina casalinga di quel paese che tanto ha dato al mio stomaco (alla faccia dei Tex-Mex sparsi per il mondo), con passione e voglia di far conoscere il proprio paese (e le proprie tradizioni culinarie) anche dalle nostre parti.

Confesso che aperto il menu avrei voluto ordinare “uno di tutto”, ma che ci siamo dovuti limitare ad un piatto misto (i cui rappresentanti più eclatanti erano chili con carne e  ceviche de pescado), un taco de pollo e fajitas, con un dulce de leche per concludere.

Bene, confesso che era dal tempo del mio soggiorno in Spagna che non mangiavo del cibo messicano tanto buono (jalapenos compresi), innaffiato da tanta sangria e da un paio (facciamo tre o quattro) tequilas sale e limone per digerire.

Non so quando avremo ancora l’opportunità di mangiare da “Don Emiliano” (farà piatti da asporto?), ma sono certo che non mi faro’ certo sfuggire l’occasione di mangiare bene e chiacchierare ancora con il proprietario (il marito della cuoca), una persona che ha fatto suo l’intento della moglie, ovvero quello di portare un angolino di Messico qui in riviera, coccolando i propri clienti, spiegandogli ingredienti, preparazioni e tradizioni legate ai piatti.

Emblematica, a questo proposito, la raccomandazione che la signora fa spesso al marito: “Non scordarti di offrire qualcosa agli ospiti quando arrivano, ma soprattutto di offrirgli qualcosa anche prima che se ne vadano”.

 

Mi piace questa filosofia, anche se non essendo (purtroppo) più abituato alla tequila, stamattina mi sono svegliato con un pizzico di mal di testa...


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Campa Lupo che Milla cresce

[lunedì, 01 settembre 2008, ore 19:41] [topten]

Il 21 Agosto è stato il cprimo compleanno di Camilla, la mia lupacchiotta.

Dopo aver fatto due feste (una per i tortonesi ed una per gli amici di qui), sono giunto alla compilazione di questa lista, che comprende i

 

Dieci segnali che tua figlia è molto matura per avere soltanto un anno

 

01- A nove mesi camminava già, ora corre

02- E’ alta 84 cm

03- Il giorno del suo primo compleanno arrivano tre bambini che ha invitato da sola

04- Ti ha già chiesto come nascono i bambini

05- L’altra mattina si è preparata la colazione da sola

06- Porta ancora il pannolino, ma ti avverte quando è il momento di cambiarlo

07- Il nonno, scherzando, le ha dato un calcetto nel sedere e lei l’ha riempito di scarpate negli stinchi

08- Quando in Tv appare Berlusconi acchiappa il telecomando e cambia canale

09- Sulla spiaggia è riuscita a farsi regalare due braccialetti dai venditori ambulanti

10- Per il secondo compleanno ti ha chiesto in regalo il motorino (o almeno l’uso della tua Vespa)

 

N.B.

Metà delle voci di questa lista sono reali.

A voi scoprire quali.


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As time goes by

[venerdì, 29 agosto 2008, ore 18:30] [quasi originale]

Torno a casa e le trovo vuota. Camilla è a spasso con i nonni e Lei è dal parruccchiere. ne approfitto per sedermi sul divano, coccolato dalle note di Alice di Tom Waits. L'idea è di leggere qualche pagina di un libro, ma prima faccio un salto sul blog. Mi rendo conto che nonostante la possibilità di connettermi da casa lo sto trascurando, anzi: in realtà avevo più tempo di curare la mia piccola creatura elettronica dal lavoro, quando creare un post e postarlo era un tutt'uno, Ora arrivo a casa e la prima cosa che mi viene in mente (confesso, dopo aprire il frigo e recuperare qualche energia) è quella di stare un po' con la mia piccolina ed il blog spesso passa tra le cose che "farò domani".

Nella speranza che qualcuno di voi continui a passarmi a trovare, anche se non mi faccio sentire (qui e da voi) spesso quanto facessi prima, vi lascio un'altra canzoncina "rivista e corretta".

Di Midge Ure e Howlingwolf: (don't) Breathe

Each day you wake up and kiss me
And this is great but for one thing
Your mornin’ breath almost kills me
Stinks like ten camels dead long time

Give me at least a mornin’ break
Wake up without the risk to puke
Brush up your teeth, chew up a gum
Before you stick your lips to mine

Breathe the other side
Breathe your sewer breath off me
Breathe lightly for God’s sake
(don’t) Breathe to make me breathe

For every breath you take the hole
In ozone’s belt grows up in range
You can kill flowers ten feet far
Just talking them with your bad breath

Somebody’s born without smell sense
These are the guys I envy most
Too bad I had the worst of colds

During the time we got engaged


Breathe sometimes not now
(don’t) Breathe is your gift of love to me
Breathe is you way to steal my life
(don’t) Breathe to make me breathe

This life prepares the strangest things
The dreams we dream of what life brings
But this is really to much for me
To bear each day your mornin’ breath

Breathe
Breathe

Breathe the other side
Breathe your sewer breath off me
Breathe lightly for God’s sake
(don’t) Breathe to make me breathe

Breathe sometimes not now
(don’t) Breathe is your gift of love to me
Breathe is you way to steal my life
(don’t) Breathe to make me breathe
 


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La Brochure di un sogno

[lunedì, 25 agosto 2008, ore 21:10] [tra le orecchie del lupo, un lavoro da lupi]

IL CENTRO DI RECUPERO “DILBERT” PER IMPIEGATI ESAURITI

 

LA NASCITA DEL CENTRO

Nel 2008 un piccolo gruppo di IT (soprattutto operatori Help Desk) si rende conto, confrontando le proprie esperienze, che passare le vacanze in modo tradizionale non permette di rilassarsi e ricaricare a sufficienza le batterie in previsione del ritorno in ufficio, soprattutto quando colleghi, clienti e capi continuano imperterriti a chiamare per chiedere informazioni, consigli e quant’altro.

Da questa semplice constatazione e dal desiderio di salvarsi dalla prospettiva di ritrovarsi a quarant’anni con un’ulcera e svariati problemi psicologici (uno su tutti l’impossibilità di gestire la rabbia), nasce il Centro “Dilbert” per il recupero psicofisico dei lavoratori d’ufficio. Inizialmente gli ospiti erano tutti IT, ed operatori help desk, ma con il passare del tempo il target si è allargato, grazie al passaparola, fino a comprendere ogni tipo di lavoratore “da ufficio” (amministrativi, back e front office, segretari/e, ecc.).

Ad oggi, l’unica conditio sine qua non per essere ammessi al programma di recupero è di non essere “capi”.

 

IL MODUS OPERANDI

Il soggiorno presso il Centro “Dilbert” prevede periodi compresi tra una settimana (utili per tutti coloro che devono recuperare energie in fretta) fino a due mesi (indicati nei casi di nevrosi grave). Eventuali soggiorni per periodi maggiori devono essere approvati dall’apposita Commissione di Valutazione della Fusione, in quanto si è scoperto con l’esperienza che in caso di assuefazione allo stile di vita del Centro diventa impossibile riprendere la propria vita quotidiana.

Il Centro “Dilbert” è situato in una piccola isola senza nome dell’arcipelago di Los Roques, al largo (e sotto la sovranità) del Venezuela: solo la particolare ubicazione geografica e morfologica di questo arcipelago corallino permette l’isolamento necessario per il trattamento.

Considerato il crescente numero di richieste di soggiorno e la volutamente esigua (60 posti) capienza del Centro, il consiglio direttivo sta prendendo in considerazione la possibilità di aprire altre due strutture in località ancora da stabilire.

Il trattamento che il Centro “Dilbert” riserva ai suoi ospiti è tanto semplice quanto efficace.

Per cominciare, la vita degli ospiti del Centro deve essere scandita unicamente dai ritmi naturali dell’isola e del suo ecosistema: ogni intrusione esterna non è ammessa. Pertanto è assolutamente vietato introdurre sull’isola telefoni di ogni tipo, computers, palmari, televisori ed orologi. Sono altresi’ proibiti i gruppi di colleghi. Gli ospiti che lo desiderano possono, per contro, essere accompagnati dalle famiglie, che possono godersi una splendida vacanza in strutture convenzionate nelle isole vicine e visitare il proprio congiunto in cura quotidianamente.

Sono ammessi i libri (tranne i manuali tecnici), sono tollerati i lettori Mp3 e le radio, a patto che ne vanga fatto un uso non massiccio (a discrezione del personale del Centro).

Se si escludono queste piccole restrizioni  “terapeutiche”, gli ospiti sono liberi di esercitare qualsiasi attività desiderino: pesca, nuoto, hiking, vela, escursioni in barca ed immersioni, pratica con strumenti musicali, sport di squadra e non, semplice ozio. Il personale del centro, composto per la più parte da volontari e da alcuni specialisti che coordinano le attività, assiste gli ospiti per permettergli di sfruttare al meglio il proprio soggiorno.

A disposizione degli ospiti, oltre a tutte le attrezzature necessarie per la pesca e per lo sport, il Centro offre anche un laboratorio di falegnameria, una sala prove completa di strumenti, uno studio di pittura ed una piccola palestra.

Sull’isola non esistono orari: ogni ospite puo’ dormire, mangiare e svolgere qualsivoglia attività quando e per quanto tempo ritiene più opportuno, compatibilmente con le esigenze degli altri ospiti.

Il cibo è prevalentemente locale (quindi molto ed ottimo pesce e frutta) ma i gusti di ciascuno saranno soddisfatti (celiaci, affetti da intolleranze alimentari e affini sono pregati di segnalare le proprie esigenze al momento della prenotazione) grazie ai rifornimenti che ogni settimana giungono sull’isola con la barca che trasporta gli ospiti in arrivo ed in partenza.

 

NEWS

Vista l’efficacia del “Trattamento Dilbert” nel rimettere in forma i suoi ospiti, già molte aziende ci hanno contattato per cominciare collaborazioni finalizzate a premiare i propri collaboratori ed assistiti più produttivi (e di conseguenza più esauriti) con soggiorni pagati presso il nostro Centro, mentre molti servizi sanitari nazionali hanno riconosciuto la gravità dei disturbi psicosomatici da stress lavorativo e rimborsano in parte o in toto il costo di un soggiorno presso la nostra struttura.


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Felinità

[lunedì, 25 agosto 2008, ore 21:07] [quasi originale]

Torno da un fine settimana passato nella terra dei miei avi a festeggiare il (primo) compleanno di Camilla e segnalo la mia presenza con l'ennesima versione "lupeggiata" di una canzone. Questa è dedicata ad una nuova amica ed è contemporaneamente alla faccia del suo compagno (che al contrario è un amico di più lunga data).

Di Carrisi - Howlingwolf: Felinità

Felinità

È fare le fusa e graffiare chi abusa

la felinità

è uo sguardo implorante all’ora di cena

la felinità

è occupare il divano per un pisolino,

felinità

 

Felinità

È dormire tranquilli, su un cuscino del letto

Di mamma e papà

È guardare di fuori, dal davanzale

la felinità

è sdegnar bocconcini e rubare panini

la felinità,

felinità

 

Felinità

È un bicchiere di latte bevuto a lappate

la felinità

è infilarsi diretto dentro a un cassetto

la felinità

è svegliare il padrone mordendo il ditone

la felinità, felinità

 

Senti nell'aria c'è già

Una nube di pelo di gatto che va

Devi capire che questa è la felinità

Senti nell'aria c’è già

Un miagolio tremendo è l’ormone che va

Come una sirena che sa di felinità

 

Felinità

è una sera “sorpresa!” torni dalla spesa

e la lampada: CRACK!

E' un libro a cui tieni fatto a brandelli

la felinità

è una palla di pelo sotto il divano

la felinità,

felinità

 

Felinità

è un agguato di notte, dall’armadio sul letto

la felinità

è un topo per dono, sullo zerbino

la felinità

è grattarsi le pulci sulla tovaglia

la felinità, felinità

 

Senti nell'aria c'è già

Una nube di pelo di gatto che va

Devi capire che questa è la felinità

Senti nell'aria c’è già

Un miagolio tremendo è l’ormone che va

Come una sirena che sa di felinità

 

Senti nell'aria c'è già

La puzza di piscio di gatto che va

Ma poi s’acciambella, ti guarda e tu ti sei scordato già

Senti nell'aria c’è già

Il rumore di fusa se lo gratti qua

come un sorriso che sa di felinità

 


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Elogio della solitudine

[martedì, 19 agosto 2008, ore 15:09] [vita, tra le orecchie del lupo, lupi in pantofole]

Sono convinto che ciascuno di noi dovrebbe avere la possibilità di trascorrere, di quando in quando, una giornata in perfetta solitudine.

Prima che qualcuno cominci a pensare che la vita del padre e del marito mi abbia già logorato voglio specificare che stare con la mia famiglia mi piace, mi gratifica e mi diverte ogni giorno di più.

Il fatto è (e qui, per esempio, il mio fratellino mi capirà sicuramente) che per tutta la vita, più o meno volontariamente ho passato periodi di varia durata in solitudine. Non sto parlando soltanto di solitudine fisica, ma anche e soprattutto di solitudine mentale, di quella condizione che permette di inseguire i pensieri più personali, di organizzare il tempo secondo i propri ritmi, di dedicarsi a quelle attività (ozio compreso) che in condizioni normali si possono esercitare soltanto con i minuti contati, pronti ad abbandonarli per rivolgere la propria attenzione a ciò che è veramente importante.

Già, perché fare un paio di cruciverba, leggere un libro tutto di fila, disegnare, ascoltare quel CD che si è trascurato per un sacco di tempo, vedere quel vecchio film che tanto si ama, fare una passeggiata, giocare un po’ con il computer, sono cose che nella scala assoluta dei valori non hanno nessuna importanza, ma che se trascurate per troppo tempo fanno sentire la propria mancanza.


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Trop 'O' The Spot - piccolo spazio pubblicità

[venerdì, 15 agosto 2008, ore 22:04] [impressioni lupesche]

"La mia dentiera balla, mi dà fastidio, non so proprio come fare!"

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Mai più.

 

“D’estate il cambio d’abitudini mi fa sentire gonfia”

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Io Credo

[mercoledì, 13 agosto 2008, ore 20:08] [tra le orecchie del lupo]

Molti sono convinti che io non creda in nulla.

Niente di più sbagliato. In realtà credo in un sacco di cose. Per esempio, credo nel valore della parola data, e credo che vivere onorando la propria parola sia spesso fonte di fregature e problemi, ma credo che sia l’unico modo valido di stare al mondo.

Credo che interessarsi di politica e soprattutto dei politici sia il modo migliore per farsi venire frequenti e violenti attacchi di gastrite, ma credo che nascondere la testa sotto la sabbia serva soltanto a rendere più facile il compito di chi vive per buttarcelo al culo.

Credo che fare il marito ed il padre sia un compito degno di Tantalo, ma credo che ne valga pienamente la pena.

Credo nel valore educativo dello sport, anche se credo molto poco nello sport professionistico.

Credo che un buon libro valga dieci ottimi film.

Credo che sapersi esprimere con proprietà sia un dovere oltre che un piacere.

Credo alla bontà della pratica di considerare anche il punto di vista del prossimo prima di cercare di imporre le proprie opinioni con urla e strepiti.

Credo che la distribuzione delle risorse e delle ricchezze del mondo gridi vendetta, e purtroppo credo che non vivrò abbastanza per vedere la situazione migliorare.

Credo che le persone siano fondamentalmente buone, mentre la gente è fondamentalmente maligna.

Credo nella tolleranza e nel rispetto, e credo che quando li si dà li si debba pretendere.

Credo che la conoscenza non sia mai abbastanza, e credo che la conoscenza senza l’empatia sia utile quanto un biglietto aereo ad un uccello.

 

Credo di aver scritto abbastanza vaccate, per oggi.

Ciao, take care of yourselves

M.

 


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Frasi da ricordare

[martedì, 12 agosto 2008, ore 14:46] [quasi originale]

Cose che hanno detto altri e che sottoscrivo pienamente.

- " Libertà d'espressione è dire quello che la gente non vuole sentirsi dire. " George Orwell

- " Con quanti nomi puoi chiamare Dio? Puoi chiamarlo, se vuoi, in mille maniere: Dio, Visnu, Ugo, Krisna, Giove, Allah...Tanto... non ti risponde. " Corrado Guzzanti

- " Ormai in Italia siamo alla "legislazione automatica": ogni reato di cui è accusato Berlusconi viene automaticamente cancellato da una legge apposita. Speriamo che prima o poi si faccia una canna. " Daniele Luttazzi

- " Vivere é la cosa più rara del mondo: i più, esistono solamente. " Oscar Wilde

- " La vita e' un viaggio, viaggiare e' vivere due volte. " Omar Khayyam.

- " Dovremo temere non tanto le parole e le azioni odiose dei malvagi, quanto l'orribile silenzio degli onesti. " Martin Luther King

- " La vita e' una tempesta, ma prenderla nel culo e' un lampo. " Beppe Grillo 

Presto riuscirò anche a tornare con qualcosa di veramente mio...


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